Non procrastinare: perché (e come) non rimandare a domani

Non procrastinare: perché (e come) non rimandare a domani. Comunicare per essere® podcast, la comunicazione per la crescita personale, Annarosa Pacini
Chi procrastina, rinuncia, giorno dopo giorno, a un pezzetto della sua felicità futura. Che in realtà, è lì che aspetta che tu voglia realizzarla. So che lo sai. Magari può esserti utile un piccolo ripasso su perché, e come, non rimandare a domani. Annarosa Pacini podcast, grafologia, comunicazione, crescita personale

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Non procrastinare: perché (e come) non rimandare a domani

Podcast. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: non agire non paga, il domani arriva immancabilmente e l’insoddisfazione che provi oggi si sommerà a quella di domani. Puoi anche ingannarti, raccontandoti che non è una cosa poi così importante, ma più tempo passa più la montagna aumenta e sembra insormontabile. Chi procrastina, rinuncia, giorno dopo giorno, a un pezzetto della sua felicità futura. Che in realtà, è lì che aspetta che tu voglia realizzarla. So che lo sai. Magari può esserti utile un piccolo ripasso su perché, e come, non rimandare a domani. Prima di ascoltare la puntata scrivi. Prendi un foglio di carta, bianco, una penna a sfera e scrivi, in corsivo: “Voglio realizzare me stesso e la mia vita. Per questo sono qui adesso”. Troverai nella puntata anche alcune riflessioni grafologiche, da prendere molto sul serio. Se hai domande da fare, scrivimi. Ti risponderò sicuramente.

Procrastinare, perché rimandare a domani non serve

Procrastinare, letter. – “Differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe”.
Capita a tutti di rimandare. Rimandare, per giuste motivazioni, qualcosa che poi sai che farai, va bene. Anzi, rientra in una buona capacità di programmazione, il saper organizzare impegni, personali e professionali, in base ad una scala di priorità oggettiva e concreta. A volte ci sono degli imprevisti cui far fronte, e lì devi sapere decidere.
Ma procrastinare è una cosa diversa. Ha in sé da un lato, un po’ di fatalismo, dall’altro un po’ di rinuncia, timori nascosti, preoccupazioni, ansie, mancanza di energia vitale, di visioni a lungo termine, di fiducia.
Perché la procrastinazione corrisponda ad un temperamento, ad una natura originaria, grafologicamente parlando – e quindi, possa compiutamente e con soddisfazione rappresentare la realizzazione di una natura, di un modo di essere -, dovremmo avere la presenza concomitante, nella scrittura, di tanti segni in grado elevatissimo, tutti indice di poco interesse verso gli altri e verso se stessi, tendenza a lasciar correre, scarso senso del proprio valore e di quello degli altri, grettezza mentale e morale fino alla debosciatezza. Insomma, non esiste. Non ho mai trovato una scrittura in cui, invece, non fossero presenti tanti segni portatori di valore e di grandi possibilità. Per questo, come ti ho detto tante volte, so che il potere di trasformazione è una reale possibilità dell’essere, e non un’ispirazione potenziale.
Procrastinare, ovvero: “OK, lo faccio domani”, “lo farò quando avrò più tempo”, “ormai aspetto lunedì”, “magari un’altra volta”, “prima devo fare le cose urgenti”, “prima devo fare le cose ordinarie”, “sono stressato, aspetto di stare meglio”, “ho un sacco di cose da fare, aspetto di averne da fare meno”. Andando nello specifico, “Per l’esame inizio a prepararmi domani, tanto c’è tempo”. “Magari inizio lunedì, ci sono ancora due settimane”. Poi che accade? Dipende. Per restare nell’esempio dell’Università, conosco un medico che sta ancora finendo la specializzazione, ci ha messo sei anni in più del previsto, e non è nemmeno soddisfatto della specializzazione che ha scelto, perché non è quella che avrebbe voluto.
Conosco un aspirante ingegnere, che studia ingegneria, ha dei problemi economici, i genitori sono divisi, tutto è sulle spalle della madre, dovrebbe studiare il doppio, invece non arriva nemmeno a fare la metà. Passa le mattinate a giocare con qualche videogioco, gran parte dei pomeriggi a rimproverarsi per non avere studiato, il tempo rimanente a studiare, poco e male, perché più va avanti così, più si sente abbattuto.
Conosco una donna, una professionista, anche abbastanza affermata, che ha un sogno nel cassetto. E’ molto più di un sogno. Nel cassetto ha tutto quello che le serve per realizzarlo, dovrebbe solo tirarlo fuori ed iniziare ad usarlo. Peccato che deve sempre prima fare qualcosa per gli altri, per i figli, per il marito, per il fratello, per il lavoro. Più tempo passa, più procrastina, più le sembra irrealizzabile, più ne soffre, meno si sente di poterlo realizzare.

Procrastinare, capire perché lo fai, per iniziare

Il perché è importante, ma da solo non basta, per risolvere. Chi procrastina è perfettamente cosciente di procrastinare. E anche che i motivi per cui procrastina sono scuse. Magari, non lo dice ad alta voce, ma lo sa, dentro di sé, nel profondo. Certo, focalizzare i motivi veri, aiuta. Il medico di cui ti parlavo si è accorto, dopo i primi anni, che medicina non faceva per lui, ma ormai non sapeva come fare per tirarsene fuori, non voleva deludere nessuno, ha deciso di deludere solo se stesso non assumendosi, con coraggio, la messa in atto di quelle che sarebbero state le sue (vere) decisioni. Ora si sta orientando in due direzioni. La prima, per lui importante, non vanificare tutto il tempo e tutti gli anni dedicati alla Medicina, concludendo la specializzazione. La seconda, trovare un modo per conciliare le sue esigenze profonde, un lavoro in cui il contatto umano sia prevalente e vi sia poca gerarchia, con la sua professione. Intanto, abbiamo individuato alcuni settori più adatti a luidi quello in cui si trova adesso.
Lavorandoci su, il perché viene sempre fuori, anche quando cerchi di tenertelo nascosto. Il perché vero, naturalmente, non le scuse, quelle sono sempre pronte.
Come si fa? In generale, bisogna organizzarsi, con delle strategie anti-procrastinazione. Suggerisco sempre di partire da cose molto piccole, che non sono al centro del tuo procrastinare. Piccole ma in grado di darti soddisfazioni. Devi finire un lavoro che non ti va di finire, e comunque, dovrai farlo. Trova una cosa da fare che ti piaccia molto. Ti faccio un esempio semplice, ma tu dovrai riuscire a traslarlo nella tua realtà. Sei un appassionato (goloso) di cioccolata di alta qualità? Bene. Decidi che domani mattina inizierai quel lavoro, per finirlo. Oggi esci, e vai a comprarti la tavoletta di cioccolata che più ti attira, che ti piace, che solo se ci pensi ti rallegra. Domani mattina portala con te. Vai al lavoro. Mangia la tua cioccolata, e poi inizia. Non pensare al lavoro. Pensa alla cioccolata. Vedrai che, poco dopo avere iniziato, non penserai più di rimandarlo. Non concentrarti su ciò che tendi a procrastinare, agisci senza rimuginarci.
Naturalmente, di strategie ce ne sono tante, troverai, in rete, veri prontuari. Io non amo dare consigli generali, perché l’approccio grafologico mi ha insegnato che quello che va bene per tutti, alla fine, non va bene per nessuno, cioè, che la strategia su misura funziona meglio di tutte le altre. C’è un nuovo brand che vende abiti, molto di tenenza, taglia unica. C’è chi li compra, sicuramente, saranno un po’ sacrificati i più piccoli e i più grandi (di statura e dimensioni), per gli altri, andrà mediamente bene. Ecco, io preferisco la taglia esatta, non mi piace la taglia unica. Forse può andarmi bene per i calzini, ma anche lì, non unica, da 35 a 37, da 43 a 45, sempre il più possibile vicina alla misura giusta.

La grafologia ti aiuta a capire, a risolvere e a realizzare

Quindi, ho pensato di darti qualche indicazione grafologica, con lo scopo di farti riflettere profondamente su quanto il procrastinare possa essere legato al non credere di meritare di essere felice.
Osserva la frase che hai scritto (se non l’hai scritta, avrai comunque in mente la tua scrittura):
se hai una scrittura molto precisa ed accurata, il timore di sbagliare, di non essere apprezzato ti può bloccare, ti porta a fare sempre le stesse cose, alla fine ti sembrano le uniche giuste, però ti senti anche come immobilizzato;
se hai una scrittura trasandata, poco curata, magari scende verso il basso, ti è difficile affrontare situazioni pesanti, e se ne hai già molte, alla fine senti proprio il bisogno di trascurare qualcosa, per liberarti da un peso. Peccato che se trascuri cose importanti per te, alla fine il peso sembra più grande;
se hai una scrittura molto leggera o piccola, lo stress ti stressa, più sei stressato, più aspetti di non esserlo, e alla fine ti convinci che non si può cambiare. E’ un inganno. Per liberarti dallo stress, non devi aspettare, devi agire;
se hai una scrittura molto pesante, e grande, vuoi fare tanto, e tutto, ma qualcosa ti sembra che ti sfugga, così cerchi di fare di più, e alla fine quel qualcosa resta sempre in secondo piano;
se hai una scrittura molto curvilinea, la tendenza a procrastinare è legata molto agli altri, a ciò che ti danno, o non ti danno;
se hai una scrittura molto angolosa, la tendenza a procrastinare è legata molto agli altri, per via di tutto il tempo che passi a pensare che ce l’hanno con te e a contrastare.
Sono solo esempi, in ogni scrittura ci sono tali e tanti segni, tali e tante risposte. Anche tu hai le tue. Trovale. La procrastinazione è, soprattutto, una domanda. Chiediti perché pensi di non aver diritto di essere felice, trova la risposta. E inizia ad evolvere la tua vita.
Se vuoi conoscere il mio metodo e avviare un percorso di crescita personale con me, puoi contattarmi attraverso i recapiti che trovi in questa pagina oppure inviami un messaggio diretto tramite il social che preferisci. Il primo incontro informativo è sempre gratuito, ed è possibile farlo anche a distanza, tramite Skype. La mia e-mail è info (at) annarosapacini.com
Per salutarti, una coppia di aforismi, e un brano
“La troppo lunga rinuncia Rende di pietra il cuore. Too long a sacrifice Can make a stone of the heart” (William Butler Yeats-Yeits)
“Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci” (Michael Jordan)

Il brano s’intitola “Hope and love”. E’ un brano che mi è molto caro, lo scelto come base nel video (che trovi nel mio canale YouTube) che ho voluto dedicare al potere di trasformazione ed evoluzione insito in ognuno di noi, un video per ricordarti, e ricordarmi, quante cose straordinarie puoi essere, e puoi fare.
Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata.