Liberati dall’inibizione (le emozioni pesanti fanno male all’anima)

Liberati dall’inibizione (le emozioni pesanti fanno male all’anima). Annarosa Pacini podcast, grafologia e comunicazione per la crescita personale
Inibire e trattenere pensieri e sentimenti può gradualmente diminuire le difese dell’organismo, perché le emozioni, quando diventano pesanti, fanno male all’anima. Perciò, liberati dall’inibizione che ti impedisce di entrare in contatto con il tuo vero Io, e trova, invece, il modo di portarla alla luce. Annarosa Pacini podcast

Inibire e trattenere pensieri e sentimenti può gradualmente diminuire le difese dell’organismo, perché le emozioni, quando diventano pesanti, fanno male all’anima. Se c’è un evento emotivo importante che in questo momento stai vivendo, sappi che se non trovi un modo per far emergere le emozioni e i pensieri che produce in te, non solo lo risolverai più lentamente e con più difficoltà, ma potrebbe influenzare in modo negativo anche altri aspetti della tua vita. Perciò, liberati dall’inibizione che ti impedisce di entrare in contatto con il tuo vero Io, e trova, invece, il modo di portarla alla luce. Puoi usare l’expressive writing e la scrittura evolutiva. In questa puntata, ti spiego come. Podcast – grafologia, comunicazione, scrittura e attivazione del pensiero profondo per la crescita personale, analisi grafologica, life coaching, comunicazione interpersonale, motivazione.

Ciao, benvenuto all’ascolto del mio podcast, “Comunicare per essere®”, dedicato all’evoluzione della tua vita. Comunicazione, grafologia, scrittura, pensiero profondo, strumenti e metodi pratici ed efficaci (formazione, life coaching, counseling) per la crescita personale e professionale, per migliorare la tua vita e i rapporti con gli altri, il mondo dentro e fuori di te. Non perderti la mia pagina Instagram e ricordati che puoi seguire il mio podcast su tutte le app più diffuse per ascoltare radio e podcast, iTunes, Spotify, Spreaker, scegli quella che preferisci, abbonati e potrai ascoltarlo quando vuoi. Grazie a tutti i nuovi amici che mi seguono.
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Liberati dall’inibizione (le emozioni pesanti fanno male all’anima)

Raccontare la tua vita, al vicino di casa, alla persona che fa la fila assieme a te, o attraverso i social network, è utile? Oppure è dannoso per il tuo benessere psicofisico, e sarebbe meglio che tenessi tutto per te? Domande come queste hanno affascinato, e continuano ad affascinare, esperti e studiosi di ogni genere. Ognuno, alla fine ha trovato una sua conclusione, ma ci sono alcuni punti di fermi.
Comunicare fa bene, ma non in senso assoluto. Dipende da cosa, quando, a chi, perchè. Soprattutto, dipende da come. Nel mio lavoro, insegno alle persone ad esprimere se stesse al cento per cento, trovando il modo più giusto per loro. Che è quello che consente loro di stare meglio, e, allo stesso tempo, di creare le migliori relazioni. In questa prospettiva, comunicare consente l’espressione massima di ciò che sei e del tuo valore, e, quindi, fa sempre bene. Purchè tu abbia raggiunto quel livello di consapevolezza che ti permette di comunicare per essere te. Altrimenti, a volte, strada facendo, la comunicazione diventa complicata, e, addirittura, negativa. Perché non è giusta.
In linea generale, le principali scoperte indicano che inibire e trattenere pensieri e sentimenti può gradualmente diminuire le difese dell’organismo. Come altre fonti di stress, l’inibizione può influire sulla funzione immunitaria, sull’azione del sistema cardiovascolare e sul funzionamento biochimico del cervello e del sistema nervoso.

Scrivere fa bene (al morale, allo spirito, alla salute)

Si comunica in tanti modi, attraverso tanti strumenti. Uno di questi, è la scrittura. Come scrive James Pennebaker, che sull’utilizzo della scrittura come strumento per la conquista di uno stato di benessere ha incentrato decenni dei suoi studi, inibendo eccessivamente i tuoi pensieri, stati d’animo e comportamenti, aumenti anche il rischio di ammalarti.
Viceversa, il confronto con i tuoi pensieri e sentimenti più profondi può produrre notevoli benefici sulla tua salute, sul breve e sul lungo periodo. Parlare – nel modo giusto, aggiungo io -, e scrivere, nel modo giusto, di ciò che ti turba, di ciò che vuoi risolvere, dei pensieri che ti angosciano o dei sogni che ti attirano, aiuta l’elaborazione del pensiero profondo, e sicuramente anche l’evoluzione della tua visione, sino a modificare i tuo valori profondi, e gli schemi mentali. Schemi mentali che, come abbiamo detto tante volte, possono essere d’aiuto, se costruttivi, attivi e flessibili, oppure trasformarsi in vere e proprie gabbie che diventano sempre più piccole e limitano la tua vita e il tuo essere.
Naturalmente, c’è inibizione e inibizione. L’inibizione come controllo e governo è positiva. Governare, gestire le tue emozioni, i tuoi pensieri, sapere dove vuoi andare, perché, e quindi, decidere cosa dire e cosa no, quando, a chi, è l’obiettivo ideale. Quando raggiungi il tuo equilibrio, quello vero, vivi le situazioni sapendo, in ogni contesto, qual è la soluzione giusta. E anche nei momenti in cui sei più stressato, la tua visione ti sorregge. E’ un tipo di equilibrio interiore fondato sulla tua natura originaria, quindi, stabile, aperto, pronto. Una volta che riesci ad attivarlo consapevolmente, può solo crescere. C’è poi l’inibizione che fa male. E’ riduttiva. Ha lo scopo di nascondere, di negare, indica chiusura. Con la scusa di proteggere, finisce per creare più danni di quanti non ne eviti.
Tra le tante ricerche, ne cito una, esemplificativa. La perdita di un partner è un evento grandemente stressante. Che si tratti di un divorzio, di una separazione o di un lutto. L’evento interiore è sempre molto grave. I ricercato hanno visto che rimuginare molto su quanto accaduto era correlato a peggioramenti dello stato di salute. Chi parlava di più dell’esperienza, e degli effetti negativi, sul lungo periodo, stava meglio. Parlare, meditare, pregare, scrivere: ogni forma di riflessione interiore fa bene. Più è profonda, più aiuta. Dopo la perdita di un partner, il numero di uomini che trova una nuova compagna entro due anni è molto più alto, rispetto al numero delle donne. Mentre le donne aspettano cinque anni, o anche più, prima di creare nuove relazioni. Ma gli uomini risultano essere significativamente meno felici, e meno sani. Questo perché sono meno portati alla comunicazione profonda, e quindi, elaborano meno la sofferenza emozionale. Anche se, apparentemente, la superano prima, non la superano davvero.

Più consapevoli e più felici con la scrittura evolutiva®

Se c’è un evento emotivo importante che in questo momento stai vivendo, sappi che se non trovi un modo per far emergere le emozioni e i pensieri che produce in te, non solo lo risolverai più lentamente e con più difficoltà, ma potrebbe influenzare in modo negativo anche altri aspetti della tua vita. Comunicare, parlare, e, come ti dicevo, scrivere. L’expressive writing, che è il metodo applicato da Pennebaker, suggerisce che scrivere, in qualunque modo, di ciò che ti tormenta e vuoi risolvere, ti aiuterà. Sono d’accordo con lui, perché uso la scrittura evolutiva® da decenni, come parte del mio metodo. Anche se preferisco la scrittura mirata, quella focalizzata sulla comunicazione, intrapersonale ed interpersonale, mirata alla risoluzione e agli obiettivi. L’expressive writing migliora lo stato fisico, e quindi, scrivere per liberarti di ciò che hai dentro, ti aiuterà in ogni caso ad allentare le tensioni. In più, la scrittura evolutiva® accresce la consapevolezza profonda, e ti permette di attivare i modelli nuovi che ti servono non solo per risolvere il problema che affronti in questo momento, ma per strutturarti in modo da poter affrontare con successo problemi futuri.
Perciò, liberati dall’inibizione che ti impedisce di entrare in contatto con il tuo vero Io, e trova, invece, il modo di portarlo alla luce. Il metodo iniziale suggerito da Pennebaker è semplice, per almeno tre giorni di fila, per quindici minuti ogni volta, metti per iscritto i pensieri che ti preoccupano. Un esame, un problema di lavoro, una sofferenza di oggi o un trauma che viene dal passato. I benefici sono assicurati. Trasformarli, poi, in una vera e potente evoluzione permanente, dipende da te. Per quello, posso aiutarti anche io.
Prima di concludere la puntata con l’aforisma e il brano vorrei salutare la mia follower numero 4.000 su Instagram, che si chiama Sara e ascolta il podcast su Spotify. So che è la n. 4000 perché me lo ha scritto lei, fantastica. E Anika, che mi ha scritto dalla Francia, da Vence, un messaggio molto carino, ascolta il podcast e apprezza anche la musica. Grazie a lei, a te, a tutti.
Come sai, puoi contattarmi in Direct su Instagram, su Messenger, trovi tutti i miei recapiti, telefono e posta elettronica, sul mio sito, in questa pagina.
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Per salutarti, due aforismi sulla libertà, che è anche liberazione dell’inibizione che ti blocca
“Nessuno è libero se non è padrone di se stesso” (Epitteto)
“Se sei libero sei tu che crei il mondo; se non sei libero il mondo crea te!” (Efim Tarlapan)

Il brano musicale s’intitola, “Higher and stronger”. Si può fare. Io oggi ho avuto una giornata incredibile, che vuol dire anche un po’ stressante, piena di cose interessanti e contrattempi, di cose da fare. Di quelle giornate che, quando arrivi alla fine, ti sembra di non aver fatto nulla, e quasi vorresti arrenderti. Invece, devi andare avanti. Più alto, e più forte. Scala le tue montagne. E scrivimi, se vuoi.
Grazie per essere stato con me, alla prossima puntata.