La scrittura ideale per realizzarti nella vita

La scrittura ideale per realizzarti nella vista, podcast, grafologia, comunicazione, Annarosa Pacini
Il tema della puntata è la scrittura ideale per realizzarsi nella vita. Esiste? Vi rispondo subito, sì, esiste. Potrebbe essere la vostra? Potrebbe, anzi, lo è sicuramente. Annarosa Pacini podcast
“Comunicare per essere®”, podcast – da ascoltare e da leggere

Benvenuti all’ascolto – o “alla lettura” – di “Comunicare per essere®” podcast. Evoluzione personale, strumenti e visioni per migliorare la nostra vita e i rapporti con gli altri. Approfondimenti e news li trovate, come sempre, su questo sito, annarosapacini.com

La scrittura ideale per realizzarti nella vita

Il tema della puntata è la scrittura ideale per realizzarsi nella vita. Esiste? Vi rispondo subito, sì, esiste. Potrebbe essere la vostra? Potrebbe, anzi, lo è sicuramente. Vi sentite realizzati? Sì, no, un po’. Se la vostra scrittura è la scrittura ideale, allora dovreste sentirvi realizzati. Se non vi sentite realizzati, forse non sapete che lo è. Soprattutto, come fare in modo che lo divenga pienamente. Sentirsi realizzati e felici va di pari passo, se la realizzazione è autentica. Scopriamo come.

La vera scrittura ideale esprime il nostro miglior equilibrio

La grafia ideale non è ideale perché caratterizzata da segni specifici, di quella certa dimensione, inclinazione, pressione. O meglio, non è ciò che io intendo quando parlo di “grafia ideale”. La grafia è ideale perché, quali che possano essere le caratteristiche di una persona, queste sono in tale equilibrio da consentire alla persona stessa di governare veramente la propria vita e di essere se stessa. Di realizzarsi.
Non si tratta di concetti teorici, astratti, di modelli cui tendere, ma di realtà concrete che possiamo mettere in moto nella nostra vita, cercando di essere il più possibile in armonia con la nostra natura originaria.
Vi racconto una storia, di una coppia, ma potremmo parlare di colleghi di lavoro, di genitori, di figli, di amici, la dinamica è valida per ogni situazione di relazione, ad ogni livello.

Comunichiamo ciò che proviamo

Lui lo chiameremo Vittorio, lei la chiameremo Angelica. La scrittura di Vittorio è ricca di caratteristiche utili, favorevoli, alla creazione di buone relazioni con gli altri, attenzione, cura, contatto fisico, disponibilità, amabilità, un certo romanticismo, che nei rapporti di amicizia si traduce in partecipazione e vicinanza. Ma, contemporaneamente, presente anche alcuni espetti di energie interiore, di propensione vitale all’espansione che si manifestano con una certa durezza, soprattutto nelle situazioni in cui si sente di dover difendere una sua posizione perchè ingiustamente giudicato.
Perciò, nel rapporto con Angelica, è accaduto che, nonostante abbiano vissuto insieme per qualche anno un rapporto positivo, ci siano stati anche momenti in cui ha tirato fuori tutto quello che aveva accumulato, creato da sommovimenti interiori che cercava di placare. Quando non comunichiamo a livello profondo e sincero, con noi stessi e con gli altri, l’energia che si accumula porta la nostra comunicazione a diventare pesante, dirompente. Non si comunica, si giudica, si aggredisce, si ferisce, si rompe. Magari, con l’intento di consigliare o di far capire, ma la comunicazione nasce dentro, viene prima delle parole e dei gesti. Se lo stato emozionale profondo è negativo e sofferente, è quello che viene trasmesso, a nulla servirebbero parole fintamente “buone”. Tutti soffriamo, quando gli altri ci fanno soffrire. Ancor di più, se ci fa soffrire una persona alla quale teniamo o che amiamo. Vorrei che su questo riflettessero molto i genitori, e proprio a questo aspetto del rapporto adulti giovani dedicherò una nuova puntata.
La buona comunicazione costruisce, la cattiva comunicazione distrugge.

Meno siamo noi stessi, meno evolviamo, peggio stiamo

Naturalmente, quando le persone sono davvero consapevoli – davvero – di come sono, dei motivi che guidano le loro azioni e le loro reazioni, delle cause autentiche, sono in grado di trasformare in modo evolutivo le tensioni e le energie. Consapevolmente, possiamo usarle nel modo giusto per noi, tutto muove verso la crescita e, anche nel momento in cui l’altro che incontriamo vada a scontrarsi con le nostre energie, sapremo gestirle in modo tale da non distruggere. Così, non saremo più preda delle situazioni. Saremo piloti e non pilotati.
La scrittura di Angelica appartiene ad una tipologia di grafie che, purtroppo, ho spesso incontrato nella mia attività di counselor e life coach. Dico purtroppo non per le caratteristiche di queste scritture, che hanno sempre molti elementi positivi e di grande valore. Purtroppo, per il modo in cui le utilizzano. Perché, se non siamo presenti a noi stessi, se non tiriamo fuori di noi il nostro vero autentico Io, allora nessuna grafia sarà ideale: meno siamo noi stessi, meno evolviamo, peggio stiamo.

Si risolve solo il problema di cui comprendiamo la causa

Angelica ha una grafia curvilinea, con angoli poco dinamici, molto sensibile, ama rapporti in cui si sente protetta ma anche valorizzata, non riesce a difendere gli spazi personali nel modo giusto, al momento giusto. Così può sembrare molto più felice di quanto non sia, molto più accondiscendente di quanto vorrebbe, molto meno arrabbiata di quanto invece sia. Nel tempo, accumulano insoddisfazione che si tramuta in desiderio di rivalsa.
Ogni tanto si affaccia, come battutina, come litigata imprevista per piccole cose, ma, se non si ha la consapevolezza di capire, come nel caso di Angelica e Vittorio, che l’autoritarismo di Vittorio le dava fastidio perché sua madre l’aveva fatta sempre sentire seconda a tutto, si finirà per scaricare sulla nostra vita di oggi quello che avremmo dovuto risolvere in altri tempi, con altre persone. Magari, distruggendo cose alle quali teniamo. Angelica e Vittorio sono riusciti a trovare il modo di gestire le reciproche istanze in modo evolutivo, per crescere e migliorare. Come persone, e, proprio per questo, anche come coppia.

La strada della realizzazione passa attraverso la nostra scrittura

Per sentirci realizzati dobbiamo parlare chiaro, con noi stessi, prima di tutto. Conoscerci profondamente. Agire in piena sintonia con i nostri obiettivi di vita e le aspirazioni più profonde. Per questo, ogni scrittura è una scrittura ideale. Purchè sappiamo riconoscerci in noi stessi, senza rincorrere modelli che non ci appartengono. Una persona estroversa si sentirà realizzata se potrà esprimere la sua estroversione nel modo giusto, al momento giusto. Ma anche una persona introversa si sentirà realizzata se potrà esprimere la sua introversione nel modo giusto al momento giusto. Estroverso ed introverso non come modelli generali, ma come stati dell’essere profondi e di valore. Estroverso, portato a manifestarsi verso l’esterno, a muovere nell’ambiente le proprie energie. Introverso, portato ad una riflessione interiore, ma anche lui si muoverà poi verso l’esterno. Tutti noi conosciamo persone estroverse superficiali o introverse eppure comunicative, secondo lo stile personale. Non è la caratteristica ad essere ideale, come spesso ricordo, ma l’uso che ne facciamo.
Quindi, se dite una cosa ad una persona con un intento positivo e quella reagisce in modo negativo, guardatevi dentro e cercate di capire quale sia la verità. E poi trovate il modo giusto per esprimerla.
Se una persona vi dice una cose esprimendo una sua sofferenza, che voi non riuscite a comprendere, ascoltate e guardate meglio. C’è sempre verità, dietro una sofferenza.
Quando c’è equilibrio, arriva la risposta giusta, la visione giusta, la decisione giusta, per questo c’è la realizzazione.
Perché la vera realizzazione è quella che manifesta la nostra scrittura, che è sempre ideale per noi, dobbiamo soltanto capire cosa ci comunica ed utilizzare tutte le nostre risorse per essere più realizzati e più felici.
Se volete approfondire questi argomenti, visitate le pagine dediche al profilo grafologico essenziale ed al life coach, oppure seguitemi sul social che preferite.
Aforisma della puntata: “Ricordo di aver detto al mio mentore, “Se avessi più soldi, avrei un progetto migliore”, Egli mi rispose rapidamente, “Direi piuttosto che se tu avessi un progetto migliore, avresti più soldi”. Vedi, non è l’importo che conta; è il progetto che conta” (Jim Rohn)
Non guardate altrove: il più grande progetto della vostra vita siete voi, e dentro di voi è già la più grande realizzazione, a volte dobbiamo solo saperla vedere.