Il rispetto di te stesso è fatto di tante cose: richiede che tu scelga di conoscerti bene, di avere pazienza con te stesso, di ascoltarti non per giudicare, ma per comprendere. Solo così puoi migliorare. Il buon rispetto richiede buone persone, e quindi, la scelta di essere, e perseguire, buoni valori, buoni ideali, buone azioni. Buone, che costruiscono il bene. Benché si possa dissertare quanto si vuole sul significato di una parola, basta guardare gli effetti delle azioni sulla realtà per comprenderne il significato vero: se pensi di avere buone motivazioni, ma crei cattivi effetti, quello, non è bene. I criteri morali, spirituali, personali, sono buoni tanto quanto riescono a creare una buona vita, che include una buona realtà. Se ognuno di noi s’impegnasse per questo, avremmo una buona società e, sicuramente, un mondo migliore. Il rispetto è alla base, rispetto inteso come capacità di riconoscere il valore tuo e dell’altro, di comprendere la diversità come espressione dell’essere e non usarla come modello per giudicare chi è diverso da te, la pensa in un altro modo, vive seguendo criteri diversi. Perché quando una persona vive la sua vita, ispirato da buoni valori, creando il bene, quella vita, è buona.
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Il rapporto tra rispetto e consapevolezza
Il rispetto nasce dalla consapevolezza: e quando è vero, ti aiuta a migliorare quegli aspetti che non ami molto, perché sì, può capitare di avere qualche parte di sé che non si ama, o che si vorrebbe diversa, o di vivere periodi in cui non si trova più quella spinta e quella visione capace di dare speranza. Lì ti serve rispetto. Un sentimento di riguardo e stima, che porta a comportarsi in modo da non offendere il proprio onore, la propria dignità e personalità. Da qui nasce il rispetto per gli altri, per la vita, e per il futuro. La prima cosa che puoi fare, per capire quanto il rispetto conti, è chiederti se davvero hai rispetto di te. Pensa a cosa pensi di te stesso, alle parole che usi, a come definisci abitualmente i tuoi modi di essere, e fare. Tutto ciò che sei, scegli, esprimi ed agisci, è comunicazione, tu, nel mondo. Parto da una scrittura, storia vera, nome di fantasia, nella prospettiva della mia grafologia evolutiva®, un metodo grafologico di studio, conoscenza e valorizzazione dell’essere umano, nonché ricerca delle migliori strade personali, che ho fondato proprio per poter aiutare ogni persona ad evolvere e realizzare se stessa, partendo da un profondo rispetto di sé.
Andreina, scrittura di dimensioni medio-grandi, molto uguale a se stessa, abbastanza rigida ma anche rotondeggiante, molto alta, poco larga. Andreina non ha facilità a comprendere il punto di vista degli altri, mentre con facilità pensa che il punto di vista degli altri possa ledere il suo. Ha delle attitudini intellettive molto utili, attenzione, precisione, capacità di pensare velocemente per cercare, e trovare le migliori soluzioni. Ma spesso non le usa, in un modo buono per lei, perché lungo la strada inizia a giudicare se stessa, in base a come gli altri interagiscono con lei, poi, a giudicare gli altri. Alla fine, è piuttosto scontenta. Della sua relazione, che va avanti da tempo con tanta stanchezza e poca gioia, da ambo le parti. Andreina apprezza alcuni sui modi di essere, ma non ha vero rispetto. Dentro di sé è sempre la bambina che la madre criticava, a cui preferiva la sorella. Sempre, l’adolescente che non ha scelto la scuola che avrebbe voluto per paura di non farcela e dover subire quegli atteggiamenti che tanto spesso in famiglia riceveva, di aggressività e disvalore. Sempre, la donna che pur avendo ottenuto un diploma con buoni voti, una laurea con buoni voti, non ha scelto un lavoro seguendo le sue ispirazioni, ma per inerzia, quello che ha trovato che le permetteva di essere indipendente. Un compagno adatto a metà, sin dall’inizio, che le permetteva di essere libera ma non era affatto intenzionato a vivere davvero, insieme, una vita di coppia. In coppia, come da soli. Nel tempo, l’amore si è indebolito, ed il vivere insieme per le questioni pratiche, l’utilità del doppio stipendio, non era certo abbastanza.
Perché il rispetto che hai per te stesso è fondamentale
Così Andreina si era incupita, indurita, ce l’aveva con se stessa e con gli altri. Non aveva più voglia di fare, tutto era un peso, anche il suo modo di essere, di cui un tempo apprezzava aspetti che la distinguevano, alla fine le pareva che fosse sbagliato. Il rispetto che hai per te stesso lo porti nel mondo, ed è lì che il rispetto del mondo per te si costruisce. Primo, il rispetto di te stesso richiede che tu scelga di conoscerti bene. Abbiamo ben approfondito, con Andreina, quegli aspetti del suo essere che le appartenevano davvero, sempre giudicati e non ben compresi. Secondo, devi avere pazienza con te stesso. Perché può venire fuori che una tua caratteristica non l’apprezzi tanto, ad esempio, Andreina trovava il suo desiderio di far bene una sorta di catena, che le impediva di lasciar correre, e la faceva, spesso, discutere. Terzo, ascoltarti per comprendere, non per giudicare. Se osserviamo le caratteristiche di Andreina, mettendo da parte gli effetti della storia personale, delle relazioni familiari, cosa abbiamo? Attenzione, precisione, vivacità di pensiero e di comunicazione, desiderio di buoni rapporti con gli altri, un buon senso del proprio valore. Tutto questo, finito sotto anni di giudizi non corretti.
Il “giudizio non corretto” è quello che una persona dà di un’altra persona valutandola con il suo metro. Tutti, ne abbiamo ricevuti, nella nostra vita, e, ahinoi, è probabile che qualcuno lo abbiamo anche dato. Per quanto mi riguarda, il mio impegno quotidiano di vita, da sempre, è quello di conoscere l’essere umano che incontro, ma non posso escludere che in età giovanile abbia anche io, come tutti, applicato quel modello. Ne ricordo uno delle insegnanti di scuola elementare, applicato a me: la mia insegnante, che amavo molto, non apprezzava i miei temi, perché avevo troppa fantasia, sembravano racconti, piccoli romanzi. La maestra dell’altra sezione, quando veniva nella mia classe, prendeva i miei temi e li faceva leggere a tutti, perché le piacevano moltissimo, e li trovava davvero belli. Questo è quello che siamo più l’effetto della vita che incontriamo. Ho ritrovato qualche giorno fa un mio tema, effettivamente, considerando che avevo sette-otto anni, è piuttosto ben fatto, per la fantasia e l’originalità, l’attenzione nella descrizione delle persone e dei loro sentimenti, ma certo sì, la fantasia era molta.
Il cambiamento è in te
Penalizzare qualcuno, un alunno, un partner, un figlio, un amico, un collega, un dipendente, te stesso, perché non è come tu pensi che debba essere, anche se il suo modo di essere dà evidenti ed oggettivi buoni risultati, è mancare di rispetto. Se manchi di rispetto agli altri, alla loro unicità, vuol dire che devi curare di più il rispetto per te stesso. Tornando ad Andreina, il cambiamento di prospettiva, il rispetto per il suo modo di essere, la scelta di allenarsi per trovare un modo di comunicare con gli altri, di ascoltare, che la arricchisse e portasse ad una crescita comune, la decisione di impegnarsi per essere felice davvero, nella sua relazione, o accettare che lì la felicità non poteva esserci, e non rinunciare però ad averla, restando dove non c’era, le hanno cambiato la vita.
Perché lei l’ha cambiata e ha cambiato le cose, partendo da un rispetto profondo e consapevole, per il suo modo di essere. Ha imparato modi di interagire, di pensare, che fossero per lei più fruttuosi e positivi, reso più visibili tutti gli aspetti di grande valore del suo modo di essere, e non per trovare approvazione, ma per essere conosciuta. È cambiata anche la relazione, che l’amore c’era, sotto sotto, hanno dovuto riportarlo alla luce, ed entrambi hanno scelto di farlo. I criteri, perseguire buoni valori, buoni ideali, buone azioni, creano buona vita, buone relazioni, buoni dialoghi, buoni pensieri. Anzi, è proprio dal tuo coltivare il rispetto e i buoni pensieri che si sviluppa il miglior buon essere. Perciò se i tuoi pensieri sono giudicanti, se ti produci infelicità, se produci infelicità nella tua vita, se qualcun altro produce infelicità in te, se la vita non è buona e bella, come vorresti, parti dal rispetto.
Prenditi cura di te. Impara a riconoscerti per la persona che sei, e diventa la persona che scegli di essere. Se vuoi farlo nel modo migliore, imparare come, valorizzare ed esprimere e realizzare la tua unicità, posso aiutarti a trovare tutte le risposte che stai cercando, ed anche quelle che forse non sai che stai cercando, ma che sono lì per te, per permetterti di vivere una vita davvero su misura per il tuo bene. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, possiamo fissare un appuntamento telefonico, e sarò ben lieta di rispondere alle tue domande.
Puoi anche iniziare a coltivare il rispetto per te stesso richiedendo il tuo Profilo grafologico essenziale, anche adesso, dalla pagina dedicata che trovi nel mio blog, un focus dei tuoi punti di forza strategici, aspetti che possono aiutarti a realizzare te stesso, perché ogni caratteristica che ti appartiene, se ben utilizzata, rinforza e costruisce anche il rispetto di te. Iscriviti a questo podcast, Comunicare per essere®, se già non lo hai fatto, puoi farlo da ogni app per musica e radio, da Spotify ad Apple Podcast, da Spreaker a Google podcast ad Amazon music, a quella che preferisci. E seguimi dal mio blog, dove ogni settimana pubblico le nuove puntate ed anche i testi, se ami leggere. E tramite il motore di ricerca interno, con le chiavi di ricerca che preferisci, potrai trovare tanti approfondimenti. Approfondimenti ne trovi anche nei miei video, iscriviti al mio canale video, su YouTube, ed attiva le notifiche, ovunque, sono su tutti i principali social, a partire da Facebook. Iscriviti alla newsletter ma soprattutto visita costantemente il mio blog, che ogni novità parte sempre da lì.
A fine puntata abbiamo delle novità, perché ogni volta ti propongo nuovi aforismi, nuovi brani, ma è ormai anche una consuetudine. Aforismi sul rispetto: Rudolf Nureyev, “L’amicizia, come l’amore, richiede quasi altrettanta arte di una figura di danza ben riuscita. Ci vuole molto slancio e molto controllo, molti scambi di parole e moltissimi silenzi. Soprattutto molto rispetto”. Simone Weil: “Nessuno ha più amore di colui che sa rispettare la libertà dell’altro”. Roberto Vecchioni: “L’amore è il rispetto intellettuale per chi hai vicino. Dobbiamo amare l’altro, non il nostro riflesso nell’altro”. Tiziano Terzani: “Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo”. L’ultimo, è di Confucio: “L’allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è ‘reciprocità’. E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te”.
Il brano è: “Change in you”. Che è una grande verità: il cambiamento è in te, tu sei il cambiamento. Se vuoi aiutarmi ad aiutare, condividi questo podcast, fammi conoscere i tuoi pensieri, lascia un commento, leggo sempre tutti, risponderò anche a te. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao
“La prima cosa che puoi fare, per capire quanto il rispetto conti, è chiederti se davvero hai rispetto di te” (Annarosa Pacini)
Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)


