L’amore non ha sesso

Giudicare l’amore in base all’orientamento sessuale è una forma di cecità elettiva. Una, delle tante forme di cecità che possono impedire ad un essere umano di essere se stesso pienamente, rispettando il proprio valore, ed altrettanto riconoscendo lo stesso valore e lo stesso diritto negli altri. La maggiore causa delle sofferenze, nella vita – e non solo in amore – viene dall’esterno, dai modelli culturali e sociali, familiari e relazionali, dai giudizi e dai pregiudizi, dall’idea che si debba essere in un certo modo, e che anche gli altri, debbano essere nel modo che pare giusto a te. Questo riguarda tutto, anche l’amore. Così, le persone spesso finiscono per vivere relazioni, anche tutta la vita, in cui non sono davvero felici, in quanto l’idea di amore che hanno è l’unica che riescono a vedere. Ancora più complicata è la situazione per chi ama persone che appartengono alla stessa identità di genere. Trovo riduttivo dire: “appartengono allo stesso sesso”, poiché l’identità e l’orientamento sessuale non sono che uno dei linguaggi della comunicazione umana. Che si manifestano, in certi momenti, nella comunicazione intima. Ma è importante, ricordarsi, in ogni momento, che l’amore, il vero amore, non ha sesso, e che puoi amare chi vuoi (che sia di genere maschile, femminile, non binario) coltivando l’amore giusto, e scegliendo la persona giusta, soltanto se impari a coltivare la tua unicità.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Dove c’è pregiudizi non c’è vero amore

Ho ricevuto proprio nei giorni scorsi un bellissimo messaggio, un ringraziamento, da parte di una persona che chiamerò Sandro. Sandro mi ha scritto che ascolta da tempo i miei podcast, che lo hanno aiutato ad affrontare tante prove nella sua vita. La più difficile è stata parlare della sua identità di genere, con amici e familiari, dire che è un uomo che ama altri uomini, riuscire a crearsi una vita di coppia in cui si riconosceva, una sua autonomia, e poi, perdere tutto, e dover affrontare i giudizi che erano pieni di pregiudizi. Ascoltando comunicare per essere® ha ritrovato un po’ di serenità. E vorrebbe continuare ad andare in questa direzione, anche riuscendo a comunicarsi alle persone che ama, ai familiari, agli amici importanti, facendo comprendere loro quanto, e come, non si senta davvero accettato, e, in fondo, nemmeno amato.

E così ha concluso: “cara dottoressa Annarosa, ti ringrazio tanto per le tue parole, che mi fanno sentire che anche io posso essere felice, che è giusto, che uno sbaglio non vuol dire che sono sbagliato. Però mi piacerebbe che parlassi anche degli amori gay, delle identità di genere, sono sicuro che tante persone che ti ascoltano ti ringrazierebbero, così come faccio io. Ti ho scritto perché voglio trasformare la mia vita nella vita migliore, come dici sempre tu, e voglio farlo con te. Grazie per la fiducia che hai riportato nella mia vita, ti contatterò nei prossimi giorni”.

Amore e identità di genere: amare è un linguaggio universale (per chi lo sa parlare)

Per prima cosa, caro Sandro, voglio ringraziarti per le parole bellissime che mi hai scritto. È questo, uno degli scopi che mi sono prefissa, con il mio lavoro, con il mio podcast, nella mia vita: portare fiducia e speranza, fiducia e speranza in cui io credo, come forze motrici della vita. Ho scelto come titolo di questa puntata “l’amore non ha sesso” perché voglio dire una cosa con grande chiarezza: quando parlo di sentimenti, di emozioni, di legami, di scelte, di amori giusti e amori sbagliati, non mi riferisco mai ad un modello, ad una identità di genere. Mi riferisco all’essere umano, ed al nostro essere, umani, a ciò che tutti ci accomuna. Ma se la natura di base, dell’essere umani, ci accomuna tutti, è poi l’unicità individuale che va scoperta, valorizzata e portata al mondo, e nel mondo.

Quindi, quando parlo di amore e di amori, non mi riferisco a nessun genere particolare, maschile, femminile, non binario. Amare è amare per tutti, non amare, è non amare per tutti. Soffrire, è soffrire per tutti. Vero è che esistono dei modelli, sociali e culturali, che condizionano fortemente le relazioni. Donne che vivono anni, anche tutta la vita, all’interno di relazioni in cui non sono davvero amate né rispettate, e ciò nonostante s’impegnano, per la coppia e la famiglia. Ma il tempo ti porta il suo conto, e se non hai fatto abbastanza anche per te, non potrai fingere una felicità che non c’è. Uomini che vorrebbero esprimere il loro sentire, essere più capaci di usare attenzione e sensibilità, per portare gioia nella vita, la loro, e quella di chi amano, e che invece, prigionieri di modelli oltremodo superati, rendono la loro vita difficile e complicata, ed anche quella di chi amano.

Perché l’amore non ha sesso

L’amore non ha sesso, e questo significa che all’interno di questi schemi – che sono un esempio, dei tanti, infiniti modelli di comportamento che possono condizionare l’agire umano –, dentro questi schemi si muovono tutti, qualunque sia la loro identità di genere o l’orientamento sessuale. Gay, omosessuale, trasgender, non binario, queer, eterosessuale, poco cambia: poiché ogni essere umano, dentro di sé, vive l’amore con la stessa intensità, gli stessi desideri, le stesse aspettative. Quello che cambia è l’effetto del condizionamento.

Perché Sandro ha subito due abbandoni, e due sofferenze: il primo, da parte della famiglia, e degli amici, che pur non mostrandolo apertamente, hanno sempre giudicato la sua omosessualità. Poi, il suo compagno, che lo ha tradito e lo ha lasciato per un altro uomo.  E tre sofferenze, quella legata alla sua famiglia di provenienza, alla famiglia che aveva creato con Urbano, dieci anni di vita insieme, e poi, la sua famiglia, che in qualche modo gli ha fatto capire come dal loro punto di vista, l’abbondono di Urbano fosse una diretta conseguenza della loro omosessualità. Magari, se avessi amato una donna, sarebbe andata diversamente. Una strana sentenza mascherata da pseudo-saggezza, detta da un padre che è sempre stato infedele all’interno del matrimonio.

La fiducia e la speranza: come capire se i pregiudizi ti portano via la felicità

C’è molto, nel messaggio che mi ha scritto Sandro, soprattutto, molto di utile, perché se impari ad usare la realtà nel modo giusto, troverai sempre le strade che possono portarti verso la tua vera felicità e realizzazione. Giudicare l’amore in base all’orientamento sessuale è una forma di cecità elettiva: le persone si aggrappano a ciò che conoscono per rinforzare i loro modelli di pensiero, più questi modelli sono limitati, più limitano la loro vita, è come vivere in una gabbia senza saperlo. Una delle tante forme di cecità: anche credere in se stessi, saper valorizzare le tue caratteristiche, costruire la strada della tua realizzazione, non negarti l’aspirazione al successo, sono, per tante persone, fortemente condizionate da forme di cecità.

Come fai a saperlo se accade anche a te? Semplice: se giudichi te stesso, la tua vita, la vita degli altri, in base a modelli, preconcetti e pregiudizi sociali e culturali, fossero anche familiari, che non portano felicità, valore e bene, nella tua vita e nel mondo in cui vivi, allora ti stai muovendo dentro la gabbia. I limiti che vedi sono i limiti che porti. Sandro può vivere una vita piena e felice, tanto più quanto riconosce a se stesso questo diritto. E nulla ha a che fare, la felicità in amore, con l’orientamento di genere. Io lavoro con persone che sono etero, omo, non sanno bene quale strada vogliano scegliere, oppure, proprio quella è la dimensione, la fluidità, persone che amano, vivono, soffrono, crescono o si impediscono di crescere, tutte allo stesso modo. Dando fiducia e speranza alla propria vita, oppure portandola via.

Puoi vivere l’amore giusto soltanto se coltivi la tua unicità

La comunicazione intima, l’amore fisico, è una delle espressioni della comunicazione profonda delle relazioni. Ed è una realtà nota a tutti: chi ha avuto la fortuna di essere amato davvero, e di amare davvero, chi ha conosciuto l’amore giusto, sa che anche il piacere fisico è molto di più che non il piacere fisico, è un contatto di anime, un’esperienza di condivisione.

Perciò voglio concludere con la frase che ti ho detto all’inizio: che è vitale ricordarsi, in ogni momento, che l’amore, il vero amore, non ha sesso, e che puoi amare chi vuoi (che sia di genere maschile, femminile, non binario, qualunque genere) coltivando l’amore giusto, e scegliendo la persona giusta, soltanto se impari a coltivare la tua unicità. E se soffri per la tua identità di genere, sappi che la mancanza di autostima, di fiducia in se stessi, nasce nella storia di vita, ma non riguarda il tuo vero valore. Quella è la conseguenza diretta di una scelta di fiducia e speranza: una scelta di libertà, libero di essere te stesso, di scoprirti e di costruire la vita che vuoi.

Se vuoi costruire questa vita, vuoi conoscere il mio metodo, andare in profondità con la tua crescita personale, libero dai modelli che non ti appartengono, scrivimi, costruiremo insieme la tua strada migliore. Annarosapacini.com pagina contatti.

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Per salutarti, buone ispirazioni, dedicate al buon amore. William Shakespeare: “L’amore non guarda con gli occhi ma con l’anima”. Emily Brontë, “Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa”. L’ultimo, di Giuseppe Ungaretti: “Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa”. Il brano che voglio dedicarti ha un titolo che è un augurio, un invito, e una speranza fatta di fiducia: “Believe in you”. Questo, è il primo passo, non lasciarti mai andare, credi in te, abbi cura della tua vita. Ciao, grazie per essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata.

“Se impari ad usare la realtà nel modo giusto, troverai sempre le strade che possono portarti verso la tua vera felicità e realizzazione”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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