La trappola della zona di comfort

Il vero comfort è qualcosa in cui stai bene, a tuo agio. Confortevole in modo vero, come una pantofola che ti calza a pennello, un letto da cui ti alzi ritemprato. Può essere “confortevole” anche il rapporto con una persona, o con te stesso. Ma quando si parla di “zona di comfort” il discorso cambia. La zona di comfort è ingannevole, può sembrarti confortevole ma non lo è. La zona di comfort è un ambiente, che puoi intendere in senso interiore e fisico, in cui ti muovi sentendoti come a tuo agio, perché lo conosci, ma può essere affatto confortevole. È il classico esempio di chi non sta bene nella propria relazione di coppia, ma ci rimane; di chi si sente frustrato nel proprio posto di lavoro, ma non lo cambia; di chi vorrebbe migliorare qualcosa di sé stesso, dalla forma fisica ai modelli di pensiero, ma intanto si tiene quelli che ha.

La zona di comfort indica un’area della tua vita in cui ti muovi senza voler pensare troppo alle preoccupazioni perché la conosci bene, ma non è detto che sia davvero confortevole. Anzi, il più delle volte non lo è. In questo podcast ti spiego come individuare la trappola della zona di comfort e come puoi iniziare ad orientarti verso la creazione di una vita che sia per te confortevole, e sicura, eppure aperta al cambiamento ed alla trasformazione evolutiva. C’è un segreto, nel significato della parola “confortevole”. Ed è partendo da quel segreto, che ti dirò, che nel momento in cui scegli la tua confortevolezza, in realtà scegli la tua forza.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

La zona di comfort e una vita confortevole: una differenza che cambia la prospettiva

Inizio proprio dal segreto. “Confortevole” deriva dal latino, verbo “confortare”, “rendere forte”, derivato di “fortis”, appunto, “forte”. “Confortare vuol dire – spiega il dizionario Treccani, che resta sempre uno dei miei preferiti -, rendere forte a sostenere una fatica, a sopportare un dolore, incoraggiare con parole affettuose e ragioni convincenti”. Vuol dire, ancora: “Esortare, incitare con parole d’incoraggiamento, a persistere”. Vuol dire: “indurre, ricreare, ristorare”. Ma c’è di più: confortare vuol dire “avvalorare, convalidare, provare vera un’affermazione o una verità, con esempi e ragioni”. Ad esempio: “confortava la sua teoria con numerose citazioni”. Quello che è confortante infonde coraggio. Come spesso dico, le parole creano la realtà interiore e manifesta, i tuoi pensieri, le tue azioni, la tua vita.

La zona di comfort indica una scelta debole, di mancanza di coraggio. Voler rendere la tua vita davvero confortevole, ed essere tu, il motore del tuo comfort, vuol dire avere un coraggio che ti porta a persistere, a cercare la verità, a convalidarla vivendola. D’altronde, in “con-fortare” c’è l’essere forte. Questa è la confortevolezza di cui mi occupo nel mio lavoro. Ma per poterla ricercare e ricreare è fondamentale uscire dalla trappola della zona di comfort, che porta con sé un’idea tanto ampia quanto generica, ed anche, ingannevole. Chi resta nella zona di comfort che non è pienamente confortevole, non sceglie di essere forte, non sceglie il proprio coraggio. Non si tratta soltanto dello scegliere di restare dove sei, di preferire ciò che conosci a ciò che non conosci, ma è qualcosa di molto più profondo. Nel mio lavoro, con i miei cari clienti, ed allievi, incontriamo spesso la trappola della loro zona di comfort.

La verità dietro la zona di comfort

Storie vere, nomi di fantasia. Per Ivana, si tratta di restare nella relazione in cui è, anche se litigi e scontri sono all’ordine del giorno. La zona di comfort dà un’illusione di sicurezza. Sono sempre andati avanti così, e se poi, di fronte alle richieste di Ivana, Stefano si tirasse indietro? Se non migliorasse? Se la relazione peggiorasse? La zona di comfort non è confortevole.

Per Ziliano, si tratta di non guardarsi intorno per vedere se ci sono possibilità di lavoro in cui sentirsi più realizzato. Ha cinquant’anni, fa quel lavoro da quando ne aveva venti, e se poi, cambiando, peggiorasse? E se non fosse in grado? Almeno lì il posto è sicuro. Sì, non si sente valorizzato, sì, deve subire ingiustizie, sì, non ha prospettive di carriera. Detto così è facile capire come la zona di comfort sia tutt’altro che confortevole.

Giulia ha tante decisioni da prendere. Alcune farebbero soffrire il suo compagno, altre, la sua famiglia. Allora meglio non prenderle. Sì, soffre lei, però chissà cosa succederebbe se decidesse di affrontare i suoi problemi, reclamando il suo diritto ad essere felice ed a cercare la sua strada anche al di là delle attese familiari.

Tre esempi, potrei fartene trecento, come tremila. La zona di comfort è una trappola che tu scegli. Ti crei illusioni e scuse, perché gli aspetti positivi, o pseudo-positivi, possano giustificare il fatto che decidi di convivere con aspetti negativi, a volte, fortemente negativi.

La zona di comfort per evitare il cambiamento (che ti serve per stare bene)

Come si distinguono? A grosse spanne, si distinguono grazie alla felicità vera, ed alla realizzazione vera. Se stai creando una vita davvero confortevole, vivendo una vita davvero confortevole, sei soddisfatto, non ti fermi mai al problema ma cerchi la soluzione, anche le persone della tua vita stanno bene. La trappola del comfort come scusa per evitare il cambiamento – che implica anche riconoscere ed accettare realtà difficili, affrontare prove sfidanti – è molto diffusa. Potrei dire, un abito mentale comune.

Trovo però che bisognerebbe cambiare il nome, modificare la teoria, per aiutare le persone a capire meglio che trappola è, la zona di comfort. Sì, è una zona in cui ti senti a tuo agio nel fare le cose che hai sempre fatto, nel vivere quello che hai sempre vissuto, ma una zona in cui c’è poca speranza, poca fiducia, c’è una forma di adattamento alla “meno peggio”. Onestamente, bisogna dire che ci sono anche zone di comfort in cui non mancano aspetti positivi, ma se rinunci a cercare la tua piena confortevolezza, in ogni caso è un limite che ti auto-imponi. Andrebbe chiamata la zona della paura della piena realizzazione.

La zona della paura di vivere pienamente. Questo è: paura, di ciò che non conosci. Di ciò che potresti perdere, di ciò che non hai, che non sei, di non avere quello che vuoi, di non sapere quello che vuoi. Di non credere in ciò che puoi. La misura viene dalla scala della felicità come espressione di equilibrio consapevole del valore del vivere.

Perché il potere di cambiare la tua vita è nelle tue mani

Puoi individuare, le tue trappole della zona di comfort, possiamo farlo tutti. Grandi, piccole. Anche non cambiare un’abitudine, mentre cambiarla potrebbe aiutarti a stare meglio, è una trappola della zona di comfort. Non mantenere aperte le tue prospettive mentali, non ampliare i modelli di pensiero. Individuata la zona di comfort, ora che conosci il segreto del vero significato di confortevole, il resto dipende dalle tue scelte. Io vedo la confortevolezza in piena azione, nei miei clienti, quelle straordinarie e carissime persone. Ricercano la verità, la riconoscono e la scelgono, la avvalorano e la convalidano con le loro azioni, i loro pensieri – dalla fiducia in se stessi, all’autostima alla scelta di meritare una piena realizzazione, che si tratti di amore, di famiglia, di lavoro. Così si infondono coraggio, e quel coraggio li rende forti.

Con-fortevole, la vera confortevolezza ti rende forte, motivato, impari ad incoraggiare te stesso, e così, anche gli altri. Il ristoro, vero, nasce dalla consapevolezza di esserti scelto, di avere scelto di essere. Esci dalla trappola, e inizia a creare quella vita confortevole che è davvero confortevole solo quando è davvero su misura per te. Anche questo rende unico il mio lavoro, diverso dagli altri, niente modelli generali, solo tu. Ti calza a pennello, come un guanto, o come la pantofola di cui ti parlavo all’inizio. Non solo: è qualcosa che tu puoi verificare e constatare, giorno per giorno

Uscire dalla zona di comfort per crearti una vita su misura

Se volessi sapere di più di ciò che hanno fatto Ivana, Ziliano, Giulia, posso dirti che la loro vita oggi è confortevole, fuori dalla zona di comfort. Se vuoi iniziare, a creare la tua vita davvero confortevole, sono qua per aiutarti. Non c’è trappola della zona di comfort che non possa essere lasciata nel proprio passato. Tu dimmi dove vuoi andare, ed io ti aiuterò a tracciare la tua strada.

Se vuoi saperne di più, del mio metodo, degli strumenti che metto a tua disposizione, scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, comunicazione valoriale, incontri dialogici per attivare ed allenare i nuovi modelli di pensiero vai nel mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, scrivimi. Ogni momento è quello giusto, per iniziare a credere nel potere della tua vita.

Ed in questo, può molto aiutarti anche il mio podcast, Comunicare per essere®, ogni settimana nuove prospettive, consigli esperienziali applicati alla vita, verità che sono in te e saprai riconoscere. Puoi seguirlo dal mio blog, ogni settimana pubblico anche le trascrizioni dei testi, così puoi leggere, se preferisci, ed iscriverti liberamente su tutte le app per musica e podcast.

Iscriviti anche al mio canale video YouTube, se ancora non lo hai fatto. Ed alla newsletter. Novità e approfondimenti ti aspettano. Mi trovi su tutti i principali social, a partire da Facebook: cerca “Annarosa Pacini” e mi troverai.

Per salutarti, qualcosa di molto confortevole, parole e musica dedicate al fondamentale ruolo delle scelte, e di quanto spesso dietro la comodità si nasconda la rinuncia. Saperlo è il primo passo per trasformarlo.  Swami Vivekananda: “La comodità non è una prova di verità. La verità è spesso lungi dall’essere comoda”. Henri Poincaré: “Dubitare di tutto o credere tutto sono due soluzioni egualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere”. Italo Svevo: “E’ un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente”. Dean Karnazes: “Lottare e soffrire: questa è l’essenza di una vita degna di essere vissuta. Se non stai spingendo al di là della tua ‘zona di comfort’, se non stai chiedendo di più a te stesso – crescendo e imparando nel cammino – stai scegliendo un’esistenza vuota. Ti stai negando un viaggio straordinario”. L’ultimo, di James Allen: “Per avere successo bisogna porsi queste quattro domande: Perché? Perché no? Perché non io? Perché non adesso?”.

Il brano che voglio dedicarti s’intitola: “True”. Vero, come le cose che esistono, quelle in cui hai fiducia, quelle che vivi. Ma sono vere anche le cose che sogni, quelle che speri, quelle che vuoi diventare. Ti auguro di scegliere la via più vera, più profonda. Che sia facile, difficile, vicina, lontana, solo una cosa fa la differenza: quanto tu scelga di vivere una vita senza trappole, solo semplice, autentica. Vera. Grazie di essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“Non c’è trappola della zona di comfort che non possa essere lasciata nel proprio passato”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

Torna in alto