Il diritto ad essere se stessi: cosa sbaglia Salvini quando “attacca” gli appelli per cognome

L’argomento sarebbe di non particolare rilevanza, se non rimandasse ad un intero modo di vedere, di sentire, e di fare politica. Salvini (in questo caso, ma i politici fanno a gara, in quanto a bizzarrie e mistificazioni comunicative svalorizzanti) ipotizza che l’appello fatto a scuola, per cognome, nasconda il riprovevole intento di non discriminare qualche “fluido”.

A parte la svista oggettiva – gli appelli a scuola si facevano per cognome quando il termine “fluido” legato all’identità di genere non era stato nemmeno concepito -, è quello che c’è sotto, a cui dobbiamo prestare attenzione. Salvini (politico eletto, in teoria portavoce di chi ha voce e di chi non ne ha) trova che a scuola cercare di NON discriminare qualche bambino sia una “follia”.  Ma la scuola non dovrebbe essere un luogo deputato a formare cittadini del mondo, tutelando e sostenendo la diversità dell’essere come fondamento della piena espressione dell’essere umano?

– Analisi delle strategie comunicative, secondo i criteri di una comunicazione valoriale che ponga la persona al centro, applicata alla vita ed alle relazioni. A cura della dr.ssa Annarosa Pacini –

Riporto da vari siti on line la frase di Salvini, sul palco a Domodossola, in comizio elettore, estrapolata da un video twittato dalla giornalista Charlotte Matteini: “In una scuola elementare, e anche in una media, fanno l’appello per cognome per non discriminare qualche bambino che a sette anni magari si sente fluido. Questo non è futuro, è una follia assoluta”.

Cosa ci dice della politica italiana?

Che ha una straordinaria pochezza di argomenti. A fronte di temi urgentissimi, dal lavoro all’energia, dalla sanità alla scuola, un politico in campagna elettorale non trova di meglio che aizzare gli animi contro gli insegnanti e la scuola, per via dell’appello fatto per cognome.
Appello fatto per ordine alfabetico, del cognome, che nasconderebbe il folle intento di non discriminare un bambino che a sette anni si sente fluido.

Cosa dobbiamo cercare nella comunicazione politica perché non condizioni la libertà di essere

Per prima cosa, dobbiamo ricercare la verità. Poi, valutarla. Ancora, decidere se siamo d’accordo. Il diritto di essere se stessi è un diritto inalienabile. Te stesso: quello che sei e senti di essere, come ti percepisci. Ogni essere umano dovrebbe avere la possibilità di poter esprimere e accrescere ciò che è. Non solo gli esseri umani che ci piacciono, con cui andiamo d’accordo, che condividono le nostre idee, hanno lo stesso colore della pelle o dei capelli. Ogni essere umano.

Questo vale per tutti, ancor di più per chi, da solo, non ha ancora strumenti e possibilità di far valere il suo essere.
Perciò, in ogni messaggio politico, se riscontri un attacco ad una minoranza indifesa, basato su un punto di vista personale, ebbene, prendi nota e vai oltre.

Un modo nuovo di costruire la realtà attraverso la comunicazione

La comunicazione valoriale permette di condividere ed esprimere punti di vista diversi nel pieno rispetto dell’altro, in modo costruttivo, per creare realtà migliori.

Applichiamo questo modello comunicativo (la comunicazione valoriale) a Salvini:
“Ho riflettuto che l’appello a scuola si fa utilizzando il cognome. Sapete che io non sono molto favorevole alle moderne concezioni del genere e delle sue ‘nuove’ espressioni. Alla fine, perché non chiamare un bambino con il nome di battesimo? E dargli il tempo di crescere, per capire davvero chi è.
Ma, come politico, so bene che quello che fa la differenza è sostenere il sistema educativo, migliorare la situazione della Scuola italiana, docenti e discenti. E certo non mi farò distrarre da elementi così secondari. Anche se mi piace dire la mia”
.

Incredibile, vero? Con la comunicazione valoriale anche una boutade (perché questo auspicheremmo fosse, la frase di Salvini, una battuta) può creare valore, e dire qualcosa di buono.
Ascolta attentamente, valuta attentamente. La paura distrugge, il coraggio crea. L’intolleranza chiude al futuro ed alle possibilità, il dialogo apre al futuro ed alle possibilità.
Ragiona sempre senza farti influenzare dalla fede politica. Perché gli uomini che fanno politica, sono uomini. E quello che mettono in ciò che fanno, è ciò che sono. E se le loro visioni interiori ed i loro valori non sono alti, eticamente, culturalmente, politicamente, purtroppo, anche le loro parole volano basso.

Il video su il corriere.it

Salvini: «In alcune scuole fanno l’appello per cognome per non discriminare chi si sente fluido». Ironie e critiche sui social

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