Come ti cambia la rabbia nascosta nel cuore (vinci la tua rabbia o la tua rabbia vince te)

Come ti cambia la rabbia nascosta nel cuore (vinci la tua rabbia o la tua rabbia vince te). Annarosa Pacini podcast per la crescita personale
Alcuni falsi miti sulla rabbia e sulla sua gestione, e su come la persona davvero calma sia quella che conosce la collera, ma la vince e la trasforma.

E’ opinione diffusa che le persone calme e capaci di controllare le proprie emozioni siano tali perché non provano emozioni forti. Niente di più sbagliato: l’equilibrio vero è quello di chi prova grandi emozioni e riesce a governarle. Tutti provano tutte le emozioni, chi le manifesta quanto chi le nasconde. Anche la rabbia, è un’emozione. Una delle più nascoste e negate, e, per questo, una delle più potenti e dannose: perché la rabbia non è solo rabbia, è anche desiderio, forza, dolore, sdegno, potenza, prepotenza, impazienza, paura, ansia, astio, e molto di più.
Podcast (Salute e benessere, auto-miglioramento, relazioni), corso di comunicazione, grafologia, comunicazione interpersonale, analisi grafologica, crescita personale, psicologia, counselcoach.

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Come ti cambia la rabbia nascosta nel cuore (vinci la tua rabbia o la tua rabbia vince te)

Come sai, se sei un mio affezionato ascoltatore – se invece hai iniziato da poco ad ascoltare il podcast, allora avrai modo di conoscermi – , il focus del mio lavoro è la comunicazione, ovvero, la manifestazione dell’essere nella sua pienezza, le relazioni interpersonali, la migliore gestione ed espressione della propria identità più vera in ogni ambito della vita.
Comunicazione non come tecnica o strategia, ma come essenza dell’essere. La tua buona comunicazione funziona perché è in armonia con la tua natura originaria, con il tuo essere più profondo. Questo la rende potente ed efficace, soddisfacente per te ed anche per gli altri, perché le persone felici sono molto più gradevoli e di supporto agli altri, di quelle che, invece, vivono in mondi in cui prevalgono emozioni, sentimenti e pensieri negativi.

Comunicare ciò che sei (e decidere come)

Io vengo percepita, così mi dicono, come una persona profonda, calma, perseverante, appassionata, decisa, forte (e in molti altri modi, ma qui mi interessano quelle che possono essere più legate alla gestione delle emozioni forti)… non so in quale ordine, e non solo così, le parole sono etichette, anche le migliori, cioè quelle più rispondenti, non potranno mai cogliere ed esprimere l’essenza di una persona, ma possono sicuramente avvicinarsi molto, così tanto da permetterti di essere compreso e di comprendere.
Sono una persona che manifesta rabbia? No. Che prova rabbia? Se intendi collera aggressiva, di chi scarica la propria tensione sugli altri perché non riesce a gestirla, di chi se la prende con gli altri per ciò che lui è o prova, no. Se intendi sdegno, dolore, disappunto, sì, come tutti. Le sfumature della rabbia sono diverse per ognuno di noi, perché sono strettamente connesse alla natura individuale, ma la potenza di base del sentimento è sempre la stessa. Eppure, le persone tendono a pensare che io non mi arrabbi mai, come se fossi nata calma e serafica.
Anche quando io, dentro di me, so di essere in tensione e nervosa, quando sento una tempesta potente che potrebbe spazzare via tutto ciò che incontra, riesco a non influenzare l’ambiente esterno, rimango ugualmente disponibile con le persone che incontro, non me la prendo con loro per qualcosa di cui loro non hanno responsabilità. Ma certo non resto inerte, e mi metto subito all’opera per trovare le risposte di cui ho bisogno. Qualche giorno fa una mia carissima cliente, donna sensibile e di grande valore, che sta allenandosi per evitare di reagire alle situazioni producendo effetti che non desidera, mi ha detto che ancora non le riesce di comunicare in modo “angelicato” come faccio io. I miei clienti mi dicono tante cose bellissime, hanno grandi parole di affetto e stima, nei miei confronti, ma ancora nessuno aveva mai definito la mia comunicazione “angelicata” 🙂

Forza e pazienza: l’azione riflessiva

Due degli aggettivi che più spesso le persone usano sono decisa insieme a paziente. Volizione e attesa. Io conosco bene il mio mondo interiore, credimi, se ti dico che anche io mi arrabbio. Eppure, la mia rabbia non è mai rabbia, non si mostra come rabbia, ma, ogni volta, si trasforma: a volte, in energia attiva, altre volte, in un’attenzione ancora maggiore, a volte, nel perseverare sino a che non trovo la soluzione che cerco. Come faccio a sapere che sia possibile per tutti trasformare e gestire le emozioni? Perché ho elaborato una teoria pratica che insegno con successo da anni, ed ho visto le persone che l’hanno applicata, imparare a conoscere profondamente il proprio essere e a governare le proprie emozioni. Credo che l’esempio sia un messaggio fondamentale, in ogni relazione, in ogni attività, personale, familiare, professionale. Quando parlo con professionisti che si occupano di relazioni interpersonali, e, nel loro privato, avallano comportamenti sbagliati, come se fossero giusti, mi chiedo sempre perché non aiutino loro stessi come aiutano gli altri. Credo che l’esempio sia fondamentale, e che teoria e pratica debbano viaggiare fianco a fianco.

Uscire fuori dalla rabbia per vedere con chiarezza

Ti racconto una storia (storia vera, nome di fantasia), quella di Moran. Moran è un uomo, oggi ha 45 anni. Quando l’ho conosciuto, della sua rabbia se ne faceva un vanto. Lui era collerico perché era passionale, energico, sapeva quello che voleva. In effetti, l’analisi grafologica della sua scrittura confermava le sue caratteristiche, mente aperta, vivacità di pensiero, ampiezza del campo di coscienza, forza di volontà, energia, dinamismo. Ma anche tendenza ad una comunicazione aggressiva, a prevaricare, poca propensione all’ascolto, ancora meno, all’empatia. Aveva una storia di vita, Moran, che permetteva di capire perché caratteristiche così positive, come le sue, per vivere buone relazioni, si fossero trasformate in strumenti di attacco. Te la spiego molto brevemente. Una madre severa, distaccata, ipercritica e convinta di avere sempre ragione. Un padre che si era adeguato e non prendeva mai posizione. E’ cresciuto coltivando, dentro di sé, molta sofferenza, il dolore di non sentirsi compreso e amato. Essendo una persona con caratteristiche molto forti, la sofferenza è diventata rabbia, collera, desiderio di prevalere sugli altri. Ma Moran non era felice. Capiva di produrre sofferenza nelle persone che amava, quella sofferenza che lui stesso aveva subito, e non voleva farlo. Pian piano ha cominciato a chiamare la sua “rabbia” con i nomi giusti.
E più la capiva, più la sua rabbia perdeva potere su di lui, e più lui si sentiva libero di coltivare e far crescere altri aspetti della sua personalità, che gli davano molta più soddisfazione, come, ad esempio, la capacità di dare sostegno a chi si trovava in difficoltà.
Mi ricordo ancora la sua compagna, che per mesi era rimasta piuttosto distaccata dal percorso che Moran stava facendo. La chiamerò Betty. Ad un certo punto Betty mi telefonò, e mi chiese un incontro, per capire se potevo aiutarla. Mi disse che aveva un sacco di sogni nel cassetto, ma li aveva sempre accantonati, per prendersi cura degli altri, e questo la faceva soffrire molto. Era per questo ansiosa, astiosa, sentiva il bisogno di controllare e se la prendeva con gli altri quando le cose andavano in modo diverso da quello che lei avrebbe voluto. Il che, nella vita, accade, la vita non segue le tue regole. Ha le sue: come una partita a scacchi, se le conosci, puoi vincere, altrimenti, perdi. Ma il motivo che l’aveva spinta a venire da me era un altro: lei non aveva mai pensato di poter essere diversa, di poter gestire diversamente le sue emozioni, aveva sempre detto: “sono fatta così”. Invece, Moran era così cambiato in meglio, così uguale a prima, pieno di energia e di fermezza, e così diverso, più attento e positivo, non più aggressivo, magari, un po’ autorevole… che le aveva fatto venire il desiderio di fare qualcosa anche lei, per se stessa. Perchè il cambiamento di Moran aveva influito, positivamente, anche sulla loro relazione, sulla loro vita, sul rapporto che lei aveva con la sua famiglia. E così aveva capito che anche lei poteva trovare un modo diverso, per vivere le relazioni, esprimendo ed affermando se stessa.

Il potere dell’esempio e del cambiamento

Questo cosa ci insegna? Che il momento del cambiamento, nasce dalla tua decisione. Che l’esempio che dai con la tua vita aiuta anche gli altri. Che più vedi le cose con chiarezza, più la tua decisione è giusta e ferma. Che nessuno nasce pieno di rabbia. E che la “rabbia” è una reazione emotiva a cose che ti creano grandi sofferenze, risposte non avute, domande non poste. La rabbia è come un veleno che penetra nel tuo cuore, ti cambia, cambia la tua visione, e così cambia anche il tuo futuro. E quello di chi ha a che fare con te. Nei giorni scorsi ho incontrato un’insegnante che ha tanta rabbia, dentro di sé, contro il mondo, e la riversa sui suoi studenti, che di quel mondo non sono gli autori, ma il frutto, e che dovrebbero invece essere aiutati a liberarsi per scoprire che nel mondo ci sono tante altre cose, bellissime. Se non vinci la tua rabbia, la tua rabbia vince te, avvelena la tua vita, ti rende prigioniero, ti fa smettere di sperare. Per questo poi perdi anche la speranza che le cose possano cambiare. La rabbia (e come la rabbia, ogni emozione, pensiero, sentimento, che ti influenza ed influenza la tua vita), va ascoltata e compresa. Gestita, dominata, direzionata là dove può esserti utile. Uno dei motivi per cui le persone mi vedono decisa, è perché ho abbastanza energia interiore da supportare le mie decisioni. Perchè la uso anche quando le decisioni sono difficili. E perché ho abbastanza consapevolezza di me e degli altri, da decidere che non voglio in alcun modo peggiorare la vita di nessuno. Vale sempre la pena impegnarsi per migliorarla, a partire dalla propria. Ascolta il tuo cuore, i pensieri che più spesso ti oscurano, e impara a non farti trascinare. Così potrai canalizzare quelle energie verso ciò di cui hai bisogno per essere felice e realizzare i tuoi obiettivi. Energia interiore, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: decidi tu in cosa trasformare la tua rabbia, e verso quale bene condurla.
Quando vedo in un mio cliente crescere la consapevolezza del suo vero essere e del suo vero potere, trovo ogni volta che sia fantastico. Quante cose straordinarie le persone possono, e potrebbero fare, se volessero e se sapessero. Se sei almeno un po’ curioso, di capire quali sono le tue risorse profonde, come le usi, come potresti usarle ancora meglio, scrivimi. Trovi tutti i miei recapiti nella pagina contatti, inclusi i social. Intanto, per cominciare, puoi richiedere il tuo Profilo grafologico essenziale, direttamente dal mio sito, un concentrato dei tuoi punti di forza che puoi utilizzare per la tua realizzazione.
Per salutarti, alcuni aforismi sulla forza di volontà e un brano musicale, che mi ispira molto.
“La rabbia è solo una codarda estensione della tristezza. È molto più facile essere arrabbiato con qualcuno piuttosto che dirgli che sei addolorato” (Alanis Morissette)
“Tu non verrai punito per la tua rabbia, tu verrai punito dalla tua rabbia” (Buddha)
“Perdere la pazienza significa perdere la battaglia” (Gandhi)
“Non perdere mai la calma se non di proposito” (William Blake)

Il brano che ho scelto per te s’intitola: “Emotional Inspiration”. Cosa sarebbe la vita senza emozioni? Anche quelle tristi, sono importanti. Tutto serve. Ma l’ispirazione giusta, devi mettercela tu. Il brano è breve, ma di un’intensità che trovo bellissima. Perchè in ogni conquista, c’è sempre un po’ di tristezza, in ogni passo che fai per andare avanti, c’è sempre qualcosa che devi lasciar andare. Ma non perdere mai la tua ispirazione.
Ti ringrazio, per essere stato con me. Alla prossima puntata.