Tu sei la tua resilienza

Tu sei la tua resilienza. Annarosa Pacini podcast, crescita personale, grafologia, comunicazione
La vera resilienza è la capacità di mantenere il tuo equilibrio e la tua felicità interiore dentro la vita che vivi. In questa puntata ti spiego come funziona la tua resilienza, e cosa significa usarla per agire per il bene tuo, della tua vita, del mondo intorno a te. Annarosa Pacini podcast, grafologia e comunicazione per la crescita personale

Tu sei la tua resilienza

Podcast – Crescita personale. La vera resilienza è la capacità di mantenere il tuo equilibrio e la tua felicità interiore dentro la vita che vivi. Allontanarti non è mai una soluzione. Le cose cambiano (anche le realtà interiori) soltanto se agisci con determinazione e consapevolezza per cambiarle – consapevolezza, quindi, determinazione. In questa puntata ti spiego come funziona la tua resilienza, e cosa significa usarla per agire per il bene tuo, della tua vita, del mondo intorno a te.

Ciao, benvenuto all’ascolto di “Comunicare per essere®” podcast. Comunicazione, grafologia, scrittura, pensiero profondo, strumenti e metodi pratici ed efficaci (formazione, life coaching, counseling) per la crescita personale e professionale, per migliorare la tua vita e i rapporti con gli altri.
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Grafologia, le caratteristiche della resilienza nella scrittura

La vera resilienza è la capacità di mantenere il tuo equilibrio e la tua felicità interiore dentro la vita che vivi. Allontanarti non è mai una soluzione. Le cose cambiano (anche le realtà interiori) soltanto se agisci con determinazione e consapevolezza per cambiarle – consapevolezza, quindi, determinazione. In questa puntata ti spiego come funziona la tua resilienza, e cosa significa usarla per agire per il bene tuo, della tua vita, del mondo intorno a te.

Non ne parlo teoricamente, se ti interessano la teoria – che è bene sempre conoscere e studiare – e le teorie – cioè le tante interpretazioni della teoria -, scrivi “resilienza” in un motore di ricerca, e ne troverai migliaia.
Ne parlo concretamente, perché io la posso vedere, cioè ho la possibilità, grazie al mio lavoro di grafologa, di identificare, in una scrittura, i punti di forza della resilienza individuale.
Questa è la differenza tra la mia grafologia evolutiva e tante teorie. Teorie che conosco, che ho studiato, che applico, che mi piacciono, che sono utili, che continuo a studiare. Ma solo la grafologia evolutiva mi permette di usare l’approccio che ho cercato da sempre, e alla fine ho creato: aiutare una persona comprendendola davvero, da dentro di lei (dal suo punto di vista) non da fuori. Senza giudizi, senza filtri, senza usare i miei modelli, che, come tutti, ho. Usando però tutto quanto è in mio potere per aiutarla. La comunicazione come concretizzazione dell’essere è poi l’altro caposaldo della mia teoria. Comunicazione come sostanza, non come forma.
La resilienza la vedo perché, come tutte le tue caratteristiche, è nella tua scrittura, in quanto la grafologia mi permette di comprendere l’essere umano che ho di fronte pienamente e completamente (molto più di quanto una persona possa comprendere se stessa, se non si mette su un cammino di crescita personale). Ed è il metodo grafologico che fa sì che di certe specificità, definiscile con il nome che preferisci, caratteristiche umane, modi di essere, parlo concretamente. Non sono teoria, non sono solo teoria per me, sono realtà. Ne parlo, le conosco, le uso, le applico, aiuto persone a fare altrettanto, e vedo i risultati straordinari che ottengono nella loro vita. In pratica. Daily life, nella vita quotidiana.

La vera crescita personale parte da te (e la grafologia ti aiuta a capire come)

Se questa è la prima puntata che ascolti, ti consiglio di ascoltarne anche altre, appena potrai, partendo da quelle del 2018, che più esprimono il mio percorso e lo stato attuale della mia evoluzione personale e professionale. Troverai tante indicazioni anche in quelle precedenti, che avevano, però, uno scopo soprattutto divulgativo, informativo, di condivisione della conoscenza. Lo scopo attuale è formativo, in-formativo, se vuoi: per ciò, temi che so essere centrali per l’evoluzione umana, per la tua felicità, per la tua realizzazione, perché possano fornirti spunti e riflessioni davvero utili, desidero approfondirli per quanto possa consentirlo questo mezzo, per la massima chiarezza. E’ una scelta che ho fatto, di non cedere alle cose facili, al marketing, alla massificazione degli strumenti per la crescita, e perseverare sulla mia strada, in cui parlo di valore, di valori, di rispetto, di amore, di felicità come equilibrio e consapevolezza. Se questa è la prima puntata che incontri, ascoltando le altre potrai farti una tua idea. Se, invece, se uno dei migliaia di aficionados del mio podcast, allora avrai notato che ci sono alcuni argomenti su cui mi accaloro, perché vedo ogni giorno gli effetti deleteri di una informazione superficiale, che porta le persone a credere che senza impegno possano davvero essere felici. E, invece, ogni volta si trovano sempre più in basso, esperienza dopo esperienza, e alla fine c’è chi pensa che nulla serva. Così non è, ma pensare che si possa crescere senza partire dall’interno, da te, è davvero un’illusione.

Più delle promesse, contano i risultati

Ho un caso da raccontarti, quello di Strellia (storia vera, nome inventato), che ritengo esemplificativo di questo tipo di approccio. Strellia è venuta da me la prima volta quando suo figlio, Eraldo, aveva dieci anni. Problema di scrittura illeggibile, secondo Strellia, e anche secondo le insegnanti. Quello, invece, non era il problema, era l’effetto. Il problema stava nel rapporto di Eraldo con la mamma e il fratellino piccolo, e con una maestra. Eraldo diventa più consapevole di certe situazioni, lavorando con me – la comunicazione relazionale è uno degli strumenti fondanti della mia teoria e del mio metodo –, e, di conseguenza, la scrittura migliora. Strellia dovrebbe anche lei lavorare sulla sua consapevolezza, in particolare la gestione familiare e il riconoscimento dei ruoli, uomo, donna, partner. Però ha tante cose da fare, poi Eraldo va meglio, a posto così. La rivedo dopo un anno e mezzo. Nel frattempo, aveva seguito una/un guru (evito appositamente di dare informazioni esatte, anche se io so di chi si tratta) con una teoria molto liberatoria, del tipo: “i figli vanno lasciati venire su come sono, i genitori non c’entrano niente, vedrai che poi i figli lo capiscono e ti ringraziano, e si auto-aggiustano da soli”.
Per un po’ ha funzionato, mi ha detto Strellia, semplicemente perché lei cercava di disinteressarsi della situazione scrittura del figlio. Peccato che poi la situazione è peggiorata e lei non riusciva più a seguire quella filosofia. Posso dirti che questa filosofia – e quelle che usano approcci troppo semplicistici – ha un difetto fondamentale. È una teoria generale, che si basa su principi che vengono proposti come validi in senso assoluto. Una donna con una grafia molto accurata, come Strellia, non potrebbe mai mettere in pratica, nella sua vita, un metodo che è contrario alla sua natura autentica, traendone un vero beneficio, perché parte del suo modo di essere seguire le cose e le persone che le stanno a cuore nel modo giusto. Infatti, la situazione di Eraldo era peggiorata perché lei, alla fine, era più stressata di prima e le dinamiche che erano alla base della tensione interiore che Eraldo manifestava nella scrittura, si erano addirittura rinforzate. A quel punto, Strellia ha capito, ha consapevolizzato, che senza affrontare la realtà e il problema non poteva risolvere il problema e cambiare la realtà, ed ha deciso di tornare da me.
Lei era la sua resilienza, come tu sei la tua resilienza.
Stamani, su Facebook, ho letto un aforisma, scritto su una bella immagine poetica, con il gabbiano che vola alto nel cielo, sul tema resilienza, che ti leggo “E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto. Più in alto dell’invidia, più del dolore, della cattiveria… più in alto delle lacrime, dei giudizi… Bisogna sempre volare in alto, dove certe parole non possono offenderci, dove certi gesti non possono ferirci, dove certe persone non potranno arrivare MAI”.
A me piacciono molto gli aforismi, mi ispirano, e li prendo molto sul serio. Ritengo che la vera saggezza sia quella manifesta, e solo mettendo in pratica ciò che siamo, ciò che sentiamo, ciò che possiamo essere, si può davvero dare il meglio di noi. Le frasi consolatorie, quelle che fanno supporre che la comunicazione vera e il dialogo non siano la soluzione, sono, appunto, frasi consolatorie non soluzioni, non strumenti efficaci. La resilienza non è certo fuga.
Questa frase, che ti ho appena letto, teoricamente dedicata alla resilienza, è piena di pre-giudizi: dà per scontato che invidia, dolore, cattiveria, lacrime, giudizi, siano ciò che gli altri ti danno. Indica come soluzione quella di andare in alto, dove gli altri non possono raggiungerti. Come la interpreti? Se una persona ti offende, e tu la ignori, sei resiliente? Cambia qualcosa? La resilienza, in questo aforisma, pare essere una forma di arroccamento in autodifesa, “chi sei sei, quello che mi dici mi dici, sono irraggiungibile…” l’argomento è vasto, non posso esaurirlo in questa puntata, voglio condividere con te la mia riflessione.

Grafologia, resilienza, relazioni, le connessioni tra essere e comunicare

La vera resilienza è la capacità di mantenere il tuo equilibrio e la tua felicità interiore dentro la vita che vivi. Allontanarsi non è mai una soluzione. Le cose cambiano anche le realtà interiori, soltanto se agisci con determinazione e consapevolezza, per cambiarle (consapevolezza, quindi, determinazione). A me piace incontrare e comprendere le persone che non comprendo o che mi feriscono o che dicono parole cattive (ovvero, ritengo che sia fondamentale per la mia crescita, prima di tutto, e per creare valore da ogni situazione). Tutti hanno i loro motivi, giusti o sbagliati – per chi li ha, sempre giusti -. Cambierei la frase così: “la vita ci insegna che bisogna volare in alto, dove la luce è più forte, imparare a guardare lontano, vedere ogni cosa, anche la più piccola, e atterrare dove serve, per vedere ancora meglio, ricordandoci che quella luce è dentro di noi, sempre, quando voliamo in alto, e quando camminiamo sulla terra”.
Certo, una frase come l’aforisma che ti ho citato sopra, può consolare, ma come ti aiuta? Se già non riesci ad affrontare le persone che ti fanno soffrire, ti spinge a perseverare in quella strada, che difficilmente cambierà le cose. Ignorare ciò che è sbagliato non lo trasforma in giusto. Nella grafologia, quando si studia una scrittura, tra le altre cose, si osservano anche gli angoli, ovvero, i tratti che mostrano angolosità. Ce n’è uno che mi piace molto: è un angolo che indica la capacità di riconoscere i propri giusti diritti e il proprio giusto spazio, che si traduce, nella vita, nella capacità di manifestarli al momento giusto, nel modo giusto, quando ti alleni per farlo. Indica la capacità di essere, agire e reagire, quando serve, nel qui e ora, in sintonia piena con la tua natura originaria. Naturalmente, ognuno potrà usarlo nel modo più consono per lui, una persona diplomatica difenderà i propri giusti diritti mediando, una persona diretta avrà un approccio, appunto, più diretto. Una persona riflessiva dovrà prima pensarci su, e poi agire. Una impulsiva, magari, dovrà pensarci su prima di agire. Tante donne che nella loro grafia hanno questo tipo di angolo poco dinamico, e veicolano la manifestazione dei loro giusti diritti altrove. Così finiscono per perdere la pazienza, criticare, alzare la voce, oppure, sopportare troppo. Queste sono gestioni non ottimali delle tue risorse e della tua resilienza. La migliore gestione è quella su misura per te. Tu sei la tua resilienza, tu puoi agire per il bene tuo, della tua vita, del mondo intorno a te.

Grafologia, resilienza, relazioni, le connessioni tra essere e comunicare

Quando leggi un aforisma, se è troppo consolatorio, se ti prospetta situazioni in cui non sei il protagonista attivo del tuo cambiamento, allora forse è meglio che ne cerchi uno più adatto per aiutarti davvero sulla tua strada dell’evoluzione personale.
Se vuoi farlo con me, sono a tua disposizione per aiutarti, nel modo più adatto alla tua natura originaria e alla valorizzazione delle tue istanze e delle tue risorse. Gli strumenti che metto a tua disposizione sono molti, se vuoi approfondire, contattami pure, via e-mail, via telefono, tramite social, il primo incontro, informativo, è gratuito. Un modo per capire ancora meglio cosa possa fare per te, e cosa tu puoi e vuoi fare per te.
Intanto, per non perderti le live che pubblico sulla mia pagina Facebook, con focus grafologici, esempi, interpretazioni e risposte in diretta, che registro e poi pubblico su YouTube, assieme a video che posto on line a sorpresa, ti suggerisco di seguire la mia pagina Facebook e il gruppo “Comunicare per essere”, e iscriverti anche al mio canale YouTube. Per contattarmi, trovi tutti i recapiti in questa pagina, o scrivimi tramite il social che preferisci.
Ricordarti di lasciare un commento o una recensione, così mi aiuti ad aiutare gli altri. Grazie ai nuovi followers che si aggiungono ogni giorno, sempre più numerosi.
A conclusione della puntata, una mini-collection di aforismi sulla resilienza e la crescita personale:
“La resilienza non è una condizione ma un processo: la si costruisce lottando” (George Vaillant)
“I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati” (Albert Einstein)
“Hanno cercato di seppellirmi, ma non sapevano che io sono un seme” (Proverbio messicano)

“La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità” (Dalai Lama)
“Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili” (Seneca)
Il brano che ho scelto per te è: “Epic Inspiring”. A volte, bisogna essere un po’ epici, per decidere di essere felici.
Ciao, grazie per essere stato con me