Stare male per stare bene

La libertà di stare male per stare bene, che significa che ogni processo di crescita, risoluzione e trasformazione ha, dentro di sé, un processo di cambiamento evolutivo. A volte lineare, altre meno, sempre complesso, e portatore di emozioni e sentimenti. Se l’obiettivo è positivo, se la percezione è evolutiva, lo stato d’animo, il momento, la vita, possono anche essere complicati e un po’ difficili. Perciò, puoi stare male. Ma non devi adagiarti nello stare male né usarlo come mezzo per bloccarti o perdere la speranza né per distaccarti dagli altri o dalla possibilità concreta di una vita felice e realizzata. Questa puntata è dedicata alle persone che stanno male, e a volte si sentono sbagliate per quello. A chi vuole stare bene. A chi vorrebbe aiutare chi sta male ma non sa come fare. A tutti quelli che vogliono sempre andare in profondità.
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Il concetto di unicità come base per la crescita personale

Parto da un concetto fondamentale, per me, la mia vita, il mio approccio professionale, la mia visione, il mio metodo: ogni persona è unica. Tu sei unico. Le strategie generali, le prospettive, le teorie e le tecniche, le strategie, tutto quello che può aiutarti a crescere, a stare meglio, tutto è utile, e tutto può andar bene. Ma io lavoro ad un altro livello. Cerco sempre di trovare quella strada unica come te. Perciò accade che mi soffermi molto ad ascoltare, a ricercare, ad approfondire. Lavoro ad un altro livello non è un paragone, non si parla di alto o basso, si parla di dove si va. A me piace andare in profondità e in avanti, guardare anche indietro, e verso l’alto. Tutto fa parte del percorso. E’ un livello interiore ed anche realizzativo, pratico quanto ispirato ad una visione filosofica, sul valore della vita e dell’essere umano, che fa dell’essenza dell’uomo il cardine evolutivo.

Stare male, un segnale da ascoltare

Le persone che si rivolgono a me lo fanno per tanti motivi: chi perché desidera proprio andare più in profondità nella piena conoscenza della sua essenza, e poi portarla nel mondo. Chi perché vuole migliorare le sue performances ed il suo allenamento. Chi perché ha problemi da risolvere, obiettivi da raggiungere, progetti da realizzare, relazioni da migliorare, creare o trovare. O curare. E poi, anche qualcuno che sta male. Lo “stare male” è sia soggettivo che oggettivo. Va sempre rispettato e compreso, il livello soggettivo, ma quello oggettivo, è un’altra cosa. Se impari a riconoscerlo, il soggettivo trova la dimensione giusta. Ti farò un esempio piccolo, che viene, questa volta, dalla mia storia personale. Ho perso mia madre già da qualche anno, era ancora giovane, piena di vita, di speranza e di desiderio di poter stare con le persone che amava. Purtroppo, non ha avuto una vita facile, e per un periodo di oltre vent’anni ha dovuto combattere contro una delle malattie più temute del nostro secolo. Non dico quale, ognuno ha i propri timori. C’era una parente, stretta, era una donna molto concentrata su se stessa, sulle sue sofferenze. Faticava molto a comprendere gli altri. Anzi, proprio non le riusciva. Mia madre avrebbe preferito che non fosse venuta a trovarla. Perché? Perché questa persona entrava, magari veniva a trovare mia madre mentre era in convalescenza dopo un’operazione importante. Non le chiedeva come stava, non provava a sostenerla. No. Entrava, e si lamentava di quel terribile raffreddore che la perseguitava da giorni. Mia madre la consolava, e lei se ne tornava a casa sua, tutta preoccupata per il suo raffreddore. Spesso mia madre si chiedeva come fosse possibile che non comprendesse affatto la sua sofferenza, si comportasse come se non fosse niente, mentre, per il suo raffreddore, e per ogni piccola cosa della sua vita, era sempre pronta a lamentarsi ed a presentarsi come vittima. Questo le dispiaceva, molto, non vedere compresa la sua sofferenza. Perciò, tra sofferenza oggettiva e soggettiva, una differenza c’è. Un raffreddore, oggettivamente, non può creare lo stesso tipo di conseguenza fisica dei postumi di un intervento chirurgico importante. Ma, soggettivamente, ognuno sente se stesso ed il proprio dolore. Questo per dirti che condannare gli altri, o se stessi, soffrire per i comportamenti degli altri, o per le tue reazioni emotive, non ti aiuta: toglie energie alla tua vita ed alla tua guarigione. Quando si parla di “stare male” si parla di sofferenze fisiche, ma anche interiori. Una separazione, un rapporto conflittuale, la perdita di una persona cara, del lavoro, paure di varia origine e genere. Di questi tempi, ne sappiamo tutti qualcosa di più delle paure.

Usare la sofferenza come motore verso il benessere

Qualche giorno fa, una mia cliente, che da poco ha iniziato a lavorare con me, mi ha scritto di come non sia facile, per lei, andare avanti dopo un periodo difficile. Tutti le dicono che il peggio è passato, eppure lei non si sente proprio così. Gli altri avranno ragione? Riuscirà a fare affidamento su se stessa e non a cercare in altri un aiuto per ritrovare il suo equilibrio? Le risposte per lei e la sua vita, sono le sue, e sicuramente le troveremo. Ma ci sono alcune prospettive valide per tutti. “Stare male”, cioè avvertire che c’è qualcosa che non va, che qualcosa non è come vorresti, che la motivazione sia tutta pratica o tutta interiore, legata alle tue aspirazioni o alle tue relazioni, alla tua salute o alla tua famiglia, è un tuo diritto. Il motivo per cui stai male non fa differenza. Quello che conta è che, quando avverti in te un disequilibrio, un bisogno di cercare un equilibrio nuovo, quello è un segnale. Per questo, puoi cercare di progredire, di stare bene, solo se diventi consapevole del tuo non stare bene. Non stare bene come vorresti. Non stare bene come potresti. Questo è “stare male”.

Lifecoaching evolutivo: l’evoluzione è parte della vita

Stare male non è una condanna, né uno stato immutabile. E’ uno stato dell’essere e un fatto della vita, e, come tutta la vita, si muove e si trasforma. Anche un campione, che abbia come obiettivo quello di superare se stesso, diventare un campione ancora più grande, per farlo, attraverserà i suoi momenti di sofferenza, magari dubbi, fatica, qualche errore, ripensamenti, emozioni di vario genere, quando positive, quando meno. Ma sa che tutto, tutto servirà per portarlo verso il suo obiettivo. Così è per te: se stai male, non concentrarti sul fatto che stai male, ma su ciò che devi portare nella tua vita per stare bene. Non adagiarti nello stare male perché se ci stai dentro troppo tempo, uscirne fuori ti sembrerà più difficoltoso. Cerca sempre, ogni giorno, un momento tutto per te, e rendilo bello. Lo stare bene inizia da dentro, e trova molta energia anche nelle bellissime piccole cose del vivere. Non usarlo come mezzo per bloccarti, come se lo stare male fossi tu, ed indicasse una tua non-capacità. Tu sei tu, se stai male, prenditi cura di te stesso, ascoltati, orientati verso tutto ciò che ti serve per superare quella situazione. Non perdere la speranza, e questa è l’importanza del rendere saldo il tuo equilibrio interiore e rafforzare la tua visione, per questo, la natura originaria, tu, sei il tuo miglior alleato, e per questo, l’idea di soluzioni standard non mi ha mai pienamente convinta, quanto invece sono assolutamente convinta del fatto che per te, per ogni persona, ci siano le soluzioni giuste. Su misura. Una concreta vita felice, e realizzata, è sempre alla tua portata. Quanto vicina, quanto lontana, dipende, ma anche questo non importa, perché le distanze interiori si accorciano e si allungano, e rendono le distanze materiali meno potenti. Perciò, più rafforzi la tua visione, più, qualunque sia il tempo di cui avrai bisogno per andare verso il tuo stare bene, saprai che è il tempo che ti serve. E basta.

Difendi sempre il tuo equilibrio interiore

Per questo, impara ad ascoltare gli altri volendo loro bene. Non distaccarti, lascia che ognuno ti aiuti come sa, comunichi con te come sa, perché sei tu, più di ogni altra cosa, la persona più importante per uscire fuori da quella situazione. E poi, si può sempre imparare. Avevo anche un’altra parente un po’ particolare, non molto brava a comprendere gli altri. Sai, esistono anche climi emozionali familiari, le influenze dei modelli. Ed anche dei dialoghi con lei, mia mamma risentiva molto. Però era gentile e affettuosa, a suo modo. Da giovane, molto giovane, suggerii a mia madre di distaccarsi da quella persona, di prendere il suo spazio. Mia madre seguì il mio consiglio. In qualche modo, le giovò, ma in altri modi no, perché lei era buona, amava quella persona, la sua famiglia, il distacco le pesava più che non ascoltare le sue parole un po’ superficiali. E siccome osservo sempre molto, cambiai strategia, cercando quella più adatta alla natura originaria della mia mamma: le insegnai ad ascoltare e comprendere nel modo giusto le parole di quella persona, senza soffrirne. Così da poter godere della reciproca vicinanza per quello che poteva dare loro. Perché nessun altro poteva aiutarla, se non lei stessa, ad affrontare la sua sofferenza. Era una combattente. Io, devi dirti il vero, mi sono impegnata molto, e con me, tutta la mia famiglia. So che l’abbiamo aiutata, ognuno quanto poteva. Ma la sofferenza che provi, quando la provi, è solo tua. E solo tu puoi trasformarla. Sentimenti e relazioni positive, però, ti fanno sicuramente bene. Per questo, vale la pena coltivarle. Sei libero di stare male, e ricordati sempre, che è un passaggio sulla strada verso lo “stare bene” che più cerchi nella tua vita.
L’importante, è che continui nella direzione giusta. Se vuoi lasciarmi un commento incoraggiante o affettuoso, ti ringrazio. Le belle parole sono preziosi tesori che porto sempre con me. Puoi scrivere quello che vuoi, naturalmente. Io leggo sempre, tutto. E se vuoi scrivermi, se vuoi conoscere meglio il mio metodo, se vuoi scegliere ed allenare un abito interiore che potrai portare sempre con te perché ti aiuti a stare bene, anche nei momenti più complicati, su annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. E puoi richiedere anche adesso, il tuo Profilo Grafologico Essenziale. Un focus mirato, che realizzato dopo aver studiato la scrittura, attraverso la grafologia evolutiva®, che ha lo scopo, proprio, di non farti perdere di vista le cose importanti della tua vita, quelle che possono aiutarti ad essere più te stesso, più vero, più quello che desideri. Intanto, per avere nuovi spunti di riflessione e nuove ispirazioni, iscriviti al mio podcast, se già non lo hai fatto, trovi Comunicare per essere su tutte le app per podcast, ed anche su annarosapacini.com pagina podcast. Iscriviti al mio canale YouTube, nuovi video, sempre work in progress, vorrei creare video in linea con il podcast, pian piano, puntata dopo puntata, sto cercando di sintonizzarli sempre di più con i messaggi che desidero darti. Lo scopo è sempre lo stesso, aiutarti. Per fare cosa? Per auto-liberarti alla massima espressione di te. L’iscrizione è completamente gratuita, e così per il podcast. Per quanto riguarda i social, mi trovi su tutti i principali, e ti suggerisco di seguirmi anche su Facebook, dove spesso posto le mie riflessioni, su temi ed argomenti che trovo importanti per mantenere una visione positiva e di valore, della vita e nella vita. Per salutarti, come sempre, a conclusione di ogni puntata, parole e musica, riflettere e creare. Tre aforismi, sulla serenità e sul vivere bene. Romano Battaglia: “Finché l’uomo non si accetta e non inizia un dialogo con se stesso, non troverà mai la serenità a cui anela, la pace interiore, la capacità di affrontare le tempeste della vita”, Madre Teresa di Calcutta: “Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”, Alessandro Morandotti: “La serenità non è un dono. Va conquistata”. Il brano s’intitola: “What a beautiful feeling”. Oggi ho ricevuto un testo, per un Profilo grafologico essenziale che devo realizzare, e spesso le persone parlano con me. C’è scritto che mi ascolta, ogni giorno, quando va al lavoro, perché ascoltarmi la mette di buon umore. Sensazioni belle, questo serve, nella vita. Lavora sulla tua serenità. E, cara Michela, grazie. Anche le tue parole, mi hanno messo di buon umore. Siamo tutti in contatto. Tutti diversi, tutti, uguali. Ti abbraccio, a te che ascolti. Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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