Il min…one non esiste (come le parole-etichetta ti condizionano)

Le parole-etichetta che ti condizionano. Annarosa Pacini, grafologia e comunicazione per la crescita personale
Le parole sono etichette, dicono cose, danno informazioni. Servono per comunicare, sono importanti e fondamentali. Ma non tutte le parole dicono la verità. Annarosa Pacini, comunicare per essere® podcast

Le parole sono etichette, dicono cose, danno informazioni. Servono per comunicare, sono importanti e fondamentali. Ma non tutte le parole dicono la verità: la verità è qualcosa da ricercare, approfondire, conoscere, valutare, in modo autonomo, con saggezza. E’ vero che raccolgono e trasmettono delle verità, ma non la verità assoluta. Così, dire di una persona buona che è un ingenuo o un min…one, trasforma molto il valore di quella persona nell’idea che ne ha chi ne parla. Vale per tutte le parole che vogliono appiccicare etichette-giudizio. Il semplicistico, nella buona comunicazione, non paga. Anzi, più riduci le tue parole, più riduci il tuo pensiero e le tue idee, più la tua realtà diventa stretta. Per aprire la tua vita alla crescita, all’evoluzione personale, alla tua trasformazione devi mettere da parte le parole-etichetta ed usare solo parole vere. Intanto, allenati a scoprire le tue, di parole-etichetta.
Analisi grafologica, life coaching, counseling on line, comunicazione interpersonale, evoluzione personale, motivazione, psicologia, crescita personale.

Attenzione: in questa puntata utilizzo un paio di volte una parola che, a qualcuno, può risultare non gradita, a solo scopo esemplificativo, e con un intento ben diverso rispetto all’utilizzo più comune.

Comunicare per essere®”, dedicato all’evoluzione personale, un’evoluzione personale reale, concreta, che puoi mettere in pratica ogni giorno nella tua vita. Comunicare per essere, perché solo attraverso la comunicazione puoi essere te stesso nel mondo e in te, al massimo del tuo potenziale, e scoprire che puoi andare anche oltre. Un grazie ai nuovi amici che ogni giorno si aggiungono, e mi seguono sui social. Puoi seguire il mio podcast su tutte le app più diffuse per ascoltare radio e podcast, iTunes, Spotify, Spreaker, CastBox, PodcastAddicat, scegli quella che preferisci, abbonati e potrai ascoltarlo quando vuoi.
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Il min…one non esiste (come le parole-etichetta ti condizionano)

Nella puntata dal titolo “Buono è guerriero (essere buoni richiede coraggio)”, parlando del buono, ti ho detto che la persona buona, in modo volontario e consapevole, non subisce e non è debole. E non è un min…one, e poi ti avevo promesso (questo, se hai già ascoltato la puntata, altrimenti, è un piccolo antefatto) che ti avrei spiegato perché “il min…one non esiste”. Ci ho messo un po’, a farlo, perché le parole etichetta non mi piacciono proprio, e avevo un po’ di resistenza a scrivere “min…one” nel titolo della puntata. Ma un impegno è un impegno. E poi, non è la parola in sé, che mi interessa, ma tutto quello che portano con sé le parole giudicanti.
La parola “min…one”, che non è una parolaccia sul vocabolario Treccani, ma nemmeno una parola elegante e gentile, nella realtà, è usata soprattutto come titolo di spregio e rimprovero. Parte da un’idea di base, quella di una persona ingenua e semplice, che poi trasforma in modo negativo.

Le parole-etichetta giudicano, non comprendono (perché evitare la comunicazione semplificata)

Prendiamo una persona ingenua e semplice (ma non solo ingenua e semplice). Questa storia è vera, come sempre (nomi di fantasia).
Chiamiamola Aldo. Aldo ha un amico, Ugo. Aldo e Ugo vanno spesso in vacanza insieme. Una volta, Ugo, che si era appena comprato un’auto nuova, fa male i conti rispetto alla disponibilità di spesa che aveva, e si trova senza soldi a disposizione. Aldo glieli presta, così che possano finire la vacanza in tranquillità. Qualche centinaio di euro. Al loro rientro, Ugo non glieli restituisce. Aldo non glieli chiede, convinto che prima o poi li riavrà. Intanto, la sua ragazza, Gloria, inizia ad esprimere il suo punto di vista che, nei confronti di Ugo, non è mai stato positivo. E Aldo si trasforma da “amico generoso” a “min…one” (parola testuale).
Quando Aldo è venuto da me, era in crisi con la fidanzata, per il modo in cui lo criticava e perché lo faceva sentire sempre inadeguato, rispetto a quello che lei riteneva giusto. Il problema con Ugo sembrava essere secondario. Durante il suo percorso, Aldo ha fatto un lavoro eccezionale. Prima di tutto, sull’idea che aveva di se stesso, ha ritrovato la sua natura originaria, decidendo quello che a lui andava bene. Era un uomo generoso, ma non stupido. Sentirsi stupido, trasformava la sua generosità in qualcosa di brutto. Poi, sul modo in cui la comunicava, la sua natura autentica. Teneva molto alla sua ragazza, Gloria. Anche Gloria teneva a lui. Così decise di fare qualche incontro con me. E scoprì che spesso usava parole-etichetta, non solo con Aldo. E che spesso lei si sentiva dalla parte del giusto, e gli altri si sentiva feriti e giudicati. Da un punto di vista grafologico, in effetti, le caratteristiche dello stile comunicazionale di Gloria erano molto particolari: attenta e acuta, ma poco diplomatica, con un linguaggio diretto e un po’ brusco. Notava tante sfumature, che potevano arricchire le sue relazioni e far del bene alle persone che amava, ma non sapeva utilizzarle in modo giusto, anzi, alla fine, quelle sue caratteristiche da positive si trasformavano in negative, per lei. Essendo una donna molto consapevole, è riuscita ad imparare come essere se stessa con gli altri, e non in contrapposizione. Aldo e Gloria stanno ancora insieme, anzi, di più, hanno anche aperto un’attività. E Ugo gli ha restituito i soldi, dopo molti mesi. Perché il suo problema era, da sempre, il bisogno di apparire, e a volte, non solo con l’acquisto dell’auto, spendeva di più di quanto potesse permettersi. Era un buon amico prima, e dopo il prestito, solo che era un buon amico troppo influenzato dall’apparenza e con una cattiva gestione economica. Il cambiamento di Aldo ha aiutato anche lui, ma questa è un’altra storia.

La buona comunicazione: fai emergere i livelli nascosti

Ti racconto come, senza usare parole-etichetta, ed usando la buona comunicazione, Gloria avrebbe potuto parlare con Aldo, a proposito del prestito, e, invece di dirgli: “come sempre, Ugo se ne approfitta, e tu sei il solito min…one”, gli avrebbe potuto dire: “Aldo, sai che ti amo perché sei davvero una persona generosa, e un buon amico. Ma a volte mi viene il dubbio che Ugo se ne approfitti, spende un sacco di soldi per comprare quello che vuole, e poi non gli bastano i soldi per venire in vacanza con te. Speriamo che te li restituisca presto. E’ proprio fortunato ad averti come amico, la prossima volta che lo vedo glielo voglio dire”.
Cambiando le parole, cambia la prospettiva, cambia la realtà: soprattutto, se usi le parole vere, quelle che sono più adatte a te ed alla tua natura originaria, la tua comunicazione sarà sempre più evolutiva e diventerà uno strumento prezioso per la costruzione della tua vita, del tuo futuro e della tua felicità. La comunicazione semplicistica, che usa le parole come etichette e come giudizi, invece che come strumento di dialogo, non solo non aiuta a migliorare le situazioni e le relazioni, ma, con il tempo, peggiora le cose. Spesso, uno dei motivi di maggiore sofferenza, nelle relazioni, tra partner, tra genitori e figli, in ogni tipo di relazione, di cui mi parlano le persone con cui lavoro, è proprio il sentirsi etichettati con parole che percepiscono come non giuste, perché non rappresentano ciò che sono, ma il modo in cui l’altro pensa che siano. Ma io, che lavoro con le persone in profondità, posso dirti che, altrettanto spesso, chi usa le etichette-giudizio e la comunicazione semplicistica ha molto di più, da dire e da dare. E’ un tipo di comunicazione che limita tutti, anche chi la usa. Più riduci le tue parole, più riduci il tuo pensiero e le tue idee, più la tua realtà diventa stretta.

Con la comunicazione vera, le relazioni crescono

Alla vita, alle relazioni, serve, invece, molto spazio, interiore ed anche reale. Per aprire la tua vita alla crescita, all’evoluzione personale, alla tua trasformazione devi mettere da parte le parole-etichette ed usare solo parole vere. Per cominciare, scopri le tue parole-etichetta, e poi inizia a trasformarle, a spiegarle, ad approfondirle. La trasformazione che ti ho proposto sopra è soltanto un esempio, allenandoti, dovrai trovare le tue parole vere. Come le individui? Sono parole che usi spesso, in certi contesti, con certe persone. Non producono effetti positivi, spesso ti sembra di essere frainteso, di solito l’altra persona ti risponde con altre parole-etichetta. Più passa il tempo, più, quando pensi a quella persona, la pensi con quelle parole. Ecco, le hai trovate.
Poi, ci sono anche le parole etichette-positive. Quelle, sono più utili, ma ti sconsiglio di usarle in generale. Cerca sempre le parole vere, è assolutamente consigliabile, almeno, nella prospettiva della buona comunicazione, dire una frase in più, essere chiari, comunicare davvero, impegnarsi ogni volta per fare meglio, che non accontentarsi di parole-etichetta che ti fanno perdere di vista la persona vera, e che impoveriscono la tua visione e le possibilità di evoluzione che solo le visioni positive si portano con sé. A proposito di visioni positive, prima degli aforismi e del brano musicale, vorrei ringraziare Antonio, che qualche giorno fa, su Spreaker, ha scritto questo bellissimo commento: “Cara Annarosa, hai una voce che penetra nell’anima. Amo, gli argomenti che produci e Stimo la Tua professionalità. Grazie… TVB”. Antonio, come ti ho scritto, grazie. La comunicazione vera è sempre un regalo. Grazie per le tue parole, a te ed ai tanti che mi scrivono messaggi pieni di significato.
Ti ricordo che, per lavorare sulla tua visione evolutiva, per la tua evoluzione personale, per una comunicazione vera e su misura per te, per ogni tuo percorso di crescita, se vuoi, posso aiutarti. Nella pagina contatti sul mio sito, annarosapacini.com, trovi tutti i recapiti, puoi scegliere quello che preferisci, anche contattarmi tramite social, nessun problema. Analisi grafologica profonda, Profilo grafologico essenziale, counseling, on line, se vuoi risparmiare tempo per investirlo sulla tua formazione evolutiva, ovunque tu sia. Sono a tua disposizione per ogni approfondimento. Il primo incontro informativo, nel mio studio, telefonico, in videoconferenza, è sempre gratuito. E presto ci saranno alcune novità, dato che sto ricevendo richieste per corsi, in diretta, da seguire a distanza. Abbonati al podcast e sarai sempre aggiornato.
E’ il momento di salutarti, aforismi e musica. Tris di aforismi sul giudicare
“Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle” (Madre Teresa di Calcutta)
“Quanto poco vedono ciò che è, coloro che danno i loro frettolosi giudizi su ciò che sembra” (Robert Southey)
“Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi” (Carl Gustav Jung)

Il brano che ti dedico si intitola: “Vox”. Dai voce al tuo essere più vero, e permetti agli altri di fare lo stesso. Questa è la strada per tua tua vera evoluzione.
Ti ringrazio, per essere stato con me.