Comprendi la tua ansia e cresci

Comprendi la tua ansia e cresci. Annarosa Pacini, counseling e formazione per la crescita personale

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Questa puntata s’intitola: “Comprendi la tua ansia e cresci”. Perchè? Perchè le ansie e le paure non sono nemici, sono segnali, messaggi e alleati. Se pensi troppo all’ansia, finisci per diventare ancora più ansioso. Ma se decidi di ascoltare la tua ansia, la tua preoccupazione, di capire cosa ti dice e di trovare le risposte, scoprirai che anche le paure possono diventare strumenti preziosi per la tua crescita. Ti dicono di cosa hai bisogno, cosa devi lasciarti alle spalle, dove puoi migliorare, e, soprattutto, perché. Nella vita quotidiana, puoi mettere in atto piccole strategie che ti aiutano a star meglio anche nei momenti di transizione. Ma a lungo termine, devi ricordarti sempre che si tratta di passaggi, e che, come in ogni percorso nuovo, è naturale avere dei timori. Intanto, inizia dalle strategie che possono aiutarti, senza perdere mai di vista l’obiettivo finale, che è il rafforzamento della tua consapevolezza e del tuo equilibrio interiore.
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Comprendi la tua ansia e cresci

“Come vincere l’ansia in cinque mosse” è il titolo di un articolo che propone una serie di regole che possono aiutarti a gestire la tua ansia. Come ben ricorda l’articolo, che trovi in versione integrale su Riza on line, “le ansie, le paure, le sofferenze psicologiche vanno considerate come prove iniziatiche di un’anima in cammino, passaggi necessari per compiere l’evoluzione verso la nostra unicità. Se cerchiamo di bloccare queste energie (magari ricorrendo agli psicofarmaci), si ferma anche il nostro processo maturativo e rischieremo di non diventare mai la pianta che siamo destinati a essere. Esiste un modo diverso per affrontare l’ansia e consiste nel considerarla un’alleata preziosa e non una nemica da sconfiggere”.
Poi l’articolo ti propone alcune semplici regole: la prima, libera l’energia vitale che trattieni. L’ansia è una forma di energia, cerca di canalizzarla in modo più utile per te e la tua vita. Seconda mossa, prendi atto, ascoltala e cedi. Cedi non nel senso di “soccombi” e lasciala vincere, ma accoglila e ascoltala, non negarla, non rifiutarla, comprendila… terza mossa: scopri l’ansia dietro a molti sintomi fisici. I sintomi psicosomatici sono tantissimi, che ti avvertono che stai per superare la tua soglia critica, sono molti, ipersudorazione, tachicardia, cefalea. A volte può bastare poco per stare meglio, il legame tra mente e corpo è fortissimo, e questo ti dà molto potere. La quarta regola, è cambiare mentalità. Significa smettere di cercare di correggere e scacciare quello che provi, e cercare nuovi modi e nuove occasioni per stare bene. Infine, quinta mossa, fai emergere il tuo lato sconosciuto. Cambiare direzione, si legge nell’articolo, a volte è la sola strada per conoscersi davvero, superare gli angusti confini della maschera che siamo soliti indossare con gli altri ma soprattutto con noi stessi.

Gestisci la tua ansia e vivi m eglio

Poi prosegue con alcuni stratagemmi pratici anti-ansia: non riempire ogni minuto del tuo tempo, lascia spazio al “vuoto”, all’ozio, al dolce far niente. Evita di fare più cose contemporaneamente: il multitasking è un mito dannoso, che non fa ottenere buoni risultati e manda il cervello in confusione e in ansia! Parla meno e bandisci per un po’ chiacchiere inutili e pettegolezzi dalla tua vita. Il silenzio è un balsamo rigenerante per l’anima e ti tiene alla larga dall’ansia… altrui. Impara a osservarti e non pretendere troppo da te stesso: se sei stanco mentalmente o fisicamente, evita di tirare la corda o l’ansia comparirà in un istante.
Suggerimenti molto utili, che vorrei integrare con qualche altra riflessione.
La prima è che tutto quello che provi, che sia negativo o positivo, è un messaggio. La comunicazione intrapersonale è la tua comunicazione con te stesso, la metacognizione è riflettere su te stesso e la tua via. Tutti i messaggi sono importanti, non solo quelli che ti piacciono, anzi. Per me non è insolito lavorare con persone determinate a migliorare la propria vita, che, strada facendo, si rendono conto da sole di come alcune preoccupazioni, paure, momenti di ansia, derivino proprio dalla mancanza di consapevolezza.
Uno per tutti, Amelio. Super-organizzato, perfezionista, sempre pronto a dare il meglio in ogni dove, sempre pronto a giudicare se stesso, e con frequenti attacchi di mal di testa. Non era un problema, per lui. Quello che voleva, era imparare ad affrontare la vita quotidiana con più tranquillità, perché si era accorto che, con il passare del tempo, tante cose stavano diventando pesanti. Come sai, io inizio sempre dall’analisi grafologica, cioè dalla natura originaria, da ciò che una persona è, prima di ciò che diventa.
E Amelio, è una persona che ama far bene, ma ama far bene in senso positivo, per aiutare, per creare, perché tiene agli altri, non in senso negativo, per competere o criticare. Un aspetto di sé che Amelio ha imparato a gestire meglio, con piena consapevolezza, a viverlo con più serenità ed equilibrio, in modo naturale è diventato meno pesante, e, altrettanto naturalmente, il mal di testa è scomparso. Non sempre, a volte c’è, a volte capitano dei super-contrattempi, sul lavoro, che non dipendono da te. Ma, oggi, Amelio sa riconoscere le cause vere, basta una doccia, una pizza, una serata di relax e la mattina dopo è pronto a ripartire più in forma di prima.

Solo se impari ad ascoltarti puoi trovare le risposte che cerchi

Questo, vuol dire, dai tempo a te stesso, non giudicarti, non pensare di essere sbagliato, non prendertela con te stesso perché sei ansioso. Essere preoccupati fa parte dell’essere umani. Non è ciò che provi che devi trasformare, ma i motivi che ti portano ad avere sensazioni, emozioni, pensieri, stati d’animo, che non ti fanno bene. E non aspettare troppo, a volte certi comportamenti si trasformano in modelli mentali, e ti impediscono di crescere come invece potresti e vorresti e dovresti.
Se sei preoccupato, c’è un motivo. Se ti senti in ansia, c’è un motivo. Non ascoltare chi giudica il tuo motivo. Se per te è giusto, è giusto, non ci sono motivi banali. Ma quando sai perché sei preoccupato, preoccupartene certo non serve a nulla. Quello che serve è cercare una soluzione. A lungo termine, come ti dicevo nell’introduzione della puntata, devi ricordarti sempre che si tratta di passaggi, di momenti di transito, hai di fronte a te tante possibilità, tante diverse realtà, tante scelte. A volte, le paure e l’ansia sono un modo per evitare di avere la vita che meriti, una mancanza di fiducia nel tuo diritto ad essere felice. Non demonizzare la preoccupazione, non farti trascinare nella spirale dell’ansia dall’ansia. Diventa consapevole che si tratta di un linguaggio interiore, e meglio lo parli, più lo comprendi.

La comunicazione intrapersonale ti aiuta a trasformare l’ansia in azioni (e pensieri) positivi

La comunicazione, anche intrapersonale, è sempre la chiave di volta per ogni percorso di crescita. Infine, ricordati che anche il tuo corpo ha bisogno di stare bene, perciò trova le risposte giuste per la psiche e anche per il corpo, e non trascurare nessun segnale. Se sei stanco, riposati. Se hai voglia di impegnarti al massimo, impegnati. Io non credo nelle regole pre-costituite. Il multitasking in alcuni momenti non va bene, in altri è un modo per stare meglio. D’altronde, ancora prima dell’avvento di questa parola, il mondo era pieno di donne, e uomini, che facevano tantissime cose insieme e ci riuscivano molto bene. Anche la concentrazione si allena. La capacità di dare il meglio di te, anche affrontando più situazioni, dipende da te e da quanto sei allenato. Di questo ti parlerò in una puntata dedicata.
Intanto, se vuoi imparare a capire cosa ti serve per stare bene e come puoi trarre il meglio anche dalle preoccupazioni e dai momenti di ansia, e vuoi sapere come posso aiutarti, io sono a tua disposizione, per aiutarti a scoprire la tua natura originaria e il modo migliore in cui puoi usarla per realizzarti. Sul mio sito, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti, telefono, e-mail, social. Scegli quello che preferisci, rispondo sempre. Il primo incontro informativo, che può essere fatto anche su Skype, è gratuito. E per cominciare a concentrarti sulle risorse di cui disponi per realizzarti, puoi richiedere direttamente dal mio sito il tuo Profilo Grafologico Essenziale, un focus dei tuoi punti di forza salienti.
Nel mio podcast trovi sempre nuovi spunti per il miglioramento e l’auto-miglioramento, in una prospettiva anche molto concreta. Se mi ascolti, immagino che sarai iscritto, ma se ancora non lo hai fatto, cerca Comunicare per essere su Spreaker, Apple Podcast, Spotify, la tua app preferita, e iscriviti, puoi farlo anche dal mio sito. E non dimenticare YouTube. Se vuoi commentare sui social, Instagram, Facebook, Linkedin, Twitter, cerca Annarosa Pacini, e mi troverai. Per concludere la puntata, gli immancabili aforismi e il brano musicale a tema. Due aforismi sulle preoccupazioni: il primo, di Walt Disney, “Le preoccupazioni sono uno spreco di immaginazione”. Il secondo di Confucio, “Non preoccuparti se non hai una posizione: preoccupati di renderti degno di averne una. Non preoccuparti se non sei conosciuto e ammirato: dedicati a una vita che merita ammirazione”. Il brano s’intitola: “Get The Dance Party Started”. Il ritmo, la gioia di vivere, la musica, le cose belle della vita, sono tutte cose da coltivare. Con la giusta energia interiore, consapevolezza ed equilibrio si rafforzano di più. E aiutano molto anche il ritmo e la leggerezza. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto, alla prossima puntata.

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