Trasforma lo stress in un superpotere

Lo stress può essere controllato, e passare dal distress, spiacevole e negativo, all’eustress, che contribuisce al buon funzionamento dell’organismo e al benessere personale. A volte, eustress e distress convivono, e la vittoria dell’uno sull’altro dipende da te. Un ruolo cruciale è dato dall’interpretazione che dai di ciò che è stressante e ciò che non lo è, di quello che è insopportabile e quello che invece può essere tollerato, fronteggiato e qualche volta rivelarsi addirittura stimolante. Esistono persone che sanno gestire bene eustress e distress e il proprio stato psicofisico. Persone “resistenti” caratterizzate da tre tratti di personalità: impegno, controllo e gusto per la sfida, grazie ai quali riescono a fronteggiare livelli elevati di distress senza impatti negativi sulla salute fisica e mentale. Come si fa a metterli in pratica?
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

“Eustress” e “distress”: perché non tutto lo stress fa male

Un po’ di stress al giorno toglie lo stress di torno, potrei dire, parafrasando un noto detto. Se ti abitui allo stress, come una componente di naturale e positiva tensione, alla fine, grazie allo stress “ordinario” riuscirai a gestire meglio anche quello straordinario. Di fatto, dicono gli esperti, un accumulo di condizioni stressanti può portare a una sorta di intolleranza nei confronti di ciò che devi affrontare. E quando lo stress aumenta, hai l’impressione di perdere quella qualità della vita senza la quale il mondo appare ostile e non gratificante. Peraltro, è cosa ampiamente nota che uno stato cronico di stress possa provocare anche problemi di salute, dall’ipertensione all’emicrania, solo per fare degli esempi, o altri malanni che indeboliscono l’organismo e generano problemi psicologici.

Per prima cosa, non devi confondere la stanchezza fisica con lo stress psicologico. “Stanco ma felice” è un’espressione molto comune che testimonia come, quando ti dedichi a cose che ami e che ti danno soddisfazione, anche la stanchezza diventi positiva. Così l’eustress (dal greco “eu”, “bene”, come nella parola euforia): se lavori molto, ma il lavoro ti piace, i risultati sono gratificanti, ti senti soddisfatto. La stessa cosa accade, ad esempio, agli sportivi che si allenano duramente, e affrontano con il giusto spirito lo sforzo che serve loro per raggiungere il traguardo ambito. L’eustress, passando per lo stress, diventa distress, quindi, negativo, a livello psicologico e fisico, quando la tensione, l’insoddisfazione, il senso interiore di difficoltà, di pesantezza, non trova soluzioni esterne e vie d’uscita.

Le caratteristiche da allenare per gestire bene lo stress: l’impegno

Secondo la scienza, imparare a distinguere l’eustress dal distress ti consente di gestire il tuo stato psicofisico. Per farlo, devi allenare tre caratteristiche: impegno, controllo e gusto per la sfida. L’impegno è la tendenza a lasciarti coinvolgere, ad andare fino in fondo. Non abbandoni il campo perché riesci a valutare realisticamente le difficoltà. Per impegnarti devi imparare a trovare un senso in ciò che fai, a cui ti dedichi.

Quindi, l’impegno costruttivo è quello che metti in atto quando è legato ai tuoi valori fondamentali. Non un impegno che viene dall’esterno, come un senso del dovere imposto, ma un’auto-determinazione che ti mantiene sulla giusta strada. D’altronde, la parola “percorso” non è una parola che si usa a caso. Come quando vai a fare una passeggiata, una corsa, guidi l’auto o vai in bicicletta. In ogni strada ci sono salite e discese, curve e rettilinei, passaggi ampi o più stretti. Anche le aree di sosta, per ricaricarti. Ma quello che conta è che tu sappia dove vuoi arrivare e continui ad andare.

Controllo e gusto per la sfida: imparare ad affrontare gli imprevisti

Secondo elemento, il controllo. Anche in questo caso, in senso molto ampio. Non il controllo di chi ha bisogno di gestire tutto in un unico modo, per sentirsi più sicuro, perché quel tipo di controllo è fonte di grande stress. Nell’analisi grafologica è identificato da precisi segni della scrittura, alcuni legati alla difficoltà di mettere in atto strategie flessibili, altri alla difficoltà a credere in se stessi. Le une e le altre possono essere sempre risolte, perché nascono dal modo in cui percepisci te stesso ed usi le tue risorse. Cambiando la visione, troverai un modo più utile per usare il tuo controllo. Il controllo di cui ti parlo, infatti, è quello di chi ha fiducia in se stesso, nelle proprie possibilità. Non si sente in balia degli eventi. Il motto è “aiutati che Dio ti aiuta”. Ovvero, sostieni te stesso, lavora sul tuo equilibrio interiore, e vedrai che andando avanti troverai le soluzioni, ed anche le risposte che avrai dall’ambiente esterno saranno quelle che ti servono.

Il gusto per la sfida è, semplicemente, la capacità di comprendere che cambiamenti e trasformazione fanno parte della vita. E che per vincere le tue battaglie, devi essere sempre in costante allenamento. Una sfida, quindi, vista come incentivo a crescere, a impegnarti. Le sfide vengono considerate stimolanti, non minacciose. Si è aperti, flessibili, disponibili a rinnovarsi.

Come costruire abitudini che ti aiutano a cambiare

Un mio caro amico, che chiamerò Baldo, con un’attività in proprio, in ambito commerciale, qualche anno fa si rivolse a me, chiedendomi un’analisi grafologica e un progetto di counselcoaching personalizzato perché voleva gestire meglio proprio la sua attività. Anche in senso pratico. L’organizzazione della routine, ordini, magazzino, spedizioni, gli risultava pesante, tendeva a rimandare tutto sempre fino all’ultimo momento, e questo aumentava straordinariamente il suo stress. Distress pieno. La sua scrittura spiegava chiaramente il suo modo di sentire. Un suo motto personale avrebbe potuto essere: “vivi e lascia vivere”. Che può essere molto positivo nelle relazioni interpersonali, dai spazio agli altri, non sei invadente. Ma lo è molto meno sul lavoro.

Baldo infatti lasciava correre così tanto da avere creato un clima di lassismo anche fra i suoi collaboratori. E i clienti erano spesso scontenti. La prima cosa che ha fatto, ha cercato di capire dove nascesse quel suo “lasciar correre”. Da un’esperienza traumatica che aveva vissuto e superato. Ma non abbandonato. Quando gli impegni erano troppi, li metteva da parte. Aumentava lo stress, aumentava il bisogno di non pensarci. Abbiamo lavorato sulla sua natura originaria con il counseling e gli esercizi grafologici, in allenamento personale mirato, che consente di sperimentare le dimensioni più giuste per usare le proprie caratteristiche fondanti. E, praticamente, ha creato routine nuove.

Consigli pratici per gestire lo stress

In pratica, vi direte, come si fa? Per prima cosa, dobbiamo fare i conti con noi stessi, ovvero, capire bene cosa ci stressa, perché, quanto, come. Non siamo tutti uguali, quindi, inutile fare confronti con gli altri. La diversità è intrinseca all’essere umano. Che, prima di tutto, deve essere se stesso. Potrei farvi centinaia di esempi tratti dalla mia attività di grafologa e life coach. Ve ne propongo uno. Un mio caro amico, con un’attività in proprio, in ambito commerciale, qualche anno fa venne da me perché voleva gestire meglio la sua attività. Le sue difficoltà riguardavano soprattutto l’organizzazione delle questioni ordinarie, gli ordini da fare, i conti da chiudere. Voleva gestirli al meglio, ma non ci riusciva. Così era stressato due volte: dalle questioni quotidiane, eppure, necessarie e inevitabili, e dal fatto che non era contento di sé per come le affrontava. E questo stato d’animo gli impediva di dar vita a nuovi progetti, che, eppure, gli interessavano.

La seconda, evolutiva. Ha imparato a riconoscere il suo bisogno dei tempi di relax come una necessità che gli appartiene, e non come difetto. Non una caratteristica stressante, ma una caratteristica che, se ben gestita, poteva consentirgli di ampliare i suoi orizzonti come non mai. Naturalmente, anche i perché, i quando, i come. Oggi, non solo gestisce la sua attività avendo risolto i problemi che lo stressavano, ma è riuscito anche ad avviare i nuovi progetti ai quali teneva. Solo, che sa bene quando fermarsi e quando partire. Quando ci incontriamo, e mi racconta che, nelle ultime settimane, ha fatto dei viaggi, o tenuto dei seminari sui prodotti che vende, poi mi dice subito che sta per arrivare una fine settimana in cui non farà niente. Casa, letto, passeggiate, mega relax. Il vero eustress, in fondo, è la capacità di vedere anche lo stress come un amico. Soprattutto, di capire come utilizzare gli uni e gli altri per migliorare la nostra vita.

Conosci bene te stesso e lo stress diventa energia positiva

Giorno dopo giorno, il distress è diventato eustress, impegno, controllo e gusto per la sfida hanno trovato una giusta dimensione. Dove l’impegno era sapere che mandare avanti l’azienda con serenità gli dava soddisfazione e sicurezza. Il controllo è stato crearsi spazi di relax che gli permettessero di affrontare con grinta le giornate più pesanti. Il gusto per la sfida, alla fine, quello che più conta, è il gusto della sfida con te stesso, a migliorarti. Giorno per giorno, migliorerà anche la tua vita, e raggiungerai, con uno stato di stress che ti aiuta, gli obiettivi che ti prefiggi. Sempre, in armonia con la tua natura. Ognuno ha le proprie risposte, e l’analisi grafologica può rivelarti tutte le tue.

Se vuoi conoscere il mio metodo e scoprire cosa possiamo fare insieme per te, perché il tuo stress diventi sempre più un motore positivo per la tua vita, contattami. Sul mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Dal sito puoi richiedere il  tuo Profilo grafologico essenziale, nella pagina dedicata trovi tutte le istruzioni. Una sintesi essenziale e mirata del tuo vero Io e delle tue risorse più vere.  Per non perderti il podcast, le novità gli aggiornamenti, i video: iscriviti a “Comunicare per essere®” da annarosapacini.com pagina podcast sull’app che preferisci, seguimi su Facebook, Instagram e gli altri social, sul mio canale video YouTube e non dimenticarti di iscriverti alla newsletter dal mio sito. Per riflettere, e ispirarti, aforismi e musica, come sempre, a conclusione di ogni puntata. Due aforismi sullo stress. Bill Phillips, “Dopo anni di condizionamento, la maggior parte delle persone vede lo stress come un ostacolo, e non come la potente forza motrice che realmente è. La verità è che è attraverso la pressione o lo ‘stress’ che ci evolviamo e che cresciamo”. Brian Tracy: “Lo stress viene da dentro; è la tua reazione alle circostanze, non le circostanze stesse”. Il brano s’intitola: “Lasciati ispirare”. Da chi? Da te stesso e dai tuoi ideali. Ciao, grazie per essere stato con me. Se vuoi lasciare un like, o un commento, sarà un piacere leggerti. Alla prossima puntata. Ciao ciao


“Il gusto per la sfida, che più conta, è il gusto della sfida con te stesso, a migliorarti. Giorno per giorno, migliorerà anche la tua vita. Sempre, in armonia con la tua natura” (Annarosa Pacini)

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