Se mi capisco, ti amo (la vera intelligenza interpersonale)

La vera intelligenza interpersonale è molto di più della capacità di relazionarsi con gli altri. Va molto oltre l’abilità oratoria, l’affabilità, la buona dialettica. La vera intelligenza interpersonale nasce dalla maturità individuale, e la maturità richiede una serie di ingredienti, come consapevolezza, attenzione, altruismo, equilibrio interiore. L’intelligenza interpersonale vera è un modo di essere e sentire. Anche se spesso viene confusa con tecniche di comunicazione che permettono di conquistare chi ascolta, l’effetto più importante che può aiutarti ad ottenere non è il successo economico o sociale – ai quali, comunque, da un grande contributo -, ma una profonda e autentica crescita personale. Se non stai bene con te stesso, non puoi stare bene con gli altri. Se non stai bene con gli altri, l’intelligenza interpersonale è una maschera. In questa puntata proviamo a vedere insieme come farla diventare una potente risorsa del tuo essere e del tuo migliorare, in ogni momento della tua vita.

Se mi capisco, ti amo (la vera intelligenza interpersonale)

Le riflessioni che condivido con te vengono sempre dalla mia professione, dai miei studi, dalla mia vita, dalle mie esperienze, e soprattutto da un’attenta osservazione della realtà e delle persone, e dalla continua ricerca di strumenti e metodi per attivare una trasformazione interiore profonda e continua, un percorso evolutivo che diventi parte di ciò che ognuno è. In questo, molto mi aiuta la Grafologia evolutiva, cioè poter conoscere e comprendere una persona per ciò che è, grazie all’analisi grafologica della sua scrittura. Poter vedere il mondo come lei lo vede, percepire le relazioni come lei le percepisce. Spesso descrivo i comportamenti che una persona ha, nel suo ambiente, e le persone si riconoscono in queste descrizioni, sempre, quasi alla lettera. Pubblicherò molto presto testimonianze scritte, e potrai leggere tu stesso quanto ciò sia vero.
Questo è un altro elemento importante, fondamentale, del mio metodo: quando condivido una cosa con qualcuno, sono certa che è vera.
Prima, la sperimento e la verifico, poi, la condivido. Per questo ho spesso detto che non amo dare consigli, ma linee di indirizzo, aprire prospettive, perché ognuno deve poi con i propri passi ripercorrere ogni sentiero, per trovare la propria strada. Essendo una studiosa ed una ricercatrice, e facendo questo lavoro da tanti anni, ho avuto modo di testare le teorie che ho studiato, come di elaborare e mettere alla prova le mie.
Questa premessa per dirti che sull’intelligenza interpersonale ho da proporti alcune prospettive un po’ diverse da quelle usuali. Quello dell’intelligenza interpersonale è un concetto che nasce dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, a cui ho dedicato le due puntate precedenti del podcast. Ti consente di adattarti all’ambiente, di relazionarti con gli altri in modo positivo, di comprendere i loro stati d’animo e le intenzioni, come di trasmettere bene le tue. Questo, in teoria.

La vera intelligenza interpersonale, oltre le apparenze

Ma la vera intelligenza interpersonale non può prescindere da una piena e chiara comprensione di te stesso e dal desiderio genuino di comprendere, pienamente, gli altri. Una buona capacità di comunicazione interpersonale non necessariamente è indice di altrettante buone capacità di comprensione, attenzione e cura degli altri. Ti racconto un episodio che mi è accaduto molti anni fa, uno di quelli storici, che hanno rappresentato tappe importanti nel rafforzamento dei miei convincimenti e nella ricerca di metodi alternativi.
Come sai, esistono molte tecniche che aiutano a sviluppare la comunicazione interpersonale. E funzionano. Tecniche che aiutano. Applicare una tecnica non è essere. Una persona può imparare ed applicare alla meraviglia delle tecniche di comunicazione interpersonale vincente, e rimanere con tutti i suoi problemi di comunicazione personale legati alle relazioni profonde. Comunicare per essere è la sintesi di questa visione, la comunicazione come espressione dell’essere, come manifestazione concreta della tua essenza nel mondo. Sono due cose diverse. Molti anni fa fui chiamata ad organizzare un convegno assieme ad altri esperti, alcuni dei più famosi in Italia, specializzati, appunto, nelle tecniche di comunicazione orientate al business, al successo dei modelli imprenditoriali. Il mio interlocutore era un docente di esperienza, il braccio destro del capo. Quando la mattina ci incontrammo, risultò per me molto evidente che il suo obiettivo fosse quello di convincermi. Applicava alcune delle tecniche della PNL alla lettera, a partire dal ricalco, verbale, paraverbale, non verbale. Io le conoscevo, la PNL era una delle prime teorie che avevo studiato, ed era molto bravo. Per quanto mi riguardava, il mio intento non era convincerlo. Lui perorava la loro causa, che fosse necessario fornire alla platea una prospettiva comunicativa strumentale, finalizzata all’obiettivo concreto, vendere e guadagnare. Obiettivo importante. Io, spiegavo il mio metodo ed il mio approccio, di cui il successo è una conseguenza, non l’obiettivo. L’obiettivo era fornire agli imprenditori strumenti per acquisire una conoscenza piena di se stessi, delle dinamiche interiori e relazionali, così da orientarle nel modo migliore per costruire una realtà di successo e guadagno. Alla fine della giornata, dopo diverse ore di riunioni, ci fu una cena generale, in cui questo esperto, che chiamerò Aldo, ed io, avremmo dovuto condividere le nostre riflessioni sul taglio da dare al convegno. Ebbene, per tutta la cena Aldo non fece altro che promuovere il mio punto di vista, tant’è che io ebbi poco da aggiungere, e fu così creato un convegno in cui, alle tecniche standard, affiancammo una serie di interventi mirati personalizzati, per dare indicazioni che potessero davvero – per chi lo volesse, naturalmente – attivare un modo nuovo di vivere lavoro e relazioni professionali. Ricordo che mi colpì molto, quel risultato. Le tecniche di Aldo non avevano avuto nessun effetto su di me, perché le mie idee erano molto chiare, come i miei convincimenti. Mentre il mio messaggio, vero e sincero, non una tecnica, ma un modo di essere, pensare e costruire la realtà, gli era arrivato per ciò che era. Ed Aldo, che applicava sì le tecniche, ma era anche una persona molto attenta e pronta ad imparare, le aveva accolte, perché erano vere. Tante volte aveva avuto esperienza di platee che lasciavano i convegni non insoddisfatte ma nemmeno davvero soddisfatte. Aveva capito che avremmo potuto dare qualcosa di più, seguendo la mia visione. L’esperienza fu molto positiva, tant’è vero che ne organizzammo altri due.

L’intelligenza interpersonale, un modo di essere e vivere la vita (e di comunicare)

Cosa mi ha insegnato questa esperienza? Che la mia teoria funziona molto bene anche in pratica. Che la comunicazione vera è quella sincera, che il messaggio migliore è quello che corrisponde pienamente a ciò che sei. E che più ti conosci, più sei capace di riconoscere gli altri. Se non stai bene con te stesso, non potrai genuinamente dare il meglio di te agli altri. Potrà sembrare che tu lo faccia, a volte, ti impegnerai per farlo, ma non sarà la verità. Come si vede? La tua natura originaria ti chiede sempre il conto. Non si può essere non soddisfatti e non felici per sempre, sembrando soddisfatti e felici. Perciò le persone non realizzate, non soddisfatte, non felici, la cui comunicazione intrapersonale non è davvero sincera e profonda, accumulano molta tensione, tensione che scaricano all’esterno. E’ la differenza che c’è tra una persona che sta male, ha il raffreddore, o il mal di schiena, o è di cattivo umore, e riesce comunque a pensare agli altri, al loro bene, a ciò che serve, ed una che quando sta male, sta solo male, è arrabbiata con gli altri, se la prende con gli altri, fino a dare loro anche la colpa di ciò di cui è responsabile solo lei. Puoi amare gli altri – amare in senso ampio, uso dei sinonimi: “aver caro, aver piacere di, apprezzare, gradire, volere bene, rispettare, stimare, accettare, ammirare” – solo se usi lo stesso metro per te stesso.
L’intelligenza interpersonale usata bene ti rende migliore, più grande, grande dentro di te, capace di accogliere, di ascoltare. E non vuol dire passar sopra, o sopportare: la chiarezza e l’equilibrio esigono che tu sappia riconoscere e far rispettare anche i tuoi diritti, il tuo giusto spazio interiore. Altrimenti, sulla chiarezza e sull’equilibrio interiore dovresti lavorarci un po’.

L’intelligenza interpersonale nella scrittura, il giusto angolo, la giusta difesa di te

In grafologia si vede molto bene, nella scrittura, il giusto angolo, la giusta difesa dei propri spazi, che porta, in modi e maniere diverse, secondo la scrittura personale, ad un modo di reagire opportuno e appropriato, di parlare al momento giusto, di dire la cosa giusta nel modo giusto. Se sei un abile oratore, ma anche un egoista, a poco ti servirà quell’abilità per migliorare davvero la tua vita. Se sei un abile venditore ma non riesci a comprendere le sottili emozioni che i piccoli gesti di chi ami ti rivelano, questo non ti renderà un padre o un compagno amabile e felice. Se sembri un abile mediatore, perché cerchi di mettere d’accordo tutti, ma la tensione ti fa venire il mal di schiena o il peso non scende mai, allora non stai davvero mediando, perché la mediazione, giusta, porta benefici a tutti, anche a te. Non devi sembrare, devi essere. E questo vale per tutti, in ogni momento della vita, e, per quello che riguarda l’intelligenza interpersonale applicata alle professioni, ancor più per chi, per lavoro, svolge professioni in cui il rapporto con l’altro ha un’importanza sostanziale, dai docenti ai medici, dai professionisti della salute psicologica e del benessere ai leader di ogni livello.
Perciò, per migliorare il tuo modo di relazionarti con gli altri, il tuo modo di comunicare, per ottenere più successo sul lavoro, per avere rapporti più gratificanti, prima, devi migliorare la comunicazione con te stesso e risolvere le situazioni interiori che ti appesantiscono, chiarire le tue idee, riappropriarti della tua vera identità e portarla nel mondo. Se tratti male chi ti vuole bene, se dici parole poco carine, fermati a riflettere.
Vedrai che troverai dentro di te i motivi veri che ti fanno tirare fuori quelle cose poco belle. La comunicazione interpersonale evolutiva è strumento della crescita personale, e punto di partenza, mai di arrivo, perché puoi migliorare quanto vuoi.
Come ti dicevo, le tecniche funzionano, solo non aspettarti che trasformino la tua vita. Solo tu puoi trasformarla davvero. Nella pratica di ogni giorno, se vuoi impegnarti per allenare l’intelligenza interpersonale, ascolta sempre attentamente, evita i pre-giudizi, cerca di metterti nei panni altrui così da non giudicare, presta attenzione ai linguaggi non verbali, esprimi il tuo sentire con desiderio di chiarezza e mettendo da parte rivalse e recriminazioni, e risolvi i conflitti, che vuol dire prima, dentro di te, e poi, con gli altri.
Nel mio corso di comunicazione inserisco sempre alcuni esercizi che hanno lo scopo di far utilizzare l’intelligenza interpersonale con il massimo impegno, e le persone restano stupite dei risultati che, una volta che sono ben sintonizzate, riescono ad ottenere. La riprova che, se vuoi, puoi farlo. Impara ad ascoltare, oltre le parole, e così imparerai a comunicare per arricchire la tua e l’altrui vita. Potrei andare avanti a lungo, dato che la comunicazione, in ogni sua forma, intrapersonale, interpersonale, teorica e pratica, è da sempre al centro del mio lavoro. Ma mi fermo qua e ti rimando alla prossima puntata, in cui parleremo di un’altra intelligenza, quella legata all’auto-trascendenza. Intanto, se vuoi capire com’è fatta davvero la tua intelligenza interpersonale e come puoi usarla per migliorare la tua vita, che vuol dire anche per essere più felice ed avere più successo, possiamo farlo insieme. Sul mio sito, annarosapacini.com/contatti trovi tutti i miei recapiti, contattami e chiedimi tutto ciò che vuoi sapere per conoscere il mio metodo, comprendere come funziona e cosa possiamo fare per te. Dal sito puoi richiedere anche il tuo Profilo Grafologico Essenziale, dall’analisi della tua scrittura un focus mirato sui tuoi punti di forza. Se ti piacciono le ispirazioni e le prospettive che aprono nuove riflessioni, non perderti il mio podcast. Per iscriverti, cerca “Comunicare per essere” su tutte le app per musica e podcast, da Spreaker a Spotify ad Apple Podcast. E non dimenticare di seguire anche il mio canale YouTube e di iscriverti alla newsletter. E se vuoi lasciare un like, un commento o una recensione, ti ringrazio. Come sempre, a conclusione di ogni puntata, aforismi e musica. Tre aforismi sul valore profondo della comunicazione come espressione dell’essere. Madre Teresa di Calcutta, “Non dobbiamo permettere a nessuno di allontanarsi dalla nostra presenza, senza sentirsi migliore e più felice”. Isaac Newton, “Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti”. Tommaso da Kempis, “Per prima cosa sii in pace con te stesso, poi potrai portare la pace agli altri”. “Oceans full” è il titolo del brano. Oceani, pieni di cose bellissime, ogni essere umano, un oceano da scoprire. Ti auguro ti portare alla luce tutti i tuoi tesori. Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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