Se gli altri non ti piacciono

Una delle frasi più usate al mondo è: “mi dà fastidio”. Potrei scommetterci. Ti danno fastidio il modo di fare di qualcuno, le sue parole, una frase, un giudizio, finanche, a volte, piccoli gesti e piccole abitudini. Può darti fastidio una persona poco importante per la tua vita. Oppure, una persona che è tutto per te. Il “fastidio” non va assecondato, e neanche accantonato. C’è qualcosa da capire, bene, e velocemente, prima che quella sensazione negativa diventi qualcosa di più.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Ti dà fastidio? Allora vuol dire che c’è qualcosa da capire meglio. Anche di te

Cosa succede, se le persone della tua vita non ti piacciono più come una volta? Anche le persone che ami, figli, partner, amici, colleghi. E se non è una cosa momentanea, e non passa? La vita è più faticosa, senza legami positivi e di valore. Ma i legami si costruiscono, come un ponte, come una casa, come un albero. Hanno bisogno di radici, ma anche di luce e vento, e libertà. Un albero forte non è spazzato via da un temporale. Così è per i legami.

Quando le persone che ami non ti piacciono più (a volte)

Puntata dedicata alle vostre domande. O, meglio, alle domande che estrapolo dalle riflessioni che ricevo. Questa, è di Miraldo. Un messaggio molto lungo, con tante riflessioni sulla vita, e sul mondo di oggi. Miraldo è giovane, ma non giovanissimo. E’ un giovane uomo maturo tra i quaranta e i cinquant’anni. Ha un lavoro, una famiglia, legami. Mi scrive: “a parte i problemi che tutti sanno, dal Covid a questa guerra senza senso, le cose da un bel po’ non vanno più bene, per me. Mi guardo intorno, e non riconosco più nessuno. La gente, tutti incattiviti, arrabbiati. E anche vicino a me. Con mia moglie, ormai, sono anni che non ci facciamo più un complimento. Se va bene la giornata passa così, sennò si finisce sempre a discutere per qualcosa, gli orari soldi, le regole per i figli.

Mio figlio, cara dr.ssa Annarosa, non so se la sconvolgo, ma a volte non mi piace. Crescendo è diventato una persona egoista, chiede, chiede, e non si preoccupa mai di noi. Tutti mi dicono che è normale, colpa del mondo. Ma che mondo è, un mondo dove sembra normale un figlio che non gliene frega niente dei genitori? La cosa che mi fa paura è che a volte sento proprio che non mi piacciono più. Mi danno fastidio. Sono momenti, però certo è dura. Perché non mi piacciono? Allora, anche io non gli piacerò più? Forse sono io, ad essere cambiato? Quello che vorrei da lei è un altro punto di vista. Quando l’ascolto, nei suoi podcast, mi fa tornare la speranza, che le cose possono cambiare e migliorare. Però, se dipende da me, nemmeno io mi piaccio più come una volta. Mi sembra di essere diventato più debole, rinunciatario. Sono io, o è il mondo? …”.

Se la realtà è oscura, si oscura anche l’animo

Poi, prosegue ancora, Miraldo, e mentre scrive, introduce tanti altri elementi, che aiutano molto, a capire perché in questo momento della sua vita, si senta così. Ci sono molte domande, nella sua e-mail. Ne ho scelta una: cosa puoi fare se le persone della tua vita, in certi momenti, brevi, o molto lunghi, non ti piacciono più come una volta?

Cos’è un rapporto umano? E’ un legame, complesso, intrecciato, e intricato. Con tante variabili. La parola “variabile”, già da sé, ti dice che le cose mutano. Tu, cambi, la vita, il tuo partner, tuo figlio, gli amici, i tuoi genitori. Senza legami positivi e di valore, la vita è più faticosa.

Quali sono, i legami positivi e di valore? Quelli che ti fanno stare bene, e sentire bene, senza bisogno di essere altro da quello che sei. Quelli in cui un giorno puoi essere arrabbiato o triste, e confidare che sapranno capirti. Però, vale anche per gli altri. Tiri in ballo tante cose, Miraldo, per ognuna di queste, bisognerebbe aprire tante prospettive. La gente è “incattivita”. Potrei dire, in altro modo, che la realtà in cui viviamo chiede tanto impegno, per mantenere forte una visione interiore salda e positiva, che più durano le difficoltà, più la battaglia richiede risorse, più facilmente c’è chi cede, cioè segue la corrente

Come resistere alle influenze del mondo esterno

Non credo che “la gente” sia “incattivita”. Già, come sai, rifuggo le categorizzazioni di ogni genere. Credo che ogni persona, nella propria vita, affronti le proprie difficoltà, alle quali si aggiungono quelle del mondo in cui viviamo. So che ogni persona fa appello alle proprie risorse, e che non siamo uguali, tutti diversi, ognuno ha le proprie, di risorse.

Per questo, a situazioni simili, non si reagisce tutti allo stesso modo. Una persona che, da fuori, può sembrare “incattivita”, può essere triste, un’altra, scoraggiata, un’altra, arrabbiata, un’altra ancora, si sta ribellando, una difendendo. Per capire i motivi, che muovono ogni persona, la devi conoscere. Pensa perciò che tutte le persone che vivono nella stessa realtà in cui vivi tu, hanno le stesse difficoltà generali, poi, ognuno, le proprie. Per fortuna, ci sono anche le risorse, le soddisfazioni, i successi, le possibilità di miglioramento.

Rapporti di coppia: cosa puoi fare se il tuo partner non ti piace più

Scrivi che tua moglie, in certi momenti, non ti piace più come una volta. Che sai che anche tu non le piaci più come una volta. E’ già una bella fortuna, se riesci a cogliere i cambiamenti, puoi trasformarli.

Sedetevi, parlate. State insieme, come una volta. Scrivete i vostri pensieri su una lettera, scambiatevele. Impegnatevi a non urlare. I legami, si costruiscono, come una casa. Se dal tetto piove, lo ripari. Come un albero, se le radici sono forti, un ramo si spezza, con la bufera, poi, ricrescerà. La vicinanza affettiva, la condivisione delle visioni e dei sentimenti va coltivata, non progredisce da sola.

Tu vivi la tua vita, tua moglie, la sua, quando vi incontrate, ognuno ha il proprio carico. Depositatelo, e ricostruite la vostra dimensione. Mettetelo da parte.

Per piacere a te stesso, devi imparare a stimarti

“Dipende da te” vuol che puoi scegliere. Non ti piaci come una volta? Capita, con la maturità, la consapevolezza cambia, magari, oggi, vedi le cose con occhi diversi, vorresti di più da te stesso. Cosa vuoi fare? Non piacerti e commiserarti, o non piacerti e migliorarti per piacerti addirittura più di prima?

Dipende da te, cioè da quello che scegli, da quello che vuoi mettere nella tua vita. La questione figli, invece, meriterebbe una risposta a parte. I figli sono figli di questa società, non li porta la cicogna e non nascono sotto i cavoli. Quello che trasmettono, che fanno, dipende, non soltanto, ma molto, proprio dal mondo in cui vivono, da quegli stessi adulti che li criticano, da quegli stessi adulti, come dici tu “incattiviti”, che con le loro lamentele portano via a questi figli, la speranza.

Tuo figlio può non piacerti. L’essere umano chiamato “figlio” e l’essere umano chiamato “genitore” sono due entità separate. Puoi amarlo, ma non essere d’accordo con quello che fa. Puoi sostenerlo, ma non condividere un suo comportamento. Cambiare, quanto, come, dipende da lui.

Se vuoi ritrovare la gioia dei legami profondi, devi prima ritrovare la gioia del tuo vivere

Quello che puoi fare, è occuparti di te stesso. Io credo molto nel buon esempio. Nel predicare bene e razzolare bene, nel mettere l’esempio e le azioni concrete, tra il dire e il fare, e non il mare. Dalla tua lettera, più di tutto, Miraldo, traspare che ami tua moglie e tuo figlio, che hai molto a cuore quel tuo collega che è sempre così arrabbiato, che vedere invecchiare i tuoi genitori e non poter essere loro vicino ti rattrista.

Gli atteggiamenti di chiusura, i sentimenti negativi, sono una forma di difesa, ma non sono costruttivi. Infatti, non ti appartengono, ti senti più solo, più isolato. In fondo scrivi che vorresti davvero cambiare le cose, per far sì che tutti possano stare meglio. Questo, puoi, partendo da te.

Mi chiedi se puoi fissare un appuntamento? Puoi. Coaching umanistico on line in focus, come mi piace chiamarlo, cioè focalizzato su un aspetto specifico. Ho molti clienti che lo stanno adottando, chi ha meno tempo, che preferisce seguire il momento, e un po’ meno la programmazione, e stanno avendo davvero grandi risultati. “Grandi”, cioè belli e positivi. Non mi sconvolgo, se mi scrivi che tuo figlio a volte non ti piace.

Apprezzo la sincerità. Amare è qualcosa di più. E’ riconoscere la libertà dell’altro di essere diverso. E amarlo, proprio così come è. Anche se qualcosa non ti piace.

Ogni legame, ha bisogno di cura. Così puoi vedere oltre ciò che non piace, e comprendere quello che davvero cerchi

Grazie per il messaggio, e per le domande. Se anche tu che mi stai ascoltando in questo momento, hai delle riflessioni che vuoi condividere, e delle domande da offrirmi come spunto di riflessione applicativa della comunicazione valoriale ed evolutiva per il miglioramento umano, scrivimi.

Mentre, se vuoi scrivermi per saperne di più sul mio metodo, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Il primo colloquio informativo è sempre gratuito. E tanti piccoli e grandi aiuti li trovi negli strumenti che, gratuitamente, metto a disposizione di chi vuole una vita più bella, e crede che essere migliore sia la strada: dal mio blog puoi iscriverti al mio podcast, Comunicare per essere®, che trovi anche su tutte le app per musica e podcast, al mio canale video su YouTube, dove puoi anche lasciare i tuoi commenti, e le tue domande, se vuoi, alla newsletter, che utilizzerò come strada privilegiata per particolari approfondimenti.

Ti saluto con la massima pratica della puntata. La “massima pratica” è una mia riflessione, di filosofia concreta applicata alla vita: “C’è sempre qualcosa di bello che puoi scoprire, nella vita, negli altri. Ma lo trovi solo se davvero lo cerchi. Vale per tutto, anche per i legami. Nessun albero cresce davvero rigoglioso, se non trova terra e nutrimento per le sue radici”. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“Nessun albero cresce davvero rigoglioso, se non trova terra e nutrimento per le sue radici”

– Annarosa Pacini

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