Affrontare il dolore

Il dolore fa parte della vita, e questa constatazione non va vista come qualcosa di negativo, anzi: significa, semplicemente, che nella vita ci sono alti e bassi, cose che vanno bene, altre meno. Che iniziano, e finiscono, che cambiano, non sempre come vuoi tu. Ci sono tanti tipi, di dolore, fisico, emotivo, psicologico, dolore come perdita, o come paura, come dispiacere o come rassegnazione. Ma c’è anche un dolore come momento per crescere, un dolore come momento per capire, un dolore che, se lo usi nel modo giusto, diventa qualcos’altro. Può diventare un motore per il cambiamento, una scelta per crescere, un’occasione per determinare il corso, nuovo, della tua esistenza. “Nuovo”, perché è nuovo tutto ciò che cambia. Nuovo, perché è nuovo tutto ciò che cresce. “Nuovo” perché puoi, in ogni momento rinascere, ed è lì, che il dolore si trasforma, in cosa, anche quando non ti sembra che sia così, lo decidi tu.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Il dolore da cui impari per cambiare

Parlare del dolore non è mai facile, parlarne soprattutto in modo positivo. Iniziamo dal dolore come componente della vita. Lo impara ogni bambino, sin da piccolo, basta cadere, ed ecco, una sbucciatura, il dolore, il pianto. Un genitore si allontana, ed ecco, la paura, il dolore, la solitudine. E crescendo, tanti sono i tipi di dolore che incontriamo, alcuni, evidenti, altri, sottili. Anche non sentirsi ben integrati nel proprio ambiente, crea una forma di dolore. Non raggiungere i propri obiettivi. Non sapere bene quali siano, o pensare che stai facendo scelte non giuste per te. Anche non essere contento di come sei, o pensare che se ti trovi a vivere esperienze di infelicità, come un abbandono, una separazione, un tradimento, dipenda da te. Il dolore del non amarsi, è un dolore potente.

E poi, non dimentichiamo quelli che arrivano dal corpo fisico. Dai “doloretti”, che sono piccoli disturbi, a dolori intensi, che magari devi subire, perché per stare bene devi affrontare un percorso di cure impegnativo, e per arrivare al tuo stato migliore, il dolore, devi attraversarlo. Perciò, fuggire il dolore è uno spreco di energie, prendertela con il dolore e con te stesso, è uno spreco di energie, temere il dolore è uno spreco di energie. Le energie è molto meglio che le usi per creare la tua strada nuova, quella giusta, quella che ti permette di trasformare ogni dolore in qualcosa di produttivo e generativo.

Ti faccio degli esempi, storie vere, vita vissuta, nomi di fantasia. Esmeralda ha visto la fine del suo matrimonio non per sua volontà. Ha scoperto che suo marito era innamorato della sua migliore amica. Lo ha visto diverso, più gentile, più disponibile con lei, un uomo che non aveva mai incontrato. Ecco, il dolore. Della perdita, della delusione, del pensare di valere di meno.

Le esperienze della vita come una palestra per fortificarti

I motivi per cui Giacomo aveva lasciato Esmeralda erano molti, ma non avevano nulla a che vedere con il valore di Esmeralda. Riguardavano i loro modelli interiori, tanti anni di contrasti mai affrontati e risolti, una vita quotidiana piena di piccoli e grandi conflitti, tante parole che portavano infelicità, poche parole buone. Quel dolore ha permesso ad Esmeralda di fermarsi, di chiedersi chi era, a quel punto della vita, cosa voleva. Ha capito molto, anche che aveva avuto un ruolo, in quella situazione, nella fine del suo matrimonio, ma il modo in cui era finito, la mancanza di chiarezza e di rispetto, quello, no, era una scelta di Giacomo.

Il dolore, se lo affronti, ti permette di differenziare ciò che provi, la verità oggettiva dalle tante interpretazioni soggettive spesso influenzate da fiumi, di pensieri, sentimenti, e anche parole, che pensi e che dici, e che ti dicono, ed entrano in te, e producono effetti. È diventato, per lei, l’occasione per determinare il corso nuovo della sua esistenza. In cui non ha più lasciato andare nulla, ha imparato ad affrontare ogni situazione, a chiarire ciò che non era bene per lei. È nuovo tutto ciò che cambia, e se sei tu, a decidere come cambia, è meglio.

E mentre Esmeralda costruiva la sua vita, cambiando anche lavoro, e città, e scoprendo nuove passioni, e interessi, e diventando amica di quel dolore che non era più dolore, ma consapevolezza, serietà, speranza, Giacomo anche lui, ha capito qualcosa. Ha sentito che quello che aveva lasciato era importante, e, quando la sua nuova compagna ha iniziato a sentirsi poco felice, nel loro rapporto, non ha finto che andasse tutto bene, ha voluto capire, e l’ha lasciata andare. Perché aveva un amore che solo con un po’ di tempo e di distanza, era riuscito a riascoltare. Oggi Esmeralda e Giacomo stanno insieme di nuovo, non si sono sposati di nuovo, però. Vivono un’esperienza diversa, e sicuramente avranno i dolori e le gioie che sono in ogni vita. Ma le gioie, la consapevolezza, le scelte giuste, contano di più.

Il modo giusto di affrontare la vita: come ciò che pensi, e senti, cambia anche te

Poi, c’è il dolore della paura, della solitudine. Può arrivare da molte parti, dalla perdita del lavoro, da un cambiamento del tuo modo di essere che non si riconosce più nella vita che fai, da un problema di salute. La salute è un bene fondamentale, e la famosa frase: “te ne accorgi quando non ce l’hai più” va un po’ troppo in superficie. Tutti, siamo consapevoli dell’importanza dello stare bene. Anche chi non ci presta molta attenzione, lo sa, quando sta bene e quando non sta bene. Vogliamo parlare del rapporto non equilibrato con il cibo, o con gli alcolici, con l’uso di sostanze per cercare di stare meglio… E poi, i problemi che proprio non cerchi e non ti crei.

Michael è un uomo attivo, uno sportivo, attento a tutto, all’alimentazione, alle abitudini di vita. Una buona forma fisica. Un giorno, ha iniziato a sentire un dolore dietro la schiena, è andato avanti, e indietro, a lungo. Il dolore non lo preoccupava poi tanto, perché tra una terapia e l’altra, stava meglio. Poi il dolore si è esteso, dalla schiena, verso le gambe, la situazione è peggiorata, a volte stava bene per intere settimane, altre volte male, per intere settimane. E per far passare il dolore, be’, dipendeva dagli specialisti che consultava: chi suggeriva terapie fisiche e supporti moderni, laser, magnetismi, chi classici rimedi, antidolorifici e annessi. Solo dopo molto tempo un medico gli ha spiegato che quel tipo di dolore, quella durata, quella resistenza alle cure, in una persona con le sue buone abitudini di vita, doveva essere approfondito con esami mirati. E così è venuto fuori che aveva una malformazione congenita, una sorta di protuberanza, detto in modo semplice, che riguardava ossa e nervi, in un punto vicino alla colonna vertebrale. Al dolore, si è aggiunta la paura, e anche la rabbia, che proprio a lui fosse accaduto, a lui che stava sempre tanto attento a tutto, e poi, una seconda rabbia, che cinque, sei diversi specialisti, in due anni, non ci avessero capito niente. Questo aumentava il dolore, anche fisico, perché la mente, può molto. Può esserti di grande aiuto, nel modo in cui affronti la vita, le gioie, e i dolori, il giusto atteggiamento del pensare e del sentire.

Il dolore che avvicina, il dolore che allontana

Nel suo “nuovo”, Michael ha deciso di rinascere, e cambiare, riconoscendo il grande valore di quello che aveva fatto sino ad allora, perché, come gli hanno spiegato, se fosse stato sovrappeso, o sedentario, le sue possibilità di recupero sarebbero state ridotte. Si è detto grazie, poi, ha detto grazie alla sua perseveranza, perché non si è accontentato delle risposte finché non è arrivata quella giusta. Ed è stato proprio il dolore a guidarlo, nella ricerca di uno star bene. Nel suo nuovo ha valutato tutte le opzioni, ha scelto quella che bilanciava la qualità della vita con i minori rischi. Ed il risultato è stato molto positivo.

Oggi, sta bene, deve sempre monitorare tutto, e sempre seguire specifiche regole, ma è soddisfatto. Ricorda chiaramente il dolore che provava. E mentre viveva quella situazione, quando si è trovato a rendersi conto che il dolore lo rendeva peggiore, più cattivo, meno paziente, ha scelto che non era quello che voleva, essere più cattivo, meno paziente. Che già c’era il dolore fisico, perché crearsi dolore nelle relazioni? Ed ha permesso a chi lo amava di avvicinarsi, ha imparato a parlare davvero, anche delle sue paure e del suo dolore. E quando la sua compagna si è trovata ad affrontare una situazione familiare in cui il dolore la stava portando dentro l’angoscia e la disperazione, l’ha aiutata a restare salda, e serena, perché se davvero vuoi essere di supporto ad una persona che ami, che affronta un dolore, è importante che non diventi un dolore anche tu.

Fare pace col dolore per portare benessere nella tua vita

Spesso mi accade di lavorare con una persona, per la sua vita, la sua evoluzione umana, e che quel suo percorso nuovo diventi un regalo anche per chi, della sua vita, fa parte. Perché la vera evoluzione è strutturale, arriva da dentro di te, sei tu, il motore del tuo cambiamento, tu, a determinare ogni nuovo corso della tua esistenza. È importante fare pace con il dolore, che non vuol dire accettarlo passivamente, ma riconoscerlo, comprenderlo, e fare tutto ciò che puoi per riportare pieno equilibrio e benessere nella tua vita. Questo è un modo buono, di affrontare il dolore.  

Se vuoi ogni giorno scegliere di creare la nuova via che senti giusta per te, vuoi conoscere il mio metodo, andare in profondità, anche per affrontare il dolore, per realizzare ciò che ti sta a cuore, scrivimi. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, dimmi cosa stai cercando e scopriremo come puoi trovarlo.

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Per salutarti, aforismi sul dolore come momento di trasformazione, e musica, che l’ispirazione è sempre, anche, trasformazione. Herman Hesse: “I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci”. Raffaele Morelli: “La causa di un dolore dura solo se noi continuiamo a pensarla e a ripensarla, a crederle”. Eckhart Tolle: “La sofferenza è necessaria nella misura in cui ti fa rendere conto di ciò che non è necessario. Non sono le situazioni a farti infelice. Possono procurarti dolore fisico, ma non ti fanno infelice, i tuoi pensieri ti fanno infelice. Le tue interpretazioni, le storie che racconti a te stesso, ti fanno infelice”. Marie von Ebner-Eschenbach: “Il dolore è il gran maestro degli uomini. Sotto il suo soffio si sviluppano le anime”. L’ultimo, di Alexandre Dumas: “È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce”.

Il brano che ti dedico s’intitola: “Meraviglia”. La meraviglia, aiuta, c’è tanto di meraviglioso, nella vita, un fiore che sboccia, il sole, quando scalda la pelle, una mano che stringe la tua. Non perdere mai la meraviglia della vita, anche quando non la senti, è sempre dentro di te. Grazie di essere con me, in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“È nuovo tutto ciò che cambia, e se sei tu, a decidere come cambia, è meglio”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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