Perché i ricordi ti fanno migliorare (anche quelli brutti)

I ricordi hanno un’importanza fondamentale, per la tua vita. Per questo è importante ricordare, ma, soprattutto, ricercare e comprendere i ricordi, interpretarli alla luce della persona che sei oggi, e liberarti dall’influenza che i brutti ricordi possono avere sulla tua vita. Se esci fuori dal ricordo e lo guardi attraverso prospettive nuove, potrai scoprirne significati e valori completamente diversi. Perché ciò che trovi, è ciò che cerchi, e quando impari a leggere i tuoi ricordi nel modo giusto, tutto si trasforma. Il presente, il futuro, e (sorpresa) anche il passato.
(Scorrendo la pagina, puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Il potere dei ricordi (belli e brutti)

Ho scritto sul mio blog un articolo ispirato da un post di Tiziano Ferro, che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una sua foto sulla da bambino, cicciottello e con le gambe ad X, pronto ad una gara di pattinaggio, e ricordato come due mamme di “bambini concorrenti” lo avessero apostrofato in modo offensivo, pensando che non le sentisse. Soprattutto, come lui abbia vinto e sia andato avanti. Se vai sul mio blog, puoi leggerlo, lo trovi in archivio.
Quel post ha suscitato in me un po’ di malinconia. Poiché ho scelto di fare un lavoro che mi permette, tra le altre cose, di seguire le mie attitudini, e svilupparle, ed ho fatto della comunicazione uno dei baricentri della mia attività, ogni messaggio che leggo, ogni post, ogni immagine, è per me costantemente fonte di ispirazione e riflessione.

La forza dei ricordi, dall’infanzia al futuro

Il post di Tiziano Ferro mi ha riportato alla mente le tante esperienze negative che le persone vivono, durante l’infanzia, e anche dopo, e come queste lascino il segno. Le tante storie che ho ascoltato, di genitori che insultano, amici che tradiscono, insegnanti che vessano, partner che sviliscono, in cui i ricordi erano usati come motivo dello stagnamento. Cinque, dieci, venti, trenta anni dopo, quei ricordi sono sempre lì. Non tutti, in verità. In alcuni casi, io sapevo che c’erano dei ricordi importanti, che erano stati rimossi. Importanti per capire meglio se stesso e gli altri, e la direzione da dare alla propria vita, per il mio cliente.
In altri casi, c’erano ricordi positivi pronti, che spesso però rinforzavano il rimpianto dei tempi passati o la malinconia per ciò che non c’era più o non si era concretizzato, anziché sostenere il futuro. E poi, quelli negativi, in cima alla top ten dei motivi anti-cambiamento. Nel mio metodo, uso la scrittura evolutiva® ormai da decenni, per far sì che una persona possa riappropriarsi del proprio passato, e dei propri ricordi, gestirli, comprenderli, utilizzarli, nel modo migliore per lei. Il metodo è personalizzato, e segue la storia individuale, ma, in generale, è la scrittura evolutiva®, attraverso esercizi attivi mirati, cioè concretamente orientati sulle azioni da mettere in campo oggi che aiuta la focalizzazione della consapevolezza. E la consapevolezza, si sa, vuole verità. E la verità ha bisogno di avere le idee chiare. E’ così che c’entrano i ricordi. Sono l’effetto del lavoro mirato sull’accrescimento della consapevolezza personale.

La giusta interpretazione dei ricordi ti aiuta a costruire il futuro

Ho letto qualche tempo fa del possibile avvento di una terapia anti-ricordo selettiva, per eliminare i ricordi traumatici, ma, perché no, diceva l’articolo, anche tutti i ricordi che non vuoi ricordare. Peccato che quei ricordi sei tu, la tua vita, la tua storia, la tua esperienza. Sì, ti hanno segnato, se negativi, sì, ti hanno sostenuto, se positivi, ma in quanto ricordo, in senso storicamente inteso, appartengono al passato. Nel tuo mondo interiore, appartengono a te, sempre. Nel tuo mondo interiore passato, presente e futuro stanno nella stessa dimensione.
A proposito del cambio di passo, di cui ti ho parlato nell’episodio precedente, sto lavorando per trovare nuove pratiche attive da usare proprio per questa dimensione, quella interiore, e grazie a straordinari clienti-allievi, elaborando un nuovo step del mio metodo e delle mie teorie. Che, come faccio ormai da anni, condividerò anche con te. Teoria e prova concreta.
Torniamo al tema della puntata. Ricordare è importante. Ma più del ricordo, è importante il modo in cui lo leggi, come lo decodifichi, il fatto che tu sappia farlo alla luce di ciò che sei oggi, dei tuoi risultati, della tua consapevolezza. Prendiamo un ricordo. Il padre di Mario, Umberto, gli diceva sempre che era un defici…, cioè una persona che mancava di quelle qualità che lui riteneva necessarie per essere un figlio di suo gradimento. E poi, sia a scuola, che nello sport, non gli dava mai quelle soddisfazioni che agognava. Circa venti anni dopo Mario si trova in una fase di stallo, ha problemi sul lavoro e in famiglia.

Se non affronti il passato, e risolvi le cose in sospeso, t’impedisci di creare il futuro

Sul lavoro, perché pensa di non poter progredire, ed è rassegnato a sentirsi “meno” degli altri. In famiglia perché quel suo stato interiore di tensione, infelicità e stress, che ogni giorno coltiva sul lavoro, lo rende aggressivo e distaccato. Ogni volta in cui Mario pensa a quello che gli diceva Umberto, pensa che alla fine aveva ragione: lui è un defici…, e quindi, non si merita niente di più. Pensa anche che è colpa del padre. Stagnamento. Ricordo usato come anti-cambiamento. Carico di sentimenti negativi. Ma quel ricordo, per essere davvero compreso, ha bisogno di molti altri ricordi, di molte altre informazioni. Soprattutto, Mario ha prima dovuto decidere chi era oggi e dove voleva andare. Considerando che si era diplomato, poi laureato, che aveva una buona posizione che gli consentiva di non far mancare nulla alla sua famiglia, un maratoneta amatoriale che ogni tanto portava a casa delle coppe, la sua vita gli diceva che aveva un sacco di qualità, e non era defici per niente. Eppure, lui tutto quello non lo vedeva, non gli dava importanza, vedeva solo quello che non era e non aveva. Non aveva un lavoro migliore, non era mai stato un campione in uno sport, come professionista, non era passato con il massimo dei voti.
Peraltro, se ci pensi, cosa significa “deficere”? Semplicemente, mancare di qualcosa. Quando si parla di caratteristiche personali, puoi aggiungere a te stesso ciò che vuoi. Non c’è nulla di cui manchi che tu non possa apprendere o migliorare.
Perciò, un po’ defici…tari, cioè insufficienti in qualcosa, lo siamo stati tutti, in un momento o l’altro della vita. Non vuol dire mica che devi continuare ad esserlo solo perché qualcuno non è riuscito a vedere tutto il resto.

Impara a riconoscere i tuoi limiti, così puoi superarli (e i ricordi ti aiutano)

E poi, in base a cosa, defici? In base ai tuoi criteri ed obiettivi, aspirazioni e valori, o in base a quelli di qualcun altro? A me, interessano i tuoi, di criteri, obiettivi, aspirazioni e valori. Cos’ha fatto Mario (nome di fantasia, come sai), Mario ha cominciato a guardare i suoi ricordi in modo nuovo, ad andare dentro ed oltre. A capire il padre, i suoi limiti, a ricordare anche gli aspetti positivi, a distaccarsi dal suo giudizio, ma, soprattutto, a concentrarsi su ciò che davvero era ed è, e sulla vita che vuole creare e migliorare, per se stesso e la sua famiglia. Così, trova e troverà ciò che cerca. Se cerchi conferme che ti impediscano di andare avanti e migliorare, nei tuoi ricordi, ne troverai. Ma se impari a guardare con comprensione anche ai ricordi negativi, senza farti condizionare o definire da quel momento della tua vita (che, ti ricordo, è passato, ed ha potere solo perché gliene attribuisci tu) allora dai ricordi negativi puoi imparare.
Ad esempio, Mario ha imparato che mai avrebbe voluto essere come Umberto, cioè dire cose così negative ai suoi figli. Perciò ha migliorato il suo modo di comunicare. Poi, che come accade a lui, che quando è infelice, peggiora, anche suo padre avrà avuto qualche motivo. Il padre di Mario era ancora in vita, e Mario è diventato un esploratore della sua vita, ha aggiunto tutti i tasselli. Ha scoperto una vita che non conosceva, quella di Umberto, fatta da una coppia, sua madre e suo padre, in cui c’era poco amore e molta sopportazione. Da un clima familiare in cui nessuno aveva saputo dare affetto e sostegno, ma tutti sentivano il desiderio di averne dagli altri. E quando questo appagamento non c’era, ecco il ricordo infelice. Purtroppo, quello che Umberto cercava non lo avrebbe mai potuto trovare in Mario, perché era nella sua vita, nel suo passato, che doveva guardare. Questo è il potere dei ricordi.
Ogni ricordo è pieno di informazioni per te. Metti da parte il modo in cui lo hai usato sino ad oggi, soprattutto se ti forniva una motivazione-scusa per non credere di poter cambiare, ed inizia a comprenderlo, a guardarlo da altre prospettive. Soprattutto, prendi quello che di buono ti può dare come stimolo, e lascia tutto quello che toglie energia e bellezza alla tua vita.

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Mi trovi su tutti i social, a partire dalla mia pagina Facebook. Intanto, per questa puntata, siamo vicini alla conclusione, immancabili, perciò, gli aforismi e la musica. Tris di aforismi sui ricordi. Frank Zappa: “È meglio avere qualcosa da ricordare che qualcosa da rimpiangere”. Carlos Zafon: “Non c’è nulla nel sentiero della vita che non sappiamo già prima di imboccarlo. Non si impara nulla di importante nella vita, semplicemente si ricorda…”. Per concludere, Tyron Lannister: “Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te”. Il brano s’intitola: “Lost in dreams”. Nei sogni non devi perderti, e neanche nei ricordi. Devi sempre cercare, e trovare, la strada. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata.

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