La verità salva tutto

Cos’è la verità? E cosa conta di più, la verità oggettiva o la verità soggettiva? Una verità è necessariamente la verità? E dire la verità è davvero sempre consigliabile? Oppure no? Io ho molto a che fare con la verità. Nel mio lavoro, è tutto. E posso dirti che la verità è necessaria, da comprendere ed affrontare. Anche da dire, ma, nel dirla, bisogna essere certi di avere la prospettiva giusta. Perché la verità, usata nel modo giusto, aiuta sempre. Nessun rapporto affettivo, nessun rapporto di amicizia, familiare, professionale, potrà davvero crescere se tu non saprai affrontarlo in verità. Puoi farlo, prima, stabilendo il concetto di verità di cui stiamo parlando. Poi, decidendo perché e come utilizzarlo. Infine, applicandolo quotidianamente. La verità salva tutto, anche te. Perché non c’è vera evoluzione personale senza autentica consapevolezza della verità. La consapevolezza non è solo comprensione. È accettare la verità, e non per questo, esserne soverchiato. È proprio nella verità la forza per trasformare. In questa puntata ti parlo di alcuni concetti cardine su cui potrai iniziare a costruire i tuoi percorsi evolutivi personali.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Riconoscere la verità aiuta a vivere meglio

Mi limito a proporlo in modo generico, perché il tema della verità, che possiamo legare ad ogni rapporto umano, ad ogni situazione, ad ogni interazione comunicativa, riguarda tutto, e va molto oltre il fatto singolo. Una madre ed il suo piccolo figlio scompaiono. Giorni dopo, si scopre, sono entrambi morti. Le verità (le verità, che vuol dire varie verità, perciò nessuna verità vera in assoluto) sulla vita di quella donna, sulla sua storia, su quanto è accaduto prima, sono tante, diverse: le sfumature cambiano, in base a chi le racconta ed a chi ascolta, in base alla tesi che si vuole sostenere, alle accuse che si vogliono fare. Ma prima, prima di tutto questo, c’erano, appunto, delle vite. Relazioni, interazioni, comunicazione. Lì c’era la verità. “La” verità. Così com’era.

Tanti anni fa mi colpì molto un fatto di cronaca, anch’esso tragico. In un piccolo paese, un ragazzo poco più che ventenne si era tolto la vita. Un ragazzo a posto, senza problemi, buono, bravo, studiava e aiutava la famiglia. Questo, dicevano le persone che affermavano di conoscerlo. Perché quel ragazzo si era tolto la vita? Perché mentre stava lavorando all’autolavaggio della famiglia, aveva danneggiato la vernice di due auto molto costose. Non ricordo come fosse venuto fuori il motivo, forse aveva lasciato un biglietto. Anche lì, le verità, tante verità. Eppure, c’era una verità certa anche nella vita di quel ragazzo. Quella, la conosco, e te la posso dire: se impari a riconoscerti e ad essere, profondamente, a comunicare, autenticamente, e lo stesso fai con gli altri, avrai sempre la possibilità di vedere molta più verità.

Comunicare per essere®: la scelta di seguire la via giusta per te

Non è possibile che un ragazzo arrivi a compiere un gesto così definitivo, per un motivo apparentemente – agli occhi altrui – privo di significato, o non giustificante, senza che dentro di lui vi sia altro. Il mio lavoro mi ha insegnato a riconoscere bene le persone, a vedere le sofferenze non espresse, a sentire le parole non dette. So insegnare come farlo agli altri. Quella è la verità. La verità è riconoscere che stai male, se stai male, e da lì partire per stare meglio. La verità è riconoscere che la realtà in cui vivi non la senti più tua, e da lì partire per trasformarla. La verità è conoscere te stesso così bene da poter gestire in modo equilibrato ciò che ti accade.

Una reazione così forte, per un evento di quel tipo, ci parla di una storia interiore lunga, di sensibilità, di paure, di mancanza di verità. Perché se sai che sei molto sensibile, se riconosci che i tuoi genitori, ad esempio, ti hanno sempre sgridato senza un giusto motivo, allora, anche se fai qualcosa di sbagliato, riesci a resistere, a volerti bene, e ad impegnarti, per fare meglio per te stesso. La verità salva tutto. Salva anche le vite, a volte. Così, nella storia di quella donna, e del suo bambino, di quelle relazioni, sono certa che vi fossero verità che non sono state comprese, o che sono state sottovalutate, non ascoltate, mal interpretate. Lavorare sulla comunicazione è un lavoro a tempo pieno, eppure, è facile da fare, perché non puoi essere se non comunichi. Non esiste la possibilità di essere umano, in te stesso e nel mondo, senza comunicare. Perciò non lo definirei un lavoro a tempo pieno, direi che è la possibilità più grande che hai di realizzare la tua natura autentica, e certo è a tempo pieno, perché sei tu, e la tua vita.

Verità e felicità: il rapporto tra consapevolezza e realizzazione

È un argomento così vasto, ricco, pieno di intrecci, che non potrei mai, né vorrei, trattare esclusivamente in questa puntata, con una singola puntata. Ma posso intanto rispondere ad alcune domande, e darti alcune linee di indirizzo. Partiamo dalla definizione “verità”. “Carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principî dati o a una realtà obiettiva (…) Ciò che è vero (contrappoosto a falsità, bugia, menzogna, errore). In particolare: a. Relativamente a determinati fatti: sapere, conoscere, ignorare, cercare, scoprire, appurare la v.; dire, rivelare, tacere, nascondere la v. (cioè il reale modo di essere di qualche cosa); negare la v.; alterare, travisare, deformare la v.; ammettere, riconoscere la verità”. E non è finita qua, c’è anche la verità superiore, quella del bene, “affermazione o coscienza – leggo dal Dizionario – rispondente a un concetto superiore e ideale del vero”.

“Nella storia della filosofia – si legge sul Treccani – , diverse sono state le definizioni del concetto di v. e del criterio per stabilire ciò che è verità; di volta in volta, la verità è concepita: come corrispondenza o conformità a una realtà extramentale; come rivelazione nell’esperienza sensibile (o nell’intuizione) o come manifestazione da parte di un essere superiore all’uomo; come conformità a una regola o a un concetto immanente o trascendente il singolo; come utilità, in rapporto cioè alla conservazione o alla felicità dell’uomo”. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la verità abbia molto a che vedere con la felicità. In questa puntata del podcast, me ne occupo in modo molto concreto, direi, anche semplice, eppure, utile, perché puoi provare ad applicarlo alla tua vita di ogni giorno.

Dalla verità s’impara (se lo vuoi)

Quando parlo di verità, intendo, la verità, quella che si può osservare, riconoscere, percepire. Vedi una persona che piange, le chiedi: “Come stai?”, ti risponde che sta bene. La verità è che non sta bene. Capire come sta davvero è indispensabile, se vuoi aiutarla. Per aiutare la persona, non puoi usare quello che tu pensi di lei, ma solo quello che lei ti comunica di sé. Un modo classico per (tra virgolette) “tirare su” il morale degli altri è dire cose come: “Non te la prendere, capita a tutti”, ma questo non aiuta. Aiutano molto di più domande vere, “Perché stai così? Cosa ti è accaduto? Mi dispiace molto che tu stia così, se vorrai parlarmene, ti ascolterò volentieri”.

Ogni vita, è unica. Ogni esperienza, è unica. Ogni metro di misura, è personale. Non tutte le persone hanno lo stesso metro, c’è chi ha più resistenza fisica, chi più resistenza psicologica, chi riesce a prendere le cose con più leggerezza e chi percepisce tutto come pesante. Questi sono stati dell’essere: se vuoi aiutare qualcuno, devi comprenderlo. Se vuoi aiutare te stesso, devi comprenderti. Perciò, la verità oggettiva è importante per capire il contesto, ma per ogni persona, la verità soggettiva conta di più, perché è quello che la persona sente, e quello che sente, è ciò che sa. Lo si vede bene confrontando i ricordi.

Se hai un fratello, una sorella, un amico d’infanzia, se hai ancora la possibilità di parlare con i tuoi genitori, vai a caccia di ricordi. Usa un ricordo che hai, ed esplora, cerca di capire tra il tuo ricordo e quello che è accaduto, quale e quanta sia la distanza. È un esercizio molto utile, che ti aiuta non solo a capire quanto la tua memoria sia influenzata dalla tua percezione – e, parallelamente, quanto ne sia influenzata la tua verità – ma anche, soprattutto retroattivamente, ti permette di allenarti a comprenderne i motivi, e più li comprendi, più li gestisci.

Riconoscere la verità per fare meglio

Magari sei un adulto suscettibile. Non si nasce “suscettibili”. Si nasce sensibili, si diventa suscettibili: se scopri come, quando e perché, è quello il primo passo per essere sensibile con consapevolezza e soddisfazione, e non più suscettibile. Dire la verità è sempre consigliabile? Sì, e no. Sapere la verità è sempre consigliabile, perché la capacità di governare la tua mente ed i tuoi pensieri arriva dalla tua capacità di comprendere ed affrontare la vita mantenendo ed accrescendo il tuo equilibrio interiore, e ti metti alla prova solo se affronti la verità.

Dire la verità anche è sempre consigliabile, ma devi imparare a dirla. Deve essere una verità costruttiva, comprensiva, solidale. Usare la verità per criticare, aggredire, prevaricare, quello è fare un cattivo uso della verità. Ti faccio un esempio. Poniamo che tu sia una persona molto precisa e puntuale sul lavoro e che il collega che condivide con te la stanza sia invece disordinato e ritardatario. Dirgli che è disordinato e ritardatario, quanto questo ti infastidisca, magari arrivare a discutere per questo, è una verità, ma non aiuta. Spiegargli quanto ti piace l’ordine, e perché, e che sai che un po’ di creatività aiuta, ma che la sua creatività ti crea un po’ di nervosismo, è un modo carino per introdurre l’argomento, per parlare del vostro diverso modo di essere, per dare spazio alle tue ed alle sue istanze.

La buona comunicazione ha poi un’ampia parte pratica applicata: al momento della comprensione e della consapevolezza, seguono azione ed organizzazione. Per stare bene in un ufficio che si condivide con qualcun altro, la cosa migliore è stabilire regole condivise, che ognuno cercherà di rispettare. Perché riconoscere la verità ti permette anche di capire quando sbagli, e di impegnarti per fare meglio.

La verità è bidirezionale, come la comunicazione

La verità è bidirezionale, come la comunicazione. Non va mai in una direzione sola. E ti stupirà sapere quanti rapporti sentimentali, familiari, di amicizia o professionali, nel mio lavoro, le persone sono riuscite a migliorare, salvare, evolvere, proprio imparando a riconoscere la verità, a dire la verità, ad usare la verità per risolvere. Di storie ne avrei a centinaia. Posso sintetizzare così un vissuto comune che riguarda il rapporto di coppia: nasce una coppia, due persone si amano, e tutto sembra bello, solo luci, senza ombre. Ma la vita è fatta di tante cose, anche di ombre.

Adamo ed Eva. Eva si accorge da subito che Adamo certe cose non le comprende, sa da subito che certe cose la fanno soffrire, ma non le affronta, non dice la verità. Cerca soluzioni che la negano. Intanto, inizia a soffrire. La sofferenza interiore produce altra sofferenza, i pensieri diventano sempre meno chiari. Se Eva non si fa coraggio, non parla con Adamo, non cercano insieme la strada giusta per essere davvero felici, i destini che si prospettano loro non sono entusiasmanti: potremmo avere Eva che vive tutta la vita in una relazione in cui amore e stima non esistono più, sostituiti dalla rassegnazione e dalla sofferenza. Adamo può anche non accorgersene, per tutta la vita, e questo è molto triste, vuol dire rinunciare all’amore che puoi avere. Oppure Eva che è così arrabbiata con Adamo da attivare una dinamica relazionale conflittuale che può durare anni, e, anche questa, porterà sofferenza, a tutti, Adamo, Eva e i figli, se ce ne sono. E tante altre dinamiche non positive.

Invece, invece, la verità porta alla chiarezza, la chiarezza porta alla consapevolezza, ed ogni azione e decisione prese con visione chiara e consapevole, sono sempre giuste. Così Eva ed Adamo potrebbero non solo sostenere il proprio amore, ma farlo rifiorire, costruire una relazione più salda e vera. Oppure capire cosa c’è che non va e decidere, insieme, cosa fare. In ogni percorso di conoscenza c’è della sofferenza, ma la sofferenza evolutiva è una sofferenza di trasformazione, un momento di passaggio.

Perché la verità salva tutto (e come)

Perché non c’è vera evoluzione personale senza autentica consapevolezza della verità. La consapevolezza non è solo comprensione. È accettare la verità, e non per questo – come ti dicevo all’inizio – esserne soverchiato. È proprio nella verità la forza per trasformare. Per iniziare, affronta la verità, che si tratti di cose piccole, come decidere chi porta fuori il cane o perché devi essere sempre tu a rassettare la cucina, o grandi, il modo in cui vi parlate o non vi parlate più. La verità salva tutto, anche te. E anche gli altri. Cerca sempre la verità, è l’unica cosa che può permetterti di agire al momento giusto, di non trovarti vittima degli eventi, ma di agire per risolverli: risolvere trasforma, per questo, puoi cambiare anche le scelte, e il futuro, anche degli altri, non solo il tuo.

Se vuoi imparare a dire la verità in modo evolutivo, posso aiutarti, se vuoi sapere come e vuoi conoscere meglio il mio metodo, sono a tua disposizione. Nel mio sito, annarosapacini.com, trovi tutti i miei recapiti, e sono facilmente raggiungibile anche tramite social network.

E se sei curioso e vuoi procedere a piccoli passi, potresti iniziare subito richiedendo il tuo Profilo Grafologico Essenziale, direttamente dal sito. Intanto, per non perderti le novità e gli approfondimenti, segui il mio canale YouTube annarosapacini, iscriviti al podcast Comunicare per essere®, segui i miei profili social. Commenti, osservazioni e riflessioni sono sempre ben accettati.

Per concludere la puntata, la saggezza in pillole, degli aforismi motivazionali, e la musica, che è una forma di saggezza in note che parla un linguaggio universale.  Tris di aforismi sulla verità. Oscar Wilde: “La verità è raramente pura, e mai semplice”. Friedrich Nietzsche: “A volte le persone non vogliono sentire la verità perché non vogliono che le loro illusioni vengano distrutte”. Infine, Buddha: “Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso la verità: non andare fino in fondo e non iniziare”.

Il brano che ho scelto s’intitola “Favorable Conditions”. Creale, le condizioni favorevoli. E ricordati, che una di queste, è portare verità nella tua vita. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao.

“Non c’è vera evoluzione personale senza autentica consapevolezza della verità. La consapevolezza non è solo comprensione. È accettare la verità, e non per questo – come ti dicevo all’inizio – esserne soverchiato. È proprio nella verità la forza per trasformare” -Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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