Il potere della gentilezza

Essere migliori anzichè peggiori. Aperti anzichè chiusi. Attenti anzichè distratti. Capaci di sorridere e di ascoltare, piuttosto che girarsi dall’altra parte. Scegliere di essere magnanimi, civili, sorridenti e luminosi: può essere davvero gentile solo chi, davvero, è forte.

I quattro passi fondamentali per attivare il potere della gentilezza

Quello della gentilezza è un potere, perché per esercitarlo devi essere forte. Gentilezza come predisposizione dell’animo, ricerca di dialogo, apertura verso l’altro. Gentilezza come attenta e ponderata ricerca delle soluzioni, come strumento per la messa in pratica di quello che ritieni giusto. Gentilezza verso te stesso, e verso l’altro. Fa bene alla salute, migliora l’umore, le risposte del corpo, allunga la vita. Ma, soprattutto, fa bene allo spirito, migliora le relazioni, le risposte dell’ambiente, aumenta la tua forza interiore, che è poi una delle basi fondanti della tua realizzazione.

Non parlo di una gentilezza formale, ma di una gentilezza sostanziale. E per poterla mettere in atto, hai bisogno di fare alcuni passi fondamentali nell’orientamento della qualità della tua vita, del tuo benessere e delle tue relazioni. In questo podcast ti dico quali sono, questi passi fondamentali, e come puoi metterli in atto. E perché essere gentili fa bene alla vita.

Una giornata per non dimenticare mai la gentilezza

La gentilezza è diventata qualcosa da celebrare: il 13 novembre di ogni anno si celebra proprio la “Giornata mondiale della Gentilezza”, da un’idea nata in Giappone e poi accolta in tutto il mondo. Ogni volta che nascono giornate celebrative, dedicate a stati d’animo, tipi di persone, generi di animali, situazioni, mi viene da pensare che non dovrebbe essercene bisogno. Non dovrebbe esserci bisogno di dedicare una giornata alla gentilezza, per ricordarcene l’importanza, alle donne, all’infanzia, agli anziani, a chi è nero, giallo o arcobaleno, per ricordarci che ogni vita merita lo stesso massimo rispetto. Al cane in ufficio (24 giugno), al gatto (l’8 agosto), al ghepardo (il 4 dicembre), per ricordarci che gli animali devono essere tutelati. Negli ultimi 100 anni abbiamo perso oltre il 90 per cento della popolazione dei ghepardi. La “Giornata mondiale della lotta alla desertificazione e alla siccità” si celebra il 17 giugno.

Celebrare non è la parola più adatta: userei, dedicare, e dobbiamo dedicare giornate a cose ovvie, perché l’umanità se ne sta dimenticando. Il fatto che si debba dedicare una giornata alla lotta alla desertificazione ed alla siccità da un lato vuol dire che è un problema grande, dall’altro che si cerca di richiamare un’attenzione che non c’è. E così, la giornata mondiale della gentilezza, celebra la gentilezza, per ricordarci che non ci sono soltanto intolleranza e violenza, indifferenza o lotta per il potere, ma tante altre sfumature dell’essere umano, tutte capaci di trasformare la tua vita e quella del mondo in cui vivi.

Come il potere della gentilezza trasforma il mondo in cui vivi

Quando uso questa espressione “trasformare il mondo in cui vivi”, non intendo in senso generico, come se fosse uno slogan, no, intendo, concretamente. Puoi trasformare la tua vita, e il mondo intorno a te, migliorarlo, tanto quanto migliori te stesso. Un padre sereno, equilibrato, gioioso e gentile, che torna a casa, crea un clima familiare decisamente preferibile a quello di un padre arrabbiato, scontento, concentrato solo sulle proprie esigenze. Un partner che ascolta, che sostiene, che incoraggia, rende la vita molto più bella che non uno che critica, demolisce, e pensa anche che la sua prospettiva del mondo sia l’unica giusta. Un capo che valorizza, che si mette in discussione, che impara sempre, crea un ambiente di lavoro molto più piacevole, e produttivo, che non un capo che offende i propri collaboratori, che non ascolta, che non conosce davvero il lavoro (degli altri) di cui parla ma crede di non avere nulla da imparare.

Il potere della gentilezza trasforma il mondo in cui vivi, e te per primo, concretamente.  La vera gentilezza nasce da un impulso interiore, e viene manifestata perché è giusto, perché c’è qualcosa che vuoi dare e condividere, non ha secondi fini.

Il significato della vera gentilezza

Ho ricevuto un messaggio davvero gentile, qualche giorno fa, te lo leggo: “Ciao Anna, volevo ringraziarti moltissimo per i tuoi podcast! Forse la mia situazione è leggermente diversa da quella degli altri ascoltatori. Sono scozzese e imparo l’italiano da quattro anni. Trovo i podcast molto utili per aiutarmi a capire l’italiano. Il tuo ritmo di conversazione è perfetto e la tua voce è molto facile da capire. Di solito, ascolto ogni puntata due o tre volte e poi leggo la trascrizione gratuita. Ma, non è tutto, perché mi aspetto di trovare qualche consiglio che si applica a me e alla mia vita. Grazie di nuovo, Andrew”.

La gentilezza esiste. Come Andrew ha sentito, ad un certo punto, un desiderio di esprimere gentilezza, di farmi sapere che il mio lavoro gli è utile, in tanti modi, anche diversi, da quelli più consueti, allo stesso modo è quel tipo di desiderio che mi ha portato a creare questo podcast, e per lo stesso motivo, continuo, imparo e cresco, e proseguo. La gentilezza è una forza, se ti appartiene, non la perdi mai.

Grazie Andrew per il tuo messaggio, ho tanti ascoltatori, in giro per il mondo, che, come te, pare trovino molto utile la mia dizione e la mia voce, per imparare l’italiano, e, intanto, trovano consigli utili per la propria vita. Questa è la strada, condividere prospettive che possano creare valore. Io studio le parole, perché ogni parola è molto di più del significato più noto, ed il significato giusto, va ricercato. Ho trovato più di cento sinonimi e accezioni di “gentile”, ed ho scelto quelli che ben descrivono l’atteggiamento interiore della gentilezza, almeno, nella prospettiva della filosofia pratica del vivere che è alla base del mio metodo: gentile, ovvero “magnanimo, civile, disponibile, sorridente, luminoso”.

I passi fondamentali per coltivare la gentilezza: 1) scegliere che vuoi essere gentile 2)mettere in pratica la gentilezza

La gentilezza fa bene alla salute: una ricerca realizzata dall’Università di Oxford mostra che dopo una sola settimana in cui metti in atto gesti di cortesia verso chi ti sta intorno migliorano parametri fisiologici quali pressione sanguigna, cortisolo e livelli di endorfine. Le persone che sanno esercitare il potere della gentilezza sono più longeve, il loro cervello produce sostanze che consentono di percepire meglio le cose che danno piacere e felicità, e, secondo l’Harvard Business School, le persone più gentili e generose sono anche le più felici, e si sentono più forti. La gentilezza, quindi, aumenta l’energia interiore. Per questo, fa bene allo spirito.

Quali sono i passi fondamentali per attivare, coltivare, potenziare, il “potere della gentilezza”? Primo passo, scegliere che vuoi essere gentile. Come tutti i comportamenti umani, anche la gentilezza può essere scelta. Non è necessario sentirsi gentili per vocazione: puoi scegliere di essere gentile perché vuoi creare valore nella tua vita, benessere in te stesso, stare meglio, insomma, vuoi cambiare le cose che non vanno bene.

Secondo passo, mettere in pratica la gentilezza. Non è sufficiente decidere di essere gentile (e questo vale per ogni buon proposito), se poi non attui concretamente quello che ti sei prefisso. Suggerisco sempre ai miei cari clienti, ed allievi, di iniziare da piccoli obiettivi, e questo vale anche per la gentilezza. Se c’è una persona nella tua vita con cui hai sempre avuto relazioni complicate, decidere oggi che vuoi essere gentile non ti trasformerà, domani, nel guru della gentilezza.

La vera gentilezza è sostanziale. Scegli allora di allenare la gentilezza partendo da situazioni e persone che ti coinvolgono meno: un sorriso alla persona che al bar ti serve il cappuccino, una frase gentile alla commessa alla cassa, chiedere al vicino di casa che non vedi da giorni, se sta bene, e salutarlo con un messaggio positivo e rinforzante. Man mano che metterai in atto i piccoli atteggiamenti gentili, potrai percepire la tua gentilezza, la tua gentilezza si rafforzerà, nel farlo cresceranno non solo le percezioni interiori positive ma si trasformerà anche il tuo modo di percepire la realtà che ti circonda. Il potere della gentilezza sta diventando attivo.

3) Diventa sostanzialmente gentile 4) non rinunciare mai al miglior te stesso

Terzo passo: diventa sostanzialmente gentile. Ovvero, vai oltre l’adozione di comportamenti, di strategie comunicative, radica in te stesso lo spirito della gentilezza, come scelta che ti esprime e ti rappresenta. La scelta crea i modelli di pensiero e di comportamento, i modelli di pensiero e di comportamento creano la tua realtà interiore ed esterna. Le tue azioni, le tue parole, danno un grande contributo alla tua vita. Diventa sostanzialmente gentile significa diventa sempre più consapevole che puoi essere sempre, magnanimo, civile, disponibile, sorridente, luminoso. Luminoso è l’effetto finale di tutte le scelte di buoni atteggiamenti interiori: la luminosità interiore ti rende più bello, più splendente, illumini la tua vita, perché la liberi da tante nuvole e ombre negative, ma anche quella degli altri. La persona luminosa è quella che ispira gli altri, quella che fa del bene, quella che sorride con gli occhi e con il cuore, e per questo, ti fa stare meglio. Io credo nelle persone luminose, perché ne conosco, e so anche crearle, ovvero, so aiutare le persone a tirare fuori da sé la propria luce. E vedo, la loro luce, quando lavoriamo insieme, in uno sguardo, in un sorriso, in una parola, in un messaggio di gentilezza che mi scrivono. Non perché devono, perché sentono, perché quella del potere della gentilezza è la loro strada.

La gentilezza vera è quella – e qua siamo al quarto passo per attivare il potere della gentilezza – che esprime quello che sei. In questo senso, il potere della gentilezza, come capacità di mantenere una predisposizione d’animo positiva, aperta la porta del dialogo, di cercare le soluzioni, il modo migliore per tutti di metterle in pratica, è la capacità di valorizzare ed esprimere le tue caratteristiche migliori. Il quarto passo sulla strada del potere della gentilezza vissuto ed espresso è la scelta di non rinunciare mai al miglior te stesso, ed alla possibilità di dare il tuo miglior contributo al mondo.

Questa prospettiva, cambia anche il significato delle giornate celebrative: perché ricordare qualcosa di cui conosciamo il valore, qualcosa in cui crediamo, è molto di più che non cercare di richiamare l’attenzione per qualche ora su un tema importante, e poi, metterlo da parte per 364 giorni l’anno. In questa prospettiva, ogni giorno dovremmo celebrare la gentilezza, e le donne e i bambini, e gli anziani e la lotta alla desertificazione, e il cane, e il ghepardo, e la terra. Ogni giorno è importante, ogni giorno puoi fare la differenza, ogni giorno puoi diventare più forte, coltivando il potere della gentilezza.

Coltivare la gentilezza è una scelta (e una sfida)

Se vuoi coltivare la tua gentilezza, trasformare la tua realtà, se vuoi saperne di più sul mio metodo e cosa posso fare per te, contattami, tramite il mio sito, annarosapacini.com, pagina contatti, o il social network che preferisci.

Se ti senti ispirato, e vuoi iniziare subito a sapere qualcosa di più, più richiedere direttamente dal sito il tuo Profilo Grafologico essenziale, basta che visiti la pagina dedicata su annarosapacini.com e segui le istruzioni. E se già non lo hai fatto, iscriviti al podcast e seguimi sui social, ogni giorno riflessioni, ispirazioni e motivazione perché sempre più tu possa scegliere di realizzare ciò che sei, nel modo migliore per te. E, a proposito di allenare la gentilezza, se “Comunicare per essere®” ti accompagna nella vita, lascia la tua valutazione ovunque lo ascolti. E non dimenticarti di iscriverti al mio canale video su YouTube. Attiva le notifiche ovunque, così non perderai mai nulla.

Tre aforismi sul potere della gentilezza. Charles Glassman: “La gentilezza inizia con la comprensione che tutti lottiamo”. Bob Kerrey: “La gentilezza inaspettata è l’agente più potente, meno costoso e più sottovalutato del cambiamento umano”. Il terzo, di Jack Kornfield: “Quando le parole sono sia vere che gentili, possono cambiare il nostro mondo”. Il brano s’intitola: “Beautiful dreams”. Assieme alla gentilezza, coltiva anche i sogni belli. Più speranza dai alla vita, più bellezza crei.   Ciao, grazie di essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata

“Assieme alla gentilezza, non dimenticare mai di coltivare anche la speranza”

-Annarosa Pacini

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