La preoccupazione occupa tempo ed energie interiori. Le toglie alla soluzione. Il cervello lavora su ciò che teme e che ancora non è, piuttosto che su ciò che è e come usarlo per cambiare il futuro. Smettere di preoccuparsi vuol dire iniziare a gestire in modo proficuo le cose che vuoi migliorare. Occupartene, con attenzione e cura. I dubbi possono essere prospettive che ti aiutano ad approfondire, i timori aspetti interiori che devi ascoltare per fortificarti. Così, puoi continuare ad occuparti di ciò che vuoi risolvere, ma senza preoccupazione, con il giusto spirito, proattivo e costruttivo.
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Trova le parole giuste per la tua vita
Ti riassumo un articolo che ho letto giorni fa, sulla preoccupazione, le cause e gli effetti sulla vita. Spesso la preoccupazione sembra un segno di cautela o preparazione, ma in realtà è paura, che porta ad un grande spreco di energia mentale. Pensi a problemi che esistono nella tua mente, e questi cicli di pensieri prosciugano le tue energie interiori, mentali ed emotive. Essere presente è molto più efficace che prepararti costantemente a cose che, oggi, ancora non ci sono. La preoccupazione, intesa in senso tradizionale, non prepara, paralizza. Non ti rende più intelligente, più calmo o capace di controllare, anzi. Mantiene il tuo sistema nervoso in un costante stato di allerta, e dà una sensazione di falso controllo. D’altronde, se avessi davvero il controllo, non avresti tante preoccupazioni.
Quindi, ti chiederai, come posso smettere di preoccuparmi? Innanzi tutto, parti dalle parole. Uno dei più proficui lavori che metto in campo per le mie care persone, clienti e allievi, è individuare le loro parole trigger, quelle che condizionano in modo non positivo il loro pensiero, aiutarli a decodificarle, a scoprire il tanto che c’è dentro, e poi, a sostituirle. Nome di fantasia, tutto dalla vita vera. Elena era convinta che il marito non avesse fiducia in lei, quindi la parola era “sfiducia”, da cui derivava il fatto che lei temeva di sopravvalutare le sue possibilità, che poteva diventare “poco realistica”, “troppo ottimista”, “egoista”. Non posso qua raccontarti tutta la storia. Ma Elena era tutto, meno che egoista. Anzi, dedita alla famiglia, non troppo ottimista, anzi, molto concreta, perciò le sue osservazioni erano ben fondate. E il marito non aveva sfiducia in lei, solo, non riusciva a comprendere quanto per lei fosse importante poter realizzare alcune spinte interiori che sentiva fortemente.
Usa le preoccupazioni come allenamento per crescere
Cambiando le parole, e scrivendo la tua storia con quelle che davvero ti rappresentano, tutto cambia. Il tuo sentire interiore, preoccupazioni incluse. La scrittura evolutiva® è un metodo che ho creato, basandomi sullo studio della personalità individuale, ovvero, sull’unicità che è il fondamentale tassello di ogni percorso evolutivo. Se non rispetti te stesso, non puoi crescere. Se non ti conosci e ti stimi, non puoi evolvere in meglio. Non si tratta di una scrittura generica, di allenamenti su modelli già dati, ma di una evoluzione del pensiero e delle parole, regolata esattamente sulla tua vita. Smettere di preoccuparti è qualcosa cui puoi arrivare gradualmente, soprattutto se si tratta di un atteggiamento interiore, mentale, emotivo, che fa parte di te. Se invece, è, soprattutto, conseguenza del tuo ambiente e delle tue relazioni, allora si parte da lì.
Le energie interiori, cui tante volte mi riferisco, nei miei podcast, sono energie vere, non pensarle in senso “ideale”, sono quelle che ti danno la motivazione, ti aiutano nei momenti di scoraggiamento, a programmare, a cercare le soluzioni e sconfiggere la preoccupazione (atteggiamento), trovando le soluzioni che cambiano le preoccupazioni. Occupartene, con attenzione e cura, aiuta ad evitare di preoccuparti. I dubbi così, sono prospettive che ti aiutano ad approfondire, da ascoltare e valutare. Il marito di Elena non aveva sfiducia in lei. Elena, non aveva abbastanza fiducia, per timore di sbagliare. Ma voler fare qualcosa in cui ti riconosci, in cui credi, per costruire del bene nella tua vita, può essere sbagliato? Elena si è chiarita le idee, ha creato il suo vocabolario, e così migliori anche la relazione di coppia.
Come trasformare la preoccupazione
I criteri sono fondamentali, come pure la valutazione oggettiva della situazione. Se hai relazioni con gli altri, ad esempio, conflittuali, e sei un tipo intollerante, aggressivo, prevaricante, di sicuro puoi fare molto. Anche la passività ritorsiva, non giova alle relazioni. Così come l’accettazione passiva. Tutto ciò che non è equilibrio non porta soluzioni, più spesso, preoccupazioni. Per questo, i timori sono aspetti interiori che devi ascoltare per fortificarti. La prudenza, non è timore. L’accortezza, non è timore. Lascia andare le preoccupazioni, ed inizia ad agire seguendo la giusta accortezza, la giusta prudenza. Così, puoi occuparti di ciò che vuoi risolvere, senza preoccupazione, ma con atteggiamento proattivo e costruttivo. La preoccupazione si nutre di futuri immaginari, scegli di non alimentare più la parte negativa delle tue visioni, ed usa energia e creatività per la parte positiva. Soprattutto, azione e soluzioni su misura, quelle che posso aiutarti a trovare, creare ed usare. La preoccupazione crea dipendenza, ma la pace è una scelta. La vera sicurezza si costruisce confidando nella vita, anche senza avere tutte le risposte. Arriveranno man mano che procedi.
Se vuoi andare in questa direzione, per trasformare ogni preoccupazione in un’azione costruttiva, annarosapacini.com, pagina contatti, scrivimi, puoi fissare un appuntamento per capire meglio cosa possiamo fare, come, per te. Risposte uniche, come unico sei tu. Portatore di ispirazioni costanti, è anche questo podcast, puoi iscriverti liberamente dalla tua app preferita per musica e podcast, cerca “Comunicare per essere®” e seguilo anche dal mio sito, dove pubblico ogni settimana le nuove puntate e le trascrizioni dei testi. Leggi, prendi appunti, rafforza la tua mente. Nel mio blog c’è l’archivio di centinaia di puntate, con il motore di ricerca interno puoi trovare gli argomenti che vuoi approfondire. E poi, è tutto work in progress, la mia visione non rimane fissa, muta, evolve, impara. Lo stesso argomento affrontato qualche tempo fa, oggi, porta con sé qualcosa di nuovo. Anche nei video, che sto pubblicando su YouTube, cerco di portare qualcosa di nuovo, perché la vita ha molto bisogno di energia costruttiva. Iscriviti ed attiva le notifiche e seguimi sul tuo social preferito, mi trovi sui principali, a partire da Facebook.
Per salutarti, aforismi sulle tante sfaccettature della preoccupazione, e poi, musica, altra via per l’ispirazione. Confucio, “Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso”. Corrie ten Boom, “La preoccupazione non svuota il domani del suo dolore, priva l’oggi della sua forza”. Dan Zadra, “La preoccupazione è un cattivo uso dell’immaginazione”. Bruce Lee, “Chi si lascia sopraffare dalle preoccupazioni non solo perde la compostezza necessaria a risolvere i problemi, ma il suo nervosismo e la sua irritabilità creano altri problemi a coloro che lo circondano”. L’ultimo è un proverbio svedese, “Le preoccupazioni danno grandi ombre a piccole cose”. “Don’t let yourself” è il titolo del brano. Amico mio, che mi stai ascoltando, la tua esistenza, è quanto di più prezioso tu abbia, prenditene cura. Ogni scelta, è importante. Ogni preoccupazione, può allontanarti da quello che invece dovresti incontrare. Prenditi cura di te stesso, e avanza, coraggiosamente, verso la tua realizzazione. Grazie, di essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao
“La preoccupazione si nutre di futuri immaginari, scegli di non alimentare più la parte negativa delle tue visioni, ed usa energia e creatività per la parte positiva” (Annarosa Pacini)
Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)


