Non rinunciare mai ad essere felice (una vita da super mediano)

Non rinunciare mai ad essere felice (una vita da super mediano). Comunicare per essere® podcast, la comunicazione per la crescita personale, Annarosa Pacini
Spesso, le persone pensano di non essere speciali e, anche chi dice di essere contento, spesso, in realtà non lo è. Se anche tu lo pensi, di non essere speciale, ti sbagli. Io lo so e in questa puntata ti spiego perché. Perché sei speciale e perché il fatto che tu ne sia consapevole è indispensabile perché tu possa essere felice. Annarosa Pacini podcast

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Non rinunciare mai ad essere felice (una vita da super mediano)

Podcast. Trovo che l’argomento di questa puntata sia basilare. Spesso, le persone pensano di non essere speciali e, anche chi dice di essere contento, spesso, in realtà non lo è. Se anche tu lo pensi, di non essere speciale, ti sbagli. Io lo so e in questa puntata ti spiego perché. Perché sei speciale e perché il fatto che tu ne sia consapevole è indispensabile perché tu possa essere felice. Davvero. Non a parole, non in teoria. In pratica, nella tua vita. Scegli se vuoi una vita da mediano, o da “super” mediano.

Una vita da mediano

L’idea di questa puntata nasce da un’ispirazione. Mi ha ispirato una persona, le persone mi ispirano, le parole mi ispirano, la vita mi ispira. Si chiama Dotto, ed ha partecipato al corso intensivo di comunicazione. C’è un esercizio in cui le persone devono scrivere seguendo alcune tracce, prima che inizi il corso. Un esercizio propedeutico. Scrivono perché poi la loro scrittura, o meglio, le caratteristiche comunicative che emergono dalla scrittura, giocano un ruolo importantissimo nel corso stesso. Dotto mi ha ispirato. Ha scritto che si riconosce molto nella canzone di Ligabue, “Una vita da mediano”. Non pensare che il compito sia scrivere di una canzone, nel mio corso di comunicazione le indicazioni lasciano sempre tante porte aperte, perché la strada la devi scegliere tu. Dotto ha scelto di scrivere di una canzone.
Un concetto molto bello, quello di cui ha scritto, una canzone che parla di chi si impegna ogni giorno nella propria vita per dare il meglio di sé, e, usando la metafora calcistica di Ligabue, anche se non sarà mai l’attaccante, con il suo ruolo da mediano contribuirà a grandi vittorie.
Se non hai presente il testo della canzone, te ne riporto un passaggio:
“Una vita da mediano / a recuperar palloni / nato senza i piedi buoni / lavorare sui polmoni / una vita da mediano / con dei compiti precisi / a coprire certe zone / a giocare generosi
Lì / sempre lì / lì nel mezzo / finché ce n’hai stai lì
Una vita da mediano / da chi segna sempre poco / che il pallone devi darlo / a chi finalizza il gioco
Una vita da mediano / che natura non ti ha dato / né lo spunto della punta / né del 10 che peccato”.

Il lavoro di Dotto è stato molto ricco, bello e profondo. Come sai Dotto è un nome di fantasia, però mi sembra adatto, indica qualcuno che sa. Un sapere profondo, fatto di conoscenza e consapevolezza, che viene dalla vita, non solo da ciò che si impara. Questo è il significato che do a questo nome.
Mi ha ispirato così tanto che ho deciso di condividere con te le mie riflessioni in questa puntata. Perché non credo proprio nel mediano come “filosofia di vita”. Cioè, credo che esista il mediano, il ruolo da mediano, ma, al di fuori della metafora calcistica, tutti sono mediani, tutti punte, tutti sono 10. E nessuno è obbligato a fare o a sentirsi mediano, né a fare o a sentirsi punta, o 10. E non è detto poi che il 10 sia più consapevole, felice e realizzato del mediano.

Raggiungi il tuo livello di soddisfazione consapevole

Quindi, ho deciso di applicare a questo mediano, che chiamerò Artago, un po’ delle mie teorie. Artago è un nome inventato adesso, sul momento, mi piace. Poniamo che Artago venga da me. Magari la sua vita sentimentale non lo soddisfa, oppure non lo soddisfa il suo lavoro, o il rapporto con i figli, o vuole cambiare qualcosa ma non sa cosa, o vuole capire che direzione dare alla sua vita, o vuole solo investire sulla sua crescita personale. Oppure ha un sacco di successo sul lavoro, ma non ama più la moglie, o la moglie non ama lui. O ama la moglie, ma ha problemi con la figlia. O…
Artago viene da me, con la convinzione di essere un mediano. Posso dirti che è una situazione molto comune. Non comune a tutti, ma abbastanza. Le persone pensano di non essere speciali, e anche chi dice di essere contento, spesso non lo è.
Il “test della contentezza”, se così lo posso chiamare, è uno dei più semplici. Mi basta fare alcune domande dirette ed ascoltare le risposte, per capire quanto al di sotto sia, la persona che ho di fronte, dal livello di soddisfazione consapevole auspicabile. Il livello auspicabile è quello in cui sei felice, ti senti padrone della tua vita, e vuoi realizzare te stesso. Ovvero, so quali chiavi attivare per fare in modo che una persona possa comprendere esattamente dove si trova, a quale punto del suo percorso, quanto è linea con se stessa e con le sue aspirazioni.
Ora, mi rivolgerò a te che mi ascolti per la prima volta, e quindi devo darti alcune informazioni su chi sono e cosa faccio, sintetiche, perché devo pensare anche a chi mi segue da tempo, e sa già molto, su chi sono e cosa faccio.

Tutto parte da te

Sono una formatrice, in un senso molto ampio. Mi piace formare le menti e le coscienze, o meglio, fare in modo che ognuno diventi il più grande formatore di se stesso, che possa attingere a tutte le sue risorse, far emergere la sua natura più autentica. A qualunque età. Per ciascuno, con approcci e metodi adatti. Sempre su misura, sempre con la massima attenzione verso la persona che ho davanti. E’ più di una semplice attenzione, è la capacità di vedere la persona per ciò che realmente è. E’ una capacità che si apprende e si sviluppa. Per me era già un’attitudine, ma tra essere in potenzia e in possibilità ed essere ed agire nel mondo concretamente e in modo realizzativo, c’è sempre un po’ di strada da fare. Gli strumenti che uso sono la comunicazione, la grafologia e la scrittura, non solo questi, ma questi più di altri.
La comunicazione, a trecentosessanta gradi, interpersonale, intrapersonale, come strumento vitale, essenziale, primario, per la manifestazione e la realizzazione di ciò che sei.
D’altronde, se ci pensi bene, tutte le cose che non vanno, relazionali, materiali, personali o professionali, hanno sempre, alla loro origine, delle forme di incomprensione, una comunicazione (dell’essere) che non funziona e crea conseguenze, a volte disastrose, ad ogni livello. Perché la vera comunicazione ha, alla base, due fondamentali elementi: la capacità di vedere e riconoscere il proprio valore e la propria autenticità, e la capacità di vedere e riconoscere il valore e l’autenticità dell’altro. Questo si porta dietro rispetto, comprensione, compassione, amore, benevolenza, e tanti altri modi e moti dell’essere capaci di arricchire ogni vita. Per raggiungere una consapevolezza su cui fondare un equilibrio personale pieno.
Tutto parte da dentro di te, le domande e anche le risposte, la consapevolezza, il valore: è tutto lì, questo non significa che per trovarlo, usarlo, metterlo a frutto, non ci voglia un po’ di impegno. D’altronde, più grande è l’obiettivo, più bella è la sfida. E non sembra nemmeno una sfida, la vera evoluzione personale è una conquista, un percorso, uno stato dell’essere.

Dalla teoria alla pratica, come realizzare te stesso

Comunicazione e la grafologia evolutiva. Non in quest’ordine, ma integrandosi vicendevolmente. La comunicazione, perché è il fondamento della realizzazione, e la grafologia per riconoscerti. Per sapere davvero chi sei. Ho iniziato ad occuparmi di formazione personale a quattordici anni circa, per me stessa. C’erano cose che volevo capire, risposte che volevo trovare.
Tra le altre cose volevo capire come conciliare due mie caratteristiche personali molto forti, da un lato, una grande stabilità, serietà, che portano ad una certa pesantezza dell’essere, propria di chi ricerca la verità e non si racconta bugie, dall’altra una grande creatività, musicalità, leggerezza dell’essere, proprio di chi non pensa mai di essere arrivato, ma cerca sempre orizzonti nuovi per ampliare ciò che è e ciò che può essere. Ho trovato il modo, ma non mi sono fermata, ho continuato e continuo, perché c’è sempre qualche nuova risposta da trovare, qualche nuova impresa da affrontare.
Chi mi conosce può dirti che le mie caratteristiche sono pienamente armonizzate, sono una creativa riflessiva, una innovativa paziente, una saggia curiosa, una simpatica filosofa, e così via.
Penso che ascoltando i podcast, potrai da solo fare le tue considerazioni. Questo, aiutarti a partire da te per essere te e realizzare molto di più di ciò che sei, essere te stesso al massimo valore, è il focus del mio lavoro. Ho iniziato a quattordici anni, credo molto nell’auto-formazione, ma non sono un autodidatta, sono andata all’Università, mi sono specializzata, ho seguito master e corsi, e ancora oggi, faccio ricerca e studio. Quindi, sono ormai più di trent’anni di pratica e studio concreti, in cui ho messo alla prova le teorie, le ho verificate, le ho viste applicate dai miei allievi-clienti.

La teoria del super mediano (ovvero, la vera evoluzione personale)

Grazie alla grafologia evolutiva® ho trovato un modo per far sì che ogni persona possa riconoscersi davvero, possa scoprire appieno il suo vero valore. Possa anche lavorarci su per realizzarlo, per diventare sempre più forte, sempre più saggia, capace di affrontare la vita con consapevolezza e quel pizzico di ironia che serve, per non prendersi troppo sul serio. La leggerezza dell’essere è il fondamento delle radici profonde. Per questo, so che il mediano non esiste.
Non c’è nessuno “nato senza i piedi buoni”. Se qualcuno fa il mediano perché pensa di non avere i piedi buoni, vuol dire che non mi ha conosciuto. 😉
Se mi avesse conosciuto, avrebbe capito chi è, e sarebbe o un mediano galattico, ultra felice, perché non c’è squadra di valore se tutti i componenti della squadra non fanno emergere il proprio valore individuale, oppure non avrebbe fatto il mediano, ma qualcos’altro, magari nemmeno giocato a calcio, avrebbe scoperto di essere uno straordinario campione di scacchi, o un grande fisarmonicista, o un prezioso coltivatore di fiori delicati, un genetista molecolare o un cantante, o quello che è davvero la sua vocazione. In questo senso, non credo nel mediano. La canzone è bella, però la trovo anche un po’ triste. Se senti di vivere da mediano, devi fare qualcosa per te. Poi, può anche darsi che tu decida di continuare a fare il mediamo. Ma una cosa è sei fai il mediano consapevole di essere il Capitano Kirk o Spock o Yoda o Wolverine o Wonder Woman o Supergirl o Mary Poppins, e scegli quel ruolo perché ci stai bene, un’altra se pensi che non puoi fare altro, e lo scegli perché non vedi il Capitano Kirk che è in te.

Usa la forza che è in te (ovvero, fai emergere la tua natura originaria)

Perciò ringrazio Dotto. Mi ha permesso ancora una volta, per dirla con Star Wars, di ricordarmi quanto forte sia la forza, in me, in te, e che potente alleato essa sia. La tua forza, sei tu.
Per questo, sempre, continuo, in tutti i modi, con tutti i mezzi, nella mia vita, nel mio lavoro, a condividere con te questa visione, della bellezza dell’essere umano. Speciale, grande, straordinario, unico. Come te.
E chissà che non si abbia l’occasione di conoscerci di persona, magari se parteciperai ad un mio corso. Se lo farai, ed avrai ascoltato questa puntata e sei un follower del podcast, ricordati di citare questo codice “mediano”, e avrai uno sconto del dieci per cento. Uno sconto riservato agli amici che ascoltano ogni punta, che mi seguono con affetto e attenzione.
Per informazioni sul mio metodo, sul corso di comunicazione, sul profilo grafologico, scrivimi, a info (at) annarosapacini.com, telefonami, contattami tramite social, trovi tutti i miei riferimenti nella pagina contatti e su questo sito trovi anche aggiornamenti e news
Tu cosa ne pensi, della mia teoria del mediano? Lascia un commento sulla mia app, se vuoi. Leggo sempre molto volentieri i vostri commenti. Concludo la puntata con due aforismi e mi permetto una licenza poetica, unendo Spock, uno dei protagonisti più amati della saga di Star Trek, con Yoda, maestro jedi di Star Wars, utilizzo due loro frasi, come se si fossero incontrati.
Dice Spock “E’ curioso come spesso voi umani riusciate a ottenere tutto quello che non volete”. E risponde Yoda “Provare no. Fare. O non fare. Non c’è provare”.
Chiudi gli occhi e concentrati sulla tua forza. Il brano musicale di questa puntate, per te, è “Atmosferic”.
Lunga vita e prosperità.🖖🏼
Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata.