Come superare la stanchezza

Superare la stanchezza della vita, quella che ti fa “passare la voglia” è possibile. In realtà, la voglia non ti passa, finisce lì, nascosta da tante cose che, giorno dopo giorno, ti fanno perdere di vista le cose importanti. Allora è proprio da lì che devi ripartire: ascoltare la stanchezza buona, che ti ricorda che è il momento di ricaricarti, e scacciare quella che vuole impedirti di credere in te stesso e nelle possibilità della tua vita.

Ascolta la tua stanchezza, e troverai una forza nuova

La stanchezza esiste, fisica e mentale. Legata al lavoro, agli impegni, allo stress. Poi, c’è la stanchezza della vita, quella legata alla quotidianità, alla perdita delle prospettive positive, alla rinuncia. A volte, non sai bene neanche a cosa sia legata. È quel tipo di stanchezza che non ti consente di prendere in considerazione tutte le opzioni necessarie per poter trovare la soluzione giusta. Quella che ti fa “passare la voglia”.

Eppure, la stanchezza si può superare. Quella fisica, quella mentale (perché ormai lo riconosce anche la scienza, il lavoro mentale stanca) e quella interiore. Vuoi chiamarla dell’animo, dello spirito, della volizione? La stanchezza è un segnale. Nel momento in cui ne comprendi bene il significato, allora hai di fronte a te anche tutte le possibili soluzioni. Come superare la stanchezza in pratica, questo è il tema della puntata.

Gli effetti (nocivi) della stanchezza mentale sul cervello e sulle prestazioni

Un recente studio del Centro ospedaliero universitario Pitié-Salpêtrière di Parigi, pubblicato su “Current Biology”, ha evidenziato che lo sforzo cognitivo provoca un accumulo di sostanze nocive nel cervello. Un articolo che ho letto nella newsletter di Corriere Salute spiega anche come, e perché: lo sforzo cognitivo prolungato provoca fatica fisica, anche se in modo diverso rispetto a quella di chi lavora in piedi tutto il giorno o solleva pesi. Il motivo è organico, non mentale o psicologico, dicono i ricercatori: secondo lo studio si creano accumuli di sostanze, come il glutammato, in particolari aree della corteccia prefrontale.

Così, più aumenta la fatica, più aumenta la stanchezza, più aumentano le sostanze “tossiche” per il cervello, più il cervello ha bisogno di staccare, aumenta la distrazione, automaticamente cerca di spostare la propria attenzione su questioni poco rilevanti o piacevoli. Insistere troppo a lungo, quando si avverte la stanchezza, porta a compiere errori più facilmente, sia che si tratti di stanchezza fisica, che mentale. La fatica è un segnale che ci dice che è il momento di riposare, ma, secondo gli scienziati che hanno realizzato questo studio, non per cercare attività che producano piacere, quanto per preservare l’integrità del cervello, e quindi inutile cercare motivazioni psicologiche o mentali, la fatica non è una sensazione auto-creata che ha lo scopo di spingerci a fare cose che ci facciano stare meglio

Le soluzioni per affrontare e superare la stanchezza fisica e mentale: le buone abitudini

La soluzione? Secondo lo studio, riposare e dormire. Il sonno elimina tutto, anche stanchezza ed accumulo di sostanze nocive nel cervello. Ma esiste davvero solo questo tipo di stanchezza, fisica, o mentale, legata all’accumulo di sostanze stressogene per il cervello? In base alla mia esperienza, posso dirti di no.

La mia attività si basa sulla ricerca e sullo studio, di tutto quello che ha a che fare con il benessere, l’espressione e la realizzazione personale, e sono propensa a dare molta fiducia a quello che porto in evidenza, soprattutto quando è comprovato da centinaia di esperienze vissute. La fatica fisica fa male alla mente ed al corpo? Certo, tutto quello che è in eccesso, in senso negativo e anche positivo, può fare male. Il corpo ha una sua propria intelligenza, e, ben utilizzato, rende meglio. Come un motore che venga attentamente monitorato e revisionato per essere sempre al cento per cento, oppure che venga usato senza mai controllare il livello dell’acqua, o dell’olio, l’usura delle pasticche dei freni o della cinghia della distribuzione. Se il motore è messo a punto, funziona bene. Se è inascoltato, ad un certo punto, cede, qualcosa si rompe. Così il corpo, se lo metti troppo a lungo sotto pressione, arriva ad un punto in cui è più difficile recuperare. Può sempre recuperare, ma sarebbe meglio evitare di sfruttarlo senza ascoltarne i segnali.

Quello che ti fa bene, e ti fa stare bene, allontana la stanchezza (di ogni tipo)

Per risolvere gli effetti negativi della stanchezza fisica, serve saggezza. Ti faccio un esempio, storia vera, nome di fantasia, Riccardo. Riccardo fa un lavoro impegnativo, si occupa del magazzino all’interno della grande distribuzione. Teoricamente, dovrebbe organizzare e dare ordini, in pratica, scarica e cataloga assieme agli altri. In certi periodi, in cui c’è meno personale, questo tipo di attività aumenta, ore ed ore a scaricare, caricare, e deve ugualmente fare anche tutto il resto del suo lavoro. In quei periodi, alla fine della giornata, è stanco. Alla fine della settimana, è stanco. Problema psicologico? Problema fisico? Per niente.

Il lavoro che fa è effettivamente impegnativo e faticoso, richiede impegno fisico, e anche mentale, e quando aumenta in modo eccessivo, magari in aggiunta ad altre situazioni che non facilitano il lavoro, come il caldo estivo, Riccardo avverte di più la stanchezza. Sa bene riconoscere questi periodi, e sa anche, saggiamente, di cosa ha bisogno: di riposo.

Perciò, anche se qualche amico non ne comprende fino in fondo le ragioni ed insiste perché lui cambi idea, in quei periodi non se ne va in giro la sera per pub, né a fare un’escursione il fine settimana a 400 chilometri da casa. No: legge, guarda un film, dorme, si prende cura delle sue piante, prenota il suo massaggio preferito. Spesso, fa anche un incontro con me. Perché lo trova riposante. Impegnativo, mentalmente, ma in grado di ricaricarlo. Arriva stanco e se ne va che si sente più riposato. Prova lo stesso effetto anche negli incontri che facciamo on line: inizia stanco, e quando ci salutiamo il suo stato interiore è, invece, di nuovo pronto e attivo, anche se ha un’intera giornata di lavoro sulle spalle.

Perciò, la stanchezza fisica esiste, ed il riposo è fondamentale, ed ascoltare i segnali della stanchezza ti permette di trovare le soluzioni migliori. Questo vuol dire anche non farti trascinare dalle richieste esterne, ma fare proprio quello di cui hai bisogno tu.

Per vincere la stanchezza mentale c’è bisogno di energie che ricaricano

Vale lo stesso per la stanchezza mentale. Rossella fa la segretaria in una clinica per il benessere fisico, prende appuntamenti, tratta con i medici, gli impiegati, i pazienti, ha una pausa pranzo di due ore che non vorrebbe, preferirebbe fare orario continuato, e poter tornare a casa prima. Il suo è un lavoro soprattutto mentale, eppure, prova la stessa stanchezza di Riccardo. Quella stanchezza esiste, vuol dire che hai dato fondo alle tue energie, e devi ripristinarle. Il ripristino delle energie mentali non è diverso da quello delle energie fisiche: riposo, attività che ti facciano stare bene. Per Rossella, però, ci sono attività alternative al riposo che le producono un senso di relax, come partecipare alle lezioni di fitness in palestra con le amiche o seguire il suo nuovo hobby, legato alla cucina.

Nonostante le evidenze fisiche, delle sostanze che si accumulano nel cervello, e l’oggettiva e comprensiva stanchezza come risultato del lavoro e dell’impegno, è mia esperienza che le persone possano recuperare velocemente, e trovare nuove energie non solo nel riposo, ma anche nell’attività. Perciò ritengo che ricercare attività piacevoli non sia solo una funzione biochimica di protezione del cervello, ma anche mentale e psicologica. Perché chi si dedica ad un lavoro, per rimanere in linea con gli esempi che ti ho fatto, che lo gratifica, che lo fa stare bene, che lo rende felice, si stanca meno, si riprende prima, il suo umore è migliore.

La stanchezza legata alla vita: segnali importanti che ti dicono che è il momento di cambiare

Veniamo perciò alla terza stanchezza, quella legata alla vita. Quella è la stanchezza più difficile da risolvere. E non dipende da quanto è pesante la giornata, dal lavoro fisico o mentale, ma da altro. Infatti, ci sono persone che la avvertono anche se, apparentemente, non ci sono variazioni nella loro vita che ne giustifichino la comparsa.

Una madre si occupa dei suoi tre figli, del marito e del lavoro, ma lo ha sempre fatto. Continua a farlo come sempre. Perché è stanca? Un professionista si occupa del lavoro, del figlio, della compagna, dei genitori anziani, come ha sempre fatto, da un bel po’, perché negli ultimi tempi è così stanco? Mettiamo subito da parte eventuali cause organiche e fisiche. Sto parlando di persone che non hanno particolari problemi di salute, che stanno bene, fisicamente, mentalmente. Ma interiormente?

Potrei farti un elenco lunghissimo di persone che stanno bene, e sono stanche a causa della perdita delle prospettive positive, o della rinuncia, o di sottili sofferenze. Mi viene in mente Celesta, un’insegnante straordinaria che si faceva in quattro per i suoi allievi, in particolare per quelli con più difficoltà. Così rimase davvero basita quando a scuola, che aveva inaugurato un sistema di “votazione” degli studenti, “customer satisfaction” nei confronti degli insegnanti, scoprì che uno studente cui si era dedicata con tutta se stessa le aveva dato la valutazione più bassa, “1”, descrivendola come poco disponibile. Sembra una cosa da nulla, Celesta rimane l’insegnante straordinaria che è. Eppure credimi se ti dico che ha iniziato ad avvertire stanchezza, più stanca a scuola, più stanca a casa, più stanca nel vivere quotidiano. Quella è la stanchezza che ti fa “passare la voglia”.

Cos’è la stanchezza che ti fa “passare la voglia” (di fare, di essere, di sognare)

Da dove arriva? In generale, da delusioni, da mancati riconoscimenti, da speranze deluse, da un eccesso di illusione che non sa accettare la realtà. Nello specifico individuale, deriva dalla vita personale, ognuno deve comprenderne il significato per se stesso: così avrai di fronte a te tutte le possibili soluzioni.

La stanchezza dell’animo, dello spirito, della volizione, è quella legata alla sfera interiore più profonda e delicata e forte dell’essere umano, la tua essenza, il tuo essere. Quella è una stanchezza che si aggiunge ad ogni altra stanchezza, e che esiste anche se ti pare che non ce ne siano i motivi.

Luciano aveva avuto un incarico di lavoro apparentemente più favorevole, non doveva più viaggiare, faceva orario fisso. Eppure, si sentiva stanco, perché a lui piaceva molto di più il lavoro di prima, tante ore a viaggiare, ma quante persone, quanta comunicazione, quanta libertà. Era molto più stanco facendo un lavoro più riposante. Perciò i motivi psicologici e mentali per la stanchezza, esistono.

Tant’è che conosco persone che quando volontà e visione interiore sono ben attive e motivate non risentono della stanchezza. Sentono la stanchezza, ma non ne risentono. La stanchezza non li abbatte, non li porta a rinunciare né a perdere le prospettive, né fa passare loro la voglia.  

La stanchezza è un segnale

La stanchezza è un segnale. Ogni stanchezza. Non trascurarla. Se hai bisogno di riposarti, riposa. Se hai bisogno di rilassarti, rilassati. Se vuoi qualcosa di divertente e piacevole, cercalo. Se desideri qualcosa di profondo e coinvolgente, trovalo.

Per superare la stanchezza, in pratica, non devi mai abituarti, e devi sempre cercare una soluzione. Soprattutto, non abituarti mai alla stanchezza del vivere: se la avverti, trovane la ragione, e poi, trasformala in una ragione per vivere meglio.

Se vuoi imparare a farlo, posso aiutarti. Se vuoi riflettere sulla tua vita e su come puoi trasformarla, per vivere meglio, stanchezza inclusa, tieni presente che sei tu la vera fonte della tua energia, ed è in te che puoi trovare le risposte. Ed è quello che faccio con il mio lavoro, aiutare le persone a trovare le risposte giuste per la loro vita. Posso farlo anche per te. Se vuoi saperne di più, puoi scrivermi o telefonarmi, trovi tutti i contatti sul mio blog, annarosapacini.com

Puoi contattarmi anche tramite social, se preferisci. Mi trovi su tutti i social principali, ed ho anche un canale video su YouTube, iscriviti, così non perderai i nuovi video che pubblicherò. Attiva le notifiche ovunque, anche nell’app in cui ascolti il podcast. E se ancora non ti sei iscritto a Comunicare per essere®, puoi farlo gratuitamente, dalla pagina dedicata del mio blog, o dalla tua app preferita, Apple Podcast, Spotify, Spreaker, Google Podcast etc. etc. etc. Se ti piace la filosofia di vita che ispira il mio podcast e vuoi lasciare una valutazione, grazie. Anche un semplice messaggio positivo e incoraggiante può essere un antidoto alla stanchezza fisica e mentale.

Quattro aforismi sulla stanchezza e su come superarla. Romano Battaglia: “L’esasperazione, la stanchezza, il male di vivere, spesso, portano a vedere negli altri, in coloro che ci stanno vicini, la causa di tutte le nostre difficoltà, dei nostri mali. È la via più facile, anche se non indolore, per sfuggire alla verità, alle umane, umanissime paure. Diventiamo ciechi nei confronti delle responsabilità e non ci accorgiamo che la vita è come ce la siamo costruita noi”. Josè de San Martin: “Nulla pesa di più del cuore quando è stanco”. William Walker Atkinson: “Affermate la Forza della Vita dentro di voi e manifestatela in ogni pensiero, azione e atto, e molto presto sarete euforici e traboccanti di vitalità ed energia”. Infine, Richard Bach: “Scopri la tua forza e diverrai il centro dell’energia che regola il tuo tempo”.

Il brano lo conosci già, “Higher and Stronger”. Il mio augurio per te? Che nessuna stanchezza ti limiti. Prendi il tuo tempo, crea le tue oasi per ritemprarti, e, intanto, avanza nella realizzazione della tua vita. Ciao, grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata.

“Che nessuna stanchezza ti limiti. Prendi il tuo tempo, crea le tue oasi per ritemprarti, e, intanto, avanza nella realizzazione della tua vita”

-Annarosa Pacini

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