Non credere agli altri: perché la fiducia è rispetto

Credere viene prima di sapere. A volte, anche prima di conoscere. C’è un credere che viene da dentro di te, ed uno dagli ideali che scegli. Ma la vera fiducia è qualcosa che crea ciò in cui credi. È causa, non conseguenza. Ciò in cui credi orienta la tua esistenza, ma può anche governarla, se ne sei prigioniero. Il “credere” nelle relazioni, invece, segue una strada diversa: ogni persona è la propria realtà interiore, ha la propria realtà interiore nella quale crede. Merita rispetto, non giudizio. Ascolto, non negazione. Anche “credere” in ciò che è una realtà interiore per l’altro, viene prima di conoscere e sapere. Credere, riconoscendo all’altro la stessa libertà e valore che riconosci a te stesso. E poi, fondando il tuo credere sui migliori valori dell’umanità in ogni sua dimensione, spirituale e materiale, aiutare chi, credendo, non crede abbastanza nel bene e nella speranza, a vedere ciò che non vede, così che possa davvero scegliere, nella piena libertà.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Come la comunicazione influenza le relazioni

Ti racconto un piccolo episodio che mi è accaduto. Pubblico un podcast su YouTube. La pubblicazione è asincrona, i podcast che pubblico su YouTube sono già usciti nelle app per podcast. Affiancano i video, che invece pubblico lì prima che altrove. Ti racconterò dei video in un’altra puntata, un piccolo segreto che riguarda la comunicazione umana. Pubblico il podcast su YouTube e lo condivido sui vari social. La scelta di non aggredire, di non prevaricare, di non far “pagare” un torto subito commettendone un altro a danno di qualcuno. Due torti non fanno una ragione. S’intitola: “Superare l’aggressività”. Luigi commenta lapidario su Facebook: “Dillo a quelli di Gaza”. Gli rispondo che il “superare l’aggressività” nelle relazioni riguarda la scelta. Come relazionarti, comunicare, che effetto produrre, che persona vuoi essere. Quanta, quanta sofferenza, nella vita e nel tempo, parole di adulti, a volte genitori, a volte insegnanti, importanti per chi cresce, creano dentro un bambino, che diventa ragazzo, e poi, a sua volta adulto. Tanta, tantissima, io la conosco, la incontro e l’ho incontrata. Puoi superarla, cambiarla dentro di te, scegliere di non crearla. Scegliere di spezzare la catena, di non usare quei modelli e quello stile, che non ti appartiene. Che lo usi anche verso te stesso, che la rabbia crea rabbia e pensieri rabbiosi. Se non ragioni correttamente, come puoi credere, correttamente? Infine, concludo dicendo che credo che ogni persona possa fare molto, in questo senso, almeno, così è per me. Luigi risponde al mio commento, e scrive: “Non credo a quello che dici”. Perciò devo ringraziarlo, perché mi permette di condividere con te l’applicazione pratica, nella vita, del “superare l’aggressività” e della fiducia come rispetto, del credere che è una scelta che sulla fiducia e sul rispetto si basa.

La fiducia e il rispetto basi delle relazioni umane positive

La frase “dillo a quelli di Gaza” è una forma di comunicazione aggressiva. Non costruisce nulla, pur affermando una verità. Che sofferenza, quella dei popoli, degli innocenti, vittime delle guerre e dei soprusi. Che devono pensare a sopravvivere, e non c’è tempo per altro. Eppure, così ho risposto a Luigi, se tutti seguissero una così semplice regola, etica, morale, spirituale, di vita, non aggredire, non fare del male, non fare soffrire, e il “tutti” includesse anche le persone che raggiungono posti di potere, le cose andrebbero diversamente. E mi sento di poter sostenere che la conseguenza immediata e diretta sarebbero persone che governano e non contemplano l’uso della violenza, dell’aggressività, scelte che non rispettino la vita e la dignità umana. Perché è il singolo uomo che fa la scelta e compie l’atto.

Ma “dillo a quelli di Gaza” porta con sé anche un certo risentimento, una sfiducia, sia generale che indirizzata alla persona specifica. Non porta rispetto. Lo stesso pensiero, nell’ottica di applicare il “superare l’aggressività”, poteva essere così espresso: “condivido questa visione, anche nella vita di ogni giorno accade di ferire l’altro, di produrre sofferenza. Vi sono poi sofferenze così terribili che non dipendono dal singolo, come quello che sta accadendo a Gaza. A volte, quando mi trovo qui, a casa mia, magari, faccio scrolling sui social, e penso a chi, in questo momento, è vittima di certe situazioni, perdo un po’ di fiducia”. Io non sono Luigi, e quindi, questo esempio di comunicazione non aggressiva vuole essere un esempio applicato, di come possiamo esprimere un pensiero, di quanto sia diverso l’effetto. Ogni persona, trovi le proprie. Poi, l’altra risposta, che è il cuore dell’argomento di questo podcast, “non credo a quello che dici”. A Luigi ho risposto (trovi tutto su Facebook, ti lascio il link nella pagina del mio blog, dove pubblicherò la trascrizione), ho risposto che “non c’è nulla da ‘credere’, è un dato di fatto. Puoi essere d’accordo, o non essere d’accordo, avere un’altra visione dell’essere umano, seguire una diversa filosofia di vita, questo è il bello della libertà di espressione del proprio pensiero”. Ma torno al tema della puntata.

Credere nel bene, dare fiducia agli altri: il ruolo della visione interiore

Credere viene da dentro di te. Se non credessi, profondamente, nella possibilità che ogni essere umano ha, di migliorarsi, di trovare la strada più giusta per la propria realizzazione, come potrei sostenerlo, in quell’impresa? Credere viene dagli ideali che scelgo. E se mi segui da un po’, li conosci, lo sai. Proprio oggi mi ha telefonato Enza, che ha scoperto il mio podcast ed i miei articoli, e sente che vuole, mettere in pratica, in un modo diverso, cambiando davvero quello che fino ad oggi non è riuscita a cambiare. La comunicazione è tutto. Perché condivide, così mi ha detto Enza, le prospettive di comunicare per essere®, e dentro di sé, vorrebbe anche applicarle, però basta che qualcosa, o qualcuno, colpisca il suo sentimento interiore, il suo senso di sé, che il suo “solito” modo di essere è pronto a dare battaglia, anche se lei vorrebbe trasformare quello che la fa soffrire. Ci riuscirà, ne sono convinta. E troveremo la strada migliore, perché possa concretamente e strutturalmente farlo. La vera fiducia è qualcosa che crea ciò in cui credi.

Una volta, sentii una professionista, che svolge un lavoro affine al mio (non come il mio, dato che il metodo che uso è esclusivo), la sentii dire che nel suo lavoro parlava di certe cose, come i genitori trattano i figli, come devono migliorare, ma a casa sua, se voleva urlare o alzare le mani, lo faceva senza problemi. Ti direi che per me è inconcepibile, ma non è vero: riesco a concepire molto bene, il mondo interiore di chi segue regole e dice buone cose, in una parte della propria vita, ad esempio, il lavoro, e poi, lascia libere le proprie tendenze interiori in un’altra, per esempio, la famiglia. Lo concepisco eccome, nel senso di comprendere. Ma non lo condivido affatto. Se sai che una cosa è giusta per gli altri, fa bene applicarla, lo è anche per te. E se vuoi aiutare gli altri, prima devi aiutare te stesso. Oggi quella professionista, Saveria, ha cambiato tante cose. Iniziò per curiosità, richiedendo uno studio di grafologia evolutiva® completo, e talmente tanto ha compreso, e talmente tanto poteva fare, che ha trasformato in ogni dove, dentro di sé, e nella sua vita.

Puoi non essere schiavo dei pensieri negativi

Ciò in cui credi orienta la tua esistenza, ma può anche governarla. È causa, non conseguenza. Se scegli di dare fiducia e rispetto, costruisci fiducia e rispetto. Se scegli di non avere fiducia, allora scegli anche di non avere rispetto. E di non credere. Il mondo interiore di un’altra persona è una realtà di fatto, “non credere” vuol dire non rispettarlo, non avere fiducia in quella dimensione. “Fiducia”, ha, tra i suoi significati, “atteggiamento di tranquillità e sicurezza”, tranquillità e sicurezza in ciò che è giusto per te, che ti permette di comprendere che per altri, può essere diversa, la filosofia che orienta la vita. Puoi condividere, o non condividere, ma non dire che non è vero il mondo interiore di un altro.

Giorni fa ha iniziato a lavorare con me una coppia, hanno un figlio adulto, che soffre di un disturbo alimentare. I genitori discutono molto, tra loro, per questo. Vogliono trasformare, cambiare il modo di comunicare, smettere di darsi addosso, usare le energie per stare meglio loro, e aiutare il figlio, che già sta combattendo la propria battaglia. Vincenzo (nome di fantasia), quando ha iniziato il percorso, parlando del proprio figlio, e delle sue spiegazioni, di quello che provava, del perché aveva iniziato ad avere quell’atteggiamento verso il cibo, diceva spesso: “non credo alla sua spiegazione, non credo che sia in quel modo, per me non è vero”. Ma non deve essere vero per te. È vero per lui, è vero per l’altro. Il mondo interiore esiste. Se non sai ascoltare, credere e dare fiducia, sei prigioniero della tua realtà interiore. E come potrai, aiutare un altro? Vincenzo e Livia stanno aiutando loro stessi per aiutare il loro figlio.

L’importanza di costruire consapevolmente la visione del bene

Credere vuol dire riconoscere all’altro la stessa libertà e valore che riconosci a te stesso. Fiducia e rispetto, sono la base, scegliendo bene i valori che poni a fondamento del tuo credere, etici, positivi, anche capaci di autotrascendenza. Solo così potrai aiutare chi non ha fiducia, chi non crede abbastanza nel bene e nella speranza. Essere la realtà in cui credi, affinché anche l’altro possa vederla, perché solo così sei libero di scegliere e decidere. Ma ciò che non riesci a vedere, non puoi sceglierlo. Così mi è piaciuto, il commento di Luigi, che ha la sua visione di vita, che lo porta ad attaccare, quando comunica, se non è d’accordo, che lo porta a non credere, se non è d’accordo. Confrontarsi, per me, è sempre occasione di arricchimento.

E nulla più della realtà di ogni giorno, sempre, mi permette di mettere in pratica le mie teorie e il mio metodo. Infine, non si può negare che certe situazioni siano così estreme, che a volte la speranza è difficile da vedere, e che il mondo in cui viviamo riesce a mostrarci molta oscurità, e poca luce. Eppure, quella luce c’è. Da lì parte il credere. Sai che c’è, tu la scegli, tu la incarni e lo sei, e la porti nel mondo. E così, la porti anche nella vita degli altri. Fiducia è rispetto, anche della tua forza interiore e della tua possibilità di cambiamento. Vuoi scegliere di credere? Contattami, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, possiamo fissare un appuntamento telefonico, potrai chiedermi quello che ti interessa sapere per conoscere meglio il mio metodo, e come posso esserti d’aiuto.

Per coltivare buone ispirazioni segui il mio podcast, Comunicare per essere®. A volte, anche una sola ispirazione, può illuminare una giornata intera. Puoi seguirlo dal mio blog, dove c’è una pagina dedicata, con tutte le puntate, pubblico ogni settimana le nuove puntate e le trascrizioni, così puoi leggere tutto. Ed iscriverti liberamente sulle app per musica e podcast. Iscriviti anche al mio canale video, se ancora non lo hai fatto, su YouTube, dove pubblico video e il podcast, e seguimi sul tuo social preferito, mi trovi sui principali, a partire da Facebook. Nel mio blog ci sono tutti i link diretti alle mie pagine, e con il motore di ricerca interno puoi trovare decine e decine di approfondimenti sui temi che più ti interessano, che continuo a sviluppare nel tempo. Per chiudere la puntata, parole, e musica, pensieri liberi da seguire, perché la fiducia nasce anche dalle buone parole.  Gandhi, “Credere in qualcosa e non metterlo in pratica è disonesto”. Roberto Gervaso, “Anche chi non crede in niente crede”. Papa Giovanni Paolo II, “La fiducia non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti”. Edith Hamilton, “Non ci può essere amore dove non c’è fiducia”. L’ultimo, di Frank Crane, “Puoi essere ingannato, se ti fidi troppo, ma vivrai nel tormento se non ti fidi abbastanza”. Il brano è: “Oggi c’è il sole”. Dentro di te, che possa esserci sempre. Grazie di essere con me in questo viaggio, se vuoi scrivermi, ti leggerò. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Essere la realtà in cui credi, affinché anche l’altro possa vederla, perché solo così sei libero di scegliere e decidere. Ma ciò che non riesci a vedere, non puoi sceglierlo” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

Torna in alto