La comunicazione genitori-figli: cosa devi sapere

Che tu voglia affrontarla da figlio o da genitore, la dinamica della comunicazione genitori-figli ha comunque un ruolo determinante nella tua vita. Anche se ti sembra passato, in realtà, non lo è. Anche se non ne sei consapevole, in realtà, lo ha. Ma quello che devi sapere non riguarda la comunicazione genitori e figli, quella, viene dopo. Riguarda te, il rapporto che hai con la famiglia in cui sei nato, con la tua storia, quella reale e quella creata interiormente (che non sempre corrispondono, nel sentire personale), e quanto sei capace di essere libero e determinare il futuro che vuoi vivere. Quanto il passato ti ha influenzato, come puoi uscire fuori dai modelli di pensiero condizionati, come puoi essere la fonte del miglioramento della tua vita e di quelle delle persone che ami.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Comunicazione genitori-figli: costruire è meglio che distruggere

Nessun uomo è un’isola, anche la persona più burbera del mondo, ha a che fare con gli altri. Anche chi si isola dalla vita, non è mai veramente isolato. Infatti, l’isolamento porta sofferenza, tanto più quanto una persona si sente sconnessa dalle relazioni umane. Per non parlare delle “relazioni digitali”, che sono basate su un’immagine della realtà e della persona che non è, la persona nella sua essenza, e sono molto distanti, da quello che può essere, di buono e di bello, una relazione umana. Io apprezzo molto il mondo digitale, lavoro on line da tanti anni, ma faccio in modo che ogni contatto, anche tramite un’e-mail, un messaggio, un video-incontro, abbia quel calore, quella profondità di comunicazione, quella possibilità di interazione reale e vera che ritengo indispensabile in ogni contatto. La comunicazione valoriale è anche questo, creare valore.

La comunicazione genitori-figli non sfugge a questa dimensione: se non crei valore, lo distruggi. Se non crei connessioni, crei distanze. Che voglia affrontarla da figlio o da genitore, la dinamica della comunicazione genitori-figli ha avuto un ruolo determinante nella tua vita. Determinante, si dice di ciò che può “influire sulla volontà di una persona”. Le relazioni umane sono da sempre al centro dei miei studi, del mio lavoro, anche, della mia vita. Ogni persona, mi interessa. In ogni momento, puoi portare qualcosa di gentile e costruttivo nella vita di un altro, ed anche nella tua. I modelli relazionali familiari creano dei substrati che condizionano. Tutti. Non esiste un essere umano che non si porti dietro degli effetti causati dalla comunicazione familiare. Tutti. Puoi saperlo o non saperlo, pensare che lo hai scelto tu, averli fatti tuoi consapevolmente oppure avere scelto l’opposto, consapevolmente. Più spesso, queste influenze agiscono in modo sotterraneo.

Il cambiamento vero ha bisogno di veri cambiamenti

Non è così immediato, capire che alzi la voce con tua figlia perché vederla sbagliare ti fa pensare di essere sbagliata tu. O provi un sentimento negativo, nei confronti di tuo figlio, che non vorresti provare, perché come è oggi non ti piace. È così, è una verità delle realtà, nel mio lavoro incontro i figli e i genitori, conosco bene cause ed effetti. Ed ho incontrato genitori che non volevano, essere una delle cause delle sofferenze dei figli, ma anche genitori che non comprendevano affatto la sofferenza che producevano nei loro figli, sentivano soltanto la propria. Che veniva da lontano. Quindi: le relazioni interparentali fondanti sono determinanti. E, secondo la tua natura, la vita che hai vissuto e gli effetti che questo ha prodotto su di te, possono averti non solo condizionato, ma anche, schiacciato. Addirittura, averti portato ad evolverti, cioè ad una trasformazione di te stesso, in una direzione che non ti appartiene. Ho tanti cari clienti che tengono vicino a loro il Profilo grafologico essenziale che ho stilato, dopo aver studiato la loro grafia, e lo rileggono, ogni tanto, per non dimenticare che tutte quelle cose, sono loro. Quelle risorse, sono loro. Quelle possibilità, sono loro.

Vincenzo (nomi di fantasia, storie vere), combatteva con la sua immagine di ciò che doveva essere, in un lavoro in cui si sentiva sempre schiacciato. Come un padre padrone aggressivo e dominante, in effetti, lo aveva sempre fatto sentire piccolo e inadeguato. Ma Vincenzo è un uomo straordinario. La comunicazione genitori figli, nel suo caso, aveva molto colpito il senso di autostima e di percezione di sé, e lui poi usava quei codici per interpretare il rapporto con gli altri, e con facilità, anche una minima critica, la “leggeva” come un attacco mirato a sminuirlo. Perciò, se vuoi usare la comunicazione per stare bene, con te stesso ed in te stesso, per aiutare chi ami, per sostenere i tuoi figli, per prima cosa, devi imparare a riconoscere da cosa devi liberarti, cosa ti appartiene e cosa no. In pratica.

Allenare il miglioramento della comunicazione (e delle relazioni)

Per ogni persona che sceglie di fare un percorso con me, creo ogni volta prospettive su misura in cui allenare pensieri e parole su misura, nuovi, perché puoi determinare il futuro che vuoi vivere. Determinare, nell’accezione di “essere la causa diretta e immediata di un fatto”. Se il tuo passato, le relazioni importanti, sono state determinanti perché hanno causato degli effetti, comprenderli e decidere di trasformarli ti permette di determinare chi sei oggi. Non pensarti come genitore, non pensarti come figlio. “Figlio”, “genitore”, sono parole che rimandano a ruoli. Etichette, che possono essere anche molto positive, ma è la persona che crea la propria vita. Questo è ciò che devi sapere: se nel rapporto con tuo figlio c’è un problema, per risolverlo, devi concentrarti su quello che puoi fare tu, per te stesso. Per essere e comunicare te stesso. Se ami tuo figlio, e lui percepisce critica, stai certo che ci devono essere parole più adatte, perché quell’amore lo raggiunga. Non posso dirti che tutti i problemi scompariranno, ma posso dirti che la comunicazione valoriale crea una consapevolezza che ti sostiene, e puoi affrontare meglio anche le difficoltà. Un episodio, tra i tanti.

Guglielmo. 60 anni. Inizia a lavorare con me perché con la moglie sono un po’ in crisi. Sta troppo tempo sui social, troppe chat con donne. Lei si sente ferita. Lui non vede il problema, ma la ama, e comunque, comprende che un problema c’è, perché non riesce a staccarsi da quelle chat, da quelle “amiche on line”. Quando inizia a lavorare con me scopre un universo nuovo, come influenza la sua vita, quanto le parole che dice possono sostenere o ferire, le sue, e quelle di Mirta. Così, decide di continuare perché si appassiona. Ha due figli, una, che gli piace molto, simile a lui. Uno, con cui non si sono mai compresi. Eppure, lui lo ama. Eppure, lo ha sostenuto. Come? Criticandolo da quando era nato. Perché il modo che aveva Guglielmo di sostenere il figlio che gli piaceva meno era fargli notare che gli piaceva meno, cosa non andasse. Non era abbastanza forte, abbastanza sportivo, abbastanza questo o abbastanza quello. E quando, alle scuole superiori, il figlio, un giorno, manifestò un disagio tale da far pensare che potesse anche compiere un gesto disperato, Guglielmo continuò ad imputarlo alla sua debolezza, anzi, lo vide come una conferma.

Diventa determinante: l’evoluzione positiva nasce sempre da una scelta

A sessant’anni non aveva più contatti con il figlio già da molto tempo, Michele, appena gli era stato possibile, aveva lasciato casa, chiuso i ponti. Ma nel cuore di Guglielmo, no. Perché lui, lo amava un tempo, e lo amava ancora. Imparando un nuovo modo di approcciarsi all’espressione delle emozioni e dei sentimenti, Guglielmo capì perché il figlio non si sentisse amato, il perché degli scontri quasi quotidiani. Che certe parole erano, in effetti, spade taglienti. Puoi immaginare il suo dolore, perché la consapevolezza ti mette di fronte alla realtà. E la realtà era che lui era stato la causa principale, dell’allontanamento del figlio. Così, decise di cambiare tutto. Partendo da se stesso. Gli scrisse, lo incontro, gli parlò, si dissero tante cose, le rispettive solitudini poterono incontrarsi, i muri, abbassarsi. Ed hanno iniziato ad avere un rapporto genitore-figlio maturo, perché entrambi hanno determinato che non volevano più lasciar andare quella dimensione di vita.

Che è bello, poter essere genitore, inteso come poter amare e sostenere un altro essere umano, ed allo stesso modo, che sia figlio o genitore. Sei libero di determinare il tuo futuro tanto quanto di trasformare dentro di te il passato che ti ha allontanato dalla pienezza della tua esistenza e del tuo essere. In quella dimensione, di equilibrio, ascolto, dialogo, c’è una comunicazione che sa accogliere. Solo così puoi uscire fuori dai modelli di pensiero che non ti appartengono ed essere la fonte del miglioramento della tua vita e di quella delle persone che ami. Diventa determinante, sempre in senso positivo ed evolutivo. Così le relazioni genitori-figli sono occasioni da cogliere, nella vita, per diventare migliori, declinando l’amare in una delle sue dimensioni più vere, quella in cui ami un essere umano per ciò che davvero è.

Se vuoi, posso aiutarti. Questo è il mio lavoro, e posso farlo per te, e con te. Scrivimi, telefonami, sul mio blog annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. E, in questa direzione, di coltivare una comunicazione capace di creare valore, il Profilo Grafologico Essenziale può darti delle ispirazioni molto importanti. Si tratta di uno studio di grafologia evolutiva® che realizzo personalmente, ed in cui scelgo punti di forza che, in questo momento della tua vita, so che possono esserti utili, per la tua realizzazione. Puoi richiederlo in ogni momento, anche adesso, direttamente dalla pagina dedicata del mio blog, clicca sul menù e la troverai. E lì troverai anche la pagina da cui puoi iscriverti, liberamente, al mio podcast, Comunicare per essere®, l’evoluzione personale applicata al vivere umano reale. Lo trovi anche su tutte le app per musica e podcast. Centinaia di puntate che da anni realizzo e metto a disposizione di tutti coloro che credono nel potere del proprio essere e della propria vita, e non dimenticare di iscriverti anche al mio canale video su YouTube e alla mia pagina Facebook, e seguimi sul tuo social preferito, e sul mio blog dove trovi le trascrizioni dei testi, novità e approfondimenti.

Per salutarti, aforismi e musica. Per la determinazione nell’essere la persona migliore che puoi essere, e quanto sia complesso, realizzarlo nelle relazioni umane. Michael Levine, “Avere bambini non ti rende un genitore più di quanto avere un piano non faccia di te un pianista”. Alden Albert Nowlan, “Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno in cui perdona se stesso, diventa un saggio”. Robert Hughes, “Un’anima determinata farà di più con una chiave inglese arrugginita di quanto uno scansafatiche realizzerà con tutti gli strumenti di un’officina meccanica”. L’ultimo, di Tony Robbins, “La determinazione è la sveglia del volere umano”. “Emotional inspiration”, è il titolo del brano. A ricordarci che tutto, può essere ispirato dal cuore. Ma che, tra il dire e il fare, occorre sempre un agire che non si lasci fuorviare da ciò che non gli appartiene. Grazie di essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Sei libero di determinare il tuo futuro tanto quanto di trasformare dentro di te il passato che ti ha allontanato dalla pienezza della tua esistenza e del tuo essere” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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