Se senti che non puoi cambiare, è il momento giusto per farlo (ovvero, il troppo stroppia)

Se senti che non puoi cambiare, è il momento giusto per farlo (ovvero, il tropo stroppia). Podcast per la crescita personale, Annarosa Pacini, grafologia, comunicazione
Sii vero, condividi riflessioni, non essere troppo uguale a te stesso e se senti che non puoi cambiare, è il momento giusto per farlo. Tip and tricks sulla crescita personale. Podcast per la crescita personale, Annarosa Pacini, grafologia, comunicazione

Se sei “troppo” di qualcosa, troppo razionale, troppo emotivo, troppo ironico, troppo curioso, troppo critico, vuol dire che in quel “troppo” hai messo dentro altro. Meglio tirarlo fuori e trovargli lo spazio giusto. La crescita personale “personalizzata”, ovvero, come ogni risorsa funzioni al meglio quando valorizza ciò che sei e lo fa evolvere, e non quando lo trasforma in qualcosa di diverso. Sii vero, condividi riflessioni, non essere troppo uguale a te stesso e se senti che non puoi cambiare, è il momento giusto per farlo. Tip and tricks sulla crescita personale. Podcast – grafologia e crescita personale, analisi grafologica, life coaching, comunicazione interpersonale.

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Se senti che non puoi cambiare, è il momento giusto per farlo (ovvero, il troppo stroppia)

Ti leggo un messaggio che ho ricevuto qualche giorno fa su Spreaker, e che mi offre l’occasione di approfondire alcuni aspetti che ritengo possono interessare anche te, legati alla crescita personale “personalizzata”, cioè come ogni risorsa funzioni meglio e al meglio quando valorizza ciò che sei e lo fa evolvere, e non quando lo trasforma in qualcosa di diverso. Un fiume dà il meglio di sé in un alveo, poi può scoprire di amare le cascate o i laghi, di voler essere pieno di pesci oppure di odiare i pescatori, ma se volesse trasformarsi in un bosco ceduo – e tu non hai idea di quanto le persone siano brave a trasformarsi in altro, piuttosto che lottare per essere se stesse – quanto e come potrebbe, in quella forma, utilizzare davvero le straordinarie caratteristiche dell’acqua? Invece pensa quanto l’acqua si trasformi in ogni cosa, rimanendo se stessa. Ma prima di essere un bosco ceduo, anche se volesse, ne avrebbe, di strada da fare. Il commento è di Note, che è poi un’abbreviazione del suo nickname. Si riferisce alla puntata del podcast che ho pubblicato il 4 gennaio 2019, dal titolo “Come il senso dello humour ti aiuta nel raggiungere gli obiettivi”. Ecco il commento: “Puntata molto stimolante, ho una piccola(?)/grande(?) domanda: se ho un’attitudine consolidata all’autoironia e all’autocritica, e io stesso faccio autocritica del modo con il quale vivo determinate situazione in maniera ironica nel momento in cui qualcuno mi critica (costruttivamente/lucidamente come l’etimologia di “critica” vorrebbe, quindi parlando effettivamente di me e non insultandomi ed esprimendo di conseguenza disagio in una certa misura) può essere utile?”.

Comunicazione interpersonale, l’ironia che fa bene

Sì, è una grande domanda, che ne contiene tante altre, secondo me, o, almeno, mi permette di dare più di una risposta. L’ironia vera, sana, utile, è quella positiva, che usi per migliorare le relazioni, per farti comprendere meglio, per comprendere meglio gli altri. A volte aiuta a stemperare delle reazioni interiori che sarebbero forse, meno equilibrate, ma funziona bene se lascia a te e chi a ti ascolta una sensazione, appunto, positiva. Questo tipo di ironia è preziosa. E’ un’attitudine, ovvero, non tutti possono utilizzare e sviluppare lo stesso livello di ironia. Qualcuno si troverà meglio con la serietà, qualcun altro con la complicità, altri ancora, altri ancora davvero con la critica, e così via. In ogni caso, imparare a vivere le situazioni senza farsi trascinare, con maggiore leggerezza (che non vuol dire superficialità, significa prendere le misure giuste e non farsi appesantire) è possibile per tutti. Poi ci sono persone che hanno un’intelligenza verbale molto sviluppata, e se hanno sviluppata anche quella intrapersonale ed interpersonale, sapranno essere ironici nel modo giusto, molto simpatici e graditi a tutti, e persone che magari non hanno l’ironia al primo posto nel carnet delle loro attitudini, ma che ce l’hanno comunque, e la usano a modo loro. Il senso dello humour aiuta, come aiutano tutte le dinamiche relazionali e gli stili comunicativi che sanno favorire e migliorare la comprensione e la comunicazione.

La comunicazione interpersonale che vince è quella vera

Se una persona ha una consolidata attitudine all’autoironia ed all’autocritica vera, è molto utile. Aiuta anche, come Note scrive, a vivere e gestire meglio le critiche positive. Può essere utile perché impedisce che la critica si trasformi in giudizio o aggressione, e lascia aperta la porta al dialogo. Però… a volte chi critica, anche se lo fa in modo positivo, cioè non esprime un disagio, non è detto che comprenda bene l’effetto che produce sull’altro. Perché sì, Note riesce a gestire bene le critiche, ma non è così per tutti. E, comunque, anche le critiche giuste, a lungo andare, producono effetti che raramente sono positivi. Per questo alle “critiche” preferisco le “riflessioni condivise”, in cui esprimo il mio punto di vista, lo condivido con te, ascolto il tuo, ci ragioniamo su. Le preferisco anche ai consigli, perché le riflessioni condivise richiedono di essere motivate anche dal punto di vista dell’altro, mentre il consiglio, spesso, tiene conto soprattutto del punto di vista di chi lo dà. La critica, quella vera e costruttiva, può aiutare la crescita personale, ma spesso viene usata nella sua accezione meno costruttiva e utile, è un modo per far emergere emozioni e sentimenti repressi, nascosto, frustrati, oppure per far emergere difficoltà di relazione e di comprensione.

Comunicazione interpersonale: per affrontare la verità, serve fiducia

Qui veniamo ad un’altra parte della risposta: se la tua autocritica, caro Note, è autentica, sempre, va bene. Se è così consolidata perché hai imparato ad usarla come mezzo per gestire situazioni complicate, magari, sopportarle e bypassarle, allora va meno bene. Ci sono momenti in cui è opportuno stemperare la tensione, e altri in cui invece servirebbe sì allentarla, ma non allentare l’attenzione. Questo vale anche per te che mi ascolti: saper mediare e gestire con equilibrio le tue relazioni, la tua vita, è una caratteristica di grande valore, ma non vuol dire non difendere i giusti spazi, i giusti diritti, non far sentire la tua voce. Mi piace molto l’immagine di un guerriero buddista che si alzava in piedi con coraggio per difendere le sue idee ma non brandiva la spada. Un guerriero fatto di forza e di pace. Che non vuol dire sottomissione, né fuga. Vuol dire fermezza e coraggio, e anche fiducia.

Perché il “troppo stroppia”

E così arriviamo all’ultima parte della risposta: a volte, può essere utile far notare a chi ti critica che ti critica. E se non sei d’accordo con la sua critica, parlare, approfondire. E puoi rimanere anche pacificamente ed ironicamente della tua idea, se non condividi quella dell’altro. Per comprendersi servono tempo, impegno, e tanta verità. La critica e l’ironia a volte la nascondono, cioè celano le motivazioni vere. Un partner che scherza molto sul fatto di non essere speciale, magari teme, dentro di sé, di non essere all’altezza dell’altro. Un genitore che scherza molto su quelle che ritiene essere le manchevolezze del figlio, magari non riesce nemmeno a vedere le proprie, ma interiormente si sente lo stesso a disagio. Un collega di lavoro che scherza sempre sul modo in cui portate a termine un lavoro, stai pur certo che avrebbe anche altro da dire. Perché l’ironia vera non è una modalità stabile della comunicazione, è uno stile comunicativo che in certo momenti e luoghi si affaccia e rende tutto più piacevole. Se, invece, si trasforma in un modo di essere costante, allora è certo che c’è dell’altro. Questo vale per tutti gli atteggiamenti, per tutti gli stili relazionali e comunicativi. Se sei “troppo” di qualcosa, troppo razionale, troppo emotivo, troppo ironico, troppo curioso, troppo critico, vuol dire che in quel “troppo” hai messo dentro altro. Meglio tirarlo fuori e trovargli lo spazio giusto. Spero così, caro Note, di aver risposto al tuo commento. E se anche tu hai qualche riflessione che vuoi condividere con me, fallo pure. Mi piace moltissimo dialogare con voi, anche in differita.
Ti ricordo che se vuoi conoscere meglio il mio metodo e come posso aiutarti per la tua crescita personale e il raggiungimento dei tuoi obiettivi, sul mio sito, in questa pagina trovi tutti i modi per contattarmi, e-mail, telefono, social. Puoi richiedere direttamente un profilo grafologico, una seduta di life coaching a distanza, iscriverti ad un mio corso, seguire i miei canali. E se questo podcast ti piace, lascia una recensione, scrivi un commento, leggo sempre molto volentieri i vostri messaggi. Per salutarti, immancabili, l’aforisma e un brano musicale. L’aforisma sulla vita è saggio e divertente insieme, di Mark Twain: “La vita è breve. Rompi le regole, perdona velocemente, bacia lentamente, ama profondamente, ridi incontrollabilmente e non rimpiangere mai ciò che ti ha fatto sorridere”.
Il brano musicale, royalty free, si intitola “Dancing inspiring”, trova il tuo ritmo, e metterai al giusto ritmo anche la tua vita. Ciao, grazie per essere stato con me