Metti in pratica l’arte del dialogo

Metti in pratica l'arte del dialogo. Comunicare per essere® podcast, comunicazione e grafologia per la crescita personale, Annarosa Pacini
Entrare in dialogo e in relazione con gli altri fa bene, arricchisce e aiuta in ogni contesto di vita. Ma comprendere veramente chi è di fronte a te non è facile come sembra. Alcuni suggerimenti per mettere in pratica l’arte del dialogo, e per sviluppare relazioni di valore. Annarosa Pacini podcast

“Comunicare per essere®”, podcast – crescita personale, strumenti e risorse, psicologia, pedagogia, grafologia, formazione

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Metti in pratica l’arte del dialogo

Podcast. Entrare in dialogo e in relazione con gli altri fa bene, arricchisce e aiuta in ogni contesto di vita. Ma comprendere veramente chi è di fronte a te non è facile come sembra. Spesso quello che vedi e senti è piegato alla tua visione del mondo, e anche quello che dici, è condizionato tua visione del mondo. Questo vale per te e per tutti gli altri. E comunicare tramite i social media non aiuta la comprensione e i sentimenti positivi. Se vuoi, puoi andare controcorrente. Alcuni suggerimenti per mettere in pratica l’arte del dialogo, e per sviluppare relazioni di valore.

Le basi di un buon dialogo

Voglio condividere con te una lettura che ho fatto, un breve quanto interessante articolo, su repubblica.it, dedicato alle strategie più efficaci per creare legami solidi attraverso il dialogo, che si ispira al libro “L’arte di dialogare – Comunicare non solo a parole”, di Ulrike Bartholomäus, giornalista scientifica, edito da Feltrinelli.
Le basi di un buon dialogo, secondo l’autrice, sono fiducia, empatia, attenzione e apprezzamento.
La fiducia è necessaria perché l’altro possa aprirsi, e questo vale sia per le situazioni professionali che per quelle private. La fiducia si costruisce con il tempo, e tutto quello che è contrario alla fiducia, come invidia, falsità, giochi di potere, non aiuta.
L’empatia aiuta a mettersi nei panni dell’altro, cercare di comprendere i suoi sentimenti. Secondo la Bartholomaus, però, l’empatia è molto difficile da trovare nelle persone di oggi. Nella società dei ‘selfie’ “l’Io diventa il punto di partenza definitivo di una visione limitata del mondo”, e l’unico modo per poter condurre veramente un buon dialogo uscendo quindi da questa mentalità, è ascoltare e accettare i propri errori.
Terzo elemento, l’attenzione: è essenziale – si legge nell’articolo – fare attenzione a quello che ci dicono gli altri, sia esplicitamente che attraverso il linguaggio del corpo. Potrebbe sembrare scontato che per dialogare si debba ascoltare e prestare attenzione a chi ci sta vicino ma in realtà molti studi scientifici hanno messo in evidenza che se non ci aspettiamo di vedere una determinata cosa, possiamo anche non notarla. Dunque per portare avanti una relazione è necessario fare attenzione a tutto e non solo a ciò che ci aspettiamo di vedere e sentire.
Infine rispetto e apprezzamento sono premesse e parti integranti di una cultura positiva della comunicazione. Seguendo questi quattro capisaldi, secondo la scrittrice, si potranno costruire relazioni di successo.
Nel libro ci sono molti esempi pratici con vignette su come comportarsi in diverse situazioni e su come interpretare il linguaggio ‘nascosto’ del corpo, espressioni facciali e gestualità che esprimono le emozioni di base come la gioia, la tristezza, la rabbia, il disgusto e la paura. E non manca un capitolo dedicato al dialogo con noi stessi. Solo avendo un buon rapporto con noi stessi, scrive l’autrice, e prendendo controllo delle tante voci interiori saremo in grado di costruire un rapporto solido e autentico con gli altri.

Come puoi immaginare, sono assolutamente d’accordo, fiducia, empatia, attenzione e apprezzamento sono elementi fondamentali per un dialogo costruttivo. Eppure, anche se tanti sono i manuali che ci danno consigli utili, metterli in pratica richiede, a volte, un cambio di passo o di prospettiva. Un “update” della tua visione del mondo e dei “soliti” schemi.
Quindi ho pensato di aggiungere qualche altro piccolo suggerimento.

Come costruire buone relazioni

Iniziamo dalla fiducia. La fiducia, in te stesso e negli altri, è necessaria
A questo tema ho dedicato un podcast, si intitola ‘Il coraggio di avere fede’, in cui spiego come se noi per primi non abbiamo fede negli altri, sarà difficile che gli altri possano avere fiducia in noi. La fiducia genera fiducia, ha bisogno di chiarezza, sincerità, coraggio e tempo. Ricordati che le cose nascoste, non dette, non chiarite non aiutano la fiducia. Che i fatti contano quanto le parole, e le parole da sole, se non sono seguite dai fatti, non possono bastare. Avere fiducia significa credere in ciò che l’altro può essere e realizzare. Per questo, richiede anche pazienza e comprensione. La vera fiducia prescinde dal risultato atteso. Avere fiducia in un collega di lavoro che ti sostituisce ogni volta in cui glielo chiedi o in un figlio che non ti ha mai deluso è molto più facile che avere fiducia in un collega che a volte sembra pensare solo ai fatti suoi o in un figlio che fa le classiche scemenze da adolescente. La vera fiducia è fiduciosa e si attiva anche quando le situazioni non sono ideali.

L’empatia è importante, ma oggi un po’ sopravvalutata, o forse, al contrario, banalizzata. Empatia, si legge sul Dizionario Treccani, indica: “in generale, la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale. Più in partic., il termine indica quei fenomeni di partecipazione intima e di immedesimazione attraverso i quali si realizzerebbe la comprensione estetica”.
Come sai, sulla comunicazione e con la comunicazione lavoro da oltre venti anni, ed ho avuto modo di sperimentare e mettere in pratica tante teorie. La vera empatia richiede anche la capacità di distacco. Non distacco come indifferenza, ma distacco come capacità di governare le tue emozioni. Quindi, l’empatia come capacità di comprensione dell’altro è una grande dote, l’empatia come immedesimazione può essere un’arma a doppio taglio. Empatico sì, emotivo o in balia delle emozioni (degli altri), no.

L’attenzione è importante. Io la chiamo “avere cura”. Un po’ più dell’attenzione. E’ una volontà mirata di vedere, di comprendere, di essere attenti. Di saper ascoltare anche quello che tu provi e vuoi, come gli altri. Attento verso di te e verso coloro che incontri. Mettere in pratica ciò cui tendi ed in cui credi è essenziale per poterlo manifestare nella tua vita.

Come costruire buone relazioni

L’apprezzamento fa sempre bene e va sempre bene, purchè – e questo è essenziale -, sia sincero. A volte i genitori mi chiedono perché il figlio abbia reagito male ad una certa frase che pensavano avesse un valore positivo. Ti faccio un esempio: un genitore dice al figlio: “Non importa sei hai preso tre, farai meglio la prossima volta” e il figlio risponde innervosito. Le parole da sole non funzionano, se non sono accompagnate da un coerente stato emozionale (infatti, il libro parla anche dei linguaggi non verbali). Se mentre il genitore dice quella frase pensa: “sarai un fallito”, sii certo che il figlio percepirà il messaggio emozionale autentico ed a quello reagirà. Questo è vero per tutte le relazioni. Meglio dire una sola cosa, sincera, che tante, semi-vere o addirittura false.
Uno degli esercizi che faccio fare ai miei allievi-clienti che vogliono migliorare la loro capacità di comunicare e dialogare e le loro relazioni, soprattutto quando le relazioni sono un po’ conflittuali, è quella di allenarsi a ritrovare la fiducia e la bellezza nella relazione, scrivendo ogni giorno una frase di apprezzamento positivo, nei confronti della persona di loro interesse. All’inizio, per alcuni è difficilissimo. A parte apprezzamenti di tipo materiale, “è bravo a fare questo o quello”, o fisico “ha tanti capelli”, ci vuole del tempo perché la fiducia ritrovi le parole giuste per emergere attraverso l’apprezzamento. Andare oltre la superficie e scendere in profondità. Anche l’apprezzamento è una cosa seria. Di’ solo cose in cui davvero credi.
E per questa puntata è tutto. Se ti è piaciuta, lascia un commento, mi piace conoscere il vostro punto di vista.
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Aforisma della puntata:
“L’autentico dialogo e quindi ogni reale compimento della relazione interumana significa accettazione dell’alterità” (Martin Buber)
Il buon dialogo lo puoi allenare. Inizia subito. Cerca una persona intorno a te che non ti piace, e inizia a conoscerla davvero. Troverai sicuramente qualcosa di bello anche in lei. Soprattutto, questo porterà qualcosa di bello nella tua vita. Il vero dialogo è basato sul rispetto, e il vero rispetto, ci rende liberi.