Sentirsi soli e tristi: cosa fare e perché

Sentirti solo significa provare una solitudine che sa di isolamento e abbandono. Sentirti triste, vuol dire provare una forma di scoramento, uno scoraggiamento che ti fa sembrare tutto più difficile. Quando ti senti solo, e abbattuto, le parole degli altri non ti raggiungono davvero. Le cose di tutti i giorni non ti toccano allo stesso modo. Tutto ti sembra più grigio, più pesante, e anche, può sembrarti che gli altri non siano in grado di comprenderti. Ma: devi sapere che capita, nella vita, capita a tutti, di sentirsi soli. E anche, di provare tristezza. Devi sapere che in quanto essere umano è fondamentale che impari ad apprezzarti: perché guardare le cose dalla prospettiva giusta ti permette di vedere meglio, e quando vedi meglio, vedi di più, vai oltre il senso di solitudine e di tristezza. Puoi fare molto, perché anche i momenti di vita più duri diventino una chiave per il tuo cambiamento. In questo podcast ti dico cosa puoi fare, per iniziare, e perché. Che la visione giusta parte sempre dalla motivazione più chiara e ponderata.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Sentirsi soli: ascoltare la voce interiore

Ti racconto due storie, molto in sintesi, vere. Come sempre, racconto ciò che serve, ma non tutto. Ci sono questioni che appartengono alla vita personale, e che lì devono rimanere. Però, al di là dei fatti, delle persone, delle situazioni specifiche, caro amico mio, siamo tutti sulla stessa barca, in ogni essere umano ci sono movimenti profondi, di emozioni e pensieri, flussi di sentimenti e di speranze, di paure e di condizionamenti. Modi di agire e di pensare che ci accomunano. Ogni persona, si sente triste a suo modo, e sola, a suo modo. Però, alla fine, il sentirsi soli, a volte tristi, è esperienza umana che attraversiamo tutti, in quale misura, in quale modo, per quale causa, con quali prospettive e vie d’uscita, questo, cambia. La prima cosa che dovresti tenere sempre bene a mente, è che il tuo sentirti solo e triste, vale per te, e quindi, è vero.

Per questo, spesso, gli incoraggiamenti che arrivano dall’esterno non funzionano: perché se l’altro usa la sua misura e non la tua, il suo incoraggiamento suonerà come un giudicarti, e ti sembrerà di sentirti più solo, e anche, meno capace, più triste, e anche, più debole. Se ti senti solo e triste, hai i tuoi motivi. Questo non significa che debba essere così, anzi: quei motivi ti fanno capire che non stai usando bene le tue risorse di vita, la tua interiorità, la tua consapevolezza profonda, la resilienza e la tua possibilità di cambiare le cose. Storie vere, anche un nome. Il mio.

Tristezza come consapevolezza del momento, che non perde la fiducia

Negli ultimi mesi, a livello personale, ho affrontato delle situazioni molto complesse. Ancora non si sono concluse, né si concluderanno a breve. A volte, la tristezza che proviamo è derivata: deriva dalla sofferenza di qualcuno che amiamo, dal suo modo di vivere e agire, dai danni che produce alla sua vita. Il sentirsi soli, almeno per me, va ad un altro livello: non mi sento sola nel senso di isolata, o abbandonata, anzi. Io sono molto a favore delle relazioni umane autentiche e profonde. E quando hai questo tipo di relazione, le persone, ti comprendono, tu lo sai. Il mio avvertire una forma di solitudine in cui so che solo io potrò trovare le soluzioni giuste, per me e per chi desidero aiutare, deriva dal fatto che alcune situazioni sono così complicate, così inusuali, che viste da fuori, anche con tanta buona volontà, è davvero difficile comprenderle. Non mi sento sola, sono sola, in questa battaglia.

D’altronde, esiste questo tipo di “essere soli”, come si legge anche nel dizionario: “Di persona che fa qualcosa senza l’intervento o la partecipazione di altri”. Da sola. Se ci pensi bene, è una verità che ci riguarda tutti: perché ogni cosa, nella vita, importante, che fa la differenza, per cambiare in meglio – o in peggio, se ti abbandoni alla sfiducia – devi farla da solo, direttamente. Che non vuol dire che non ci sarà chi ti ascolta e possa darti una mano. Quindi, è una cosa buona, imparare ad agire e trasformare da solo, tu per primo, da dentro di te. Anche “tristezza” ha per me un’accezione ben specifica, è una forma di dispiacere malinconico, quando osservi qualcosa, o qualcuno, che sai che ha danneggiato la sua vita, e tanto ti dispiace per quella persona. Questo tipo di tristezza, è sempre legato alla mia visione di fondo, ovvero, la scelta, la speranza, il desiderio, la convinzione, che si possa agire per cambiare, che ogni persona abbia tante possibilità dinanzi, deve solo riuscire a vederle, per scegliere quella che può davvero aiutarla. Non è la tristezza dello scoramento, che lo scoramento è “scoraggiamento, stato d’animo di chi è triste, abbattuto, privo di fiducia in sé e negli altri”. Questo è il perché dovresti sempre reagire nel momento in cui ti senti solo e triste, per non essere abbattuto, per non perdere la fiducia in te e negli altri. Provo tristezza, ma non mi sento abbattuta, e non perdo la fiducia né in me nè negli altri.

Cercare, la soluzione giusta. Essere, fondamento della soluzione

La seconda storia riguarda Leggiadro – che il nome sia di fantasia lo comprendi bene. Un uomo buono, sereno, sempre sorridente, che sta affrontando una fase di vita difficile, anche lui, ha situazioni intorno, di persone care. Una figlia che vede soffrire ma non può aiutare, perché solo lei può tirarsi fuori dalla prigione in cui si è messa. Un padre che si è ammalato, e lui, vorrebbe occuparsene. Poi c’è il lavoro, che va, ma negli ultimi anni, ha visto un po’ di crisi, e, mettendo tutto insieme, gli sembra una montagna insormontabile. Si sente solo, e triste. Sua moglie è arrabbiata con lui, che vuole occuparsi del padre. Anche lei, è stanca. Poi, c’è l’altro figlio. Si sente in colpa, come se lo trascurasse. È combattuto tra ciò che sente giusto, per il suo amore, la sua etica, la sua fede, e ciò che sa che è comunque giusto per le persone che ama. Così, pensa che qualunque scelta faccia, qualcuno soffre e soffrirà.

Quando Leggiadro è venuto da me, mentre parlavo e cercavo di aprire porte nuove, visioni incoraggianti, i suoi occhi erano lucidi. Sentiva insieme la speranza e la tristezza, la voglia di avere fiducia e lo scoraggiamento. Però era lì, e quello è il primo passo: il primo passo che devi fare, quando ti senti solo, triste, è cercare e non fermarti. Cercare, le soluzioni giuste, le ispirazioni migliori, e anche le cose piccole nella vita quotidiana che possano farti sorridere. Studiare, farti un vero piano di battaglia, pro e contro, quale prezzo sei disposto a pagare e quale no. Intanto, diventare più forte. Così, potrai affrontare la situazione. È passato un po’ di tempo, e la situazione di Leggiadro è un po’ cambiata. A volte, vedo ancora gli occhi luccicare, ma in modo diverso. Non è la tristezza, è la fiducia che gli ha dato forza, e la forza, che lo ha mosso al cambiamento. Il perché è: perché se una cosa non va bene per te, devi comprenderne i motivi e cambiarla. Non è stato facile, per Leggiadro, che per tutta la vita ha sempre evitato gli scontri, ha sempre cercato di accontentare tutti, ma a volte, proprio non si può. Non devi accontentare nessuno: devi trovare ciò che è giusto per tutti. Esiste.

Nel suo caso, la figlia adesso è seguita da chi può aiutarla. Che una dipendenza, qualunque essa sia, ha bisogno di trovare gli strumenti giusti. E sua figlia, che chiamerò Stella, ha deciso grazie a lui, grazie alla fiducia un po’ triste che lui è riuscito a trasmetterle. Con la moglie, la storia veniva da lontano, non era legata al padre, era legata ad una relazione in cui si erano allontanati l’uno dall’altra, giorno dopo giorno, e quando arriva una crisi, un momento duro, lì, l’amore debole, si indebolisce ancora di più. Siamo partiti proprio da lì: nel lavoro di coppia parto sempre dalla visione interiore personale, da quello che è giusto, per il singolo. Lì, coltiviamo la fiducia e la forza, perché nessuno è davvero solo. Sei solo, ma anche, nella rete della vita, una luce e un supporto per gli altri. Alba, sua moglie, aveva molto da dire. E anche Leggiadro.

È cambiando la visione che cambi le cose

La solitudine e la tristezza esistevano, ma non sono cose statiche, non sono condanne: sono evidenze del fatto che la vita non sta andando nel modo giusto. Il modo giusto devi trovarlo tu. D’altronde, se per viaggiare da una città che parte ad ovest per arrivare in un’altra ad est, devi percorrere una strada che attraversa una montagna, se non la percorri, la città non la raggiungerai. E su quella strada, potresti scoprire tanto, di te, della strada, della via che hai lasciato e di quella che troverai. Così è la vita: sentirsi soli e tristi, capita, ma cosa metti dentro quella solitudine e quella tristezza, lo decidi tu. Non lasciarti andare, non scoraggiarti, non abbatterti. Coltiva la fiducia. È cambiando la visione che cambi le cose. Questa è la motivazione. Chiara, perché solo se affronti la realtà per ciò che è, puoi davvero affrontarla. E ponderata, che non vuol dire solo che ci hai pensato bene, ma che hai vagliato tutte le possibilità, e scelto le migliori. Così, anche i momenti di vita più duri diventano una chiave preziosa per il tuo cambiamento evolutivo.

Perciò contattami, sei hai delle domande, contattami se vuoi uscire fuori, dalla solitudine e dalla tristezza che non sono bene per te. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, possiamo fissare un appuntamento telefonico, così potrai dirmi cosa stai cercando, e potrò dirti come posso aiutarti a trovarlo. C’è anche chi mi scrive dietro un potente slancio del momento, va bene anche così, l’importante, è non restare dove soffri.

E per coltivare buone ispirazioni, può esserti d’aiuto il mio podcast, Comunicare per essere®. A volte, anche una sola ispirazione, può illuminare una giornata intera. Puoi seguirlo dal mio blog, dove c’è una pagina dedicata, con tutte le puntate, e pubblico ogni settimana le nuove puntate e le trascrizioni, così puoi leggere tutto. Ed iscriverti liberamente sulle app per musica e podcast, da Spotify a Apple Podcast da Google Podcast a Spreaker. Nel mio blog trovi costanti approfondimenti, anche articoli sulla comunicazione valoriale applicata alla vita, puoi iscriverti alla newsletter, per non perdere le novità. Iscriviti anche al mio canale video, se ancora non lo hai fatto, su YouTube, dove pubblico video e il podcast, e seguimi sul tuo social preferito, mi trovi sui principali, a partire da Facebook. Nel mio blog ci sono tutti i link diretti alle mie pagine, e con il motore di ricerca interno puoi trovare decine e decine di approfondimenti sui temi che più ti interessano, che continuo a sviluppare nel tempo.

Per chiudere la puntata, parole, e musica, pensieri liberi da seguire, che la tristezza non è un nemico, è un modo di vedere momenti di vita. Cinque aforismi sul rapporto tra solitudine e tristezza. Fabrizio De Andrè: “Io sono uno che sceglie la solitudine. E come artista si fa carico di interpretare il disagio rendendolo qualcosa di utile e di bello. È il mio mestiere”. Jim Carrey: “Sfido chiunque nel suo momento più buio a scrivere le cose che lo rendono felice, anche quelle sciocchezzuole come l’erba verde o una conversazione amichevole con qualcuno in ascensore. Incomincerà a rendersi conto di quanto è ricco”. Seneca: “Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere”. Charlie Chaplin: “La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza”. L’ultimo di Carol Burnett: “Solo io posso cambiare la mia vita. Nessuno lo farà per me”.

Il brano s’intitola: “Lovers and friends”. Questo serve, nella vita, fiducia, amicizia, amore. Se vuoi aiutarmi ad aiutare, seguimi, scrivimi, lascia un commento, un like, aiutami, che la strada da percorrere, se la percorriamo insieme, diventa più leggera, e sempre più vera. Grazie di essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Non lasciarti andare, non scoraggiarti, non abbatterti. Coltiva la fiducia. È cambiando la visione che cambi le cose” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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