Essere antipatici, cosa vuol dire, come cambiare

Antipatici non si nasce, e chi lo diventa, in realtà è perché c’è qualcosa che potrebbe fare meglio. La simpatia, come l’antipatia, provate verso qualcuno, tolgono obiettività. Fondamentale è essere giusti, e poi, valutare se la persona che incontri è in linea con la tua visione del mondo, con i valori della tua esistenza. Differenza non vuol dire distanza. Somiglianza non vuol dire vicinanza. Capire l’origine dell’antipatia, se viene da te o se arriva dagli altri, ti aiuta a comprenderne meglio il significato. E, soprattutto, a trasformarla in una modalità di relazione capace di creare rapporti umani più belli, momenti di vita più sereni. Anche con chi è diverso e non ti somiglia.
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Antipatia e simpatia: l’importanza di non piegarsi alle influenze

Essere antipatici: iniziamo con il dire che si tratta di una percezione. Nessuno è antipatico in senso assoluto, a tutti. Come ricorda un famoso detto partenopeo, “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”, che ci ricorda che sempre si può essere amati per ciò che si è, e che sempre possiamo imparare a riconoscere ciò che c’è di bello in un altro essere umano. Bellezza intesa come valore, come bene, come unicità. Nulla a che fare con l’estetica, che può essere un valore aggiunto o anche il contrario. La prima cosa da fare è capire cosa indicano, simpatia e antipatia. Utilizzo un esempio che viene dal mio lavoro: con la grafologia evolutiva posso conoscerti. Vedere la vita come tu la vedi. Non ho bisogno di interpretare, ed anche, ho scelto di fondare un metodo che mi permetta di mettermi davvero nei panni degli altri. Comprendere, che interpretare è tutt’altro. Per farlo bene, occorre essere molto padroni del proprio vocabolario interiore, e sempre aperti ad imparare quello di chi abbiamo di fronte.

Quando si parla di relazioni, simpatie e antipatie sono all’ordine del giorno. Nel lavoro, un collega antipatico, se un superiore, ancora peggio. Un superiore simpatico, che non è detto che sia un bene, perché può accaderti di fare cose, ad esempio, lavorare anche se sai che lo straordinario non ti sarà pagato, per suscitare a tua volta simpatia, in quel tuo capo. Cosa che può non accadere. Ed ecco che allora quella scelta diventa un giudizio su te stesso: non piaci? Hai sbagliato? Simpatie e antipatie ci sono anche nelle relazioni più importanti, ogni giorno. Forse non la chiami antipatia, la parola più usata è “fastidio”, ma l’effetto non cambia. Qualcosa che ti suscita una reazione negativa, “sentimento di repulsione o avversione istintiva verso persone o cose”, ci ricorda il dizionario. D’altronde, nell’etimologia che deriva dal greco, la parola antipatia ha in sé le parole “contro” e “passione”. È il contrario del significato della parola simpatia, che invece indica attrazione, inclinazione, affinità.

Il rapporto tra equilibrio e atteggiamento giusto

Attrazione e repulsione sono indicatori di movimento interiore. Non sei bilanciato, ti sbilanci. Capire cosa voglia dire davvero per te, nella tua vita, richiede, appunto, di comprendere cosa ti muove, cosa si muove, ecco la grafologia evolutiva®: chi abbia, nella sua propria natura, la tendenza a sbilanciarsi, deve esserne consapevole, e non travestire quel modo di percepire la realtà e reagire da verità. È bello, essere consapevole di te, anche delle cose non proprio ottimali. Nessuno è perfetto, ma nell’ottica della perfettibilità personale, puoi sempre migliorare quello che non ti aiuta. Ma l’antipatia può avere tante altre cause: può nascere da timori, da blocchi interiori, da pregiudizi, da mancanza di fiducia in te stesso, o di fiducia nelle possibilità buone della vita. Ed anche la simpatia, è un andare verso, a volte giusto, altre meno.

Tutti abbiamo avuto qualche esperienza, nel percorso di studi, di insegnanti ingiusti, che avevano simpatie e antipatie, e si facevano condizionare. Io ricordo una mia insegnante, di Latino, che amava essere ossequiata. L’ossequio, inteso come riverenza formale e fittizia, non mi appartiene. L’educazione, sì, il rispetto, ma ciò che è giusto, è giusto. E lei, non lo era. Accadeva che qualche mia compagna copiasse le mie versioni di Latino, e prendesse un bel 7. A me, 5. A me, da cui copiavano quelli che prendevano 7. Era ingiusta, come spesso si diventa, se diventiamo preda di simpatie e antipatie. Per quanto mi riguarda, credo molto nell’impegno personale, nella verità, che perseverare è necessario. Alla fine, prendevo 9. La media, era sempre 7. Però, che fatica, e che ingiustizia, non poter avere il voto che meritavo soltanto perché non corrispondevo all’idea che aveva, di uno studente non tanto studioso e impegnato, quanto ossequioso e riverente.

Più forte delle influenze, per essere davvero libero

Questo tipo di antipatia e simpatia esiste, nella vita, lo incontri, tu stesso, puoi metterlo in atto. Ecco, ogni volta in cui lo fai, perdi forza, influenzi la tua vita, e non è detto che lo faccia nel modo giusto per te. Altre persone, sempre in riferimento all’analisi di grafologia evolutiva®, partono da una natura che vorrebbe essere ben bilanciata, che cerca di non farsi influenzare, ma, nel corso di una giornata, in base agli eventi di vita, perde il baricentro. Se le cose vanno molto bene, sei più simpatico e provi più simpatia, e viceversa. Quando, e se, qualcuno ti dice che sei antipatico, dovresti, almeno dentro di te, ringraziarlo, perché ti dice che non stai usando te stesso e la tua comunicazione nel modo migliore. Vuol dire che puoi fare meglio.

Perciò non lasciarti influenzare, né da quello che provi, che siano antipatie o simpatie, né da quello che ti pare che verso di te provino gli altri. Scegli il mondo interiore che vuoi avere, rendilo stabile e forte, ed esercitalo nel mondo. Così, puoi cambiare. Differenza non vuol dire distanza e il rispetto aiuta a convivere anche con persone e situazioni che non sono il tuo ideale. Simpatia non vuol dire somiglianza, che qualcuno potrebbe colpirti, perché ti sembra qualcosa di più, e invece, nella sua realtà interiore, potrebbe essere qualcosa di meno. Ma nessuno ti vieta di apprezzare, quello che c’è, però, non quello che vorresti ci fosse. Per questo bisogna cambiare e puntare sulla propria obiettività, e poi, da lì, decidere cosa fa per te e cosa no. Capire dove nasce la tua antipatia, da cosa ti difende, cosa vuole dire, e superarla. Coltivare una simpatia da trasformare in empatia attiva e consapevole, non sbilanciata. Sempre, si può. Così, puoi creare rapporti umani più belli, momenti di vita più sereni. Anche con chi è diverso e non ti somiglia.

Essere antipatici può cambiare

Parecchi anni fa avevo dedicato a questo tema due puntate del podcast. Brevemente riassumo, a chi magari non mi segua costantemente, che a causa di problemi tecnici indipendenti dalla mia volontà, anzi, non “problemi”, “scelte” tecniche, mi vedo costretta a riprogettare la struttura del podcast. Dalla fase di costernazione, quando l’ho scoperto, che, come dice il dizionario, è il sinonimo più profondo e sincero di dispiacere, sono passata all’oggettiva constatazione, poi alla riflessione, poi alla reazione, adesso sono nell’azione costruttiva, di cui ti dirò. Tramite questi passaggi, sempre comunicando, ho avuto dapprima il servizio customer della piattaforma hosting che era abbastanza resistente se non ostile, poi è diventato più attento e collaborativo, ma sempre sulla difensiva, poi ha riconosciuto la verità della mia posizione, e sta cercando soluzioni. Ecco come non farsi influenzare da simpatie e antipatie produce effetti nella vita. La verità, è verità. Su quella devi basarti, quando ti piace e quando non ti piace.

Le due puntate del podcast, che risalivano ad oltre 15 anni fa, perché sono stata una delle prime podcaster, in Italia, s’intitolavano “Antipatici o simpatici per scelta e per necessità”, e “Essere antipatici aiuta la carriera”. Condivido ancora le parole che dicevo e i concetti che esprimevo, ma oggi, sono oltre. Antipatici o simpatici per scelta e per necessità. Per necessità, vuol dire che non sei padrone della tua vita, ed è bene esserlo. Per scelta, lì la questione è personale, ma perché dovresti voler essere antipatico, produrre sofferenza, provare sofferenza? Non è mai una vera scelta, quella che non ti porta verso una dimensione di vita piena e positiva. “Oltre” per me vuol dire cercare di migliore, di progredire, e questo mi porta ad un continuo approfondire e ricercare. Mentre per lo studio di cui parlavo, una ricerca che sosteneva che le persone antipatiche fanno carriera, sicuramente si basava su dati emersi, ma limitati alla ricerca specifica. Pur tuttavia, io che mi occupo delle persone, nella vita vera, della persona specifica, non ho mai incontrato un antipatico, pure in situazione di grande leadership, felice di esserlo. Chi lo è, ha tanto su cui lavorare.

Scegli di essere l’equilibrio della tua vita

La carriera, intesa come successo, crescita, evoluzione e rivoluzione umana, non può essere mai considerata soltanto il salire di livello in ambito professionale. A cosa ti serve, se nella tua vita, sei infelice? Almeno, per i manager, i professionisti, gli imprenditori (parlo al maschile, ma non faccio certo distinzione di genere) che sono stati e sono miei cari clienti e allievi, mai, essere antipatico era ed è fonte di gioia. Perciò ogni risultato va letto all’interno della realtà di vita. Altra cosa è intendere la capacità decisionale, la necessità di orientare il proprio lavoro, come antipatia o simpatia in base alle conseguenze. Essere leader, e giusto, non è semplice, perché a volte le scelte da fare, in effetti, risultano impopolari, perciò, antipatiche.

Ma tanto si può fare, anche in questo ambito, lavorando sulle relazioni e con la comunicazione valoriale. Vuoi superare le antipatie? Vuoi creare un feeling positivo, e giusto? Puoi, che si tratti di come sei percepito tu o di come percepisci gli altri, scegli di essere l’equilibrio della tua vita. Annarosapacini.com, pagina contatti, ci sono i miei recapiti, scrivimi, c’è tanto che puoi fare, non arrenderti alla generalizzazione, ai luoghi comuni. Impegnati per la tua autenticità. E se vuoi conoscere i punti di forza che ti contraddistinguono, puoi richiedere in ogni momento, anche adesso, dal mio blog, il tuo Profilo Grafologico Essenziale. Una sintesi strategica del te più vero.

Anche questo podcast, “Comunicare per essere ®”, va nella direzione di una evoluzione intenzionale dell’esistenza. Iscriviti, se ancora non lo hai fatto, seguilo dal mio blog, dove trovi tutte le puntate, e dalla tua app preferita, dove trovi tutte le puntate che l’app decide che tu possa trovare, ma se vai a cercarlo su Spreaker o annarosapacini.com, le troverai tutte davvero. Pagina “Per te”, trovi un elenco degli strumenti che ho creato perché è bello vivere liberi, senza antipatie o simpatie, ma con il giusto senso di difesa e cura di se stessi e della vita che si vuole creare. Aforismi, per salutarti, e musica. Aforismi sull’antipatia e musica, che spero invece possa alimentare un movimento positivo.  Nicolás Dávila, “Quel che suscita la nostra antipatia è sempre una mancanza”. Samuel Johnson, “Niente è più. comune della reciproca antipatia, quando un’approvazione reciproca è particolarmente attesa”. Nietzsche, “Spesso contraddiciamo un’opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa”. L’ultimo, di Khalil Gibran, “Le ricchezze dello spirito danno luminosità al viso di un uomo e generano simpatia e rispetto”. Il brano s’intitola “Respect”. Il rispetto che devi, prima di tutto, alla tua vita. Renditi libero. Sii padrone di tutto ciò che si muove dentro di te. E porta la tua esistenza dove vuoi, che sia dove scegli. Se vuoi, posso aiutarti. Intanto, se anche tu vuoi aiutarmi, commenta, condividi, lascia una recensione, e scrivimi. Ti leggerò. Grazie di essere con me, in questa dimensione pensata per te. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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“Non lasciarti influenzare, né da quello che provi, che siano antipatie o simpatie, né da quello che ti pare che verso di te provino gli altri. Scegli il mondo interiore che vuoi avere, rendilo stabile e forte, ed esercitalo nel mondo. Così, puoi cambiare” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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