Come vincere la solitudine

Occorre comprendere la solitudine, se vuoi vincere, la solitudine. Che poi, la solitudine buona, non è da vincere, è da ascoltare, da usare come alleato, per potenziarti. La solitudine, invece, che ti fa soffrire, che avverti come una mancanza, quella è una solitudine da affrontare e superare. Perché la prima vera solitudine è quella che provi dentro di te, e puoi sentirti solo, anche in mezzo agli altri. Oppure, trovarti da solo senza però avvertire il peso della solitudine. A vivere con la solitudine s’impara. Che non è “convivere” con la solitudine, non si tratta di abituarti a starci insieme, si tratta di accoglierla come dimensione propria della vita, una dimensione profonda e di grande valore, e se sai coltivarla bene, potrà regalarti molto, proprio quei contatti umani, fatti di comprensione, di ascolto, di condivisione, che magari stai cercando, anche se non lo sai. Perché la solitudine da vincere è quella che ti allontana dalla percezione della possibilità di espansione della tua vita, che parte sempre dalla tua anima.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Essere solo: i tanti significati della solitudine

Ci sono alcune parole che hanno a che fare con l’essere soli, che ti mostrano come “solo” voglia dire, anche, protagonista. In musica, l’aggettivo solo equivale a solista, e può indicare anche le parti che vanno eseguite da una sola voce, o un solo strumento. Un assolo. Quando si è piccoli, sentirsi dire: “bravo, hai fatto tutto da solo”, è un incoraggiamento per l’indipendenza e l’autoaffermazione, in erba, intanto s’inizia esplorando e crescendo. Quando la parola “solo” diviene negativa? Quando è legata a come ti senti, a come percepisci il tuo essere solo. Dal “sentirsi soli” deriva la solitudine. Ma c’è solitudine e solitudine. Imparare a stare da solo, bene, nei tuoi panni, nella tua vita, usando il tuo tempo, riempiendolo di quello che è bello per te, è un modo buono di essere soli. C’è un adagio popolare che ricorda: “meglio soli che male accompagnati”, e, in modo assai semplice, ci dice che non sempre risolvi la solitudine perché stai assieme agli altri.

La solitudine che fa soffrire è avvertita come mancanza, di qualcosa che vorresti, ma non c’è: una persona da amare, amici con cui condividere la vita, una famiglia, con cui essere te stesso, un lavoro che ti dia gioia, idee, pensieri e speranze che riempiano la vita. Così, la solitudine che fa male è quella che ti fa percepire un senso di vuoto. Ma, attenzione: quel vuoto che percepisci è dentro di te. Potrebbe riempirlo qualcosa che arriva da fuori? O forse, tu, puoi riempirlo, così da superare quel senso di mancanza, usare il tuo saper essere solo come forza, e cambiare, le relazioni, la vita, il lavoro, il modo che hai di vedere te stesso.

La solitudine che fa soffrire

Nella solitudine percepita come sofferenza, spesso si nasconde il confronto con gli altri, o il bisogno di approvazione, o il desiderio di avere quello che non si ha, la paura di non essere all’altezza, o anche, che nulla cambierà. Questo, e molto altro. La solitudine è sottile e profonda, e si muove all’interno dell’animo umano. Nasciamo soli, e, in realtà, soli percorriamo la vita, pur essendo nel mondo, in mezzo agli altri. Se questo fosse sufficiente, nessuno avvertirebbe il senso di solitudine. Se lo avverti, vuol dire che c’è qualcosa che ti manca. Capire cosa, è il primo passo concreto, per vincere la battaglia contro la solitudine che ti fa soffrire, e coltivare la tua capacità di essere il musicista della tua vita, eseguendo il tuo assolo nel modo migliore. E, intorno, altri strumenti, e l’orchestra, un’armonia, quella della tua esistenza, che puoi disegnare come nuova ogni giorno. Per questo, la solitudine da vincere è quella che ti allontana dalla percezione della possibilità di espansione della tua vita, che parte sempre dalla tua anima.

Più rafforzi la fiducia in te stesso, nelle tue visioni e nelle tue scelte, più impari a vedere con chiarezza dentro di te, più l’essere solo sarà uno stato della vita in cui vivrai bene, e intanto, potrai fare tutto ciò che ti serve per superare la solitudine che, invece, ti rattrista. Storie vere, nomi di fantasia, solitudini diverse, persone straordinarie che hanno imparato a vivere bene con se stesse, e così, vinci la solitudine perché la trasformi. Igor, che si sentiva solo perché non aveva una compagna. E viveva questa assenza come una mancanza e un’incapacità. Ma la persona giusta non puoi crearla dal nulla, né rendere giusta una persona che per te non lo è. A volte, sei solo perché ancora non hai ben chiaro cosa vuoi, e più chiarisci il punto fondamentale, più l’essere solo sarà la scelta migliore fino a che non incontrerai la persona giusta. Igor ha iniziato partendo dal suo stato interiore, che poi, le mancanze che avvertiva, erano un po’ ovunque. Si sentiva solo, un po’ estraneo, da sempre, rispetto alla sua famiglia. E solo, e diverso, da sempre, rispetto ai luoghi dove era cresciuto. Prima Igor ha coltivato una positiva visione di sé stesso: perché il fatto che altri siano diversi, e parlino linguaggi che non sono i tuoi, non vuol dire che tu non vai bene. Vuol dire che devi cercare chi possa parlare lo stesso linguaggio. E quando ha incontrato Serena, Igor ha incontrato prima un’amica, una persona che condivideva con lui un modo di vedere la vita, e insieme, hanno scoperto di non essere soli. Proprio nel momento in cui essere soli non era più un problema.

Come cambiare le cose partendo da te

Katrina aveva una solitudine interiore che l’accompagnava da sempre, così ricordava. Si era sentita sempre un po’ isolata, dagli altri. A scuola, all’università, sul lavoro. Stava con gli altri, ma non si sentiva insieme. Quel senso di solitudine veniva da lontano, da un’infanzia da sorella maggiore che doveva prendersi tutte le responsabilità, e mai che qualcuno capisse che anche lei, aveva diritto ad essere bambina, e giocare. Una parte di vita di cui era stata privata, e che, una volta adulta, era diventata una mancanza. Non l’aveva, ma non sapeva come esprimerla, perché non aveva potuto, essere pienamente se stessa.

Con Katrina abbiamo fatto un lavoro molto interessante, che spesso fa parte del mio metodo. Se hai una cosa che vuoi risolvere, nella vita, ce ne occupiamo anche praticamente. Scoperto cosa il suo territorio poteva offrirle, e di cosa aveva bisogno lei, per stare bene, ha trovato le cose giuste da fare, con le persone giuste. E oggi, è sola, e sta bene. Ha anche relazioni, ma proprio non sente il bisogno degli altri, per vivere serenamente. La sua solitudine è diventata una scelta di affermazione, meglio sola, e poi, ben accompagnata quando vuoi. Per questo, si può imparare a vivere con la solitudine, iniziando a conoscerla, a capire da dove viene, dove ti porta, ma soprattutto, a decidere tu, dove vuoi andare.

Diventare un grande solista, suonare la migliore armonia, e poi, scegliere se vuoi fare un duetto, se vuoi avere un gruppo, suonare con una grande orchestra, cantare in un coro. Ma nessun coro potrà eccellere, se i suoi componenti, singolarmente, non danno il meglio di sé. Questo vale anche per la tua vita: che anche la solitudine, non è che una delle voci della tua anima, e non sta lì a dirti che non puoi, vivere la vita che desideri. Sta lì a dirti che è il momento di farlo.

Se vuoi conquistare la solitudine buona, per andare oltre, la solitudine, vuoi conoscere il mio metodo, andare in profondità con la tua crescita personale, libero dai modelli che non ti appartengono, scrivimi, costruiremo insieme la tua strada migliore. Annarosapacini.com pagina contatti.

E per una piena e consapevole evoluzione del pensiero, se ancora non lo hai fatto, iscriviti a Comunicare per essere® podcast, un progetto di comunicazione vastissimo, con centinaia di puntate e contenuti sempre originali, cui puoi iscriverti dal mio blog, nella pagina dedicata, e da tutte le app per musica e podcast. E nel mio blog puoi leggere ogni settimana le trascrizioni dell’audio, puntata per puntata. E trovi anche una pagina dedicata al Profilo Grafologico essenziale, uno studio mirato, per la valorizzazione dei tuoi punti di forza, che realizzo personalmente. Un passo nella direzione della piena espressione di te, che include anche un modo diverso di pensare alla solitudine, che puoi richiedere anche adesso. Nel mio canale video, su YouTube, e sui vari social, a partire da Facebook, trovi tanto altro. Attiva le notifiche, e segui sempre il mio blog, dove puoi leggere ed ascoltare articoli ed approfondimenti mirati.

Per salutarti, buone ispirazioni, dedicate alla solitudine come forza dell’anima, e musica, che a questa solitudine, può dare molta speranza. Se vuoi scrivermi, e farmi sapere cosa ne pensi, sostenere questo podcast, lasciare un like, condividere, ti ringrazio, che ogni solitudine è anche un modo per vivere con gli altri, se sappiamo trasformarla. Erich Fromm: “Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità di amare”. Thomas Mann: “La solitudine dà alla luce l’originale che c’è in noi”. Roberto Gervaso: “Per i forti la solitudine è l’asilo dell’anima; per i deboli, l’esilio”. L’ultimo, di Mark Twain: “La peggior solitudine è non essere a proprio agio con te stesso”.

Il brano? “Turn on the light”. Questo può fare la solitudine buona: accendere la luce sulla tua bellezza. Io incontro solitudini bellissime, ognuno di noi, è un assolo, ma insieme, ognuno di noi è più grande. Grazie per essere con me, in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Anche la solitudine, non è che una delle voci della tua anima, e non sta lì a dirti che non puoi, vivere la vita che desideri. Sta lì a dirti che è il momento di farlo” -Annarosa Pacini

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

Torna in alto