Le parole che ti cambiano in meglio

Tu sei lo scrittore della tua vita, e come uno scrittore, le parole che usi formano la tua storia. Perciò è importante che tu le scelga bene, e che le utilizzi nel modo giusto. Ogni parola pianta radici nella tua anima, e se il modo in cui comunichi con te stesso, parli di te stesso, credi in te stesso è quello giusto, potrai creare un mondo interiore, e nella tua vita, in cui muoverti a tuo agio e realizzare i tuoi sogni e le tue aspirazioni. Per lo stesso motivo, se non ti alleni a vederti nel modo giusto, sempre tu sarai l’autore delle cose che non riuscirai a realizzare. Le parole ti cambiano in meglio, se impari ad usarle per rafforzare la tua essenza e creare la tua realtà. Ecco da dove puoi iniziare (e continuare quanto vuoi).
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Le parole che ti cambiano in meglio

Come sai, a me piace fornire delle visioni, degli spunti ma anche degli approcci concreti: i modelli relazionali, psicologici, comunicazionali, la vita, le dinamiche, i successi e gli insuccessi, tutti noi li sperimentiamo. Ma tu, io, ognuno a suo modo. Perciò, si parte dalla visione generale ricordando sempre che quella che funziona meglio per te, è la tua. In questo periodo sto lavorando ad alcuni progetti nuovi, che non ti anticipo, perché ho deciso di parlare di ogni progetto soltanto quando già sarà pronto ad essere attivo.
Ci sono molte teorie, sull’importanza di condividere con gli altri le sfide che stiamo affrontando, e se è vero che può essere di stimolo e supporto, è altrettanto vero che se non hai la giusta misura dell’autoprotezione, parlarne anzitempo potrebbe addirittura essere controproducente. E’ un argomento importante, a cui dedicherò una puntata. Così, mentre elaboro alcuni progetti che mi stanno molto a cuore, come faccio sempre, continuo a studiare, ricercare, valutare. Tra queste azioni di arricchimento, mi sto dedicando alla libera interpretazione di articoli che leggo on line.
Temi interessanti e utili, trattati in modo molto sintetico, che mi offrono l’occasione per ricordarti, di volta in volta, alcuni punti fondamentali per un’evoluzione personale profonda, e, soprattutto, per approfondirne di nuovi. In questo periodo, sto leggendo alcuni articoli di archivio su Riza on line. Ti ho parlato in più di una puntata dell’importanza della buona comunicazione, del ruolo delle parole-etichetta e di come queste possano condizionare la tua realtà, in bene e in male.
Un articolo di Riza, dal titolo “Le parole giuste da dire a se stessi”, ribadisce proprio questo aspetto: ci sono parole che possono renderti più aperto, pronto alle novità, farti sentire leggero, altre che appesantiscono la mente e la vita(…). Si legge nell’articolo: “Se dici: «Ora sto male», perché osservi la presenza dentro di te di un’emozione in quel momento, usi le parole giuste. Ma quando dirlo diventa un’abitudine, “Io sto sempre male, io sto male da sempre”, è come se fossi tu stesso ad amplificare il tuo malessere, come se lo stessi coltivando dentro di te. Nessuno stato interno è duraturo si alternano emozioni diverse, mentre se ti fissi su una diventa un’etichetta che non ti lascia più: “Io sono quello triste, qui non troverete altro”.

Comunicazione: le parole giuste danno forma alla tua vita

Per capire se stai usando le parole giuste basta ascoltarti. Durante la giornata fai caso alle frasi che dici a te stesso: sono sempre uguali, rispecchiano sempre lo stesso atteggiamento verso il mondo? Se ti dici sempre le stesse cose significa che sei immerso in un’atmosfera mentale statica. Platone, il grande filosofo greco affermava che le parole che pronunciamo tra noi e noi costituiscono “il dialogo muto dell’anima con se stessa”. Esistono due tipi di dialoghi: uno aperto, che si fonda su espressioni autentiche, spontanee, che esprimono le emozioni che provi, e l’altro chiuso, che si affida a parole ripetitive, sempre uguali, dettate da un modo di pensare statico di cui ti sei reso prigioniero.
Ad esempio se in una situazione fastidiosa in cui avresti potuto replicare resti zitto, ma poi passi la successiva mezz’ora a ripensare: “Ecco, mi faccio sempre mettere i piedi in testa, non so farmi valere, avrei dovuto dirgliene quattro!”. Questo è il classico caso di dialogo chiuso, ripetitivo, condizionato dal passato ed è il modo peggiore di parlare a te stesso, perché non ti consente di affrontare le situazioni nel modo migliore”. L’articolo suggerisce di usare parole più leggere, e atteggiamenti più leggeri, di lasciar andare i sentimenti negativi e non fissarti sulle cose che ti fanno soffrire.
Più valorizzi le emozioni positive, più queste si rafforzeranno. E conclude poi con una serie di consigli: parla di te stesso, senza farti influenzare dalla tua storia. Non identificarti con uno stato d’animo. Crea spazi di silenzio interiore, parla meno, questo renderà la tua comunicazione più efficace. L’articolo integrale puoi leggerlo su Riza on line.

Comunicazione e crescita personale: come passare dalla teoria alla pratica

Io, come ti dicevo, voglio richiamare la tua attenzione su due punti, che ritengo necessario approfondire. Anzi, tre. Il primo, ricordati che anche se comprendi motivazioni, consigli, strategie, che ti ispirano, trasformarli in comportamenti che cambiano la tua vita non è così semplice né immediato. Se non ci riesci, non demoralizzarti, perché non è una colpa, né un limite. Il tuo modo di pensare, anche il modo in cui pensi a te stesso, è anche il tuo modo di essere, ciò che sei diventato. E, per trasformarsi in modo evolutivo, ha bisogno di tempo e di prove. Ti faccio un esempio.
Walter, nome di fantasia, storia vera, è stato uno dei miei clienti-allievi più straordinari. Sono tutti straordinari, ma alcune persone sono ad un livello evolutivo più aperto, altre, hanno tutte le loro potenzialità ancora sotterranee, ognuno ha la sua misura da trovare e le sue prove da affrontare. Lui è stato straordinario considerando il modo in cui le parole che usava e con cui etichettava se stesso lo limitassero. Era convinto di essere una persona poco portata a comprendere gli altri, e che gli altri non fossero interessati a lui. Anche di altre cose, era convinto. Ma questo, soprattutto, rappresentava per lui un vero cruccio, perché spesso era causa di relazioni infelici, sul lavoro, in famiglia, e anche quanto incontrava una partner che gli piaceva, finiva per sentirsi insoddisfatto e incompreso. Aveva letto tanto, imparato tanto, era assolutamente d’accordo con la necessità di cambiare atteggiamento, aveva anche seguito dei corsi motivazionali, ma certe cose erano sempre lì.
Il suo più caro amico aveva partecipato al mio corso di comunicazione, e, come mi raccontò Walter, a lui era sembrato trasformato, ed era accaduto anche in poco tempo. Per ciò era venuto da me. Era accaduto in poco tempo perché il suo amico, che chiamerò David, aveva una motivazione fortissima, non voleva perdere sua moglie, perché la amava, e la motivazione fa la differenza. Perchè Walter non riusciva ad ottenere altrettanti risultati? Perchè pensava di dover cambiare ciò che era, per poter essere ciò che voleva.

Comunicazione: conosci ciò che sei, per essere ciò che vuoi

Invece, è proprio il contrario: tu devi conoscere ciò che sei, per poter essere ciò che vuoi, al meglio, rispettando la tua natura. Questa è la forza. La grafologia evolutiva ha insegnato a Walter le parole giuste: era un uomo sensibile, introverso e molto protettivo, questo lo portava ad essere sempre sulla difensiva ed aveva accresciuto molto la sua suscettibilità. La suscettibilità non è come la sensibilità, rischia di farti reagire a sproposito. E poiché gli altri si concentravano soprattutto sulle reazioni, in effetti sembravano poco interessati a lui, perché non comprendevano la profondità dei suoi sentimenti.
Per stare meglio con se stesso, essere più felice, migliorare le sue relazioni, non ha dovuto applicare una tecnica, con il mio metodo non applichi tecniche, potenzi te stesso e valorizzi ed esprimi ciò che sei. Ha, semplicemente, con volontà e tenacia, imparato a comunicare se stesso nel modo migliore. Per questo le parole giuste ti cambiano in meglio. Perchè sono vere, sono le tue. Su misura. Secondo punto, il silenzio interiore. Serve. C’è bisogno di pensare, di riflettere. Io uso molto la scrittura evolutiva®, nel mio lavoro, per attivare e rafforzare il pensiero profondo. L’expressive writing aiuta anche a conquistare uno stato di benessere psicofisico generale, perché più sei consapevole, più diventi davvero padrone della tua vita. Terzo: non intendere il “parla meno”, come se parlare molto fosse sbagliato. Parla, quanto ti serve, usa tutte le parole di cui hai bisogno, e non fermarti, non arrenderti. Solo, pensaci bene, cerca anche parole nuove, soprattutto, parole giuste.
La buona comunicazione non può avere né troppe né poche parole, ha quelle che servono. Anche in questo caso, il consiglio generale deve essere applicato con saggezza. Sono sicura che se ci rifletti, troverai una parola con cui pensi a te stesso che vorresti migliorare, magari la consideri un limite, un difetto, oppure la senti come se non fosse giusta per te. Bene. Cambiala. Cerca tutti i sinonimi e i contrari, seleziona attentamente, di volta in volta, quelli i significati in cui ti identifichi davvero, ed inizia di lì. Le parole giuste ti cambiano in meglio, e quando migliori, migliora tutta la vita, per te stesso e per gli altri.
Nel mio metodo, nel counseling grafologico evolutivo, il miglioramento è un modo di essere e di vivere, che si realizza agendo, a livello interiore ma che nella vita di tutti i giorni. Se vuoi conoscere il mio metodo, se vuoi lavorare insieme a me, per la tua felicità e il tuo ben-essere, contattami. Puoi telefonarmi, scrivermi, rispondo sempre, molto volentieri. Su annarosapacini.com pagina contatti trovi tutti i miei recapiti, anche quando il sito è in fase di restyling, puoi raggiungermi tramite social. E, soprattutto, iscriviti al podcast, Comunicare per essere®, strumenti, esperienze e visioni, ogni settimana, per te e per la tua evoluzione personale. Lo trovi su Spreaker e su tutte le app per podcast, radio e musica. Sicuramente, anche sulla tua app preferita. A proposito di cose preferite, ecco gli aforismi e la musica, ogni puntata, i preferiti a tema. Tris di aforismi sulle parole. John Ford: “Parlerai bene se la tua lingua riesce a trasmette il messaggio del tuo cuore”. Robin Williams: “Indipendentemente da ciò che la gente ti dice, parole e idee possono cambiare il mondo”. Infine, Buddha: “Una parola che porta la pace è meglio di mille parole vuote”. E questo, aggiungo io, vale anche per il tuo cuore. Scegli le parole che portano pace ed equilibrio. “For you”, questo è il titolo del brano. Per te, devi volerti bene, devi credere, sperare, creare, per te. Non puoi creare amore, se non ti ami. Ti auguro di trovare, in questa giornata, una grande momento di amore. Grazie, per essere stato con me, grazie a tutti, vorrei salutare Katy, che mi ha scritto dalla Francia, dicendomi che ascolta ogni giorno il mio podcast, e che l’ho ispirata a seguire un suo grande progetto. Grazie, Katy Beauvais. Continua così. Raccontatemi di voi, la più grande ispirazione viene dalla vita vera. Alla prossima puntata.

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