La formula dell’amore che dura

La formula dell'amore che dura, podcast, Annarosa Pacini
La formula dell'amore che dura, Comunicare per essere® podcast, Annarosa Pacini
“Comunicare per essere®”, podcast – da ascoltare e da leggere

Ciao a tutti e ben ritrovati all’ascolto – o “alla lettura” – di “Comunicare per essere®” podcast. Comunicare per essere è un progetto che riguarda il life coaching, il counseling, la formazione per la crescita personale e oltre al canale podcast trovate anche un canale video e molte altre risorse su annarosapacini.com, dove pubblico anche i testi dei podcast, per chi preferisca la lettura all’ascolto. Per essere sempre aggiornati sulle iniziative, sulle novità, sulle date, non dimenticate di tornare a visitare questo sito.

La formula dell’amore che dura

Parliamo delle relazioni di amore durature. Perché durano, da cosa dipende, perché finiscono, soprattutto, come farle durare, o meglio, iniziamo a parlarne in questa puntata. Non esiste “la” formula magica, e questa è la premessa. L’amore che dura richiede impegno, dedizione, passione, quotidiana e costante.

L’amore ha bisogno di essere coltivato

Come una pianta, anche la pianta più bella del mondo, se non ci impegniamo per creare l’ambiente più adatto, per sostenerla, non crescerà quanto sarebbe nelle sue possibilità, si piegherà o addirittura morire. Viceversa, potrebbe crescere fino a diventare un albero centenario, di quelli che sanno sfidare i secoli. Lo stesso vale per i sentimenti, e, in questo caso, per l’amore.
L’amore ha bisogno di essere coltivato nel modo giusto. Quindi, anche se non esiste una formula “magica”, esistono delle regole, che possono essere molto d’aiuto. Anzi, direi che sono indispensabili.
Le cose che condivido con voi nei podcast non sono soltanto teorie. Attingono sì allo studio ed alla ricerca costanti che contraddistinguono il mio approccio al life coaching, al mio lavoro, che sto portando avanti da tutta la vita, ma attingono anche alla pratica, all’evidenza, ai fatti. Ovvero, si tratta di metodi e strategie che insegno e che utilizzo, e che ho visto e vedo applicare dai miei clienti con grande successo.
D’altronde, ciascuno di noi ha le proprie visioni e le proprie verità. Io non ho la pretesa né l’illusione di disporre della verità assoluta o del mezzo assoluto, però so che si tratta di una verità e di una realtà che esistono, che funzionano. Il metodo funziona, le persone evolvono, le relazioni evolvono, gli obiettivi si raggiungono, anzi, spesso si va ben oltre ciò che avremmo immaginato o auspicato. Perché una volta che mettiamo in moto il nostro Io originario e ci impegniamo per essere autentici a noi stessi, il mondo risponde. E mi piace condividere con voi tramite questi strumenti di divulgazione alcune delle strategie e dei metodi che ho individuato perché sono convinta che ciascuno di noi possa fare molto per la propria vita.

Gli ingredienti della formula “non magica” dell’amore che dura

Dunque, quali sono gli ingredienti della nostra formula “non magica”? In questa puntata, parliamo del primo.
Il primo ingrediente è l’evoluzione personale. Spesso le persone, purtroppo non consapevolmente, scelgono un partner per risolvere o dare sollievo ad un problema personale, optano per la coppia per trovare risposte a domande alle quali dovrebbero rispondere da soli. La consapevolezza è tutto. L’attivazione del pensiero profondo ci permette di essere davvero padroni della nostra vita. Quindi, potremmo scegliere anche un partner che sappiamo non essere ideale, conoscendo i pro e i contro della nostra scelta, ogni scelta, purchè consapevole, può essere giusta. Partendo dal profilo grafologico, anche per valutare l’accordo di coppia, le dinamiche, i problemi, le risorse, si arriva alla risposta giusta, che è unica, su misura, personalizzata. Non esiste una risposta giusta in senso generale. Esiste la risposta giusta per noi. Che si basa su una piena consapevolezza.
Se, invece, scegliamo un partner senza essere pienamente consapevoli delle motivazioni, già poniamo delle basi che non sono del tutto solide. Andando avanti, una relazione potrebbe evolvere. Non spontaneamente, con grande impegno da entrambe le parti, e, talvolta, raramente, si arriva ad una evoluzione personale anche attraverso l’evoluzione di coppia. Più spesso, e, devo dire, purtroppo, il non aver raggiunto la nostra piena consapevolezza si tradurrà in disequilibri all’interno della coppia.
D’altronde, Luciano Labate, uno specialista che ha fondato sullo studio delle relazioni familiari la sua ricerca, stima che appena il dieci per cento delle coppie sia “naturalmente” in grado di raggiungere il miglior equilibrio, cioè in modo spontaneo. Per gli altri, bisogna lavorarci su. E anche coppia naturalmente in equilibrio, possono decidere di voler ulteriormente far crescere la propria relazione.

Le diverse strade dell’amore, chi ci crede poco (nel partner)…

Qualche esempio per capire meglio di cosa stiamo parlando. Esempi di storie basate sulla consapevolezza e su un buon equilibrio personale, e di storie invece in cui i diversi non equilibri personali hanno prodotto ulteriori disequilibri. Vi ricordo che faccio sempre riferimento a storie vere, a casi che ho trattato. Gli esempi sono presi dalla vita reale, ma possono essere utili come casi generali, perché vi sono dinamiche che appartengono a tutte le relazioni, pur con le diverse specificità.
Primo esempio. Donna dotata di ottima capacità di mediazione, flessibile, preferisce evitare lo scontro diretto, riconosce i suoi giusti diritti ma ha difficoltà a manifestarlo apertamente. Partner poco portato alla comunicazione emozionale, piuttosto autoritario, empatia ridotta. Si sposano. Lei sa bene cosa va e cosa non va, perché ci sono situazioni che la fanno soffrire. Però, evita di dirglielo troppo apertamente, perché lui è uno che alza la voce, si arrabbia, pensa di avere sempre ragione. Non violento, solo ha quello che definiremmo un caratteraccio. Hanno una figlia. Lui applica le sue regole. E’ sempre al lavoro, poco partecipe alla vita familiare. Quando c’è, non vuole seccature. Anche il rapporto con i figli deve essere coltivato. Ancora quando era adolescente, alla figlia arrivava una sberla davanti a tutti solo perché a tavola si comportava in un modo che a lui non andava bene. Negli anni, lei ha anche pensato di lasciarlo. Però, ancora gli voleva bene, e poi ormai l’illusione era forte. Stanno ancora insieme, lei ha cercato di lavorare su se stessa per essere più serena, ha migliorato la sua comunicazione, ha imparato ad esprimere il suo vero pensiero in modo assertivo. Hanno raggiunto dei miglioramenti. Anche se adesso la figlia è una donna, il padre inizia ad avere un dialogo, è un po’ più partecipe, più disponibile con la moglie. Un po’. Nella coppia ha lavorato solo lei, per star meglio. Ma avendo il timore di scoprire quali risposte avrebbe avuto se avesse chiesto al marito di tenere conto delle sue vere esigenze, quelle che da trent’anni a questa parte lei ha sempre cercato di minimizzare. Non è felice. Almeno, oggi, grazie al lavoro che ha fatto su se stessa, è più serena. Io dico sempre che dobbiamo chiederci che tipo di amore vogliamo, che tipo di felicità cerchiamo, e poi decidere cosa siamo disposti a fare per ottenerla. Quello che conta, è trovare le risposte giuste.
Lei ha fatto una scelta, che fanno spesso molte donne ancora innamorate, sebbene non più completamente, del partner, si è accontentata di ciò che crede lui possa darle. Potrebbero avere di più? Potrebbero. Se entrambi ne fossero consapevoli. Il lavoro che lei ha fatto su se stessa nel tempo ha dato dei frutti, potrebbe darne altri, e la situazione potrebbe evolvere. Non per caso, solo per scelta. Perciò dipende da noi quanto e come può crescere il nostro amore, la nostra coppia. Sta a noi chiederci quale sia la felicità cui aspiriamo, e trovare le risposte. E decidere se e quanto vogliamo “accontentarci”.

… e chi ci crede davvero

Secondo esempio. Passiamo alla coppia in cui, invece, entrambi i partner hanno lavorato sulla propria evoluzione personale, e sulla consapevolezza.
Entrambi venivano da due relazioni con persone che avevano amato, ma accanto alle quali non erano più felici. Lui aveva comunque un rapporto con la sua ex, mentre lei era in grande e perenne conflitto. Lui voleva un rapporto di amore in cui essere se stesso. Si era impegnato molto per lavorare sulla sua consapevolezza. E sin dall’inizio ha cercato di essere autentico, con un dialogo pieno e profondo. Lei, all’inizio, era un po’ titubante, provenendo da una relazione in cui non esisteva il dialogo profondo, ma un dialogo ordinario, superficiale, dove invece di esprimere ciò che si prova davvero si usa una “frecciatina”, si tiene tutto dentro e poi ci si arrabbia per un nonnulla, si reprimono i nostri veri sentimenti o li si esprimono in modo non assertivo, non costruttivo. Ma proprio perché aveva avuto quel tipo di esperienza, era da un lato desiderosa di scoprire una dimensione nuova, e, dall’altro, assolutamente decisa a non commettere gli stessi errori. Con questa prospettiva condivisa, hanno iniziato una vita di coppia che, giorno dopo giorno, hanno coltivato, costruito con impegno. Con dialogo, con amore, con rispetto, con dedizione. Sono passati anni, si sono sposati, hanno avuto dei figli, e la loro relazione continua ad evolvere. Perché hanno focalizzato il loro equilibrio prima, ponendo le basi per una coppia solida, e non si sono mai tirati indietro quando le cose non andavano come avrebbero voluto, non le hanno nascoste, le hanno comprese, espresse, chiarite.

La comunicazione è tutto, anche nell’amore

La comunicazione è tutto, anche nell’amore.
Equilibrio individuale, equilibrio di coppia. Evoluzione personale, evoluzione di coppia. Se qualcosa nella vostra coppia non funziona, non pensiate che dipenda solo dal vostro o dalla vostra partner. La coppia è una diade, ci sono due elementi in costante interazione, per un buon equilibrio del tutto serve un buon equilibrio delle parti.
Se ci pensate bene, è una regola semplice, ragionevole. Un ingrediente non magico. Reale. Alla portata di tutti. Basta essere noi stessi sinceramente, farci conoscere, comunicarlo all’esterno. Non reprimete la vostra natura autentica, le vostre emozioni. Siate voi stessi e permettete al vostro partner di essere se stesso. Seconda regola. Ne parleremo nella prossima puntata.
Per questa puntata è tutto, vi ricordo che potete seguirmi oltre che su questo sito anche sul social che preferite.
Se vi interessa approfondire in che modo è possibile lavorare su se stessi per raggiungere questi obiettivi, contattatemi.
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