Come essere più gentile con te stesso

Essere gentile con te stesso è imparare a vivere rispettando la vita, quello che sei, quello che hai, quello che puoi, quello che sarai. Senza gentilezza, non c’è speranza, e senza speranza, non cresce l’amore. Così, se impari ad essere gentile con te stesso, sostenendoti, migliorandoti, scoprirai quante straordinarie possibilità sono racchiuse nel tuo cuore. Ma se non le fai uscire, non le vedrai.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Perchè essere gentile con te stesso è importante

Essere gentili con se stessi è importante: vuol dire imparare ad essere comprensivo e paziente, magnanimo e rispettoso. Attento, così da saper avere cura di te. Per iniziare, puoi allenare tre nuovi atteggiamenti interiori: il primo, allontanare l’autocritica, che se non è ben direzionata ed oggettivamente matura, diventa un problema che crei a te stesso. Il secondo, imparare l’auto-compassione, cioè riconoscerti per ciò che sei, il tuo miglior alleato. Il terzo, l’auto-gentilezza, che è un percorso consapevole di miglioramento personale, che non si basa sull’illusione e non nega la realtà, anzi. Usa anche le difficoltà per portarti a fare di più, ed in modo più giusto.

Anche soltanto abbracciare questa prospettiva, l’importanza dell’essere gentile con te stesso, significa iniziare a dare nuova forza e nuova energia al tuo essere interiore, che è poi la base di ogni tuo agire nella vita. Vediamo allora insieme, in questo podcast, come puoi iniziare. Ogni viaggio, come ricorda Lao Tzu, inizia sempre con il primo passo.

L’importanza di ben capire per ben agire

Essere gentile con te stesso è importante, e non riguarda soltanto il rapporto che hai con te stesso, ma anche quello che hai con gli altri. Chi non sa amarsi, cioè conoscersi, comprendersi, darsi la possibilità di migliorare, difficilmente saprà farlo con gli altri. “Gentile” che va ben oltre un atteggiamento di dolcezza e amabilità che non guastano, se fanno parte del tuo stile comunicativo. Un essere gentile che richiede comprensione, aperta e chiara, verso quello che ti piace ma anche verso quello che non ti piace. Pazienza, perché ci vuole tempo, per progredire, per trasformare, soprattutto se vuoi farlo bene.

Magnanimità, dice il dizionario, grandezza e nobiltà d’animo, generosità disinteressata. Tradotto in comportamenti pratici, significa fare quello che sai essere giusto e buono per te, anche se non ne avrai un immediato tornaconto, perché hai deciso di percorrere la strada non per ciò che ne avrai, ma per rispetto di ciò che sei.

Rispetto, che si porta dentro tutto, comprensione e compassione, pazienza e magnanimità. Il rispetto implica un’ottima capacità di giudizio e un’ottima volontà di comunicazione valoriale. Perché giudizio non è critica. Giudicare non è sentenziare. È valutare bene, farsi un’idea giusta, usarla.

Perchè i consigli funzionano meglio quando sono su misura per te

Come puoi mettere in pratica nella tua vita un atteggiamento interiore profondamente orientato verso l’espressione manifesta di una gentilezza trasformativa? Allenando i giusti atteggiamenti interiori. Qua, prima di proporti i tre atteggiamenti interiori che, nell’immediato, puoi cercare di trasformare e coltivare, devo fare un piccolo inciso: questi consigli vanno bene per tutti, ma la trasformazione della visione interiore passa sempre attraverso l’interiorità, cioè, l’applicazione pratica migliore è quella che rispetta e tiene conto della tua natura.

Se sei una persona attenta e precisa, progredirai con massima soddisfazione usando queste caratteristiche in modo assertivo. Se sei una persona intuitiva ed attiva, progredirai con massima soddisfazione usando queste caratteristiche in modo costruttivo.

Non solo queste: puoi usare le tue attitudini preferite, quelle che già conosci, e anche, quelle che vorresti avere di più. Ho creato il Profilo Grafologico Essenziale proprio per questo: uno studio grafologico mirato della tua scrittura, un focus sui punti di forza e le caratteristiche che più possono darti supporto in questo momento della tua vita. Praticamente e concretamente: ognuno di noi ha la propria strada, quella deve conoscere, coltivare e percorrere. Se vuoi saperne di più, nel mio blog, annarosapacini.com, c’è una pagina dedicata proprio al Profilo Grafologico, clicca sul menù in alto a destra e ti compariranno i link di tutte le sezioni. Puoi richiederlo in autonomia, poi mi scrivi, mi chiedi quello che vuoi sapere, mi invii la tua scrittura ed in pochi giorni avrai il tuo Profilo, direttamente nella tua casella di posta elettronica.

Gli atteggiamenti interiori che aiutano la gentilezza

Torniamo ai tre atteggiamenti interiori che fanno bene a tutti, sta poi ad ognuno di noi declinarli nel modo più appropriato per se stesso. Primo, allontanare l’autocritica. L’autocritica, come risposta a momenti di difficoltà o dolore emotivo, non funziona. Sul momento, aumenta il senso di controllo, ma, alla lunga, ti sottomette al tuo giudizio, che può diventare addirittura più negativo di quello degli altri. Criticarti, prendertela con te stesso, pensare solo a quello che hai sbagliato, o non hai fatto, non aiuta. Il giudizio, come valutazione, è d’aiuto, e ti fa progredire, perché potrai farne tesoro per fare meglio. Ma il senso di insoddisfazione, delusione, verso te stesso, è una forma di inganno. Se hai fatto del tuo meglio, non dovresti essere deluso. Dovresti cercare di capire come puoi fare di più, e sapere che sbagliando, come tante volte ho detto, s’impara e si cresce.

Secondo atteggiamento interiore: imparare l’auto-compassione. Puoi considerarla un’alternativa benefica all’autocritica. Vuol dire essere un alleato per te stesso, piuttosto che un nemico. Imparare a vedere le tue risorse, piuttosto che quelli che consideri i tuoi difetti. Fa parte dell’auto-compassione il terzo atteggiamento: l’auto-gentilezza, nell’accezione che ti ho detto prima. Non criticarti, comprenditi. Ricordo una mia cara cliente, Marcella, il cui matrimonio era finito, tutto d’un tratto, dopo quindici anni, e lei non lo sapeva, non se n’era accorta, amava il marito come il primo giorno, ma lui no. Come sai, i nomi sono di fantasia, le storie, vita vera.

E questa realtà dura, con cui si era trovata, dalla mattina alla sera, in senso letterale, a fare i conti, l’aveva portata ad un atteggiamento di spietata auto-critica verso se stessa. Lei non aveva capito, lei aveva sbagliato, lei si era fatta ingannare, nulla di quei quindici anni era vero. Ma questa sua auto-critica era ingiusta. C’erano stati anni, di vero amore, di gioia, di vita bella, poi lui era cambiato, ma lei non aveva sbagliato, aveva scelto di credere in ciò che le era più facile vedere. Aveva combattuto, resistendo senza dare peso a tanti piccoli segnali, per ciò in cui credeva. Forse, il marito, poi diventato ex, Domenico, avrebbe potuto essere più chiaro, e sincero, ma anche lui aveva avuto tante difficoltà, nel riconoscere la sua verità interiore. Così Marcella ha imparato l’auto-gentilezza, a comprendere la sua ricchezza di donna, di essere umano.

L’umanità, un percorso di miglioramento con non si ferma mai

L’umanità comune implica il riconoscimento che tutti gli esseri umani sono “lavori in corso”, che ci sono tante cose buone, ma anche tante da migliorare. La consapevolezza è il processo di non respingere né aggrapparsi a nessun pensiero o sentimento: è l’esperienza di osservare semplicemente tutto così com’è, e imparare.

Per dare spazio all’auto-compassione, devi imparare a riconoscere i meccanismi di auto-critica: l’autocritica assume molte forme e ognuno la vive in modo diverso, ma se ti accorgi che di fronte ad un problema, che tu non hai voluto, che non avresti desiderato, oppure in cui ti sei trovato anche se avresti voluto ben altro, te la prendi soprattutto con te stesso, senza trovare vie d’uscita che ti sostengano, allora è il tuo critico interiore che ti giudica. Mettilo da parte. Riformula i pensieri giudicanti come fatti. Ad esempio, se il tuo critico interiore dicesse: “Sono così ficcanaso. Non avrei dovuto fare domande così personali”, perché qualcuno ha risposto male alle tue domande, cambia prospettiva: “Ho fatto una domanda personale, perché ero interessato, ma, vista la sua reazione, probabilmente c’è molto che non so. La prossima volta cercherò di capire meglio anche quello che non mi viene detto”. Non solo non ti critichi, ma ti auto-insegni, e già ti poni su una strada nuova.

Su questa strada, ricorda sempre di portare con te i tuoi valori: l’auto-gentilezza funziona tanto più quanto più sa rispettare i tuoi bisogni, la tua essenza, i tuoi sogni e le tue attitudini. Non è teoria, è pratica. Non è un atteggiamento ideale, ma un concreto modo di pensare a te stesso, alla tua vita e al tuo futuro.  Per capire le tue esigenze, devi prima avere un’idea di ciò che apprezzi di più nella vita. È nei momenti in cui non vivi in linea con i tuoi valori – e di conseguenza non pratichi l’auto-compassione e l’auto-gentilezza – che tendi a soffrire di più. Comprenderti è la via migliore per aiutarti.

E se vuoi imparare a comprenderti profondamente, in tutta la tua massima espressione, nelle tue possibilità, e attitudini, e grandezza, e vuoi farlo con me, sai dove trovarmi. Annarosapacini.com, pagina contatti, scrivimi, telefonami. Dimmi dove vuoi andare, e troveremo la tua strada. Gli strumenti sono molti, ed ognuno ha quello che è più in sintonia con la propria natura, deve solo conoscerla e usarla.

Intanto, a proposito di sintonia, puoi sintonizzarti sul mio podcast, Comunicare per essere®, nuove puntate ogni settimana. Superata quota mille, centinaia di ore di lavoro che metto a disposizione gratuitamente di tutti coloro che credono nel potere e nella grandezza della propria vita. Puoi seguirlo direttamente dal mio blog o iscriverti dalla tua app preferita, da Spotify ad Apple podcast a Spreaker. E se ti piace, su Spotify puoi lasciare la tua valutazione. Grazie per il tuo sostegno. Iscriviti anche al mio canale video su YouTube, alla mia pagina Facebook, alla newsletter, e, come si dice, “stay tuned”.

Aforismi e musica, per allenare l’auto-gentilezza. Lao Tzu: “Fai che il tuo cuore sia come un lago: con una superficie calma e silenziosa e una profondità colma di gentilezza”. Lawrence Lovasik: “Solo una persona gentile è in grado di giudicare equamente un altro e di considerare, nel farlo, dei margini per le sue manchevolezze. Un occhio gentile, mentre riconosce i difetti, sa vedere oltre questi”. Infine, Confucio: “Cinque cose costituiscono una virtù perfetta: la sobrietà, la magnanimità, la serietà, la sincerità e la gentilezza”. “Horizon”, è il titolo del brano. Orizzonti nuovi. Orizzonti bellissimi. Credi in te stesso, amico mio, datti fiducia, e poi, migliora. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“Credi in te stesso, datti fiducia, e poi, migliora. Così inizia la trasformazione”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

Torna in alto