La gentilezza come cura

Ci sono alcuni atteggiamenti interiori che dovresti scegliere per te stesso. “Dovresti” non come dovere, ma come diritto. Uno di questi è la gentilezza. Ci sono molte diverse visioni, legate alla gentilezza. Essere gentili vuol dire non reagire e lasciar correre? Vuol dire mantenere un atteggiamento positivo anche con chi è cattivo? Vuol dire mostrare buoni sentimenti, fare buone azioni, in nome di ideali morali e spirituali? Anche, volendo, non solo, non necessariamente. La gentilezza di cui ti parlo in questo podcast è un atteggiamento interiore di cura verso te stesso e la tua vita, è molto legata al volerti bene, da cui deriva scegliere la realtà che crei. E non dipende dai cattivi e dai buoni, da chi ti piace o non ti piace, da ciò che ti accade, e nemmeno da come stai: dipende da chi sei. O meglio, da chi scegli di essere. Così, la gentilezza come cura, è la scelta di un atteggiamento di grande forza interiore, che ti permette di navigare sulle onde della vita senza perdere la rotta, e scegliendo tu la direzione che vuoi dare alla tua esistenza.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

I significati di gentilezza

Mi è accaduto, a volte, durante il mio lavoro, tenendo un seminario, un corso, lavorando uno a uno in un incontro di coaching dialogico e comunicazione valoriale, di arrivare ad un punto in cui qualcuno, in base alla propria esperienza di vita, magari una relazione di coppia difficile, magari una situazione professionale, difficile, magari la visione di se stesso, difficile, si trovasse di fronte ad una scelta: chi essere, come comportarsi?

E pur sapendo che la gentilezza avrebbe potuto creare benessere e serenità, si poneva una domanda molto comprensibile: ma perché dovrei essere gentile con qualcuno che mi fa soffrire, che non lo è, che si comporta male, o, peggio, che non mi piace? C’è una cosa che spesso dico ai miei cari clienti, ed ai miei allievi, come a chi mi legge o mi ascolta: ognuno decide per sé, pur condividendo prospettive, situazioni e soluzioni che so che possono essere giuste, il bello della libertà è che puoi ascoltare e scegliere, cosa usare e cosa no. Perciò io posso condividere con te le mie risposte, affinché tu possa trovare, e scegliere, le tue. Partiamo dal significato di gentilezza. I significati che gentilezza ha in comunicare per essere®, in questa mia filosofia di vita evolutiva applicata alla vita reale, quelli che scelgo sono: attenzione, civiltà, soddisfazione, amore.

Qual è la forza della gentilezza

Non si tratta di una gentilezza formale, degli atteggiamenti, o delle parole. Puoi essere gentile anche se sei severo, puoi coltivare la gentilezza anche se, di fronte ad un problema, non retrocedi. L’idea che la gentilezza possa essere una forma di debolezza, o di rinuncia a far valere i propri diritti è quanto mai errata. Quella è una possibile interpretazione della gentilezza.

Non è la gentilezza di cui ti parlo: la gentilezza come attenzione implica la scelta di essere consapevole e presente, di guardare la realtà e vederla con chiarezza, anche quello che non ti piace. La gentilezza come civiltà è bellissima, è la scelta della tua umanità, di essere il meglio di te, di dare il meglio di te. Perché senza uno spirito, morale, etico, sociale, di civiltà e rispetto, tutto, soffre. Ogni essere umano soffre, anche tu. Da questa scelta, di essere gentile per te stesso, per stare bene, per sentirti forte, per non farti trascinare in atteggiamenti emotivi negativi, in pensieri di disvalore, nasce un senso di soddisfazione profondo: sapere che scegli chi sei, e lo sei, perché tu vuoi esserlo, e non cambi perché altri non lo sono.

Essere gentili, cioè usare pazienza, buona comunicazione, comprensione, abilità di mediazione, di organizzazione e di ascolto, mirare ad una buona soluzione per tutti, sempre, ti rende più forte, testimonia il tuo stare bene, un ben-essere fondato sullo stare bene nei tuoi panni, ed essere la migliore persona che puoi essere, sempre, e se gli altri non lo sono, magari, proprio questa tua scelta, un giorno, un momento, in una situazione, con una parola, potrà essere la chiave che li porterà ad iniziare ad essere più consapevoli, e, anche loro, più gentili.

Gentilezza come amore

Ma soprattutto, la gentilezza è una cura per te, che ti permette di guidare la tua vita verso la direzione che scegli, e di non perdere la rotta, anche se le acque sono tempestose. È una cura perché per essere davvero gentile, cioè creare uno stato interiore di equilibrio e serenità, e perseverare in quello stato anche affrontando le situazioni impreviste, a volte, difficili, occorre una straordinaria forza interiore. Straordinaria perché grande, ma anche ordinaria, perché è in ognuno di noi, questa possibilità.

Come ci ricorda l’ultimo significato, che appartiene a gentilezza, ed è amore. Amore inteso come cura, bene, umanità, spessore. Serve profondità, per poter amare davvero. Amare perché scegli il bene, amare perché vuoi costruire il valore. Amare perché quando sei gentile, e in equilibrio con te stesso, anche le scelte difficili non sono difficili, sono giuste: e questo tipo di atteggiamento ti aiuta a capire cosa è bene per la tua vita, e cosa no, e a non cercare all’esterno ciò che non trovi in te, ma a coltivarlo, prendendotene cura.

Perché quando crei armonia nei tuoi pensieri, nel tuo cuore, è lì che ti aiuti a stare bene, e così, porti quel bene nella tua realtà. Dovresti scegliere questa visione per te stesso, come segno di amore verso la tua vita, di attenzione verso le tue aspirazioni, di cura verso il tuo bene. In questa prospettiva, il dovere è una responsabilità ed una missione, verso la piena realizzazione del più autentico significato della tua esistenza. Sii gentile con te stesso, prima di tutto.

E se vuoi imparare ad usare questa forza straordinaria, nella tua vita, e vuoi farlo con me, con la grafologia evolutiva® il coaching dialogico e valoriale, un metodo concreto che ogni giorno potrai usare nella tua vita, visita il mio blog, Annarosapacini.com, pagina contatti, ci sono i miei recapiti, scrivimi. Leggo ogni messaggio, rispondo sempre a tutti.

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Per salutarti, aforismi dedicati alla gentilezza, e musica, che è una forma gentile di comunicazione, per lo spirito e l’ispirazione. Basilio Magno: “Un albero è conosciuto per i suoi frutti, un uomo per le sue azioni. Una buona azione non è mai perduta. Colui che semina cortesia miete amicizia, colui che pianta gentilezza raccoglie amore”. Ryōji Kaji: “Le persone che conoscono il dolore sono più disposte ad essere gentili con gli altri, e questo non è segno di debolezza”. James Dean: “Solo le persone gentili sono veramente forti”. L’ultimo, di Charles Glassman: “La gentilezza comincia con la comprensione che tutti lottiamo”.

Il brano che ho scelto per te s’intitola: “Sei tu la speranza”. E ti ho detto tutto. Ma non devi solo crederci, e avere fiducia, devi esserlo, e avere coraggio. È così che la tua speranza diventerà la tua vita. Grazie per essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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