La sensibilità (vera) è un’arma vincente

La sensibilità (vera) è un’arma vincente. Annarosa Pacini podcast, grafologia e comunicazione per l'evoluzione personale, counseling on line, analisi grafologica, corsi di comunicazione
Tutti sono sensibili, anche chi pensa di non esserlo. E la sensibilità è uno dei più potenti strumenti per la crescita personale, l’allenamento dell’intelligenza emozionale e la crescita qualitativa delle relazioni. “Comunicare per essere®” podcast, Annarosa Pacini

Tutti sono sensibili, anche chi pensa di non esserlo. E la sensibilità è uno dei più potenti strumenti per la crescita personale, l’allenamento dell’intelligenza emozionale e la crescita qualitativa delle relazioni. La sensibilità vera è un’arma vincente: se ce l’hai, lo sai, perché ti permette di dare ascolto a te stesso quanto all’altro, di capire nel qui e ora quale sia la strategia migliore per tutti. In tutti gli altri casi, è una sensibilità che va compresa e allenata, spesso a senso unico: che sia rivolta agli altri o a te stesso, il senso unico è sempre sbagliato. Per funzionare bene, occorre una strada della sensibilità a due corsie, aperta ad ogni possibile direzione, pronta a spaziare. E più è vera, più crea autentica felicità nelle relazioni importanti della tua vita. Perciò, dato che ce l’hai anche tu, impara ad utilizzarla al meglio. Come si fa? Intanto, ti dico come iniziare.

“Comunicare per essere®”, dedicato alla tua evoluzione personale, un’evoluzione personale reale e concreta, che puoi mettere in pratica ogni giorno nella tua vita. Comunicare per essere, perché solo attraverso la comunicazione puoi essere te stesso nel mondo e in te, al massimo del tuo potenziale, e scoprire che puoi andare anche oltre. Un grazie ai nuovi amici che ogni giorno si aggiungono, e mi seguono sui social, e grazie a chi commenta, a chi mi scrive, a chi lascia un like, grazie. Mi trovi su Instagram, Facebook, Linkedin, Twitter. Per abbonarti al podcast scegli l’app che preferisci, a partire da Spreaker, che è la piattaforma che lo ospita, ma anche tutte le altre, e abbonati, se già non lo hai fatto, così potrai ascoltare o riascoltare ogni puntata dove vuoi, quando vuoi e quanto vuoi.
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La sensibilità (vera) è un’arma vincente

Alla sensibilità ho già dedicato una puntata mirata, dal titolo “Le antenne della sensibilità”“Le antenne della sensibilità”“Le antenne della sensibilità”, che trovi in archivio.
Oggi voglio parlartene in una prospettiva concreta, una teoria applicata, che, quindi, può diventare da subito operativa. Ti parlo di “sensibilità” in un’accezione del tutto positiva, una sensibilità integrata all’essere, fondamentale parte di ognuno di noi. Se la parola sensibile ti rimanda l’idea di una persona debole, fragile, problematica o poco capace di difendersi, ti fa pensare ad una donna piuttosto che ad un uomo, sbagli. Vuol dire che l’idea che hai della sensibilità è costruita da modelli, giudizi e pregiudizi. Mettili da parte. Qui ti parlo della sensibilità che è sinonimo di apertura, bontà, sentimento, tatto, finezza, ricettività, comprensione, savoir faire, sesto senso, diplomazia, competenza, amore, attenzione, dolcezza, gentilezza, premura, eleganza, anche.
Tutti sono sensibili, cioè tutti dispongono di caratteristiche che, opportunamente usate, ciascuno nel pieno rispetto della propria natura originaria, sono il perno della crescita personale, dell’intelligenza emozionale, delle relazioni profonde e di valore. Ognuno è sensibile secondo le sue peculiarità, il modo in cui si dimostra la sensibilità, quello, è personale, e diverso per ognuno. Ma il modo giusto dovrebbe, invece, essere uguale per tutti: se usi la sensibilità vera nel modo giusto, saprai sempre come regolarti in una discussione, cosa dire e cosa non dire, anche perché. Sul lavoro, saprai intuire le cose giuste da fare, e quelle sbagliate. In famiglia, potrai mediare tra le tue esigenze e quelle degli altri.

Riscopri la tua vera sensibilità

Chi pensa di non essere sensibile, è stato ingannato. Anzi, di solito, si tratta di persone molto sensibili, che sono state fraintese o giudicate o colpevolizzate per questa loro straordinaria caratteristica. Accetta la tua sensibilità, riconosci che anche tu provi emozioni, sensazioni, input che vengono da dentro di te e ti portano ad agire, a relazionarti con gli altri, altri da cui ricevi emozioni, sensazioni, input, che ti arrivano e decodifichi. Questo è il punto cruciale: il modo in cui interpreti la sensibilità. Comprendere una situazione è un bene, non un male. Capire il vero stato d’animo della persona che ti trovi di fronte, al di là delle sue parole, è un bene, non un male. Perchè ti permette di agire, e non di reagire, cioè ti permette di essere tu la persona che influenza la situazione, che determina il corso del momento, e il percorso successivo. Non ti ho detto che è facile né che tutti si possa utilizzare la sensibilità allo stesso modo senza fatica. Se vuoi, puoi. Con quanta fatica, e in che modo, dipende dalla tua natura originaria, dalla tua storia personale, dal futuro che vuoi realizzare.
Per capire se già la stai utilizzando nel modo giusto, basta che ti guardi intorno, che osservi e rifletti sulle relazioni più importanti della tua vita. Se tutti sono abbastanza soddisfatti, a volte molto, a volte mediamente, allora sì, già la stai utilizzando, abbastanza, nel modo giusto. Ma stai pur certo che se c’è qualcuno che è scontento, se tu per primo sei scontento, se tra quello che provi e quello che dici non c’è coerenza (tipico il caso del genitore che dice al figlio che è uno stupido, e mi spiega che lo fa perché gli vuole bene) allora non stai usando la vera sensibilità.

Sensibilità e comunicazione, per relazioni di valore

La vera sensibilità si riflette su tutto, particolarmente sulla comunicazione. Torno all’esempio di prima. Genitore e figlio adolescente, sensibilità messa nel cassetto. Il figlio ha 16 anni, ha iniziato a fumare, il padre lo ha scoperto. Padre, che chiamerò Ugo (come sai, gli esempi non sono mai di fantasia, ma prendono sempre spunto dal mio lavoro e da situazioni reali): “Sei uno stupido (o altre parolacce a discrezione), lo sapevo che uno come te…” e poi via una sequela di generalizzazioni. Il figlio, secondo il tipo di relazione che hanno, può non rispondere o rispondere pan per focaccia, decidere di far peggio soltanto per ciò che prova, quando il padre gli parla così (se ne fosse consapevole, forse gli sarebbe stato più facile provare a non fumare). Ma anche se non rispondesse, accuserebbe il colpo. Stessa situazione, sensibilità vera in azione. Ugo: “Mi dispiace davvero molto, Alessandro, che tu abbia deciso di fumare. Rispetto la tua libertà di scelta, ma vorrei che ci riflettessi, perché a lungo termine i danni del fumo sono superiori a qualunque beneficio” (questo è solo un esempio, ogni Ugo deve trovare le parole giuste per il suo Alessandro).
Potrebbe poi, il nostro Ugo, mettere in pratica tutta una serie di azioni educative, anche queste, su misura, in base alla relazione con il figlio e alle dinamiche familiari. Cosa si ottiene? Che nessuno soffre per le parole dette, che si capisce il messaggio vero, “ti amo, sei mio figlio, tengo a te”. Che qualche Alessandro smetta di fumare quasi subito, qualche altro, dopo un po’. Certo, i legami, con la vera sensibilità, si rafforzano sempre, è già una vittoria. Se invece è a senso unico, cioè tu senti quello che provi, e pensi che debba essere rispettato, ma non dai all’altro lo stesso diritto e valore; o pensi che l’altro abbia più diritti e valore di te, non è vera sensibilità. E’ altro, che è stato costruito sopra la tua sensibilità dal modo in cui hai interiorizzato le tue esperienze di vita. Ma, ti do una buona notizia, la tua sensibilità è sempre lì.

Crescita personale, l’importante è iniziare

Quando avrai finito di fare il resoconto delle relazioni importanti della tua vita, e scoperto quali sono quelle in cui non usi la tua vera sensibilità, scegliene una, e comincia ad imparare. Che vuol dire, allenarti a trovare la migliore strategia per tutti. A volte qualcuno mi dice che può non esserci una buona strategia, come trovarla, nei confronti di una persona con cui hai cattivi rapporti? Ma la buona strategia della sensibilità è la costruzioni dell’equilibrio e della serenità interiori, riguarda prima di tutto te, la tua vita. Per questo so che c’è sempre una buona strategia, ed è quella che ti permette di essere sereno e soddisfatto di te, lasciando all’altro la libertà di cogliere l’opportunità che gli hai dato, oppure no. In ogni caso, la vostra relazione raggiungerà il suo miglior livello possibile. E tu non potrai che esserne soddisfatto. E c’è di più: quando pianti buoni semi, le piante crescono. E anche se oggi non vedrai i risultati della tua vera sensibilità in azione, e del buono che metti in atto, lo vedrai, sicuramente, domani.

Se vuoi scoprire tutto sulla tua sensibilità, attraverso un’Analisi grafologica profonda, un Profilo grafologico essenziale, avviare un percorso evolutivo con me, anche a distanza, con incontri via Skype, un percorso su misura per la tua vita ed i tuoi obiettivi, nel mio sito, annarosapacini.com, pagina contatticontatticontatti, trovi tutti i miei recapiti, oppure puoi contattarmi via social.
Per concludere, tris di aforismi su sensibilità e crescita
“Quando siete coscienti delle vostre sofferenze e insoddisfazioni, ciò vi aiuta a sviluppare l’empatia, la capacità che vi permette di rapportarvi con sensibilità verso le sofferenze degli altri. Ciò aumenta la vostra capacità di provare compassione” (Dalai Lama)
“Ciò che rende l’esisetenza preziosa sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità” (Hermann Hesse)
“Non è la ragione che ci dà una guida morale, è la sensibilità” (Maurice Barrès)

Il brano che ho scelto per salutarti si intitola: “Life is poetry”. E come le poesie, ognuna diversa, ognuna con la sua sensibilità, ognuna speciale, e grande, e bella. Anche tu. Buona sensibilità, e abbi cura di te.
Ti ringrazio, per essere stato con me. Alla prossima puntata.