Il rispetto reciproco

Il rispetto reciproco è qualcosa di fondamentale per ogni tipo di relazione. Non si inventa, se non c’è. Ma se non rispetti l’altro, vuol dire che, profondamente, non rispetti neanche te stesso. Perché nessuna relazione può essere davvero una buona relazione senza che via sia la volontà, e la capacità, di ascoltare quanto di richiedere ascolto, di supportare quanto di richiedere supporto, di pazientare, quanto di richiedere pazienza. Il vero rispetto reciproco è alla base di ogni relazione in cui la comunicazione permette di amarsi di più, di migliorare, di più, di crescere, nei propri panni e nella propria vita, ma anche nel modo di interagire con gli altri. Non c’è possibilità di arrivare a creare relazioni davvero autentiche ed evolutive senza scegliere di dare il rispetto che si pretende. Perché il rispetto reciproco non è qualcosa che pretendi, è qualcosa che crei. Così, quando in un rapporto umano, che sia una relazione affettiva, professionale o familiare, ti pare che il rispetto che desideri non ci sia, la prima domanda che devi farti è quanto vero rispetto metti in gioco tu.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Il rispetto reciproco e la qualità delle relazioni

Il rispetto reciproco è fondamentale in ogni tipo di relazione, se vuoi che sia positiva, produttiva e armoniosa. Significa scegliere di comprendere l’altro per ciò che è, altro da te, nella sua unicità, riconoscergli lo stesso valore e la stessa libertà di essere che riconosci a te stesso. Comprendere e conciliare le differenze. Imparare, dalle differenze, pur libero di scegliere quello che senti più giusto per te. Rispettare non vuol dire accettare passivamente né rinunciare alle proprie istanze. Questo tipo di rispetto è molto legato all’amore, e, una volta che lo usi in ogni relazione, anche quella che hai con te stesso, ti permetterà di trovare le strade migliori, e le parole, migliori, per risolvere ogni incomprensione. Se non riconosci il tuo valore, se non sei soddisfatto di te, di ciò che realizzi nella vita, sarà molto più difficile avere autentico rispetto per l’altro.

Per questo, se ti accade di discutere spesso con una persona importante della tua vita, di pensare che non ti rispetta, di provare sentimenti di fastidio, di dire cose fastidiose, legate a quei sentimenti di fastidio, che provocano risposte egualmente conflittuali nell’altro, allora prova a chiederti cos’è che davvero ti disturba, cosa davvero vuoi. Che la causa esterna, cioè la persona o l’evento che muove la tua reazione interiore, e quindi, tutto il resto, azioni e parole, non è mai la causa fondante primaria, ma solo quella scatenante. E se anche la persona con cui discuti, non rispondesse, quello non significa che sia d’accordo. Spesso, persone dotate di più autocontrollo possono scegliere di non rispondere sempre, quindi, di cercare di non perdere il rispetto di sé e dell’altro, ma questo non significa che siano felici di essere trattate male.

Perché il vero rispetto si riconosce dai fatti (e dalle parole)

Al “trattare male” dedicherò un approfondimento, perché è importante, per coltivare buone relazioni ed usare la comunicazione in modo evolutivo, definire cosa si intenda, con questa espressione. Ma torniamo al rispetto. Storie vere, nomi di fantasia. Ugo quando torna a casa vorrebbe sempre moglie e figlie sorridenti, pronte ad ascoltarlo. Vorrebbe fare quello che piace a lui, e non ha molta voglia di cambiare idea e trovare qualcosa che piaccia a tutti. Quando una delle sue figlie, che magari ha avuto una brutta giornata a scuola, o difficoltà a fare i compiti, o solo ha bisogno di sentirsi amata, prova ad esprimere se stessa, eccolo pronto ad alzare la voce, a criticare, a dire brutte frasi.

Cos’è una brutta frase? Una frase che contiene brutte parole e brutti giudizi. È incredibile quante persone usino esprimere brutte parole, critiche, cattivi giudizi, nei confronti delle persone che dicono di amare, partner e figli, delle persone più importanti della loro vita, e le stesse parole e gli stessi giudizi mai esprimerebbero nei confronti di amici, o conoscenti, seppure questi dovessero comportarsi in modo da giustificare una reazione non rispettosa. Questo perché il concetto di rispetto non è così difficile da capire, e chi quando si arrabbia, o si innervosisce, o si infastidisce, si fa trascinare da quello che prova come se fosse l’unica verità di quel momento della relazione, e l’unica cosa da rispettare, di fatto si allontana proprio da ciò che desidera. E spesso, si mette in atto questo non rispetto proprio con le persone più vicine, in senso affettivo. Ugo discute allo stesso modo anche con la moglie. Pronto a criticare cosa fa, e cosa non fa. Dalle piccole cose a quelle grandi, dai messaggini taglienti alle parole offensive che oggi vengono usate comunemente – scritte e dette -, ma restano quello che sono: parole offensive.

Il rapporto tra pieno rispetto di sè ed autentico rispetto degli altri

Non voglio ripeterle o trascriverle, perché una serie di asterischi non renderebbe l’idea, e parolacce e concetti offensivi proprio non li uso mai, nella vita, li trovo improduttivi e molto dannosi. Posso dirti che Ugo aveva avuto negli ultimi anni molte delusioni, dal suo ambito professionale, e l’idea che aveva di se stesso come uomo, ne aveva risentito. Poi aveva avuto una sorta di liason, sebbene non portata a pieno compimento, con una collega. Tutto questo lo aveva indotto da un lato a pensare che fosse colpa della famiglia, quella sua difficoltà nel realizzarsi, dall’altro, a sentirsi lui, in colpa, per comportamenti in cui non si riconosceva. Da qui, la mancanza di rispetto verso se stesso che è diventata mancanza di rispetto verso la sua famiglia. Se prendi questa china, dove togli rispetto e pretendi rispetto, purtroppo rispetto non crei.

Dato che il rispetto reciproco è la base di ogni relazione umana di valore, e la reciprocità richiede impegno e volontà, più rispetto mantieni, anche nel manifestare il tuo punto di vita, le tue esigenze, più rispetto sostieni anche nel comprendere le tue, di esigenze, e ciò che ti serve per sentirti felice e realizzato, più gli altri – cioè le persone importanti che fanno parte della tua vita – potranno sostenerti, e così, tu potrai sostenere loro. Il rispetto è questione di volontà. Di capacità, perché serve impegno, e il vero rispetto non lo inventi, ha bisogno di una visione sostanziale di vera fiducia nei confronti di te stesso e dell’altro. Questo tipo di rispetto è alla base di ogni relazione in cui la comunicazione permette di amarsi di più, di migliorare, di più, di crescere, nei propri panni e nella propria vita, ma anche nel modo di interagire con gli altri.

Se non dai rispetto, non avrai rispetto

Ugo ce l’ha fatta. Ha riconquistato il rispetto di sé stesso, scelto il rispetto reciproco nella sua vita, e oggi, tutti, in quella famiglia, sono più se stessi, e più felici. Non c’è altra strada di arrivare a creare relazioni davvero autentiche ed evolutive senza scegliere di dare il rispetto che si pretende. Non teoricamente, ma in pratica: il rispetto deve trasparire dalle tue azioni come dalle tue parole. Si può protestare, con rispetto. Perorare le proprie ragioni, con rispetto. Cambiare le proprie decisioni e le proprie scelte, con rispetto. Ed anche, questo tipo di rispetto ti sosterrà quando dovessi trovarti ad affrontare momenti critici, come una relazione in cui credevi, che finisce, o un lavoro in cui non ti riconosci più.

Il rispetto reciproco di cui sto parlando è rispetto come considerazione e attenzione, come stima e riguardo, vuol dire riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità di chi ti trovi di fronte. Un rispetto che nasce dalla consapevolezza del valore, tuo e degli altri. Tuo, e degli altri. Infatti, molto spesso, chi avverte nel modo di essere di altri, o nelle altrui parole, anziché l’espressione di un sentire personale, e diverso, un giudizio, una critica, una mancanza di rispetto, e reagisce, attaccando, ad espressioni civili e rispettose del proprio pensiero, in genere è perché associa quel momento ad altri momenti della sua vita, e, prigioniero di quei modelli che lo hanno fatto soffrire, attacca per non soffrire ancora. Perché quello che prova e sente, è il “non rispetto”, anche dove il rispetto c’è. Ed ottiene il contrario: soffre chi manca di rispetto, e soffre chi non è rispettato.

Coltivare il proprio valore: così sai riconoscere, e rispettare, anche quello degli altri

Il rispetto, vero, non si incute, si esprime, e si merita. Questo è il rispetto reciproco. Se ti impegni, saprai ben averlo per te stesso, e nessuno te lo toglierà. Un altro beneficio, infatti, del rispetto reciproco, che è fondato sul rispetto di te, è che non bastano una parola, o un atteggiamento, perché tu possa dubitare del tuo valore. Perciò coltiva il tuo valore, che è poi il fondamento della fiducia in se stessi, e del rispetto della tua esistenza, come del valore di quella degli altri.

Se vuoi mettere in pratica il rispetto reciproco, magari proprio coltivandolo all’interno di una relazione conflittuale, o accrescendolo, per rendere una relazione ancora più rispondente a ciò che provi, o scegliendolo come forma sostanziale del tuo agire nel mondo, sono qua per aiutarti, a creare la strada del rispetto per la tua vita e della costruzione del profondo valore della tua esistenza. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, parliamone, puoi fissare un appuntamento telefonico, per chiedere ed approfondire quello che desideri sul mio metodo e su come può sostenere quello che più è importante per te.

Un sostegno lo trovi anche in questo podcast, Comunicare per essere®, ogni settimana nuove prospettive, ed una visione in costante progresso. Puoi seguirlo dal mio blog, dove ogni settimana pubblico gli audio e le trascrizioni dei testi, se ami leggere, ed iscriverti liberamente da ogni app per musica e podcast, Spotify, Apple Podcast, iTunes, Spreaker etc. etc. Non dimenticare di iscriverti al mio canale YouTube, dove pubblico video, e podcast, e seguimi sul tuo social preferito, a partire da Facebook. E commenta dove vuoi, leggo sempre tutto, e tutti, con grande attenzione.

Per capire quali siano le caratteristiche fondanti per riconoscere il tuo valore, puoi usare il Profilo grafologico essenziale, uno studio della tua scrittura basato sulla grafologia evolutiva che realizzo personalmente. Nel mio sito trovi una pagina dedicata con tutte le indicazioni, e puoi richiederlo in ogni momento, anche adesso.

Per salutarti, aforismi dedicati al rispetto come forma di espressione umana di grande valore, e musica, per coltivare l’ispirazione positiva che sempre è alla base di ogni rispetto. Dalai Lama: “Segui sempre le 3 ‘R’: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni”. Roberto Vecchioni: “L’amore è il rispetto intellettuale per chi hai vicino. Dobbiamo amare l’altro, non il nostro riflesso nell’altro”. Vincenzo Cannova: “Il contrario di amare è non avere rispetto”. Steve Hall: “La forma più vera di amore è come ti comporti verso qualcuno, non cosa senti per lui”. L’ultimo, di Tiziano Terzani: “Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo”.

Il brano s’intitola: “Evolution”. Perché non c’è altra strada, per il vero rispetto reciproco, che quella di crescere, e migliorarsi. Sono i nostri limiti, quelli che dobbiamo imparare a superare. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata.

“Il rispetto, vero, non si incute, si esprime, e si merita. Questo è il rispetto reciproco. Se ti impegni, saprai ben averlo per te stesso, e nessuno te lo toglierà”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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