Come gestire la rabbia: le strategie utili

Come gestire la rabbia, la tristezza, l’eccitazione e l’ansia, la gioia e la paura: gestire emozioni e sentimenti significa riuscire ad orientare la tua vita. Significa non essere in balia degli eventi. Significa scegliere la direzione che vuoi dare alla tua vita. Perchè è così, passo dopo passo, che puoi davvero cambiare le cose.

Le strategie più utili per gestire la rabbia

Il modo migliore per gestire la rabbia è riconoscerla, comprenderla e guidarla. Ogni persona ha la sua propria rabbia, cioè un modo di percepirla, interiormente, e di manifestarla, esternamente. La rabbia ha molte strade per insinuarsi tra pensieri e sentimenti, ed anche, molte strade per manifestarsi. E non solo le più evidenti. Anche un silenzio ostile può esprimere rabbia. Anche un eccesso di parole, può esprimere rabbia. Mancanza di attenzione, eccesso di critica, freddezza, stizza, sino ai segnali più chiari, che arrivano dalla collera e dall’aggressività, passiva o attiva. Le strategie più utili per gestire in modo costruttivo i sentimenti come la rabbia dovrebbero sempre tenere ben presente cosa la rabbia rappresenta per te e cosa comunica. Non importa cosa sia per altri: più ascolti e riconosci la tua, più strade ti si aprono per trasformare la rabbia in una energia che crea, e non distrugge.

Le tante espressioni della rabbia

Dall’alterazione all’impeto dal dispetto alla collera dall’irritazione al disappunto, arrabbiatura, seccatura, aggressione, oppressione, impazienza, ambizione. La rabbia è una passione, una forza che si muove dentro di te. Così come altre emozioni e sentimenti, dalla paura all’amore, dalla compassione all’intolleranza. Spesso usiamo una parola per descrivere invece tanti comportamenti diversi, situazioni diverse, persone diverse. Così Giacomo che urla è arrabbiato, e Sara che urla è arrabbiata. Paolo che svalorizza ed ipercritica ogni cosa è arrabbiato, Lella che si chiude nel suo mutismo e nessuno la smuove, è arrabbiata.

Tutte le passioni che si muovono dentro di te possono portarti lontano, in senso positivo ed in senso negativo. Se sai guidarle, allora c’è sempre da imparare, anche da quelle più difficili, ma se sono loro a guidare te, possono condurti fuori dalla tua strada. Non è facile imparare ad auto-valutare i propri modelli comportamentali, capire se e quanto sono adatti al te che sei oggi. Questo perché, in genere, più il tempo passa più una persona si identifica con il proprio comportamento. In realtà, il comportamento è una conseguenza, un effetto, di una serie di fattori in combinazione: la tua natura originaria, le tue relazioni fondanti, le esperienze di vita, come ti hanno forgiato, l’uso che ne hai fatto, solo per citarne alcuni. Quanto ti hanno condizionato o cambiato. Se hai saputo restare ben saldo sulla tua strada e coerente con la tua natura più vera.

Come si manifesta la rabbia dipende dal tuo temperamento di base e da come lo gestisci

L’argomento è molto ampio, mi limiterò in questa puntata a suggerirti le strategie più utili, iniziando con un esempio legato alla grafologia evolutiva®. Questo perché la prospettiva grafologico evolutiva mi permette di capire bene in che modo un’energia interiore sia collocata in un temperamento e che effetti produca. La rabbia non è uguale per tutti. Gli effetti che produce dipendono dal tuo temperamento di base. “Temperamento” è riduttivo, come definizione. Parliamo di natura originaria.

Una persona con una grafia medio-piccola, ma scorrevole, e non troppo angolosa, risentirà molto di situazioni esterne negative, potrà però gestire la rabbia senza covarla troppo, anche se a volte con la percezione di non reagire nel modo giusto. Una persona con una grafia medio-piccola, molto angolosa, poco veloce e rigida, sarà spesso in contrasto, dentro di sé, e proverà reazioni forti, come la rabbia, che non manifesterà in modo diretto. Lo farà in modo indiretto, silenzi, ripicche, frasi taglienti. Se con queste stesse caratteristiche nella scrittura aumentano grandezza e pressione, con una scrittura dritta, nel primo caso avremmo una persona che si arrabbia ma cerca di gestire la propria rabbia. Nel secondo, manifestazioni di ira e di attacco saranno molto più frequenti. Se nella scrittura ci fossero altri segni legati all’affermazione di sé, alla difficoltà a mantenere una valutazione oggettiva, avremmo persone portate alla collera, con scatti di rabbia, e, nel secondo caso, con più facilità capaci di concepire anche l’aggressione fisica, non solo quella verbale.

Gli effetti della vita sulle tue emozioni (e su di te)

La rabbia si esprime secondo quello che è il tuo temperamento, la tua natura originaria. La devi riconoscere, cioè saper capire che quel modo di esprimere quel certo sentimento, quell’emozione, quel sentire, è legato a come sei fatto. Questo è importante, perché spezza l’automatismo: come puoi migliorare e trasformare le tue caratteristiche temperamentali e intellettive, come puoi far progredire e coltivare ogni caratteristica che tu voglia far progredire e coltivare, così puoi fare anche con la rabbia. Da qui, la seconda, fondamentale, strategia: comprenderla. Anche se spesso usiamo parole-raccoglitore per definire a grandi linee un comportamento, imparando ad andare più in profondità, ad osservare le sottili ed essenziali differenze che caratterizzano l’agire e l’essere umano, potremmo capire meglio, noi stessi e gli altri. Uso gli stessi nomi degli esempi, che sono nomi di fantasia, ma le storie, sono vere.

Giacomo quando urla e prova rabbia, è perché si sente attaccato e non compreso. La sua rabbia nasceva dal bisogno di vedere riconosciute le sue qualità anche attraverso il successo professionale. Quando il successo c’è stato, la sua rabbia era, ogni tanto, nervosismo e impazienza, ma quando il successo se n’è andato, eccolo pronto ad andare in collera con tutti, moglie e figli. “Rabbia” non era la parola giusta: delusione nei confronti di se stesso e del mondo del lavoro, frustrazione, difficoltà a comprendersi e ad aprirsi. Compresa bene la sua “rabbia” ha iniziato a guidarne l’espressione, da un lato, facendo in modo di non creare sofferenza e tensione in famiglia, dall’altro, veicolando le sue giuste aspirazioni in direzioni nuove. È sempre un tipo impaziente, ma non esprime più quel tipo di rabbia. Sara, invece, che aveva rinunciato a tutto per il suo lui, quando si è accorta che lui non era disposto a rinunciare proprio a niente, ha iniziato ad accumulare così tanta amarezza, a giudicare se stessa e le sue scelte vedendone solo la parte negativa, che proprio non riusciva più a dare fiducia al suo compagno e a se stessa. Per potersi liberare dalla rabbia, ha dovuto cercare la verità nella coppia, capire se ancora c’era, la coppia. Soprattutto, riprendere se stessa e la sua vita, perché nessuna coppia può essere davvero felice se i partner non lo sono, nelle loro reciproche vite personali.

Come non essere schiavo delle passioni ti aiuta a stare meglio

Paolo invece manifesta rabbia con un linguaggio tagliente, con tanta inflessibilità, giudizi ed ipercritica perché quello è stato il suo modello di amore-non amore familiare. Nessuna parola d’amore, nessun supporto. Vista dalla sua prospettiva, non era nemmeno rabbia, era una forma contorta di amore. Per gli altri, era, eccome, rabbia. Paolo ha saputo guardare in se stesso, ha scelto per sé e la sua vita di voler davvero esprimere ciò che era, e trovate le parole giuste per i suoi sentimenti, la rabbia è scomparsa, non più inflessibilità, giudizi ed ipercritica, ma ascolto, attenzione, qualche suggerimento sempre, perché è un tipo molto partecipativo.

Lella, invece, usava la rabbia per alzare i muri, i muri creavano distanze, più le distanze aumentavano, più rabbia provava. E anche frustrazione. Un po’ ovunque, sul lavoro, in famiglia. Era arrabbiata anche con se stessa. In realtà, Lella era infelice, perché le sembrava di avere rinunciato ai suoi sogni e di non avere più il tempo per cambiare strada. Ma il tempo c’era, e le strade erano molte. La sua rabbia è diventata energia attiva che ha portato tanti cambiamenti positivi nella sua vita, e meno silenzio.

Questa è la terza strategia di gestione della rabbia: guidarla, orientarla, trasformarla.

Per guidare la tua vita devi dare fiducia alla tua possibilità di realizzazione

Le emozioni ed i sentimenti, che siano positivi o negativi, esprimono una parte di te. Ascoltarli e comprenderli, ti permette di usarli per essere te. Poi, la scelta del mondo che vuoi creare, quella, è tutta tua, personale. Io sono a favore del creare valore e benessere in te e nel tuo ambiente, perché il cuore della comunicazione vera è essere nel mondo, con gli altri, e puoi trasformare la tua realtà solo se nella realtà agisci. Questo, come indicazione generale. Per la strada pratica, ognuno traccia il proprio sentiero.  E se vuoi tracciare il tuo sentiero migliore, per la rabbia o qualunque altra espressione di te che desideri evolvere, migliorare ed ampliare, cosa puoi fare?

Per prima cosa, riflettere e mettere in pratica.

Poi, puoi contattarmi, scrivimi, telefona, chiedi, troveremo il modo giusto. Annarosapacini.com, pagina contatti, ci sono tutti i miei recapiti. Per avere un’idea del tuo stile comunicativo, rispetto alla rabbia ed alle energie interiori forti, puoi richiedere il tuo Profilo Grafologico Essenziale, anche in questo momento, direttamente dal sito, e poi, ricordati di scrivermi e dirmi che ti interessa questo aspetto, focalizzare le energie interiori e la loro manifestazione. 

Risposte, e spero, ispirazioni e motivazione, ne trovi sempre nel mio podcast, Comunicare per essere®, puoi iscriverti gratuitamente dalla pagina dedicata del mio blog, centinaia di puntate dedicate alla piena realizzazione personale, su misura. E se ti piace questo podcast, ti ringrazio se vorrai sostenermi, lasciando una valutazione ovunque ascolti i podcast, inclusi Spotify ed Apple podcast. Non perderti le novità, iscriviti al podcast ma anche al mio canale YouTube ed alle pagine social, a partire da Facebook, e attiva le notifiche. Approfondimenti e novità li trovi sempre nel mio blog e nella newsletter.

E, intanto, per nuove prospettive di gestione delle energie, aforismi per pensare e musica per lasciar andare. Tris di aforismi: Louise Hay, “Lasciando andare, diventiamo liberi di usare tutto il nostro potere mentale per godere di questo momento e creare un futuro meraviglioso”. Jerry Gilles: “Riconoscerai la tua strada quando ci arriverai, perché avrai improvvisamente tutta l’energia e l’immaginazione di cui hai mai avuto bisogno”. Stephen Littleword: “Trasforma tutta la tua energia in un’occasione di vivere una vita felice. Imbocca la strada giusta, quella dei tuoi valori”. Il brano con cui ti saluto s’intitola, indovina: “True”.

Pensa a quello che provi come ad onde di energia, e crea con quell’energia il mondo che è dentro di te. E così, guidando quell’energia, trasforma il mondo in cui vivi. Ti auguro che questo sia la tua vita, e se vuoi, posso aiutarti a farlo. Ad essere vero, ad essere te. A realizzare ogni speranza in cui credi. E ne approfitto per ringraziare le mie persone, i miei cari clienti, allievi, amici, persone bellissime, che m’ispirano, ogni giorno, a crescere e migliorarmi. E grazie a te, che mi ascolti. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata.

“Il cuore della comunicazione vera è essere nel mondo, con gli altri, e puoi trasformare la tua realtà solo se nella realtà agisci”

-Annarosa Pacini

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