La paura della paura: cosa significa “non ci ho pensato”

La paura della paura è una cattiva consigliera. Soprattutto se si tratta della paura di affrontare le cose per ciò che sono, in modo da cercare soluzioni che, sì, possono essere complesse, ma sono sempre meglio delle non soluzioni. A differenza dell’accortezza o della saggezza, che possono sostenere molto bene il pensiero preventivo, la paura della paura ti protegge dalle preoccupazioni che potrebbero derivarti dall’affrontare una certa situazione, ma non certo dagli effetti che possono derivarti dal non affrontarla. Così, a volte, anche dietro un semplice “non ci ho pensato”, si nasconde la paura di affrontare una realtà, e, soprattutto, di non saperla gestire. Eppure, è proprio affrontandola che troverai le soluzioni migliori.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

La paura della paura: quella più invisibile

La paura della paura influenza le scelte di vita. Non c’è soltanto quella di cui più spesso si parla, cui possono essere legate esperienze di ansia e panico, ad esempio, ma anche forme meno visibili eppure ugualmente limitanti: per evitare situazioni che ti preoccupano (e ti fanno paura), non ci pensi. Eviti di farlo, come se non ci fossero. Ma evitare una realtà non la cancella. Se è vero che i tuoi pensieri creano la tua realtà è altrettanto vero che non avviene per magiche induzioni, ma tramite illuminate azioni. Illuminate dalla saggezza, dalla chiarezza, dalla consapevolezza.
Prenderò ad esempio una situazione che, negli ultimi tempi, purtroppo, si è verificata più di una volta, nel mio lavoro. Ho un cliente che lavora con me per i suoi obiettivi personali, cui darò un nome generico, Omni. Omni uno desidera affrontare meglio i rapporti con il suo capo, Omni due vuole imparare a gestire meglio la sua vita affettiva, Omni tre ha grandi obiettivi di vita da realizzare, Omni quattro vuole capire quale sia la strada che possa portarlo alla sua maggiore realizzazione. Mentre Omni lavora con me, accade il fatto. Il partner scopre di essersi ammalato. Di cosa, lo sappiamo. Non sa come, né dove, né quando, eppure, è accaduto, è stato contagiato. Così, ogni Omni, secondo la sua situazione di vita, deve fronteggiare varie emergenze. Occuparsi dell’altro e del proprio lavoro, dell’altro, della famiglia e affini, dell’altro, di famiglia e affini, e dei vari ambienti con cui sono entrati a contatto. Ogni Omni si dà molto da fare. Accade, però che, mentre il tempo passa, e Omni deve gestire tutto, la fatica, gli impegni, le paure, degli altri e le proprie, il partner viva la situazione dal suo punto di vista, di persona malata e/o convalescente e/o in quarantena e/o guarita, e non presti molta attenzione a quello che fa e prova Omni. E, in tutti questi casi, man mano che il tempo passa, Omni comincia a sentire dentro di sé una certa rabbia, come un nervosismo serpeggiante, dapprima, che poi prende forma.

Evitare le scelte non risolve la paura

Non capisce perché il partner, cui darò il nome generico di Evito, non abbia voluto o saputo fare scelte diverse. Magari, stare più attento. Magari, farsi controllare al primo sintomo. Magari, avuto l’esito positivo, evitare di contagiare tutta la famiglia. La prima risposta di tutti questi Evito è: “Non ci ho pensato”. A cosa?
Non hanno pensato alle conseguenze delle loro azioni, non hanno pensato agli effetti a breve e a lungo termine, e, forse, neanche hanno preso con la dovuta accortezza in considerazione quella possibilità. Perché? E’ una forma di “paura della paura” applicata al vivere quotidiano. Perché pensare di potersi ammalare faceva loro paura. Pensare alle conseguenze, faceva loro paura. Così hanno preferito non pensarci. Perché avevano paura di avere paura della situazione, e non volevano provare quel tipo di preoccupazione. Questo tipo di “paura della paura” è molto più comune di quanto si pensi. Porta a prendere decisioni sbagliate, o a non prenderle, a delegare la responsabilità della propria vita ad eventi esterni. Credici, se è accaduto anche a te, di vivere una situazione simile, in cui secondo il tuo punto di vista avrebbero potuto esserci soluzioni diverse e migliori, e il tuo partner ti ha detto: “non ci ho pensato”, credici, in un certo qual senso, è vero. Perché, per paura, ha scelto di non pensarci. Una scelta non consapevole, ma immediata, viscerale. Come l’uomo primitivo che non pronunciava il nome del nemico per timore che si materializzasse, così l’uomo moderno quando le paure ancestrali fanno capolino nella sua vita, evita di pensarci, si comporta come se non ci fossero. In un certo qual senso, è vero. Perché per un attimo, o forse più, ci ha pensato. Poi, ha deciso che era meglio di no, perché aveva paura della paura che quei pensieri producevano. Non ci ha pensato. Come se non ci fossero.

La paura della paura: agisci e cambia, così la vinci

Stessa situazione, ma scelte diverse. Non abbiamo Omni ed Evito, ma Omni e Affronto. Affronto ha già un piano di battaglia, condiviso con Omni, nel caso in cui, nonostante tutte le loro attenzioni, finissero per essere contagiati. D’altronde, lavorano, frequentano persone, non possono isolarsi dal resto del mondo. Così, quanto Affronto si accorge di avere qualche sintomo, avvisa subito Omni. Evitano dal primo momento di incontrare persone che potrebbero mettere a rischio, parenti anziani, amici con bambini. Anche se per il momento è solo un dubbio. Poi, Affronto scopre che non è solo un dubbio. Il piano di battaglia prevedeva di informare tutti, di evitare di mettere a rischio altre persone, di consentire ad Affronto di vivere con tranquillità ma nel maggior distanziamento possibile dagli altri, fino a che Affronto non fosse guarito. Omni e Affronto sono preoccupati, come gli Omni e gli Evito. Affrontano lo stesso tipo di situazione, pur nelle personali differenze. Ma sono più sereni, si sentono uniti, hanno paura ma vogliono affrontare la situazione insieme. Non provano rabbia, magari, tristezza. Grazie a questo, hanno trovato molte soluzioni smart, e semplificato molte cose. Con pazienza, saggezza, coraggio. E anche con i timori, e i dubbi, che si possono vivere, affrontando situazioni nuove o non gradite. Ma se le affronti con lo spirito giusto, andrà sicuramente meglio.
La paura è una cattiva consigliera. Invece, l’accortezza e la giusta prudenza, sono strumenti preziosi.

Le emozioni e i pensieri che ti aiutano a sconfiggere la paura della paura

La saggezza che ti fa pensare alle situazioni, alla ricerca di possibili soluzioni, che ti fa affrontare le situazioni, cercando di comprendere in che modo puoi gestirle al meglio, quella, è molto utile. Anche con l’accortezza, la giusta prudenza, la saggezza e il pensiero preventivo, può accadere di provare paura. Che è un’emozione primaria, come la rabbia. Provarla, è naturale. Provarla, non vuol dire che non puoi affrontare una situazione. Né che sei debole, né che non la risolverai. Vuol dire che sei consapevole dei tuoi pensieri, e delle tue emozioni. Ma “non pensarci”, cioè non affrontare una situazione al fine di comprenderla, non valutarne la possibilità perché pensarci ti crea preoccupazione o stress, quello non ti aiuta.
Infatti, tutti gli Evito non hanno evitato ciò che è loro accaduto solo “non pensandoci”. Mentre tutti gli Evito hanno complicato molto la propria vita e quella degli altri, quando si sono trovati ad affrontare la realtà con tutte le sue sfaccettature. Concrete e reali. Non c’è nulla di più potente della forza che deriva dal sostegno e dalla collaborazione tra esseri umani che si hanno a cuore vicendevolmente. Non c’è nulla di più potente della consapevolezza del tuo essere e del tuo valore. Puoi provare paura e gestire molto bene una situazione, purchè tu non dia alla paura potere sulla tua vita. Perciò, se ti capita di dire “non ci ho pensato”, di fronte a situazioni che creano difficoltà, disagio, sofferenza, stanchezza, stress, piccoli o grandi, a te o ad altri, fermati a riflettere. Se davvero non ci hai pensato, allora puoi allenarti a migliorare il tuo pensiero preventivo. Magari, sei molto creativo, ma anche un po’ distratto.

Scopri i meccanismi che rafforzano la paura della paura (per vincerla)

Ma se, invece, non hai voluto pensarci, perché avevi paura di ciò che avresti provato, pensandoci, e se ti accorgi che è una reazione che hai frequentemente, quando una cosa ti preoccupa, ecco, sappi che, così facendo, puoi impedirti di essere pienamente felice. Diventi un ostacolo alla tua stessa realizzazione. Perciò, inizia dalle cose che ti fanno meno paura, ma di cui un po’ hai timore, inizia ad affrontarle ed a cercare soluzioni che possano risolvere i problemi, e cambia il tuo atteggiamento interiore. D’altronde, la paura, come la rabbia, o anche la gioia, è un’emozione primaria, che accompagna gli esseri umani da sempre. Ma tra le emozioni secondarie, quelle che l’uomo ha sperimentato ed agito nel mondo, grazie alla sua umanità, ci sono empatia, compassione, speranza. Quale migliore risorsa contro la paura che non la speranza? E quale migliore speranza di quella concretamente fondata su di te, sul tuo essere e sul tuo valore? Pensaci, perché pensarci, nel modo giusto, con l’atteggiamento interiore giusto, fa bene a te ed alla tua vita.
Se vuoi allenare il pensiero profondo e combattere le tue paure, e, soprattutto, dare forza concreta alle tue speranze, e vuoi farlo con me, per conoscere il mio metodo non devi fare altro che scrivermi, o telefonarmi. Nella pagina contatti del mio blog, annarosapacini.com, trovi tutti i miei recapiti. Per un percorso di coaching basato sulla tua natura originaria, le tue risorse più profonde e vere, grazie alla grafologia evolutiva, al coaching umanistico ed alla comunicazione come via per l’essere e strumento per la realizzazione, applicata al vivere quotidiano. Puoi iscriverti gratuitamente al podcast di Comunicare per essere® dalla pagina dedicata del mio blog o dalla tua app per musica e radio preferita. Iscriviti anche al mio canale video YouTube, per non perderti i nuovi video, alla newsletter e seguimi sui social, mi trovi su tutti i principali. Intanto, nuove prospettive per andare oltre le paure. Quattro aforismi a tema. Iniziamo con Papa Giovanni XXIII: “Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare”. Il secondo, Svami Prajnanpad: “Il maggiore nemico dell’uomo è la paura, che appare sotto forme così diverse come la vergogna, la gelosia, la collera, l’insolenza, l’arroganza… Qual è la causa della paura? La mancanza di fiducia in se stessi”. Martin Luther King: “Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”. L’ultimo, di Nelson Mandela: “È la nostra luce, non la nostra ombra, quella che ci spaventa di più”. E un brano musicale, per te: “Anime coraggiose”. Abbi cura di te. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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