La rabbia ti fa male (però ti serve)

La rabbia è un sentimento forte, che può essere espresso o covato, che può produrre effetti palesi in tempo reale, o nascosti, a distanza di tempo. Non è un sentimento positivo, non è risolutivo, non aggiusta le cose, non risolve le incomprensioni, ed il beneficio momentaneo che puoi avere da una sfuriata non potrà mai compensare gli effetti negativi a lungo termine. La tua rabbia fa male prima di tutto a te, poi alle persone verso cui la rivolgi, e infetta tutto l’ambiente in cui vivi. Se non ti accorgi di provarla, non ti accorgi nemmeno di esserne infettato. Ma se te ne accorgi, allora sì, che tutto cambia: se usi la rabbia come scusa per non comprendere e non comunicare, ti nuoce di sicuro, ma se la usi per capire cosa cambiare e migliorare, come farti comprendere e comunicare al cento per cento, così da poter prendere le decisioni giuste, allora, ti aiuta. Perciò non sentirti in colpa, accade a tutti, di arrabbiarsi, ma non farti governare dalla rabbia. Usala per diventare una persona migliore e per far diventare migliori anche gli altri. In questa puntata, ti spiego come fare.
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La rabbia ti fa male (però ti serve)

Prima, però, inizio dalla definizione di “rabbia”, perché non ci si può comprendere se non partendo dall’ABC, che vuol dire spiegando sempre, con la massima chiarezza, il significato che tu dai alle parole importanti che usi, e che io do alle parole importanti che uso. Perchè anche se utilizziamo lo stesso vocabolario, il significato emozionale, metalinguistico, psicologico, relazionale, contestuale, può essere molto diverso. Rabbia, dal dizionario Treccani: “Irritazione violenta prodotta dal senso della propria impotenza o da un’improvvisa delusione o contrarietà, e che esplode in azioni e in parole incontrollate e scomposte (…) furia bestiale, violenza non controllata e moderata dalla ragione (…) In altri casi indica un’irritazione grave e profonda ma contenuta, interna: taci, maladetto lupo! Consuma dentro te con la tua r. (Dante); essere divorato dalla r.; si rodeva nell’animo di r. impotente; alle sue parole sentii una sorda r. dentro. Nell’uso pop., è spesso sinon. di ira. b. In senso attenuato può significare impazienza stizzosa e seccata, disappunto vivo e dispettoso per essere costretto a fare ciò che non si vuole o per non aver ottenuto ciò che si voleva”. Sono sicura che anche tu hai provato rabbia, nella tua vita, e forse queste definizioni ti sembrano esagerate, cosa sarà, un po’ di rabbia? Anche grandi personaggi che hanno segnato la storia e brillato per la loro grandezza umana e spirituale, hanno avuto i loro momenti di rabbia. Ma i momenti che hanno davvero cambiato la storia non sono quelli in cui Gesù, Buddha, e qualunque personaggio ti ispiri, ha manifestato la sua rabbia, ma quelli in cui hanno manifestato la loro compassione e il loro amore. Capacità di comprensione, affiancata da motivazione, grande determinazione, e tanta comunicazione positiva. La rabbia ti fa male perché un sentimento negativo, se lo esprimi, produce effetti nell’ambiente che scatenano altra rabbia, o altre reazioni negative.
Chi ha paura della rabbia di un’altra persona può non reagire con rabbia, ma certo non è felice. Qua non parlo della rabbia violenta, di comportamenti non ordinari, parlo della rabbia di tutti i giorni, quella che ti prende se ti rimane incastrata la moneta nel carrello della spesa, se ti cadono gli occhiali e si rompono, se il tuo ragazzo invece di stare con te vuole uscire con gli amici, se tua figlia dice di non avere tempo per telefonarti ma di tempo per divertirsi ne ha, se tua madre ti critica come se fossi una bambina, se il tuo capo ti dice quella frasetta così fastidiosa. Potrei continuare a lungo.

La sofferenza è un messaggio: ti indica cosa devi fare per stare meglio

La rabbia è un sentimento negativo, e, come tutti i sentimenti negativi, è legato alla sofferenza. Perciò, primo, non ti sto dicendo che non è giusto che tu provi rabbia. Se provi rabbia, avrai i tuoi motivi. Anzi, ciò che provi è la prima cosa che devi ascoltare. Ti sto dicendo che la rabbia ti fa male e non serve a nulla.
Grafologicamente parlando, ci sono alcune caratteristiche della scrittura, più spesso presenti in grafie femminili, ma non esclusivamente, che indicano grande attenzione nei confronti dell’ambiente, desiderio di far bene, bisogno profondo di fare le cose nel modo che si ritiene migliore e che si vorrebbe fosse inteso così anche dagli altri, sino al timore del giudizio o alla necessità di approvazione. Ebbene, una delle caratteristiche di chi ha questi elementi nella scrittura, senza i dovuti compensativi positivi comunicativi e relazionali, è che si tratta di persone che molto a lungo trattengono i sentimenti negativi, cercano di farli intuire, cercano di adattarsi, ma quando si arrabbiano, sono i campioni delle sfuriate. E spesso, agli altri, che colgono solo il segnale evidente, sembrano immotivate, a volte ingiuste. Perchè la rabbia ha radici lunghe, nel tempo e nell’animo, non nasce mai solo lì, quando tu la vedi. Anche la rabbia della persona impulsiva, si manifesta come tale perché è motivata da sentimenti che la spingono. La persona impulsiva può essere anche gioiosamente energica e vivace, la rabbia può non far parte del suo bagaglio. La rabbia ti fa male perché ti fa stare male, i pensieri diventano più negativi, più ci pensi, più ti auto-alimenti, se poi hai amici, persone care, che anche loro soffrono di rabbia, cioè non hanno ancora trovato il modo giusto per tirar fuori emozioni, pensieri e sentimenti, parlarne con loro non ti aiuterà, le persone che provano rabbia si auto-alimentano tra loro. Nel mondo, ce n’è tanta, di rabbia, e gli effetti non sono positivi.

Come trasformare la rabbia in uno strumento per la tua crescita

La rabbia distrugge. Allora, come trasformarla in qualcosa di utile? La devi ascoltare. Subito, appena la provi, la prima volta, la devi esprimere, subito. Non come rabbia, ma per ciò che è. Una persona ti ferisce, un gesto ti rattrista, una frase ti fa sentire giudicato, ogni volta, un sentimento diverso, una diversa relazione, un’appropriata comunicazione. Se le tue emozioni negative passano preferenzialmente attraverso la rabbia vuol dire che devi allenare molto la tua comunicazione intrapersonale, e poi, di conseguenza, anche quella interpersonale. Non c’è nulla di più bello di sentirti padrone delle tue emozioni, imparare a gestire quelle negative perché le comprendi e non sono più negative, e trasformarle addirittura in parole giuste. Ognuno, seguendo la propria natura. Una persona con una grafia accurata avrà comunque bisogno dei suoi tempi e modi, una persona con una scrittura gettata via magari si curerà meno dell’apparenza. Non esiste un modo giusto universale, esistono un giusto concetto, una giusta scelta, ma il modo giusto per te è personale, è il tuo. La rabbia è infida, come tutti i sentimenti negativi, ti allontana dalla parte bella di te stesso e degli altri, e se la ascolti troppo a lungo, rischi di finire per dimenticarti delle cose belle. Una persona che ami ti può far soffrire, ma è una persona che ami, ricorda questo e parti da questo. E chiediti se anche tu fai soffrire lei. E ricordati che, nella buona comunicazione, non ci sono ragione e torto, ci sono equilibri e armonie da costruire e coltivare, capacità di ascolto sincero e vero, volontà di stare bene e di far star bene. C’è sempre una scelta, anche dietro le emozioni, più o meno consapevole. Per questo, la consapevolezza è uno dei punti cardine del mio metodo, può crescere così tanto che non puoi immaginartelo, e ti rende davvero straordinariamente padrone della tua vita. Una volta compresa e trasformata la rabbia in ciò che deve essere, cioè in una matura e consapevole capacità di comunicazione e relazione con gli altri, ricordati che sei umano, e che se anche Gesù e Buddha si arrabbiavano, qualche volta, e rimanevano Gesù e Buddha, questo vale anche per te. Arrabbiarsi, per un momento, non significa che la rabbia ti domina. Significa che magari devi dedicarti più tempo, rafforzare la tua interiorità, trovare cose che ti fanno stare bene. Anche i sentimenti negativi fanno parte della vita, non vanno rifiutati, vanno utilizzati per imparare a vivere meglio.

Sfrutta le energie emotive per la tua realizzazione

La rabbia è energia, potente, pensa cosa potresti fare volgendola al bene e puntando al meglio. Sempre nel pieno rispetto della tua natura originaria. Se ti va di sapere cosa possiamo fare insieme, per la tua massima evoluzione, e vuoi saperne di più sul mio metodo, contattami, trovi tutti i miei recapiti sul mio sito, pagina contatti, inclusi i vari contatti social. Rispondo sempre molto volentieri a tutti i messaggi che ricevo, e puoi fare anche di più, il primo incontro informativo è gratuito, magari possiamo conoscerci direttamente via Skype e chiedermi quello che vuoi sapere della grafologia evolutiva, dell’analisi grafologica e del mio metodo di counselcoaching evolutivo. E per chi vuole qualcosa subito, vai sul mio sito, clicca sulla pagina del Profilo Grafologico Essenziale, segui le istruzioni, e lo riceverai in breve tempo direttamente nella tua casella di posta elettronica.
Se non ti sei ancora iscritto al mio podcast, farlo è molto semplice, cerca Comunicare per essere o Annarosa Pacini su Spreaker, Apple podcast, sulla tua app preferita, e iscriviti, così non perderai nemmeno una puntata. E, a proposito di cose da non perdere, eccoci agli aforismi e al brano musicale. Visto che ti ho parlato di rabbia, ho deciso di scegliere tre aforismi dedicati alla pace. Il primo, di Michail Gorbačëv: “La pace non è unità nella somiglianza, ma unità nella diversità, nel confronto e nella conciliazione delle differenze”. Il secondo, di Spinoza: “La pace non è assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia”. Infine, Einstein: “La pace non può essere mantenuta con la forza. Può essere raggiunta solo con la comprensione”. La pace nel cuore, caro amico mio, ti regala una vita incommensurabilmente più bella che non la rabbia. Il brano che ho scelto per te s’intitola: “Good day”. Il buongiorno si vede dal mattino, sì, perché dipende dal tuo animo. Scegli di svegliarti con il sole. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata.

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