Cosa vuol dire vivere una relazione felice? Vuol dire vivere un rapporto umano pienamente e consapevolmente, bello, che crea valore. Una relazione, che relazione vuol dire connessione, intima unione, profonda, vera. Come fai a sapere se stai vivendo una relazione felice? Osserva la realtà, per quello che è, impara a vederla, per quello che è. Non metterci dentro niente, non falsare, non illuderti, non illudere: se la guardi per ciò che è, nel modo giusto, capisci se è felice, o se non lo è. Ma non basta: c’è il momento della scelta, vuoi restare in quella relazione, trasformarla? Quanto, perché, come? E il come è quello che fa la differenza, tra vivere relazioni davvero, felici, oppure no. Se la vita che vivi, che tu crei, dove tu scegli, in cui sei attore, non è davvero felice per te, e per chi è con te nella tua vita, la prima cosa cui dovresti pensare è che puoi migliorare. Che c’è qualcosa, nel tuo approccio, nel tuo modo di vedere, di pensare, di agire, di imparare, di essere, che non è il migliore che puoi avere. Ma il “come” nasce dalla vita, e spesso, le persone pensano di essere quello che sono, senza sapere che invece loro sono, e quello è l’essere che serve, poi, diventano. Vale per tutti: noi siamo, poi, diventiamo. Bisogna essere quel che si è, per poter essere quel che si vuole: e questo implica ogni relazione, con il partner, la famiglia, i colleghi di lavoro, i figli, la società, te stesso. Perché anche la connessione che hai con la tua unicità fa la differenza. È la differenza: ma anche quella relazione viene influenzata dalla vita. Per vivere relazioni davvero felici, qualunque tipo di relazione, devi essere libero, e ben allenato, ma allenato secondo i modelli nuovi, di cui hai bisogno. Se tu riuscissi a vederli bene, li applicheresti, e già saresti felice. Questo è uno dei miei obiettivi: fare in modo che ogni persona possa essere se stessa, massimamente. Aiutarla a scardinare i modelli che non le appartengono, ad essere libera, pienamente realizzare ciò che è.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)
Il tuo potere, per la tua felicità
Questa puntata mi è stata ispirata da una bella conversazione a distanza, tramite posta elettronica, che ho avuto. In realtà, ricevo sempre messaggi, ma qui mi occupo specificatamente di uno, quello di Artemide. Che vive una relazione affettiva in cui non è pienamente felice. Che vorrebbe essere, pienamente felice. Che cerca una strada, ed ha contattato me. Rispondendo ad Artemide, rispondo a tanti che mi scrivono. Il punto di fondo è: se la tua vita non ti corrisponde, non è in armonia con te, c’è molto che puoi fare. Però, è necessario essere consapevoli che tu sei parte di quella vita, e anche, creatore di quella infelicità, che non arriva da sola. Certamente hai fatto del tuo meglio, non devi dubitarne: ma fai del tuo meglio con le informazioni che hai, con i modelli che la vita ti ha donato ma anche, passami il termine, “inculcato”. Se la relazione non è felice, vuol dire che non sono giusti per te. Non cercare scuse o giustificazioni: se il tuo partner ti tratta male, se ti senti usato, se non ti senti compreso e capito, vuol dire che non sei amato nel modo giusto. O che tu, non ami nel modo giusto. Il resto, sono sovrastrutture derivate. Scelte che fai. Io sono per la libertà, puoi fare ogni scelta che vuoi, purché porti bene nella tua vita. Bene, cose buone, amore, saggezza, serenità, felicità, equilibrio, salute, benessere. Sempre. Non alcuni momenti un po’ di amore, altri, mancanza di rispetto. Non è una questione di bilanciamento: è una questione di scelta. Potresti anche scegliere di restare in una relazione in cui non sei felice, consapevolmente, e lì, trovare una tua felicità.
Tutto si può, se ti liberi e scardini ciò che ti blocca. In senso ampio, “scardinare” vuol dire dimostrare l’infondatezza. Ti riassumo i messaggi di Artemide, non tutto, non tutti, quello che serve perché tu possa comprendere il suo pensiero. La privacy per me è e resta elemento fondamentale. È una forma di tutela del tuo essere, e mi piace molto usarla. Nome di fantasia. Cosa mi ha scritto Artemide? Tante cose. Che vorrebbe migliorare la sua comunicazione, con se stessa e con gli altri, vorrebbe capire come esprimersi rispetto alla sua anima. Che vive una relazione con un uomo più giovane di lei, dove il romanticismo non è al centro, dove lui ha scelto di mettere al centro il sesso, e lei ha sentito che voleva liberarsi da certe convinzioni, e lasciarsi andare. Positivo, però è difficile per Artemide comunicare con quest’uomo, che le lascia poco spazio e disponibilità. Lei non chiede mai niente per paura di non saper chiedere bene, o forse perché vorrebbe parlare con chiarezza e dolcezza della sua essenza, ma le poche volte in cui ci è riuscita ha avuto reazioni inaspettate, perciò, vorrebbe qualche consiglio. Vuole lavorare su se stessa, ma non affidarsi troppo, e poi, usa solo WhatsApp, le piacerebbe poter parlare con me guardandosi negli occhi. Poi conclude con una frase, che apre un mondo, e ti leggo: “ancora grazie e felice del fatto che esistano persone come lei che offrono il loro sapere ed esperienza a tutti coloro che hanno voglia di conoscersi e se non migliorare accettarsi è già tantissimo”.
Creare relazioni felici: perché non basta accettare, occorre cambiare
“Se non migliorare” implica che una persona accetti la possibilità di restare dove è, nella situazione in cui, così com’è, non sta davvero bene. Immagino tu abbia ascoltato la sigla: autoliberarti alla massima espressione di te. Non esiste, accettarsi senza migliorare. Non è “accettare” come sopportare, sottomettersi. Accettare, in comunicare per essere®, nella filosofia che fonda il mio metodo, è accogliere, impegnarsi. Pensa ad accettare un contratto: perché dovresti accettare un contratto in cui i tuoi diritti, pieni, non vengono tutelati ed accettati? Questo podcast è per tutte le persone che vogliono mettere in pratica la trasformazione, per cui non esiste accettazione senza miglioramento, e miglioramento senza accettazione, che, in questa accezione, è trasformazione e cambiamento. Se la vita non va bene per te, e vuoi una vita che ti corrisponda, allora dovrai trovare nuovi linguaggi, creare relazioni felici. Questo è il punto primo.
Il punto secondo, riguarda quella frase, che coglie un aspetto davvero essenziale: “non affidarti troppo”. Almeno, lo è per me ed il mio metodo. Che è unico, come tu, sei unico, tutti siamo speciali, perché dovresti accontentarti di metodi standard? O meglio, potresti. Questa è la libertà. Cambio domanda: perché dovresti non scegliere un metodo che è solo per te, su misura, calibrato sul tuo essere, perché non dovresti scegliere te stesso, come base della tua trasformazione? Ma comprendo bene la parola “affidarsi”. Nel mio approccio, la comunicazione, le parole, sempre aprono nuove porte, che mi piace condividere. Per quanto riguarda il mio metodo, non si tratta di “affidarsi”, si tratta di allenarsi, imparando il modo giusto, le strategie giuste, creando il proprio vocabolario interiore personale. Può essere utile un’immagine presa dallo sport: non è l’allenatore a fare il campione, ma il campione può non divenire tale, senza il giusto allenatore. Basti guardare i successi che ogni squadra sportiva ottiene, con l’allenatore giusto. Ogni squadra, con quel certo allenatore, unico, dà il proprio meglio, ma la stessa squadra, senza quell’allenatore, non arriva allo stesso punto. Per capire quanto sia vero, è sufficiente di nuovo osservare la realtà: se ogni persona sapesse utilizzare le proprie risorse nel modo giusto, vivrebbe la vita che desidera, relazioni felici, ma la realtà mostra che non è così. I risultati che si possono ottenere, affrontando una gara con il miglior allenamento, o senza, non sono gli stessi. E la vita, non è una “gara”? intesa come mettersi alla prova, in virtù di un obiettivo grande, che, ricordiamocelo, anche Maslow aggiunse alla sua piramide, la dimensione spirituale all’interno dell’autorealizzazione dell’esistenza umana, perché comprese, ad un certo punto, che qualcosa mancava.
Perché scegliere di “allenarti” ti rende migliore (anche nelle relazioni)
Resto nella metafora sportiva della corsa – che mi appassiona molto -: una persona può avere una cadenza non adatta, sviluppare una potenza muscolare che prosciuga troppo presto le energie, indossare scarpe la cui ergodinamica non favorisce l’appoggio del piede, non avere la motivazione giusta, non riuscire a gestire nel modo migliore i propri pensieri mentre corre (cioè, mentre affronta la vita nel suo divenire), o quando ha finito la competizione, non mantenere nel tempo la giusta postura, non riuscire ad essere felice di ciò che raggiunge, non sapere cosa, voglia raggiungere e tanto, tanto altro. Con le giuste prospettive, dell’allenatore esperto, che sa, studia, prova, fa esperienza, applica, risolverà ognuno di questi problemi. Agendo da solo, alcuni li risolverà, ma di altri, potrebbe restare sempre all’oscuro, o, addirittura, peggiorarli, lui stesso, finendo per pensare di non essere adatto a divenire un campione. Questo perché per ogni persona sono i modelli di pensiero che ha sviluppato nella vita, a fare da maestri. E se l’insegnamento fosse stato giusto, allora la scelta avrebbe portato a maggiore felicità manifesta nella vita.
L’esempio sta ad indicare che ogni persona può fare molto per ampliare il proprio essere, e in questo, l’allenatore giusto fa la differenza. Ma non “giusto” in senso generale. Giusto per te, che potrebbe essere qualunque persona scelta, in base al tuo sentire. È vero, che ci sono tanti metodi in cui le persone si affidano, o delegano all’esterno, come se fosse un locus esterno, quello da cui assorbire ciò di cui ha bisogno, perciò, comprendo bene la riflessione di Artemide. Ma non il mio. Il mio metodo parte dal locus interno della persona, unica, che mi sceglie come suo allenatore. Allenatore è un termine un po’ riduttivo, mi sta stretto, e così, anche altri termini usati, motivatore, counselor, coach, sono tutte etichette, ognuna rimanda ad un modello, ma ognuno di noi, è molto, molto di più di un modello. Comunicatrice, quello ci sta dentro. C’è un mio caro cliente, che a volte, in modo affettuoso, mi chiama “maestra”, anche maestro mi sta stretto, però trovo che la dimensione della formazione, che è creazione, ispirazione, educazione, conoscenza, sia più adatta a come concepisco il mio lavoro e l’altro, tu, la persona che mi ascolta, chi mi segue, chi lavora con me: un’opera unica, la tua vita, la tua autorealizzazione, che tu puoi creare, ma per trarre il meglio, devi avere un’ispirazione chiara e forte.
Se vuoi, puoi. Il quando, lo decidi tu (non aspettare domani)
La scrittura personale della vita è quello su cui mi concentro, conoscerti, aiutarti ad essere e dare il meglio di te, perché tu possa scrivere, in modo unico, il tuo, la tua vita. Nessun “affidarsi troppo” se lo intendi nell’accezione che sposta un po’ il locus. Ma affidarsi, ricordiamolo, contiene fidarsi, che contiene fiducia, e questo sì, che fa parte del mio lavoro: meritare la tua fiducia, fare in modo che l’affidamento che fai sul mio lavoro e il mio metodo, e la mia visione, possa concretamente portare benefici nella tua vita, che tu realizzi, perché cambi e trasformi i pensieri limitanti, scardini le visioni che non ti portano felicità. Infine, non preoccuparti, Artemide: ci sono persone che usano il cellulare, per fare gli incontri on line con me, e WhatsApp, anche, in videochiamata da dove sono, e possono essere, in auto, al parco, nella pausa pranzo, nello studio, in cucina o rilassati su un divano. E ti assicuro che ci guardiamo negli occhi, e ci vediamo molto bene, che quando la comunicazione umana è vera, e profonda, nessun mezzo la trattiene.
D’altronde, è la verità che rende un messaggio potente, quella che è nelle nostre vite, a me piace conoscerla, comprenderla, condividerla, fare in modo che ogni persona che lo desidera, possa usarla. La fiducia è reciproca, e le mie care persone sono esseri umani straordinari e bellissimi, è un onore, per me, poter lavorare con ognuno di loro, e sempre tanto ho da imparare, e sempre tanto ho desiderio di migliorare. Un’ultima riflessione riguarda il tuo caso specifico, la coppia, il sesso, il tipo di relazione, la comunicazione, gli atteggiamenti. In linea generale, se applichi la visione che ho condiviso all’inizio, una relazione felice è una relazione in cui una persona sta bene, entrambi, stanno bene, entrambi potendo essere loro stessi, le persone che sono e scelgono, già questo aiuta a capire che tutto il resto, adattamenti, aggiustamenti, compromessi, chiamali come vuoi, non sono quel tipo di realtà. Poi, accade a tutti noi, di trovarci in situazioni complesse, sta a noi trasformarci e trasformarle, e quel tipo di allenamento che ti forma, è sempre in evoluzione. A me a volte accade di restare stupita, ancora oggi, dai risultati che ottengo, nella mia vita, nelle situazioni complicate, vedere come la comunicazione vera raggiunga il cuore di tutti, ed i risultati superino anche le aspettative, perché la comunicazione vera ottiene risposte profonde, quello che scelgo è un mettersi alla prova costante, che è quello che fanno anche i miei cari clienti e allievi, loro lo fanno, io li aiuto a farlo meglio, di più, più rapidamente, in modo nuovo, rispettando e valorizzando la loro natura originaria.
Come vivere relazioni felici: la risposta c’è
Come vivere relazioni davvero felici? Essendo tu, davvero felice. La persona che ami, davvero felice. Niente di più, soprattutto, niente di meno. Grazie per i tuoi messaggi, cara Artemide, ti auguro di non rinunciare a vivere la vita ed ogni relazione, sempre mirando alla tua massima felicità. Ho ricevuto oggi anche un altro messaggio, che mi ha molto ispirato, sugli scarabocchi di una bambina di tre anni, ma qua la questione va in altra direzione, su quanto sia importante vigilare, e quello che puoi fare, come, perché, una sentinella che protegge la propria vita e quella di chi ama, che tutti hanno bisogno di protezione, a 3, 30, 60 e 90 anni. Altro argomento, altro podcast. Come posso salutarti? Lo sai, con i pensieri, gli aforismi, la saggezza che porta ispirazione, e la musica, che porta, spero, pace.
Se vuoi andare oltre, scardinare, creare, liberarti, e diventare il miglior campione della tua vita, e vuoi scegliermi per darti tutti gli strumenti che ti servono in questo viaggio, interiori ed anche, pratici, ti ringrazio per l’onore. Annarosapacini.com, pagina contatti, scrivimi, puoi fissare un appuntamento per capire meglio cosa possiamo fare, come, per te. Per le tue relazioni felici, per la tua vita, che pienamente ti corrisponda.
E, portatore di ispirazioni costanti, è anche questo podcast, perciò, se non ti sei iscritto, fallo subito, dalla tua app preferita per musica e podcast, cerca “Comunicare per essere®” e seguilo anche dal mio sito, dove pubblico ogni settimana le nuove puntate e le trascrizioni dei testi. Leggi, prendi appunti, rafforza la tua mente. Nel mio blog c’è l’archivio di centinaia di puntate, con il motore di ricerca interno puoi trovare gli argomenti che vuoi approfondire. E poi, è tutto work in progress, la mia visione non rimane fissa, muta, evolve, impara. Lo stesso argomento affrontato qualche tempo fa, oggi, porta con sé qualcosa di nuovo. Anche nei video, che sto pubblicando su YouTube, cerco di portare qualcosa di nuovo, visioni buone, positive, che la vita ha bisogno di energia costruttiva. Che distruggere è più facile che costruire, ma senza costruire, non arrivi da nessuna parte. Iscriviti ed attiva le notifiche e seguimi sul tuo social preferito, mi trovi sui principali, a partire da Facebook. Infine, se vuoi parlare con me, avere un consulto, qualche ispirazione costruita su misura, puoi anche scegliere una telefonata di trenta minuti. Che, come sappiamo, è dai piccoli semi che nasce ogni grande albero, nel mio blog trovi tutto, cosa fare, come fare.
E adesso, aforismi sul vero valore della felicità, cioè sull’amore e sull’amare, bene. Quattro aforismi, più un mio pensiero, che è un promemoria, per me: “Bisogna essere quel che si è, per potere essere quel che si vuole”. Coerenti, in armonia, stabili. Aforismi: Henry Van Dyke, “La felicità è dentro, non fuori; pertanto, non dipende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo”. Albert Camus: “Può essere che ciò che facciamo non sempre porti la felicità, ma se non facciamo nulla, non ci sarà felicità”. Helen Keller: “Quando una porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma spesso guardiamo così a lungo la porta chiusa che non vediamo che si è aperta per noi”. L’ultimo, di Goethe: “L’uomo più felice è colui che sa riconoscere i meriti degli altri e può rallegrarsi del bene altrui come se fosse il suo”. Se ti piace questo podcast, lascia un commento, un like, una recensione, fammi sapere che ci sei. Che la felicità vera, in ogni relazione umana, è proprio questa: dare testimonianza di sé.
Il brano con cui ti saluto è quello che ho scelto come sigla del mio podcast. Vuoi sapere come si intitola? “Extraordinary”. Io ci credo, in te. E sempre, ci crederò. So che sei straordinario, ma per esserlo davvero, e pienamente, e completamente, devi essere libero. Bisogna essere quel che si è, per poter essere quel che si vuole. Grazie di essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao
“Bisogna essere quel che si è, per poter essere quel che si vuole” -Annarosa Pacini
Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)


