Le parole giuste per esprimersi

Le parole giuste per essere, per manifestare con chiarezza il tuo pensiero, i tuoi sentimenti, a te stesso e agli altri, questo è, esprimersi. E le parole giuste, non vanno intese come tecnica preconfezionata, ma come profonda espressione di te. Cosa è, l’espressione? È la manifestazione concreta dell’essenza. È quello che raggiunge il mondo e gli altri. Le parole giuste capaci di esprimere la tua essenza sono tutto. Sono la base della potenzialità umana, che non ha limiti, se non quelli che arrivano da preconcetti e pregiudizi, che dentro di te contribuisci a mettere anche tu. Paure, visioni conflittuali, speranze illusorie. Che la speranza attiva è la concreta capacità di contribuire fattivamente alla tua realizzazione, ma deve essere ben fondata, chiara, a te stesso per primo. In questa prospettiva, le parole giuste sono la giusta e migliore espressione di te. Navighiamo insieme in questa splendida dimensione, che può contribuire ad arricchire la tua vita tanto, quanto vuoi.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Esprimerti per essere

Partiamo dal significato. Esprimere, dal latino “exprimĕre” che vuol dire “premere fuori”. Tra i tanti significati, quello poetico lo trovo molto significativo, “esprimere” nell’accezione di generare, far nascere. Poi, quello più tradizionale, “manifestare con parole, a voce o in scritto, i propri pensieri o sentimenti; esprimere il proprio parere, il desiderio, la speranza, la paura, la collera. Ma anche, altro significato potente, la forma riflessiva, esprimersi “spiegarsi con la parola, manifestare con chiarezza il proprio pensiero o sentimento”. Fino a tutto l’Ottocento, si usava anche come aggettivo, “occhi esprimenti”. Le parole giuste sono quelle che sanno tradurre pienamente l’espressione di te. “Espressione”, “l’atto e il modo di esprimere, di comunicare ad altri quanto si sente, si pensa o si vuole: di un sentimento; della volontà; delle proprie idee. La parola, con cui si manifesta il pensiero o il sentimento: espressioni d’affetto, d’amore, di gratitudine, di ringraziamento, di dolore”.

Ma c’è di più: l’espressione è il modo con cui si manifesta esteriormente, soprattutto negli atti del volto, nel gesto, nello sguardo, il sentimento interno o l’animo o anche le qualità naturali di una persona. Il sentimento interno, l’animo, le qualità naturali, i pensieri e i sentimenti veri, aggiungerei. È questa la dimensione di cui ti sto parlando: le parole giuste, quelle che ti servono, sono le parole in grado di dare espressione alla tua essenza. Tutto qui. Un tutto qui che da un lato mostra come a volte le cose, viste nella loro profonda semplicità, siano molto più accessibili che non osservate tramite sovrastrutture precostituite. Dall’altro, ci fa capire come sia un “tutto qui” molto denso di significato.

Come cambiare la comunicazione cambia la realtà

Perché? Perché la vita, le relazioni, le esperienze, di ognuno di noi, ci insegnano come trovare le parole giuste per dare espressione a se stessi non sia così facile. Tu trovi le parole, usi le parole, ti esprimi, comunichi, agli altri e a te stesso, ma come? Come hai imparato. E come hai imparato? Adattandoti. Adattandoti a cosa? Alla tua vita. Esperienze positive ti avranno dato input positivi, esperienze negative, ti avranno dato input negativi. Poi, queste cose si aggiungono a te, e ti trasformano. Se sono in armonia con la tua essenza, ti potenziano, altrimenti, ti indeboliscono. È un dato di fatto. Qualche esempio. Se ascolti i miei podcast da un po’, saprai che ho una storia molto lunga di ricerca e pratica applicata, che condivido soltanto cose di ho constatato la piena efficacia per tutti, tutti, vuol dire ogni essere umano nella sua unicità e nella sua circostanza di vita. Ma ognuno nel proprio modo, unico, quello giusto. Ed ho lavorato tanto, per i figli e con i figli, per i genitori e con i genitori, per le coppie e con le coppie, ma sempre, per l’essere umano unico, perché non puoi essere il miglior genitore che puoi esprimere se non sei la migliore persona, né il miglior partner, né il miglior figlio. Ovunque tu voglia esprimerti nella tua piena potenza e possibilità, devi essere ed esprimere te stesso, dentro di te e poi nella realtà, per cambiare le cose.

Se mi segui da un po’, avrai ascoltato storie in cui racconto queste potenti e straordinarie trasformazioni. Nomi di fantasia. Esmeralda, che voleva bene alla figlia, ma riusciva ad esprimere il suo amore solo con critiche e confronti. La figlia, Perla, che voleva bene alla mamma, ma riusciva ad esprimere il suo amore solo con aggressività e distanza. Puoi capire da solo che qualcosa non va quando quello che provi dentro di te non corrisponde all’effetto che crei fuori. Quando le parole che dici pensando che ti aiuteranno a farti capire meglio, ad eliminare, la distanza, a creare il giusto contatto, invece, creano divari e sofferenze. Io parto sempre dalle basi: non dalla tecnica, ma da quello che sta prima, di ogni tecnica. La comunicazione come tecnica è bella, ma è una visione talmente riduttiva di questa costitutiva espressione della vita, che proprio la lascio a chi vuole usarla, che tanto, male non fa.

La libertà di essere (te)

Esmeralda e Perla lavoravano con me, per obiettivi diversi. Però ad un certo punto questi obiettivi si sono incontrati, perché se migliori davvero, se trovi le parole giuste per esprimerti, anche a te stesso, crei sempre valore, è un dato di fatto. Perché fai emergere il valore che sei. Così Esmeralda ha trovato le parole giuste per esprimersi a se stessa, il suo senso di frustrazione, il rapporto fallito nel matrimonio, le paure di non essere più al centro dell’amore della figlia, che il tempo passa, e i figli, si emancipano, e dovresti volere la loro libertà, non temerla. E Perla, sapeva di quell’amore profondo, solo che non aveva mai compreso quanto fosse vitale esprimerlo, che tutti abbiamo bisogno di nutrimento. Tutto, ha bisogno di nutrimento, e se non nutri l’amore e il rispetto, cosa nutri? Ricordo ancora la trasformazione, come trovarono le parole giuste, per esprimere quello che davvero provavano l’una per l’altra, e non solo quello, anche di più, visioni, speranze, paure.

Puoi avere, i tuoi timori, solo che non devono diventare giudizi e ostacoli, ma restare quello che sono: espressione dei tuoi sentimenti, dei tuoi pensieri, delle tue emozioni. Proprio ieri, in un esercizio applicato, ho aiutato una persona che spesso non esprime quello che davvero pensa, a percepire la gioia che deriva dall’essere te stesso nel modo giusto. E qua veniamo ad un altro punto sostanziale: come fai a sapere se è “giusto”? È presto detto: sei hai buone intenzioni e produci cattivi effetti, o le tue intenzioni davvero non sono buone o non hai ancora trovato le tue parole giuste. Se non sono buone, devi ascoltarti, e creare una dimensione relazionale positiva che ti sostenga in modo costruttivo anche nell’esprimere sentimenti difficili. Ogni sentimento ha il diritto di esistere. Ma se lo usi per costruire, anziché per distruggere, porterà molta più bellezza e realizzazione alla tua vita. A volte, tante volte, buoni sentimenti non trovano giusta espressione, ma neanche, giusta risposta. E qua, c’è un altro fondamentale tassello: essere libero, autonomo, indipendente, libero, di essere te stesso, anche se l’altro non risponde come vorresti.

La migliore espressione di te

Libero, in senso affermativo, esplori, impari, cresci. In questa prospettiva crei sempre del bene, perché una cosa è vincere affermando positivamente te stesso, senza bisogno che qualcuno soffra, un’altra pensare che dalla sofferenza meritata – secondo te – dell’altro, possa derivarti un bene. Ma il bene, deriva dal rispetto che hai per il miglior te stesso. E questo vuol dire comprendere le tue caratteristiche, usarle, esprimerle, cambiare le parole, trovare quelle giuste, trasformare la vita. Tutti, siamo influenzati dall’esistenza che viviamo, ma non vuol dire che per questo non possiamo viverla senza che ci trasformi in altro da ciò che profondamente siamo. La speranza attiva è la concreta capacità di contribuire fattivamente alla tua realizzazione, ma deve essere ben fondata, chiara, a te stesso per primo. In questa prospettiva, le parole giuste sono la giusta e migliore espressione di te. Questo è il mio lavoro, rendere la speranza una concreta azione trasformativa nella vita.

Pensaci, finché c’è vita c’è speranza, vuol dire che puoi cambiare, perché è in te la possibilità di tracciare i sentieri nuovi della tua esistenza. Le tue parole giuste le troveremo insieme, e più le riconosci, più sai quali sono, più trovi il modo per renderle realtà. Per il tuo bene, ma anche per quello degli altri. Che nessuna persona felice produce infelicità.

E se vuoi essere, esprimere ed esprimerti, pienamente e consapevolmente, e vuoi farlo con me, sapere come, cosa possiamo fare, sono a tua disposizione per rispondere ad ogni tua domanda. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, parliamone, ed inizia a ricordare ogni piena espressione di te è un dono che fai alla tua vita, che è poi il valore stesso dell’esistenza.

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Aforismi adesso, sull’esprimere se stessi. Zygmunt Bauman, “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”. Anthony Robbins, “Per comunicare efficacemente, dobbiamo realizzare che siamo tutti diversi nel modo di percepire il mondo e utilizzare questa comprensione come guida della nostra comunicazione con gli altri”. George Bernard Shaw: “Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono”. Jim Rohn: “Una comunicazione efficace è fatta dal 20% di ciò che sai e dal 80% di ciò che provi rispetto a ciò che sai”. L’ultimo, che ogni tanto ti ripropongo, di Kahlil Gibran: “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi”. Così mi commenta Maria Grazia, un post su Facebook dedicato ad “Essere speranza”.  “Credo che lei – mi ha scritto – abbia proprio questo dono, di incrementare consapevolezza e quindi fiducia e quindi speranza attraverso le sue riflessioni che mi sembrano sempre molto ispirate! Come se ci fosse un valore aggiunto rispetto ad una normale interpretazione della vita!”. Più sotto, il commento di Osvaldo, a “La bellezza della gratitudine”. “Ma tu Annarosa hai qualche legame di parentela, con i grandi scrittori del passato? Per la tua carica interiore di scrittrice mi fa pensare, comunque apprezzo”. Nomi veri. Grazie, Maria Grazia, grazie, Osvaldo. Parole che sono espressione. E, come ci ricorda l’accezione poetica di esprimere, generano e fanno nascere. Grazie a voi, che mi seguite con tanto affetto, che mi leggete, e mi scrivete e mi ascoltate. A te, che mi stai ascoltando in questo momento. “Il valore aggiunto” di cui parla Maria Grazia, la “carica interiore” di cui scrive Osvaldo, chi è altri è, se non ciò che ognuno di noi può essere ed esprimere? È così che la nuova realtà nasce. Quella che viene da te. Se ti piace questo podcast, lascia un commento, una recensione, un like, condividilo, aiutami, ad aiutare. Che molto si può fare, se vogliamo, quanto, vogliamo.

Il brano che ho scelto per chiudere la puntata è: “Search inside yourself”. E ti ho detto tutto. Non rinunciare mai ad essere. Mantieni forte questa visione. Un abbraccio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Finché c’è vita c’è speranza, vuol dire che puoi cambiare, perché è in te la possibilità di tracciare i sentieri nuovi della tua esistenza” -Annarosa Pacini

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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