Essere buono ti fa bene

Essere buono fa bene, ti fa stare meglio, aiuta le tue relazioni, accresce il successo personale e professionale. Non solo: ti permette anche di essere di supporto per gli altri. Essere buono perché decidi di esserlo. Con forza, costanza, pazienza. Che non vuol dire non essere coraggiosi o pronti a combattere. O che a volte un’emozione forte non ti porti a dire forti parole, sei un essere umano. La vera bontà non è debolezza. Trovo straordinari i forti e buoni, che possiedono grande umanità, e penso che di umanità, in questi tempi, ne occorra davvero molta. E tu, da che parte stai? Dei buoni o dei cattivi?
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Essere buono ti fa bene, come ogni scelta di essere migliore

Inizio come sempre ponendo le basi per una buona comunicazione, ovvero, ti spiego cosa intendo quando uso il termine “buono”, con una definizione che arriva dritta dritta dal dizionario: “Buono, ovvero, che possiede umanità, sensibilità d’animo, capacità di affetti”. Il termine “buono”, prosegue il dizionario, “Esprime riconoscimento o apprezzamento dal punto di vista morale (una b. azione; una b. parola) o sul piano della qualità (una b. memoria, un b. cantante), della idoneità o abilità (un buon medico) o del gusto (questa minestra è b.)”. Insomma, in “buono” c’è un mondo intero.
Chi decide se sei buono o cattivo? Lo decidi tu, le tue azioni, i tuoi pensieri. E anche se a volte ti racconti qualche bugia, la verità la sai. Siamo tutti potenzialmente molto buoni, praticamente, a volte, un po’ cattivi. Stavolta inizio subito con un esempio. Storia vera, nomi di fantasia.

La bontà come forza e come scelta (consapevole)

Giorgio, padre di Leonardo. Leonardo ha 14 anni, ha problemi di aggressività, in generale, nelle sue relazioni, a casa, a scuola, con gli amici. Con gli amici, in verità, di solito subisce, per questo poi finisce per essere ancora più aggressivo a casa. “Amico” è un termine un po’ sopravvalutato e spesso poco vero. Spesso, non sempre, i buoni amici esistono, per fortuna. L’amicizia è un valore importante, capace di arricchire la vita.
Torniamo a Giorgio. Giorgio tende a perdere la pazienza con Leonardo, ad alzare la voce e sgridarlo. Una volta mi ha raccontato che quando aveva poco più di un anno Leonardo era entrato nella sua stanza e aveva tirato un filo, facendo cadere un computer. Episodio che Giorgio prendeva ad esempio del cattivo carattere di Leonardo, quindi causa e giustificazione della sua collera paterna. Parlando di sé racconta che è un uomo buono, si occupa di volontariato. Si occupa così tanto di volontariato da non avere tempo da passare con suo figlio. E – questo appare evidente – nemmeno molta voglia.
Quindi, un uomo adulto ha ritenuto che un bambino di un anno e mezzo che cercava di camminare, si è aggrappato ad un filo e ha fatto cadere un oggetto, fosse “cattivo”. E, da lì in poi, ha giudicato come “cattivi” molti dei suoi atteggiamenti. Non ha nemmeno accarezzato la possibilità che Leonardo potesse essere semplicemente un bambino curioso, desideroso di stare vicino al padre che non vedeva mai, e che sicuramente il suo intento primario non era quello di farlo arrabbiare o essere sgridato. Giorgio, secondo te, è buono o cattivo? Come te, come la maggior parte delle persone, né buono, né cattivo. Non è buono e forte, con umanità, perché se lo fosse riuscirebbe a dare agli altri la stessa comprensione che dà a se stesso, ed agirebbe di conseguenza. In modo buono. Se Giorgio avesse urlato meno con Leonardo, lo avesse meno rimproverato, e gli avesse parlato di più, avesse giocato di più con lui, gli avesse mostrato più amore, di sicuro anche Leonardo sarebbe stato più buono. Ma Giorgio non è neanche cattivo.

Cosa significa essere “cattivo”?

Anche in questo caso, inizio dalle base: cosa intendo con “cattivo”? Non intendo chi produce sofferenza negli altri, ma chi lo fa traendo gioia da ciò che fa. Il vero “cattivo”, nei panni del cattivo sta bene, non avverte problemi intorno a sé. Non si sente nemmeno cattivo, si sente realizzato.
Di persone che producono sofferenza nel loro ambiente – coppia, lavoro, famiglia – ne ho incontrate molte, ma posso dirti che, non appena una persona prende consapevolezza della sofferenza che produce proprio in chi ama, dei motivi per cui ciò accade, mai sceglie di proseguire su quella strada. Se ciò si fosse verificato per una sola persona, uno solo tra i miei clienti, avrei potuto pensare ad un caso. Dieci persone, una probabilità. Cento persone, una tendenza. Tutte le persone con cui ho lavorato, diventa qualcosa di più. E’ una verità, una realtà. Dopo anni e anni in profondo e sincero contatto, di comunicazione autentica, con i miei clienti, so che, fondamentalmente, ogni uomo è buono – nel senso che ti ho detto sopra – solo che a volte perde la bontà per strada perché incontra qualche altro essere umano che lo fa soffrire, o non è abbastanza forte da resistere alle sofferenze della vita, che lo cambiano.
Pensa allora come sia facile poter trasformare una situazione: basta che tu decida di voler essere buono da oggi in poi. Essere buono per te stesso, per ciò che significa per te e per la tua vita.

Il vero buono è forte. Quindi, non è debole, non è un ingenuo, non è quel tipo di buono che a volte si sente un po’ preso in giro dagli altri. Chi è buono per cedevolezza, non è un vero buono. Far valere i tuoi diritti e restare buono, questo è molto più difficile che non cedere, sembrare buono e invece nutrire sentimenti negativi nei confronti degli altri.
In un podcast ti ho raccontato di una recente ricerca che spiega come la felicità si espanda intorno a te. Tutto ciò che provi si espande intorno a te. Tante sono le teorie note, sino alla fisica quantistica, che inquadrano molto bene il rapporto tra ciò che pensi e la realtà che crei.

Essere buono: tu sei la realtà che crei. Per questo, scegliere bene è importante

La domanda che ti faccio è questa: che realtà vuoi creare? Una realtà in cui i problemi si risolvono, le persone si comprendono, le cose migliorano, la vita diventa più bella e tu, più felice, o il contrario? E, ancora: per creare una realtà in cui i rapporti umani sono costruttivi e pieni di bellezza e valore, meglio che tu sia buono, o cattivo?
Ti do la risposta di cui sono profondamente convinta: è una sola. Per creare il bene, devi essere buono. Per creare bellezza, devi essere bello. Per creare forza, devi essere forte.
Oggi, più che in altri tempi, la globalizzazione fa emergere tutto, parole, azioni, pensieri e opinioni, passano da una parte all’altra del mondo in un secondo. Oggi, più che in altri tempi, ogni parola può fare del bene a lungo, e fino a distanze incalcolabili. E anche del male. Con danni incalcolabili.
Se essere buoni è una scelta importante per te, per me, per la nostra vita personale, lo è ancora di più per chi crede negli esseri umani. La realtà si crea, così il futuro. Il tuo, quello delle persone importanti per te. Tutto insieme, il futuro del mondo.
Per risolvere un’incomprensione con qualcuno, inizia tu, scegli l’atteggiamento giusto, credi nella pedagogia evolutiva, nella pedagogia del valore e del bene. Usa la tua umanità, la tua sensibilità, tira fuori il buono che è in te. E vedrai che saprai richiamare anche il buono che è nell’altro.
Ma, prima di tutto, la scelta di essere buono creerà in te uno stato interiore più sereno e più forte. Per questo, essere buoni fa bene, perché rafforza il tuo equilibrio. Buono dentro per creare bene fuori. Non rinunciare a dare forza alla tua bontà. Permettimi di aiutarti. Se vuoi conoscere meglio il mio metodo, scoprire cosa possiamo fare per te, scrivimi. Sul mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Ed iscriviti a Comunicare per essere®, il podcast, se già non lo hai fatto. Centinaia di puntate, gratuitamente, che da anni metto a disposizione di chi vuole creare bellezza nel mondo. Per la tua evoluzione profonda. Iscriviti al mio canale video Youtube, alla mia newsletter, e seguimi sui social, da Facebook ad Instagram, quello che preferisci. Cerca annarosapacini, trovarmi è facile. Due aforismi sulla bontà. Chanakya “Il profumo dei fiori si diffonde solo nella direzione del vento. Ma la bontà di una persona si diffonde in tutte le direzioni”. Lao Tzu: “Con il buono io sono buono, e sono buono anche con il non buono, così ottengo bontà”.
Il brano che ti dedico s’intitola: “Emozioni”. Emozioni buone, questo fa bene, alla tua vita, al tuo cuore. Se vuoi lasciare un messaggio, una tua riflessione, grazie. I messaggi che ricevo da chi mi segue, dai miei clienti, sono sempre bellissimi. Pieni di bene, e di bellezza. Ti auguro di trovarne ogni giorno, sulla tua strada. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata.

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