La stima degli altri

Ottenere la stima degli altri è per molte persone un obiettivo fondamentale. Rientra nel sentirsi amati, riconosciuti, apprezzati. Eppure, l’attitudine a stimare un altro essere umano è molto meno praticata di quanto si pensi. Intendo, una stima autentica, non basata sui propri criteri personali, sulle proprie visioni di vita, ma sul valore della persona che si ha di fronte. In questo senso, la stima degli altri è un grande pericolo, soprattutto per chi la cerca per avere conferma della propria, soprattutto per chi la cerca perché non riesce a trovarla in sé. Così, se una persona importante della tua vita non mostra verso di te la stima che è parte integrante di un modo giusto e maturo di amare, non dovresti preoccuparti tanto dell’altrui stima, quanto della tua. Ed imparare a vedere e coltivare il tuo valore, per quell’unica stima che davvero può aiutarti a cambiare la vita, cioè quella che tu stesso puoi avere per te. In questo modo, la stima degli altri non cambierà la tua percezione del tuo valore, né la qualità dei tuoi pensieri. Che la costruzione di una vita bella parte proprio dallo scegliere un modo bello di essere, e di vivere. Che include, anche, coltivare la capacità di avere stima di ciò che gli altri sono, del loro impegno, della fiducia che hai nel loro poter essere migliori.
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Perché non è la stima degli altri che costruisce la stima di te

Iniziamo, intanto, dal significato di stima, che passa dalla valutazione di un bene, quindi, del valore economico e monetario di qualcosa (che è comunque sempre approssimata, per eccesso o per difetto), a quella di un essere umano. La stima, in questo caso, cito dal dizionario Treccani, è: “Alta considerazione, opinione favorevole o comunque positiva che si ha di altri, delle loro qualità e capacità”. Si può avere poca o nessuna stima, molta o grande stima. La stima la si può perdere e riacquistare. Si possono ricevere, e dare, attestazioni di stima. Oppure, ricevere e dare attestazioni di disistima.

Ti chiedo: la stima, quando si parla di essere umani, di relazioni, di rapporti, di affetti, è sempre correttamente assegnata? Dipende davvero dal valore della persona verso cui è indirizzata, o, molto di più, dal modo di vedere la realtà che ha la persona che la esprime? Questa domanda, o meglio, la risposta, è cruciale. Diamo come assunto di base che tu, io, tutti noi, sappiamo avere stima delle cose buone. Stima meritata. Poi, mettiamoci a pensare ad altri esseri umani che vivono la loro vita, magari secondo modi di vedere diversi, in tutto o in parte dai nostri. Una di queste persone può entrare a far parte della tua vita. Tu potresti essere una persona molto estroversa, ed iniziare ad avere una relazione con una persona molto introversa. Capita. Potresti essere una persona orientata al successo professionale, ed avere al tuo fianco una persona che crede che il successo sia stare bene nella propria vita, con chi ami, e che il successo professionale non sia al centro dei suoi obiettivi.

Perché la disistima fa male alle relazioni e all’amore

Questi esempi sono presi da storie, sono persone con cui lavoro. Storie vere, nomi di fantasia. Giamaica è molto estroversa, parla tanto, dice tutto, quello che pensa, ritiene che non sia importante – o meglio, riteneva, prima di decidere che voleva comunicare per essere, creando relazioni e realtà diverse, nella sua vita, più belle, più piene, per lei e per chi amava. Giamaica era abituata ad esprimere il suo pensiero in modo diretto, così diceva, ma se aggiungessimo in modo critico, sgarbato, tranciante, diremmo delle verità. Ha avuto una relazione durata alcuni anni con Ivano, ancora dura, ma questo te lo racconterò dopo. Introverso, molto portato a pensare, poco propenso a parlare. A parlare in certi momenti, in certe situazioni, allora sì. Ivano parlava quando pensava che fosse giusto, e gli piaceva dire cose che potessero essere comprese senza ferire, e gli piaceva comprendere, senza giudicare.

La relazione tra Giamaica ed Ivano ha avuto un momento di grande crisi, che derivava dal fatto che quotidianamente lei gli esprimeva la sua non-stima. Tutti i giorni: un problema sul lavoro? Tu stai sempre zitto, non ti fai rispettare. Un problema con i suoi familiari? È colpa tua, ti fai mettere sempre i piedi in testa. Non ho stima di te, ti comporti come un debole. L’altro esempio riguarda la relazione tra Verde e Blu. Verde, orientato al massimo successo professionale, Blu orientato al massimo benessere personale. Il successo di Blu includeva anche il successo nel lavoro, ma senza per questo rinunciare al proprio tempo di vita. Il successo di Verde riteneva che tutto quello che non fosse orientato a guadagnare di più, avere un ruolo sociale di prestigio, valesse meno. Per proprietà transitiva, perciò, Verde pensava che Blu valesse meno, di lui e del suo modo di pensare. Che Verde non stimava, etichettandolo come segno di predestinazione all’inettitudine.

Imparare a restare se stessi

Ho ancora un altro esempio. Quando frequentavo l’Università un docente, dopo un esame durato 75 minuti, molto brillante, come ebbe modo di dirmi il suo assistente che mi seguì nel corridoio per scusarsi, un docente di una branca della filosofia davvero affascinante, mi diede il voto di 28 proprio perché non poteva darmi di meno, in quanto non aveva nessuna stima degli studenti lavoratori. Riteneva che lo studente universitario che lavorasse lo offendesse e fosse pessimo. Quindi, in quei settantacinque minuti, non cercava di fare una valutazione del merito e dell’impegno, ma di mettermi in difficoltà. Da lì, le scuse del suo assistente, nel corridoio. Un’ingiustizia è un’ingiustizia.

Non ha influito sulla mia media, ma sempre quel punto di vista non era giusto. Era una critica, una categorizzazione, una mancanza di reale comprensione, e, soprattutto, di percezione e visione dell’essere umano, unico, che ogni volta il docente aveva di fronte. Io non ero “tutti gli studenti lavoratori”, io, ero io, con la mia storia, la mia fatica, che ho anche frequentato tante materie, e voleva dire viaggiare avanti e indietro tra Roma e la città dove vivevo per trecento chilometri, in treno, lavorando tutti i giorni. Qualche materia, quelle in cui nei libri c’era tutto, se potevo, non la frequentavo.

Il valore dell’impegno (che costruisce la stima)

Ora, riparto da Giamaica, Verde, e il prof. Vittorio. La loro disistima era fondata sul loro modo di vedere la realtà, soggettiva, del tutto soggettiva. Perché Ivano era un uomo corretto e forte, rispettoso di se stesso e degli altri. Era Giamaica, che non aveva ancora imparato a relazionarsi con gli altri rispettandone il valore, Giamaica che usava il suo metro per giudicare chi era diverso. Verde che aveva una storia familiare di abbandoni e tradimenti, era andato oltre rinunciando a quella speranza e a quella possibilità. E, in qualche modo, il suo passato stava condizionando il suo futuro. Futuro che poi, grazie a Blu, ha potuto cambiare. Perché sì, è possibile, dedicarsi al lavoro ed avere anche una vita affettiva soddisfacente. E sì, è possibile essere estroversi con amore, osservare chi è diverso, con amore, riconoscere la differenza come ricchezza.

Per quanto riguarda il mio professore credo che avesse dei motivi validi, ma nel suo caso, quell’espressione di non stima non era per niente azzeccata. Non solo ero una persona che si dedicava con grande passione e impegno al proprio lavoro, ma facevo lo stesso anche per lo studio. Mai, ho usufruito di un’agevolazione perché lavoravo. È stato un bell’impegno, per tutti quegli anni, lavorare e studiare, essere presente nella mia famiglia e sostenere gli esami. Richiedeva autodisciplina, volontà, organizzazione e un po’ di sacrificio.

Sacrificio: saperti impegnare per ciò che conta per te

Sacrificio è una parola che non uso molto volentieri, per la connotazione generalizzata un po’ negativa che spesso ha. In realtà, “sacrificio” deriva dal latino: sacrificare, composto da “sacrum” azione sacra e “-ficium” per fare. Perciò la componente del “sacro” è insita nella parola, e non indica dedizione sofferta, o dolore: indica onore, cura. Quando decidi di smettere di fumare per la tua salute, è un sacrificio elevato alla tua salute, un grande valore. Quanto porti un fiore ad una persona che ami, il sacrificio del fiore è un segno di amore. Il mio sacrificio era dedicato a me stessa, ai miei obiettivi, ai miei studi, alla mia famiglia, alla persona che ero. Tutto è sacro, nel valore della vita.

E qua è dove volevo arrivare: per molte persone ottenere la stima degli altri è tanto, per alcune, è tutto. E percepire di non avere la stima di qualcuno, un amico, un collega, il tuo partner, ti fa precipitare, ti pare di non valere. Cominci a dubitare di te stesso. E questo accade più facilmente, se la tua stima di te stesso è debole. Ma, amico mio, quel professore non mi ha mica fatto dubitare del mio impegno, e della mia dedizione, non ho mica creduto di non meritare la sua stima perché lavoravo. Lui era libero di non darmela, ma io sapevo distinguere ciò che valeva da ciò che non valeva. Eppure, tanti studenti soffrono, si abbattono, rinunciano proprio a causa della mancanza di stima che percepiscono nelle figure di riferimento come i loro insegnanti, per non parlare dei genitori.

Coltivare la stima per te e per gli altri: perché è importante

Giamaica non voleva perdere Ivano, e quando ha capito che lo stava perdendo, si è fermata, ha iniziato a pensare a cosa davvero volevo dirgli, a che tipo di relazioni voleva creare. E così, quella sua energia estroversa è diventata un’energia capace di portare cura nella vita degli altri, le parole dette con più attenzione, e con più amore. Per Verde ed Blu la situazione è stata diversa. Si sono lasciati. E poi, circa dieci anni dopo, ritrovati. Blu, molto più sicuro di se stesso, convinto ancor di più della sua visione di vita. E Verde, disposto ad ascoltare ed imparare.

Non dovresti mai dipendere dalla stima che qualcun altro ha di te: se una persona importante della tua vita non mostra verso di te la stima che è parte integrante di un modo giusto e maturo di amare, l’unica stima di cui devi preoccuparti, è la tua. Perché non ci sono scuse: amare, nel modo giusto, significa anche comunicare l’amore, e questo non include né le offese né i giudizi mossi dai pregiudizi. Quello che ti occorre, è imparare a vedere e coltivare il tuo valore, per quell’unica stima che davvero può aiutarti a cambiare la vita, cioè quella che tu stesso puoi avere per te. Solo in questo modo, la stima degli altri non cambierà la tua percezione del tuo valore, né la qualità dei tuoi pensieri. Perché la costruzione di una vita bella parte proprio dallo scegliere un modo bello di essere, e di vivere. Che include, anche, coltivare la capacità di avere stima di ciò che gli altri sono, del loro impegno, della fiducia che hai nel loro poter essere migliori.

Il valore della vita (che è anche il tuo)

Ti dico il mio punto di vista: io ho sempre stima della persona che ho di fronte, perché la stima non è legata ai risultati, né ai miei giudizi, è legata al valore intimo ed intrinseco, che ogni essere umano ha, prezioso e bellissimo. Come potrei aiutare le persone se non avessi stima, profonda, di ognuno di loro?  Sono andata nel mio dizionario dei sinonimi preferiti, per trovare le parole che meglio corrispondono alla stima di cui ti sto parlando: fiducia, valore, possibilità. Perciò non pensare alla stima degli altri, abbi cura della tua. E coltiva questa stima per gli altri, perché solo se dai fiducia alla tua vita, potrai creare una vita che ti ricambia.

E se vuoi allenare e rafforzare la tua stima, in te stesso e negli altri, e vuoi farlo con me, sapere come, cosa possiamo fare, sono a tua disposizione per rispondere ad ogni tua domanda. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, parliamone, ed iniziare a ricordare che ogni sacrificio che fai è in onore di ciò che è sacro nella tua vita, che è poi il valore stesso dell’esistenza.

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Per salutarti, quattro aforismi sulla stima, prima del brano musicale. Siracide, Antico Testamento: “Con modestia glorifica l’anima tua e rendile onore secondo che merita. Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé? Chi stimerà uno che si disprezza?”. Nathaniel Branden: “Avere un’alta stima di sé è sentirsi serenamente adeguati alla vita”. Wayne Dyer: “Se tieni conto dell’altrui stima per sapere quanto vali, quella è, appunto, una stima altrui”. Proverbio cinese: “Chi si rispetta sa come farsi rispettare, chi si stima sa come farsi stimare”.

Il brano è quello che ho scelto per la mia sigla. Credi in te. Inizia adesso. La stima è la scelta di impegnarti per autoliberarti alla massima espressione di te, perché puoi sempre essere migliore, ogni giorno possiamo, è una bella sfida. E non lasciare mai che altri decidano per te il tuo valore. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata.

“Puoi sempre essere migliore, ogni giorno possiamo, è una bella sfida. E non lasciare mai che altri decidano per te il tuo valore”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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