Tra il dire e il fare: la coerenza come contrassegno evolutivo

“Predicare bene e razzolare male”, ovvero, dire cose che poi non si fanno. O addirittura fare l’opposto di ciò che si dice. E’ come la distanza che c’è tra il dire e il fare. In questo senso, la coerenza è un forte contrassegno evolutivo. La capacità di essere ciò che si è e ciò che si dice di essere, e di testimoniare, con la propria vita, con le proprie azioni e con le proprie parole, ciò in cui si crede. Oggi la coerenza è un bene raro e prezioso, tutti sono pronti a criticare chi critica, ad offendere chi offende, con ciò mettendo in atto quello che affermano di non riconoscere come buono. La coerenza è una scelta. Nasce dalla coscienza e della consapevolezza, e, soprattutto, dalla decisione. Sei davvero coerente quando scegli di esserlo, nelle cose che ti riescono meglio ed in quelle che richiedono più fatica. Perché l’evoluzione interiore è vera quando diventa anche evoluzione di vita, confermata dai fatti. Così la distanza tra il dire ed il fare si annulla, perché vengono ad essere la stessa cosa. Tu sai quando sei coerente? E come capire chi non lo è?
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Perché le parole da sole non bastano, se non sei coerente con te stesso

Parecchi anni fa ho partecipato ad alcuni incontri dedicati a persone che stavano valutando il percorso adottivo. Io, come altri specialisti, ero lì per dare informazioni e supporto. Le motivazioni erano molte, così come accade quando si desidera un figlio biologico. Alcune, mature, altre, meno. Alcune, egoistiche, altre meno. Non esiste la motivazione giusta, quando si parla di sentimenti e di attese. Ma sicuramente esistono degli atteggiamenti giusti.

Uno dei tanti problemi che riguardano le adozioni, soprattutto quelle tardive, è l’influenza che il vissuto di un bambino può avere su tutto il resto della sua vita. E la violenza, fisica, verbale, passiva, aggressiva, fa, purtroppo, spesso parte del bagaglio di questi bambini e di questi ragazzi. È un assunto fondamentale l’importanza che l’adulto mantenga comportamenti positivi e costruttivi. Questo, sempre, ancor di più quando si ha a che fare con relazioni che devono essere costruite giorno per giorno. Ricordo ancora una delle colleghe. Fece un intervento molto interessante, in cui dispensava consigli agli aspiranti futuri genitori, sull’importanza di non avere aspettative, di accogliere, di non usare mai modi e gesti violenti, che, in quei bambini, avrebbero potuto provocare traumi fortissimi e di portata inimmaginabile. Rimasi piuttosto colpita da quello che accadde durante la pausa

Sii sempre il miglior esempio possibile

Durante la pausa gli aspiranti futuri genitori e gli specialisti rimasero insieme, a parlare. E quella collega, che chiamerò Rita, racconto un po’ di sé. Disse che aveva dei problemi con la figlia adolescente, che era una ragazza ribelle, e che quando serviva, un paio di sberle non gliele toglieva nessuno. Perché usò questa espressione “nel mio lavoro faccio la formatrice – potrei dire qualunque altra parola, insomma, rispetto al ruolo che ricopriva – nel mio lavoro faccio la formatrice, ma a casa mia faccio quello che mi pare”.

La trovai, scusa la sincerità, una frase avvilente e triste, e pericolosa, visto il messaggio che aveva dato prima. Perché, implicitamente, il suo fare non corrispondeva al suo dire, predicava bene e razzolava male (anzi, direi, esplicitamente), tant’è che qualche genitore, incoraggiato, disse che sì, anche secondo lui, a volte qualche sberla aiuta. Qualche genitore futuro. Non apro qua l’argomento, non è questo il tema. Lei spiegava ed insegnava a quei genitori qualcosa in cui non credeva, o, forse, ci credeva come sistema e metodo generale, poi nella sua vita non lo metteva in pratica.

Negli anni successivi, ho avuto a che fare proprio con il padre che, sul momento, pareva sollevato da quella sorta di autorizzazione che la professionista, esplicitamente anche se indirettamente, gli aveva dato. Perché sì, poterono adottare un bambino, aveva già dieci anni, i primi anni sono stati difficili, e lui a volte, lo chiamerò Vittorio, aveva voglia di urlare e di picchiarlo, quel suo figlio così complicato. Ma non lo faceva, perché sapeva che un bambino che per anni, nella sua infanzia, era stato vittima di violenza e abusi, non avrebbe tratto nessun beneficio da un certo tipo di reazione.

Il principio della coerenza applicato alla vita

Vittorio era un uomo buono, e voleva essere coerente. Sì, si era fatto qualche illusione, pensando di adottare il figlio ideale, ma la sua forza d’animo, la sua bontà, erano superiori. Oggi suo figlio, che chiamerò Glicine, è un ragazzo che sta abbastanza bene, a volte, un po’ sofferente, ma sicuramente sa di avere una famiglia che lo ama. Come Rita, ho incontrato tante persone. Persone che parlano di grandi ideali, metodi, visioni, e che poi scelgono nella propria vita di comportarsi in modo diverso, non coerente.

Il bello della vita è la libertà: puoi scegliere chi sei e chi vuoi essere, e chi diventerai. Io non sono assolutamente d’accordo con Rita, trovo che il suo comportamento sia stato dannoso ed ingiustificabile, come professionista, ma so anche che le difficoltà che affrontava nella sua vita personale, separata da poco, con un padre anziano a carico, la figlia adolescente, le rendevano difficile riuscire a gestire in modo diverso ciò che viveva. Avrebbe dovuto lavorare su se stessa. Avrebbe, se avesse voluto. Ma era convinta di essere nel giusto.

Capita, di non riuscire a mettere del tutto in pratica ciò che si dice, ma la coerenza ti aiuta anche in quello. Se Rita avesse detto: “Sto attraversando un periodo difficile, nella mia vita personale, e a volte perdo davvero la pazienza, mia figlia mi sfida costantemente, suo padre la mette sempre contro di me, mi è scappata qualche sberla. So che non risolve nulla, purtroppo, è capitato. Ma continuerò a cercare con lei un dialogo che possa esserle di aiuto e sostenerla, per questo momento che, anche per lei, è difficile”. Ecco, questa è la coerenza. Non vuol dire essere perfetti, o non sbagliare, o non essere umani, vuol dire seguire principi, ideali, con profonda convinzione, e, anche se ogni tanto devi fare i conti con te stesso e ti capita di deviare da questa tua visione, torni sempre sulla retta via.

Come imparare a diventare coerenti (coltivando la tua armonia interiore)

Questo principio è fondamentale per tutti, ancor più dovrebbe esserlo per chi può influenzare la vita di altri. Altro argomento per altra puntata. Tutti influenziamo la vita di altri, ma chi, per professione, è un punto di riferimento, ha ancora maggiori responsabilità. Questo, almeno, è il mio punto di vista. Si può mettere in pratica la coerenza a partire dalle piccole cose. Puoi esprimere il tuo dissenso verso una persona volgare senza diventare a tua volta volgare, condannare un comportamento superficiale, senza esprimerti con superficialità.

La coerenza nasce dalla coscienza, di ciò che sei e di ciò che vuoi essere, e dalla consapevolezza della responsabilità, umana e sociale, che, come individuo, hai, a partire dalla tua vita personale. Essere coerente richiede fatica, ma dà grandi risultati. La coerenza rafforza la tua visione interiore, ed anche il potere di trasformazione, che trasforma non solo te, anche il tuo ambiente. Se ci rifletti con sincerità, saprai riconoscere i momenti in cui sei coerente, e quelli in cui non lo sei. Puoi decidere se vuoi esserlo di più, migliorare la rotta, cercare nuovi modi, in cui il dire e il fare siano, per prima cosa, testimoniati dalla tua vita. Capire chi non lo è, è facile. Ed anche in questo caso, potrei aprire veri e proprio capitoli. Chi professa una fede, e poi agisce in modo malvagio proprio verso i più deboli. Chi ha un potere ed invece di usarlo per aiutare, ne approfitta. Chi non fa il suo dovere ma è sempre pronto a criticare gli altri. Chi invece di approfondire per comprendere, chiude la sua mente e il suo cuore, e non fa altro che lamentarsi e accusare.

La coerenza come contrassegno evolutivo

La coerenza è un contrassegno evolutivo quando scegli di migliorare, di crescere, di sviluppare la tua essenza profonda, che vuol dire la tua vera umanità. Si può essere coerenti anche in modo negativo, ma in questo caso, non c’è evoluzione. Chiudere il proprio cuore e la propria vita al bene significa allontanarti dalla felicità. Una coerenza, in questo caso, distruttiva. Coltiva allora la coerenza positiva.

A proposito di cose da coltivare, qualche novità. Seguimi sui social, a partire da Facebook, inizierò a pubblicare degli articoli, che trovi anche nel sito. Con questa puntata, si concludono i podcast abbinati all’estratto video, ma altri video arriveranno. Perciò iscriviti il mio podcast se già non lo hai fatto, dal mio blog, annarosapacini.com, pagina podcast, seguimi su Facebook, ed il tuo social preferito, iscriviti al canale YouTube ed alla newsletter, così saprai in anteprima tutte le novità.

E se vuoi lavorare sulla tua coerenza, per essere profondamente ed autenticamente il miglior te stesso possibile, contattami. Possiamo farlo insieme, nella pagina contatti del mio sito, trovi tutti i miei recapiti.

Quattro aforismi dedicati alla coerenza, e brano musicale, come sempre, a conclusione della puntata. Budda: “L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori”. Albert Camus, “Che cos’è la felicità se non il sincero accordo tra un uomo e la vita che conduce?”. Francis Bacon, “La coerenza è il fondamento della virtù”, e Disraeli: “Un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso”, nel destino che determini con le tue scelte, aggiungo io.

Il brano musicale s’intitola: “To reach my destiny”. Per raggiungere il tuo destino, cosa fare già lo sai. È scritto nel tuo cuore. Ascoltalo. E non tirarti mai indietro, sbagliando, si migliora. La coerenza è costruire il tuo destino, e il mare tra il dire e il fare sono le tue scelte.   Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao.

“Il bello della vita è la libertà: puoi scegliere chi sei e chi vuoi essere, e chi diventerai”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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