La verità sul tradimento

La verità sul tradimento è dura, non è unica, né semplice. Non serve ad assolvere né a condannare. Come ogni verità, dipende dall’uso che ne fai: puoi usarla per comprendere quello che c’è, nel passato, nel presente, e nel futuro, quanto le tue scelte contano, cos’è per te la felicità, e cambiare. O scegliere di usarla per non cambiare. Vuol dire però anche scegliere di non riconoscere la verità, ma di continuare ad autoalimentare quello che ti ha portato lì, dove sei. Sei felice? Stai bene con te stesso? Crei valore nella tua vita? Il valore non può prescindere dal bene e dalla felicità, intesa come stato interiore di equilibrio e consapevolezza. Che poi diventa anche benessere, resilienza, forza di volontà, ogni cosa che ti serve per creare la tua vita migliore. Ricevo tantissimi messaggi, sul tradimento. Tante riflessioni, tante domande, alcune persone sono molto convinte del loro punto di vista, ad esempio, che chi tradisce è fatto in un certo modo, e chi non è fatto così, non tradisce. Altre, invece, si chiedono perché tradiscono, o stanno per farlo, e sono combattute e infelici. Così ho pensato che condividere qualche verità sul tradimento possa essere utile a tutti. Anche a chi crede nel vero amore, nel partner giusto, nel “vissero felici e contenti” di chi affronta la vita al fianco di qualcun altro, e già, solo questo, la rende migliore. Questa puntata è un po’ diversa dalle altre. Ti leggerò dei messaggi che ho ricevuto, e le risposte che ho scritto. Perché la verità è vera, e solo partendo da una visione della vita, degli esseri umani, che sia capace di contenere al suo interno quel “tutto” che è la diversità come impronta fondamentale della vita individuale, si possono trovare le risposte giuste.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Chi è che tradisce?

Inizio da “È possibile amare e tradire? Il punto della verità”. Sul mio canale video su YouTube pubblico, oltre ai video, anche i podcast, in genere, più lentamente che non sulle app audio. Se vai sul mio canale (nella trascrizione di questa puntata nel mio blog trovi tutti i link), puoi leggere oltre trenta commenti sotto il podcast “È possibile amare e tradire?”, e lasciare il tuo. Tra questi, @eccomiqua, questo il nickname, che spesso commenta, ed io, spesso rispondo. Questo è un suo commento, di chi ha alcune certezze, sul rapporto tra amore e tradimento, te lo leggo: “Credo che il tradimento sia sempre un problema della persona e non della coppia. Se ci sono problemi in una relazione non è che scappando si risolvono. Anzi scappando la distanza non fa che crescere. Secondo me solo le persone evitanti riescono a tradire. Persone che non riescono a comunicare e che si sentono meritevoli di avere qualcosa che non riescono ad ottenere in maniera corretta. Allora tirano i remi in barca e investono le loro energie altrove, abbandonando emotivamente l’altro. Per tradire secondo me bisogna avere dei tratti narcisistici, essere vili, bugiardi e immaturi. Con caratteristiche opposte a quello che ho detto non può avvenire un tradimento. Si parla, si discute e si dà il proprio contributo alla coppia per risolvere. Oppure si parla per separarsi. Tradire è un abuso emotivo e come tale dovrebbe essere trattato. Crea sintomi simili allo stress post-traumatico e quindi chi lo provoca dovrebbe essere pronto a riparare e ancora prima a capire che non è una strada percorribile perché è un ABUSO” (chiuse virgolette).

Dove nasce il tradimento

Mi piace molto, dialogare, e ogni dialogo, è un’occasione per andare in profondità. Questa la mia risposta ad @eccomiqua, che è una delle verità sul tradimento. Di quelle che possono essere d’aiuto per chi si trova a sceglierlo, a subirlo, o solo ad immaginarlo: “Ti ringrazio per questa conversazione. Il mio punto di vista si basa sulla mia esperienza professionale, perciò non ho la pretesa che sia valido per tutti, ma trattandosi di esperienze concrete, so che sono vere. I problemi, in ogni relazione, ogni problema, in ogni ambito, nasce dal mondo interiore individuale. È la prospettiva personale di vita, la fonte prima del modo in cui si vede il mondo, e si concepiscono le relazioni. I problemi, nella coppia, nascono dal concorso dei partner. Mai mi è accaduto di incontrare persone che fossero felici, comprese, realizzate, nella loro dimensione affettiva, e sentissero di non stare bene, in quella relazione. Va da sé, che, in quel tipo di situazione, tutto ciò cui si pensa è come migliorare quella realtà, non come fuggirla.

Sempre in base alla mia esperienza, devo dirti che non ho riscontrato che vi sia una casistica dominante, tale da poter dire che ‘tradiscono solo le persone evitanti’. No, tradiscono persone di ogni tipo, in determinati contesti e situazioni. Certo, con consapevolezze diverse, motivi diversi, percezioni diverse. C’è chi soffre al solo pensiero di avere tradito, e cerca soluzioni, e chi tradisce e si percepisce come se fosse un partner che fa il suo dovere, perché nella coppia ufficiale continua ad avere il comportamento che ritiene ‘socialmente idoneo’. Anche, non ho mai incontrato persone che si trovassero all’interno di un ménage di tradimento, che fosse il traditore o l’amante, cioè chi aveva un partner ufficiale e chi non lo aveva, che, in quella situazione, fossero davvero realizzate e felici. Qua, il tema diventa ancora più grande, riguarda il rapporto che la persona ha con se stessa, i modelli di vita che ha interiorizzato, quanto è davvero libera ed ha fiducia di meritare un amore ‘completo’.

Perché il tradimento non è mai segnale di felicità

Tratti narcisistici, vili, bugiardi, immaturi? Concordo con te che la mancanza di un livello di maturazione (che preferisco a ‘maturità’) adeguato, comporti molte difficoltà nel vivere i rapporti con gli altri usando rispetto, amore, comprensione (che si possono usare anche quando si comprende di non vivere più, all’interno di una certa relazione, nel modo giusto). ‘Bugiardi’, va da sé, che chi nasconde qualcosa non sia sincero. ‘Vili’, qua di nuovo si apre un’altra porta: una cosa è la valutazione esterna, una quella che la persona ha dentro di sé. Il traditore che nasconde il tradimento può trovare in sé tante giustificazioni, anche quella di proteggere il partner ufficiale che, in qualche modo, continua ad amare, perciò sicuramente non si percepisce come ‘vile’.

Sui tratti narcisistici, si apre addirittura un universo. Ritengo che oggi troppo spesso si usino categorie per definire comportamenti che sono, semplicemente, segno di immaturità emozionale, di difficoltà di comunicazione intrapersonale ed interpersonale, di sofferenza interiore. Non occorre avere tratti narcisistici per non avere autostima, o averne troppa, non affrontare con coraggio i problemi, o avere un ‘brutto’ carattere. Basta essere una persona che non è consapevole degli aspetti di se stessa che potrebbe migliorare per stare davvero bene nei suoi panni.

Il tradimento è segno di sofferenza. Capire la sofferenza significa non aver bisogno di tradire

E, invece, sì, a volte, anche la persona con tratti opposti, sincera, coraggiosa, altruista può, per motivi che riguardano la sua vita, concepire il tradimento. Perché la consapevolezza e la maturità emozionale non sono strade lineari. In ogni caso, il tradimento, come ogni altra scelta che implichi il non pieno rispetto dell’altro e di sé, la non piena consapevolezza di se stessi, la fondamentale responsabilità delle proprie scelte, e la determinazione di orientarsi verso scelte di valore che possano portare bene nella propria vita e nel proprio ambiente, concordo con te, non portano certo a soluzioni buone.

Sulla questione abuso qua non posso approfondire… è un abuso – qui, intendo, ‘cattivo uso’ – anche il partner che rimane per tutta la vita nella coppia, pur mostrando disistima e aggressività, nel vivere quotidiano, alla persona che ha al proprio fianco, senza mai tradire. Ma, in fondo, ‘tradisce’ anche lui quell’idea di amore vero, e di vita bella, in cui avrebbe potuto credere, e che avrebbe potuto cercare di coltivare. È un cattivo uso della propria vita, delle proprie possibilità, tutto quello che non è orientato verso la realizzazione di una vita equilibrata, in armonia con se stessi ed il proprio ambiente. La questione è ampia, e penso che tornerò a trattarla in un podcast. Ti ringrazio per il tempo che dedichi a queste riflessioni”. E, detto fatto, eccomi qui.

Lei mi ama, ma penso ad un’altra: ho qualcosa che non va?

Continuiamo con un altro messaggio che ho ricevuto, di Geppo: “Ciao Annarosa. Non mi capisco, non mi capisco proprio. Ho vicino una donna meravigliosa che mi ama e mi riempie di attenzioni, ma non riesco a togliermi dalla testa una donna che mi ha tradito e maltrattato ripetutamente. Cosa c’è in me che non va?”.

A Geppo ho risposto così: “Se segui il podcast da abbastanza tempo, saprai che non sono una fan delle risposte generalizzanti. Le persone sono complesse, e nel cuore ci sono tante strade. Non credo che la domanda ‘cosa c’è in me che non va’ sia la domanda giusta, anche perché parto sempre dal presupposto che ci siano motivi validi, per la persona, dietro ogni scelta, anche quelle meno positive, che si tratti di pensieri o di azioni. Altre domande potrebbero essere più utili: che realtà vuoi creare, cosa vuoi lasciare e cosa vuoi tenere, da dove arrivano alcuni bisogni e come puoi rafforzare quelli che portano bene alla tua vita… c’è sempre un modo per capirsi, e poi scegliere. Che non vuol dire cambiare – necessariamente – le scelte, ma essere consapevoli e comprenderne bene le motivazioni, e poi agire, in base a quello che si sceglie di essere e creare. E qua mi fermo. In ogni caso, se poi un giorno volessi esplorare questa dimensione, attraverso il mio lavoro, sai dove trovarmi. Grazie per aver condiviso questa tua riflessione”.

Dalla tentazione di tradire alla crisi di coppia

Stesso giorno, ricevo questa e-mail, da Medina, oggetto: “Tradimento”: “Sto attraversando un periodo difficile con il mio compagno, ho conosciuto un altro uomo ed improvvisamente mi sono resa conto che la mia storia che credevo ‘normale’ ha diverse lacune che ignoravo e che preferivo non vedere. Abbiamo un figlio adolescente e mi sono resa conto che per tutti questi anni sono rimasta per lui quando avrei forse dovuto andarmene. Ora mi sento con questo uomo di nascosto, non è successo niente fra noi a parte un bacio ma lui è molto coinvolto da me e desidera vedermi. Io non so come comportarmi, ho paura di un eventuale incontro. Nel frattempo mi sto curando per una depressione che mi è sopraggiunta da quando vado da un professionista e piano piano abbiamo tirato fuori diverse cose prima fra tutte la messa in discussione del mio rapporto con il mio compagno. Non so cosa fare, il professionista mi dice che devo aspettare e non prendere decisioni avventate per il momento ma io sono molto confusa e non riesco più ad essere serena come credevo di essere”.

E questa è la mia risposta per Medina: “Buonasera Medina. Posso comprendere quanto la situazione sia complessa, e delicata. Non è mia abitudine dare consigli, o esprimere riflessioni, su questioni che non conosco davvero. Hai scelto un professionista che ti segue, sta a te valutare se, e come, il suo approccio sia adatto alla tua situazione, le sue soluzioni, in sintonia con ciò che senti dentro di te.

Le strade per la vera felicità (anche nella coppia)

Come riflessione generale, posso dirti che situazioni come quella che mi descrivi non nascono in un giorno, e l’incontro con una persona nuova, non è, nella maggior parte dei casi, la vera causa del senso di disagio o delle difficoltà nella relazione di coppia. Le cause sono altrove, spesso nella storia personale, nelle aspirazioni, nel tempo che passa e cambia le persone, e i loro sogni. Ogni soluzione, per ogni problema della vita, che si tratti di risolvere una situazione di crisi o di migliorare una situazione invece positiva, trova le sue migliori risposte nella comprensione di se stessi, delle proprie istanze interiori, dal leggere gli eventi come messaggi, che possono dare indicazioni. Da lì, nascono le possibilità di scelta, in armonia con il rafforzamento del proprio equilibrio interiore. Quindi, in un certo qual senso, concordo con il fatto che, quando una persona non vede le cose con chiarezza, potrebbe non prendere le decisioni migliori. Ma so anche che cercare di coltivare questa chiarezza, è possibile. Qui però si entra in una diversa dimensione. Ogni professionista segue la propria scuola ed i propri studi, ogni metodo, ha la propria specificità.

Se la strada che stai seguendo ti pare giusta per te, allora, continua, le risposte arriveranno.

Se senti che, invece, non ti sta dando quello che vorresti trovare, allora potresti provare una strada diversa. Non so se mi hai scritto soltanto per condividere i tuoi pensieri, o anche perché vuoi sapere qualcosa del mio lavoro, di come potrebbe esserti utile. In ogni caso, se hai domande da farmi, in tal senso, potremmo fissare un appuntamento telefonico. Rispondo sempre molto volentieri, ad ogni domanda, che, per iscritto, non è possibile affrontare compiutamente.

Posso concludere con questa riflessione: imparare a riconoscere se stessi, ad amarsi, è fondamentale anche per non giudicarsi. Ci sono scelte nella vita che le persone fanno con convincimento, come vivere il proprio matrimonio a fianco del proprio partner. Scelte che hanno sempre ragioni buone. Se oggi le tue motivazioni sono cambiate, allora è da lì che devi partire. Avendo ben cura però del fatto che la prima, vera motivazione parte da te, e non dalle aspettative di un’altra persona, sia questa il tuo compagno o l’uomo da poco conosciuto. Essere padroni della propria vita significa fare le proprie scelte per creare una vita migliore, non in base ad altri, ma in base al riconoscimento del proprio valore, e delle proprie più autentiche istanze interiori. Ti auguro di trovare le risposte che cerchi”.

La verità sul tradimento: se tradisci te stesso, perdi di vista la via

Allora, qual è la verità sul tradimento? Ti dico qual è la verità che conosco io, e che ben si intuisce anche da queste storie di vita, che anche il modo di pensare, ci racconta la vita che la persona vive dentro se stessa. La verità è che le persone cercano sempre qualcosa, nella loro vita. Avvertono un anelito, un desiderio a volte evidente, a volte, sommerso, verso uno stare bene, una completezza, una felicità che sia essere, felici, creare, felicità, dare, felicità. È la realizzazione personale, è diventare la persona che sei nato per essere, è realizzare la persona che scegli di creare. Ogni persona ha questa ricerca in sé, questa spinta.

E, intanto, vive, incontra la famiglia, gli amici, l’ambiente, ama, cresce, studia, lavora, crea relazioni, ama, soffre, spera, ha paura, odia, fugge o attacca… la vita è fatta di vita, e quello che c’è dentro la tua, lo sai solo tu. Nella ricerca di questo realizzarsi che è anche dare un senso profondo alla tua esistenza, vivere in una dimensione di felicità che è, prima di ogni cosa, consapevolezza ed armonia interiore, le persone si distraggono, perdono la via, oppure credono di averla trovata, fuori, in una persona, in un amore. È lì, che nasce ogni tradimento: quando tradisci te stesso, il tuo potenziale, le tue possibilità, e cerchi altrove, altrove fuori di te, quel senso di completezza. Così, non trovando fuori ciò che cerchi, ecco che inizi a guardarti intorno. Quello che hai non è sufficiente. Il tradimento è un modo per cercare e per fuggire, per evitare, sì, ma a volte, anche per sopportare e non fuggire, ma rimanere. Non cambiare. Dov’è c’è infelicità, ci sono persone non felici.

Essere completo: portare a compimento la tua realizzazione (perché il tradimento non aggiunge ciò che manca)

Qua si parla dell’amore nella relazione di coppia, ma nella mia vita, nel mio lavoro, ho incontrato persone altrettanto infelici a causa del rapporto con i propri genitori, con la propria famiglia, con se stessi, con i condizionamenti, con la società. Questo è il punto: riconoscere che dall’equilibrio nasce equilibrio, dalla felicità nasce felicità, e scegliere che vuoi coltivare il tuo equilibrio. Non farti trascinare, scegliere.

Perché quello che Medina, e Geppo, mi hanno scritto (ho scelto due messaggi, di decine e decine che ricevo, costantemente) è che sono in confusione, non trovano corrispondenza tra il loro essere e le loro scelte, o ciò che provano, che pensano, e pensano che sia ciò che sono. Ma ciò che sei, viene prima, e determina tutto il resto. È da lì, che devi partire. Perché non ci sono scelte giuste o sbagliate a priori: ci sono le scelte giuste per la tua vita, e per qualcuno la scelta giusta è coltivare il proprio bene, e ritrovare il proprio essere un partner migliore, per qualcun altro, invece, essere il miglior essere umano che può, ma capire che quell’amore va lasciato andare. Quando comprendi la verità che sta dietro al tradimento, allora puoi iniziare a cambiare, consapevolmente, scegliendo tu cosa, e come. Dalla completezza in te deriva la completezza nella vita e nella coppia, non il contrario. Se pensi che sia il contrario, hai posto il governo della tua vita fuori di te. Ma in ogni momento puoi riprenderlo e trovare le risposte giuste. E qua mi fermo, come ho scritto a Geppo, se poi un giorno volessi esplorare questa dimensione, attraverso il mio lavoro, sai dove trovarmi. Essere completo è un bellissimo obiettivo.

Nel mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Scrivimi, puoi fissare un appuntamento telefonico per dirmi cosa vuoi portare nella tua vita, e insieme troveremo la strada migliore per te, perché tu possa realizzare con pienezza la tua esistenza.

Dedico alla piena realizzazione nella vita anche questo podcast, trovi Comunicare per essere® su tutte le app per musica e podcast, e puoi seguirlo dal mio blog, dove pubblico le nuove puntate ed anche le trascrizioni dei testi, da leggere, e con il motore di ricerca interno puoi approfondire quanto vuoi. Iscriviti al mio canale YouTube, se non lo hai fatto, ed alla mia pagina Facebook, e attiva le notifiche, e commenta, se ti va. Mi trovi su tutti i principali social.

Per salutarti, pensieri sul tradire e sull’essenza della vita, e musica, che le buone ispirazioni sono sempre d’aiuto. Erich Fromm: “Solo chi è leale con se stesso può esserlo con gli altri”. Fritz Kunkel: “Essere maturi significa affrontare, e non evadere, ogni nuova crisi che arriva”. Arthur Schnitzler: “Alcuni sono soliti giustificare il distacco da un amico, da un’amante, da un impegno assunto, con il comandamento della fedeltà verso se stessi; e questo, spesso, rappresenta soltanto la maniera più comoda e più ignobile di autoilludersi. Quanti conoscono infatti le leggi della propria evoluzione personale così bene da poter decidere se insieme all’infedeltà verso qualcuno o qualcosa non abbiano commesso la peggiore verso se stessi?”. L’ultimo è un proverbio: “Il tradimento e l’inganno non arricchiscono”.

Il brano che ho scelto è: “I’m inspired”. Questo puoi essere, la tua migliore ispirazione. La tua ispirazione più grande. Abbi cura di te. E non tradire mai la tua fiducia. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata.

“Quando comprendi la verità che sta dietro al tradimento, allora puoi iniziare a cambiare, consapevolmente, scegliendo tu cosa, e come. Dalla completezza in te deriva la completezza nella vita e nella coppia, non il contrario”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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