Il valore dei momenti no

In questa puntata c’è la storia di un momento no. Potrebbe essere il tuo o il mio, non fa differenza. Un momento no è un momento no, e se non lo affronti, lo combatti e lo vinci, può diventare molto più di un momento, può diventare il filtro attraverso cui vedi la vita. La storia è vera. Una persona mi scrive, io le rispondo. Legami, emozioni, sentimenti, aspettative, sofferenze, amore, dolore, cose dette e non dette, agite o trattenute. Una donna, una madre, una professionista, una famiglia, legami interrotti, cuori spezzati e ferite ancora aperte, tagli mai ricuciti. La sofferenza ti cambia, e se non te ne accorgi, difficilmente in meglio. I momenti no sono una portentosa occasione di svolta nella tua vita. In questa puntata ti racconto un po’ la storia, e ti leggo la risposta. E ti ricordo, come spesso faccio, che l’evoluzione personale nasce sempre da una visione interiore e da scelte che agiscono dentro di te, ma se non agisci anche nel mondo reale, mai e poi mai cambieranno la tua vita. Puoi raggiungere la vita che vuoi, se impari a conquistartela.
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Il valore dei momenti no

Questa puntata è un po’ diversa dalle altre, se mi segui da un po’, te ne accorgerai. Ma è anche pienamente coerente con la mia teoria, il mio metodo, la mia visione di vita, e se mi segui da un po’, te ne accorgerai. Se invece sei arrivato adesso al mio podcast e questa è la prima puntata, magari può esserti utile una prospettiva. Da oltre venti anni mi occupo di persone, relazioni, comunicazione. Sono una formatrice che usa la grafologia evolutiva per far fiorire le persone. Perchè ogni persona possa essere se stessa, autenticamente. La visione che mi guida è quella della pedagogia evolutiva, della crescita come trasformazione e valorizzazione della tua essenza. Il mio metodo ha un fondamento teorico solidissimo, ma è un metodo molto pratico, cioè l’ho pensato e strutturato perché le persone possano ogni giorno acquisire sempre più consapevolezza del loro potere interiore e di come questo possa concretamente trasformare la loro vita. Quello che dico, l’ho sperimentato, con centinaia di persone, l’ho visto mettere in pratica, l’ho verificato, so quanto funziona, perché funziona, come funziona, e anche che c’è sempre un modo per farlo funzionare per tutti, che a volte va trovato. Per questo, non ho modo di annoiarmi, sono costantemente in movimento. Piuttosto che mettermi seduta sulla riva del fiume ad aspettare o a pescare, sono una persona che studia la riva del fiume, poi il fiume, poi agisce e trova un modo per aspettare magari producendo energia pedalando su una bici ad energia solare, e con l’energia solare accenderei delle lampade per illuminare tutta la riva. Questo per dirti che mi piacciono le teorie attive, quelle che mi permettono di fornire strumenti che le persone possano usare nella loro vita quotidiana.

Sono le esperienze della vita che fanno la vita, ma tu decidi come usarle

Ogni tanto, nel podcast, racconto delle storie, storie vere, con opportune modifiche per tutelare la privacy delle persone, nomi di fantasia. Le storie sono utili, aiutano a capire che tutti viviamo umanamente la nostra vita, nessuno è perfetto ma tutti sono speciali. Mal comune, più consapevolezza, più desiderio di risolvere. Per questo, mezzo gaudio. Non certo perché è “mal comune”.
Nel mio lavoro, con i miei clienti, preferisco condividere riflessioni piuttosto che non dare consigli. Le riflessioni sono paritarie, ti dico la mia, tu ci pensi, ci aggiungi del tuo. I consigli presuppongono che qualcuno sappia meglio di un altro qualcosa. Il che, può essere anche vero, le competenze servono per crescere e accrescere anche la nostra professionalità, ma il consiglio mi piace solo inteso come strategia utile, sempre su cui riflettere e da valutare. Per questo motivo, molto raramente rispondo per iscritto. In una domanda semplice, che una persona mi invia, sono contenuti universi interi. Per rispondere, dovrei scrivere un trattato. Fanno eccezione i miei clienti-allievi storici, quelli che hanno partecipato anche alle fasi di ricerca, di sperimentazione, perché so che conoscono così bene il mio metodo ed il mio approccio da non scambiare una riflessione per un consiglio, persone di cui conosco molto bene, oggettivamente, la situazione, in ogni dettaglio. A loro, e solo a loro, a volte rispondo per iscritto, se occorre, per riprendere poi tutto durante gli incontri. Non credo nelle soluzioni pronte all’uso, credo nelle soluzioni che possono dare grandi risultati se ti impegni per ottenerli, ma solo se ti impegni tu, e che siano sempre su misura. E’ chiaro che si tratta di persone con cui ho lavorato molto, con la grafologia evolutiva e la scrittura evolutiva, con l’applicazione pratica di nuove e più adatte dinamiche relazionali e comunicative. E questa era la premessa, la puntata è decisamente più lunga del solito. Notte fonda. Ricevo una serie di brevi messaggi su WhatsApp. E’ l’una e 07 di notte. Mi scrive Astra. Astra è stata una delle mie prime clienti. Nel tempo siamo rimaste in contatto, abbiamo lavorato prima per lei e la sua realizzazione professionale, poi per i momenti di crisi familiare, per sostenere la figlia, per aiutarla a superare la crisi. E’ una donna davvero piena di risorse e straordinaria. La crisi familiare era dovuta al fatto che aveva scelto un compagno che non condivideva la sua stessa visione di coppia, ma lei non lo sapeva. Per tanti anni lo aveva negato, poi aveva cercato di affrontarlo, ma lui è sempre stato un uomo poco propenso ad approfondire e comunicare. E senza comunicazione profonda, si va poco lontano. Devo dire che anche lui, Stellio, si è impegnato, soprattutto per la figlia, ma di fatto ha sempre rifiutato di affrontare davvero i problemi di coppia. E i problemi di coppia, si sa, non si risolvono da una parte sola, perché sono “di coppia”, ci sono due persone.
I tradimenti non sono mai un buon segnale. Dieci anni dopo il primo tradimento, ed il tentativo, onesto, di cercare di non lasciare la famiglia, alla fine, Stellio se n’è andato. Astra non se lo aspettava. Puoi capire come si tratti di situazioni difficili. Una cosa è vivere la fine di una relazione quando in quella relazione stai male, un’altra, quando hai dato fiducia a chi ti ha tradito, quando stai abbastanza bene e credi che sia lo stesso anche per quello che vorresti fosse il tuo compagno per tutta la vita e po scopri che non è così. Dopo la fine del matrimonio, Astra si è trasferita in un altro Paese, tanti cambiamenti. Per un po’ abbiamo lavorato con il counseling on line, è uno strumento che uso da anni con ottimi risultati, ben prima dell’arrivo della pandemia, per me non è un ripiego, è una scelta operativa molto funzionale. Nuovo Paese, nuovi progetti professionali impegnativi, di tempo per se stessa non ne aveva più molto, ma non ha mai perso i contatti con me. Fatto sta che negli ultimi mesi ho compreso, dai messaggi che mi inviava anche solo per farmi un saluto, che non è felice, e che un percorso che ha fatto lì nella città dove vive non l’ha aiutata, anzi, l’ho trovata inasprita, come chi perde la speranza. Così, quando mi ha detto che avrebbe voluto riprendere a lavorare con me, l’ho trovata una grande prova di rinnovata fiducia. Insieme abbiamo fatto cose straordinarie, o, meglio, lei le ha fatte, io l’ho aiutata a farle.
Mi scrive all’una di notte, mi parla della figlia. Per lei la figlia è tanto, è tutto, è il motivo principale per cui ha cercato di far sopravvivere la coppia; la figlia ha vissuto e interiorizzato, certo, tutto quello che le passava intorno, le cose dette, e quelle non dette. Dal suo messaggio, capisco che è arrabbiata “ho provato a parlarle, mi ha detto cose che non comprendo più, che mi fanno stare solo male”. “Ormai ho smesso di chiamarla, le scrivo raramente e non le dico più niente. Ho detto tutto. Sì, va bene fra noi, va benissimo” (tono sarcastico). Tralascio i dettagli, puoi capire da solo che la relazione tra Astra e Petunia sta attraversando un momento no. Nell’istante in cui è arrivato il messaggio, stavo spegnendo il cellulare. Ci ho riflettuto qualche minuto, l’ho riacceso, all’una e sedici di notte le ho scritto che le avrei risposto il giorno successivo, mi dispiaceva lasciarla in sospeso. Le ho risposto via e-mai. Adesso ti leggo la mia risposta, limando solo le parti più specifiche. Pensa ai tuoi momenti no, le riflessioni che ho condiviso con Astra, valgono per tutti i momenti no, ti spiegano come puoi usarli per migliorare la tua vita. Inizio a leggere.

La crescita personale è una questione di fiducia (in te stesso, prima di tutto). Il valore trasformativo della Pedagogia evolutiva®

“Cara Astra, a parte l’aver pensato che anche tu sei sveglia di notte, in orari in cui non ci farebbe male dormire, ti ho risposto per dirti che li avevo letti, ma certo a quell’ora non penso di essere al meglio delle mie capacità di riflessione.
Ho inteso i tuoi messaggi come un modo per tirare fuori quello che provavi, un momento di sconforto, in cui una persona pensa alla sua vita, particolarmente a cose che la fanno soffrire, che le dispiacciono. Succede spesso nei momenti in cui si è più stanchi, ad esempio, a fine giornata.
Lo comprendo. Comprendo anche quello che mi scrivi, e, su qualcosa, potrei avere una mia opinione, che, sinceramente, non importa nulla. Non importa quello che io, Annarosa, possa pensare del comportamento di Petunia, o del tuo, o dei vostri parenti.
Importa molto di più quello che so e quello in cui credo. I miei convincimenti profondi, che sono più forti delle mie opinioni, e, ritengo, basandomi sulla mia esperienza e sui fatti che conosco e vedo, delle esperienza degli altri, più veri e giusti.
So che siamo noi a scegliere il nostro stato d’animo ed il modo in cui vediamo le cose. La domanda da fare è: tu ami questo stato d’animo, ti riconosci, senti di essere te stessa, quando avverti sentimenti di rabbia, negativi, nei confronti del modo di pensare di tua figlia? Sei proprio tu? Chi vuoi essere? Quale messaggio vuoi dare?
Qual è lo stato d’animo, il modo di sentire ed essere, che senti più giusto per te? 
Per te.
Affrontare la situazione senza perdere la tua serenità? Fare in modo di essere così forte da trasmetterla fuori? Decidere di mantenere lo stato d’animo che hai deciso di avere, indipendentemente dalla situazione esterna? La visione interiore, si allena. I convincimenti, si allenano. La visione e i convincimenti producono azioni in linea con ciò che abbiamo deciso, quelle azioni – che sono fatte anche di pensieri, emozioni – producono effetti nell’ambiente. A volte, in tempi brevi, a volte, in tempi più lunghi – per quanto riguarda gli effetti esterni.
Ma la velocità dell’effetto interno dipende da noi.
E, ancora, ogni comportamento – ogni comportamento, di tutti, il mio, il tuo, quello di Petunia, e di qualunque altra persona non afflitta da patologie mentali – è una scelta – che sia o meno consapevole – e, sempre, una comunicazione. Le persone – in senso generale, poi, nella realtà, ognuno di noi può uscire fuori da ogni schema dal quale vuole uscire fuori, anche perchè i nostri schemi mentali siamo noi stessi a costruirli -, le persone quando stanno bene e sono felici, si comportano meglio, sono più in equilibrio. Quando stanno male, sono meno in equilibrio. Vale per tutti. Perciò, la prima cosa da ricordarci, quando notiamo che il comportamento di un’altra persona non è del tutto giusto, buono, positivo, è focalizzato su una cosa ma ne trascura altre, è incentrato su ciò che la persona prova ma ha difficoltà a dare lo stesso spazio agli altri – e così via -, è che quella persona non è felice.

Sofferenza interiore e comportamento, un segnale chiaro

Il comportamento in disequilibrio – esterno – indica che l’equilibrio interiore non ha, in quel momento, il suo miglior assetto.
Io questo vedo. Due donne eccezionali, piene di risorse, che affrontano, a loro modo, ciascuna, un percorso di crescita ma anche di sofferenza, e che, in quanto persone che soffrono, hanno difficoltà a riconoscere il comportamento dell’altro come un segnale di sofferenza.
Si fa presto, a giudicare. Noi stessi, gli altri. Ma meglio di giudicare, funziona comprendere. Che non vuol dire essere d’accordo. Vuol dire comprendere. E vuol dire allenarsi per governare le proprie emozioni e portare la propria vita là dove si vuole che vada, perchè noi lo vogliamo e lo decidiamo, non in base a ciò che gli altri sono, fanno, dicono, pensano.
Tu che tipo di madre sei? Che tipo di donna sei? Qual è la tua natura originaria? Alcune risposte le abbiamo ben chiare, basta vedere quanto ti sei dedicata alla tua idea di famiglia, quanto ti dedichi ai tuoi cari. Non solo perchè lo vuoi, ma anche perchè è ciò che sei. Per questo – se ricordi i vecchi incontri – la tua amica del cuore poteva non telefonarti, e non farsene un problema. E tu, invece, sapevi che per te quell’agire aveva un significato diverso. Amare qualcuno per ciò che è, vuol dire amarlo per ciò che è, anche se non ci piace, e curarci soprattutto di noi stessi, e decidere, noi, di stare bene e diventare migliori. Lo facciamo anche spontaneamente. Petunia è una giovane donna, ha tanto da scoprire, di sè e del mondo, da decidere, da essere. Ed è vissuta in una famiglia in cui le dinamiche relazionali, espresse e sottintese, manifeste e intuite, avevano molti elementi non ottimali. A me non pare affatto strano che lei, oggi che cerca la sua strada e le sue risposte, si trovi ad affrontare delle difficoltà, che possa avere una maturità diversa da quella che tu ti aspetteresti. In questi ultimi mesi ho studiato moltissimo, crescita da 0 a 10 anni, effetto delle interazioni familiari, da 10 a 18, effetto delle interazioni familiari nell’arco di tutta la vita, predisposizioni ed influenze. 

Il potere del cambiamento attivo (ovvero, la Pedagogia evolutiva® come scelta dell’autoliberazione della tua essenza)

Come tua figlia, anche tu, anche io, non siamo pienamente solo noi stesse, ma molto e anche l’effetto della nostra vita. Per cambiare, bisogna decidere chi vogliamo essere, scegliere quella strada e perseguirla. E non importa cosa gli altri facciano, dicano, come siano. Il tuo equilibrio e la tua felicità viene dalla tua serenità, e la serenità viene dal modo in cui decidi di comprendere le cose.
Come puoi capire dalla lunghezza del messaggio, non avrei mai potuto scriverlo alle due di notte.
Per me, funziona così. Ogni messaggio che ricevo, anche il più piccolo, mi rimanda a realtà interiori grandissime. Non voglio rispondere con risposte banali o semplicistiche. Io prendo ogni messaggio molto sul serio. E scrivere, richiede tanto tempo. Perciò, sapendo che poi ci sarà la possibilità di parlarne, preferisco aspettare il momento giusto, perchè, se rispondo, devo dire cose vere, autentiche. E non si può, con poche parole. 
Tu decidi in cosa credere. Vuoi credere che tua figlia sia egoista e “cattiva” o vuoi credere che debba ritrovare se stessa e superare sofferenze che ancora non comprende pienamente, e che vengono dal modo in cui il suo essere ha interpretato, vissuto e subito la realtà che ha incontrato? Tutta la realtà, non solo la famiglia, naturalmente. 
Decidi tu a cosa credere.
Io so che nessuna persona è cattiva, so che i comportamenti sembrano cattivi, ma le persone hanno, dentro di loro, sempre motivi e ragioni, e sofferenze, e cose da capire. L’equilibrio è una scelta, si costruisce con la consapevolezza e la coerenza. Cambiando i pensieri, si cambiano le azioni.
Puoi dire a Petunia qualcosa di giusto, con un tono che sembri un giudizio, perchè soffri, oppure con un tono che la rassicura e le conferma che tu ci sei, perchè sai che quella è la strada. Per te, è la strada. 
Tu comunichi quello che provi, questa è la verità. E così tua figlia. Bisogna partire da quello che si prova, e poi decidere cosa comunicare, e come. E farlo sempre. Sempre vuol dire sempre, quando sei stanca e quando sei riposata, quando sei soddisfatta e quando sei angustiata. Questa è la differenza tra la mia opinione e ciò che so ed in cui credo. Perchè, in verità, ciò che so ed in cui credo è quello che sono, e, più di tutti, io intendo restare fedele a me stessa. L’opinione, sui giudizi, sulle emozioni, sul sentire del momento, esiste, ma sta in superficie. E’ in profondità, che bisogna andare.
Con ciò, cara amica mia, non intendo dirti nè che io stessa, per prima, non debba costantemente migliorare, nè che abbia l’illusione di far tutto bene, nè che non abbia tanto da imparare, o problemi da affrontare o difficoltà da superare, o, come te, non abbia le mie nottate in cui i pensieri diventano tanti, e sono preoccupazioni, e sofferenza. Certo che li ho, come tutti. Per questo so che tutti hanno le stesse possibilità. Di scegliere chi essere e di trasformare la propria vita”.

La vera sfida è scegliere la tua felicità

E qua termino la lettura, poi nel messaggio passo a cose pratiche, quando ci vedremo e cosa fare. Il “momento no” di Astra è un momento no, e quanti ne abbiamo tutti, nella vita. Il momento no può diventare un grande momento. Si parte sempre da dentro di te, chi sei, davvero, cosa vuoi, dove vuoi andare, come puoi arrivarci, perché, ma nessuna teoria si trasforma in realtà per magia. Occorre sempre che tu ti metta in moto, e così metti in moto la tua vita. Per questo, non amo dispensare consigli. Nei molti anni della mia attività, ho incontrato clienti disposti a pagare anche per consulti telefonici, per consigli al volo su come affrontare un certo momento, un modo per delegare all’altro la responsabilità della tua vita. Io accetto volentieri le sfide, ma la mia è aiutarti a fare di te stesso il tuo miglior alleato, in questo senso sì, non c’è sostegno che non sono disposta a darti, sempre con lo scopo di fornirti strumenti, strategie e nuovi modi di affrontare la vita e trovare soluzioni, che resteranno con te per sempre, se tu lo vorrai, e, naturalmente, progredendo, se tu lo vorrai. Astra è ancora legata alla relazione che si è chiusa, ancora insoddisfatta del modo in cui Stellio l’ha lasciata e trattata, e quella parte di vita la sta bloccando. Per questo è così arrabbiata. Si era accorta che stava perdendo l’equilibrio che aveva raggiunto, ha seguito un metodo più tradizionale del mio, fatto di consigli e modelli generali, ma non ha funzionato bene, per lei. E ora è pronta a rimettersi in gioco, perché è il momento di andare, davvero, oltre. E’ sempre il momento delle scelte. Tu, come vivi i tuoi momenti no? Sei d’accordo? Sei pronto ad andare oltre? Credi di poterlo fare? Scrivimi, e raccontami la tua storia. Anche se la puntata è un po’ più lunga del solito, non rinuncio agli aforismi e alla musica. Prima ti ricordo che se vuoi conoscere il mio metodo, sapere cosa possiamo fare, insieme, per te e la tua vita, trovi tutti i miei recapiti sul mio sito, pagina contatti, cellulare, e-mail, social. E puoi anche richiedere subito il tuo Profilo Grafologico Essenziale, direttamente dal sito. Un estratto e un concentrato di elementi essenziali per la tua evoluzione. Per iscriverti al podcast, cerca Comunicare per essere sulla tua app dedicata preferita oppure scarica Spreaker, Apple podcast o vai direttamente sul mio sito. Per salutarti, aforismi e musica, un appuntamento immancabile. Due aforismi sulla rinascita, il primo di Pablo Neruda, il secondo di Martin Luther King. “Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno” e “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”. Questo vale per ogni situazione, ancor più per quelle che riguardano direttamente la tua vita. Il brano si intitola “Absolution hymn”, “Inno di assoluzione”. E’ un po’ triste, ma la tristezza è inevitabile, la devi affrontare, per arrivare alla tua felicità. Chiudi gli occhi, e ascoltalo, non solo con le orecchie, anche con il cuore. Respira lentamente. Perchè c’è una cosa che puoi fare subito. Riflettere sul fatto che non è colpa tua, le cose nella vita hanno dei percorsi che a volte sono diversi da quelli che avresti voluto, ma tu puoi vivere la vita che vuoi. Per primo, devi essere tu, a perdonarti. La sofferenza non è un errore, è un messaggio, ha bisogno di essere ascoltata, e poi, di volare via. E’ così che rinasci. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto, alla prossima puntata. E scrivimi, mi piace leggere, ascoltare le parole, conoscere anime sconosciute, riconoscere la loro luce.

Torna su