Resilienza: questione di prospettive (giuste)

La resilienza è resistenza, ma non solo. La vera resilienza è ottimismo, flessibilità, adattamento, perseveranza. Giusta dose di forza e capacità di trasformazione. Perché non tutte le “resilienze” sono uguali. E se trovi quella giusta, le cose cambiano davvero. Perché la caratteristica più importante della resilienza costitutiva è che ti permette di andare avanti anche quando ti fermi, e ti aiuta a non perdere di vista l’orizzonte, anche quando non lo vedi. Come attivare, e potenziare, la resilienza (giusta), è l’argomento di questa puntata.
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Resilienza psicologica: perchè è importante

La resilienza, nella tecnologia dei metalli, indica la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. In Psicologia, si legge sul dizionario, indica la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Certamente, una caratteristica utile. Ma questa visione della resilienza può essere un po’ riduttiva. La resilienza si può invece espandere, e, se la sai vedere nella prospettiva giusta, diventa non tanto la capacità di resistere ma di adattarsi mantenendo la tua identità, di perseverare, di andare oltre e trasformare. Una resilienza che non è solo “re-azione”, ma azione. Una visione della resilienza troppo restrittiva può portare a sopravvalutarne alcune caratteristiche. Non per nulla, tra i sinonimi abbiamo reagire e combattere, ma anche opporsi e sopportare. Tra i contrari abbandonare, cedere, ritirarsi, desistere. C’è chi loda la resilienza ad oltranza e chi, invece, ricorda che in alcuni casi abbandonare, abbandonarsi, cedere o desistere, possano essere strategie utili. Questioni di punti di vista, ma anche di parole. Tra i sinonimi di “resiliente” ne ho trovati alcuni che trovo estremamente utili: consistente, tenace, saldo, solido, stabile. Tra i contrari, delicato e fragile. Eppure, nella resilienza vera, puoi essere, insieme, saldo e delicato, stabile e fragile. La resilienza, nell’accezione che preferisco, strettamente connessa alla comunicazione, alle relazioni, alla realizzazione pratica, nella vita, è una caratteristica dell’essere. Puoi averla come crearla, potenziarla, come allenarla. Si tratta di una resilienza che diventa costitutiva, e indica la tua decisione, la tua volontà, la tua visione e la tua azione, nell’andare avanti, anche quando ti fermi, e nel non perdere di vista l’orizzonte, anche quando non lo vedi.

Resilienza come potere di trasformazione e leva per la crescita personale

Piuttosto che con l’immagine di un metallo che assorbe un urto senza rompersi, mi piace vederla come il metallo costitutivo, la sostanza argentea, un po’ misteriosa, che era la natura di base di uno dei mutaforma più noti nella saga di Star Trek, Odo: la sostanza, nella sua essenza, è sempre lì, ma si trasforma in tutto ciò che vuole, per poter realizzare, tutto ciò che vuole. Pensa a come può essere stressante una battuta d’arresto nel tuo percorso professionale, un ridimensionamento, una riduzione dello stipendio, dell’orario, se non addirittura un licenziamento. Ti racconto la storia di due persone, che lavoravano nella stessa azienda. La prima di queste persone, era un mio cliente, che chiamerò Augusto. La seconda, che chiamerò Alfreda, non lo era. Poi lo è diventata. L’azienda in cui lavoravano ha attraversato un momento di crisi: cambiamento di proprietà, regole diverse, ritmi diversi, e anche cambiamento di mansioni. Augusto per venti anni aveva sempre svolto egregiamente il suo lavoro. Era nel reparto tecnico, assistenza e manutenzione. Alfreda, per dieci anni, aveva sempre svolto egregiamente il suo lavoro. Era nel reparto commerciale, vendita diretta al pubblico. Dopo alcuni mesi dall’ingresso della nuova proprietà, si trovano tutti e due ad essere licenziati. Augusto aveva già iniziato a lavorare con me, prima dell’evento indubbiamente stressante, perché voleva migliorare le sue relazioni personali, in particolare con la sua partner, ma non solo. La tensione che spesso si portava a casa, anche dal lavoro, legata a dinamiche non positive, lo stressava non poco. Quando fu licenziato, cosa che si aspettava, è venuto da me è mi ha detto: “Annarosa, volevo così tanto che le cose non cambiassero, che ho aspettato invece di agire. Qualcuno ha chiesto di rimanere, accettando uno stipendio più basso. Io invece voglio trovare un lavoro in cui possa mettere a frutto la mia esperienza, e guadagnare lo stipendio giusto”. Ora, detto così, può sembrare una cosa facile, da farsi, ed una decisione scontata, ma non lo è. Perché Augusto aveva lavorato per venti anni nella stessa azienda, non si aspettava di essere davvero licenziato, il mercato del lavoro, in generale, aveva avuto una contrazione. Un po’ era spaventato, ma, grazie alla resilienza, capiva che quella era un’occasione. Perché nel lavoro di coaching che avevamo fatto era emerso chiaramente come gran parte della sua insoddisfazione e del suo stress fossero causati proprio dall’avere accettato, per venti anni, di svolgere un lavoro con il massimo impegno, ma non con un giusto e proporzionale riconoscimento. Non solo economico, anche morale. Quello era l’orizzonte. In quel momento, non lo vedeva ancora, ma sapeva che c’era. E la pausa gli è servita per guardare con chiarezza, in tutte le direzioni, le sue competenze, le sue caratteristiche, come poteva accrescerle ed usarle. Così, quando ha trovato un nuovo lavoro, sapeva bene cosa cercava. E l’azienda in cui tutt’oggi lavora è un’azienda in cui si trova davvero bene. Così bene che si è proposto anche di entrare in società. Così bene, che lo hanno accettato. Perché tutta la sua esperienza, era una gran ricchezza. Augusto ha soltanto dovuto imparare a fare in modo che si vedesse bene.

Resilienza: quando non vedi vie d’uscita, impara a guardare oltre

Per Alfreda, la situazione era stata diversa. Licenziata, era andata in crisi. Pensava di non essere abbastanza brava, che fosse stata colpa sua. Perché, altrimenti, avrebbero licenziato lei e non la sua collega? Ha trovato con relativa facilità altri impieghi, sempre come addetta alle vendite, in varie aziende, ma non era mai soddisfatta, e sempre preoccupata. Un giorno mi telefonò, chiedendomi un appuntamento urgente. Aveva incontrato Augusto proprio quella mattina. Non lo vedeva da un anno. E, come mi disse, stava davvero bene, come non lo aveva mai visto. Pieno di energia, gli aveva parlato dei mesi in cui era stato senza lavoro come di un’occasione importante per riflettere e fare le scelte giuste. Alfreda mi disse: anche io rifletto molto, ma non mi pare di fare le scelte giuste. Questa è la prospettiva. La tua prospettiva verso qualunque cosa incontri nella vita, cambia radicalmente il modo in cui la sperimenti. Sai che tuo figlio deve affrontare una gara, inizi a preoccuparti, forse non è pronto, se non vincerà starà male. Oppure puoi pensare: sarà una bella esperienza, sia che vinca o perda. Si è preparato, farà del suo meglio: è proprio così che un giorno potrà realizzare il suo sogno. Alfreda lo ha realizzato. La percezione è malleabile. Non come il metallo che torna al suo posto, ma come Odo, che mantiene saldo il suo centro, la sua essenza, mentre si trasforma. Se impari a sviluppare la percezione giusta, ad allenare la consapevolezza, vedrai come la tua capacità di resilienza cresce, e, insieme, come diventi più saldo il tuo centro. Inizia a farti delle domande: cosa ti è utile, nella vita, in che modo i tuoi pensieri, le tue azioni, possono esserti d’aiuto? La tua visione è inflessibile, o reattiva, o piena di dubbi, o sfiducia o troppo impulsiva? Cerca di capire quali siano le caratteristiche base, e poi, inizia ad agire per trasformarle. Prima, la visione dentro di te, quindi i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue azioni.

Resilienza: sfida come allenamento, è il percorso che scegli che ti rafforza

Ogni sfida porta alla crescita vuol dire, qualunque cosa accada, puoi sempre superarla. Come superarla, dipende da te. Meglio la superi, più avanzerai. Mi ha chiesto Elisa, in un commento, su YouTube, al podcast “L’affermazione di sè non è il riconoscimento degli altri”, di parlare di chi il lavoro lo ha perso e si adegua e cerca di tirare avanti. Lo farò. Intanto però vorrei dire ad Elisa, a chi ha perso il lavoro, a chi ce l’ha ma non è felice, ha chi ha perso soprattutto la speranza, che quando cerchi di sistemare tutto ciò che affronti seguendo un’immagine ideale della felicità, mini le tue migliori intenzioni. Di fronte ad ogni situazione difficile, ad ogni situazione che vuoi trasformare, puoi seguire alcune piccole strategie, che ti aiuteranno ad orientare meglio il tuo sentire, ed il tuo pensiero: presta attenzione a come vivi le sfide. Separa la tua prospettiva dall’esperienza stessa. Fai attenzione ai tuoi comportamenti nelle battute d’arresto. Che sono pause, ma sei tu a decidere la tua strada ed il tuo percorso. Coltiva una visione positiva di te stesso, metti da parte il tuo critico interiore e concentrati sui tuoi punti di forza. Soprattutto, usali. Ricorda che il cambiamento fa parte della vita, ed anche l’incertezza, o i dubbi. Per questo, è importante che tu lavori sulla chiarezza interiore. Perché la tua visione possa essere l’orizzonte cui tendi. E ricordati che, passo dopo passo, puoi sviluppare ogni obiettivo e intraprendere azioni decisive.

La giusta prospettiva della resilienza vera

La giusta prospettiva è quella di una resilienza che ti vede forte, ed anche in grado di comprendere la tua fragilità. Essere fragile non vuol dire essere debole né perdere la forza. Vuol dire che sei consapevole di ciò che provi, della difficoltà dei momenti difficili, ma non per questo perdi la tua forza interiore. Se poi questo argomento ti interessa e vuoi svilupparlo, calibrandolo sulle tue caratteristiche fondanti, più autentiche e vere, scrivimi. Su annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Dall’Analisi grafologica full in coaching, l’analisi della tua scrittura basata sulla grafologia evolutiva® che mette nelle tue mani tutto ciò che sei e che è in tuo potere, al coaching evolutivo on line, tanti strumenti, tra cui troverai sicuramente quello più giusto per te. E per iniziare a capire quali sono i tuoi punti di forza essenziali, quelli che, in questo momento della tua vita, possono sostenerti e spronarti, grazie anche alla tua resilienza, direttamente dal mio sito puoi richiedere il tuo Profilo Grafologico Essenziale. Anche adesso. Se già non ti sei iscritto, Comunicare per essere® podcast è una risorsa, gratuita, che ho creato e messo a disposizione di tutte le persone che credono e vogliono davvero, migliorare la propria vita, e il mondo. Lo trovi nella pagina podcast del mio sito e su tutte le app per podcast, Spotify, Spreaker, iTunes. Non dimenticare di iscriverti al mio canale YouTube, mi trovi su tutti i principali social, e ti aspetto su Facebook. Per te, come sempre, a conclusione di ogni puntata, aforismi, e musica. Il potere delle parole e dell’ispirazione. Tre aforismi sulla resilienza: Charles De Gaulle, “Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette, ma è meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai”. Margaret Thatcher, “Potrebbe essere necessario combattere una battaglia più di una volta per vincerla”. E il Dalai Lama: “La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità”. Il brano che ti dedico s’intitola: “Armonia”. In fondo, è questo la resilienza. Armonia, tra ciò che sei e ciò che potrai essere. Tra il tuo presente e il futuro. Perché il tuo futuro è già qui. Per questo, domani potrà essere realtà. Se vuoi lasciare un commento, inviarmi un messaggio, ti leggerò molto volentieri. Grazie per essere stato con me, alla prossima puntata. Ciao ciao

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