Ama il partner tuo come te stesso

Sai qual è una delle cause più frequenti di sofferenza e contrasti nelle relazioni, anche di lunga durata? L’incapacità di amare in modo equo. Amare se stessi di più, dare al proprio modo di vedere il mondo più valore, credere che sia giusto pretendere che il partner sia d’accordo. Ritenere le sue sofferenze come insignificanti, o, peggio ancora, come attacchi. Questo podcast è dedicato agli uomini che pensano che sia giusto aggredire, con parole e comportamenti, le proprie partner. Alle partner, che trovano sempre un motivo per giustificarli. È dedicato ai figli che, anche da adulti, non scelgono di essere l’essere umano che possono essere perché nella loro mente e nel loro cuore, c’è sempre quel bambino che vorrebbe abbellire le cose. Dedicato a tutti noi, perché se impariamo ad amarci nel modo giusto, comprese le cose che non vanno bene, allora possiamo sempre migliorare, soprattutto le cose che non vanno bene.

Ognuno sceglie per se stesso, naturalmente. Ma dato che la vita che vivi è quella che hai, la domanda che devi farti è: preferisco vivere la mia relazione felicemente, serenamente, con amore per me stesso, il mio partner, la mia vita, o viverla immerso in un mondo di cattiverie, contrasti, astio, poco amore per me stesso, il mio partner, la mia vita? Uno degli scopi della vera evoluzione personale è dare a tutti la possibilità di scegliere consapevolmente la risposta migliore per la propria vita. Io ne ho scelta una, perché so come cambia le vite, ed è quello di cui voglio parlarti in questa puntata.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Ama il partner tuo come te stesso: da dove iniziare

Ama il partner tuo come te stesso implica: primo, che tu sappia amare te stesso nel modo giusto. Senza egoismo, senza paraocchi, senza il timore di vederti così come sei, perché quello è l’unico modo che ti permette di migliorare sempre.

Secondo, che tu sappia comunicare te stesso, la tua autenticità, senza timore, con fiducia, e sappia ascoltare il tuo partner, nella sua autenticità, senza timore, con fiducia. Mettendo da parte i preconcetti che la vita ti ha instillato nella mente.

Che i pre-giudizi di altri ti hanno instillato nella mente. Pre-giudizi, ovvero, modelli, stereotipi, da come una persona debba essere, e non essere, a cosa debba fare, e non fare. Questo ottunde la mente e t’impedisce di vedere la verità: che sei hai scelto una persona, perché l’amavi, e ancora sei accanto a quella persona, c’è speranza. Ma amore vuol dire rispetto, felicità, parole buone: svilire la persona che è il tuo partner non produce amore, non fa migliorare le cose. Peggiora le visioni limitate dai pregiudizi, allontana le soluzioni, crea vite trascorse perdendo, pezzo dopo pezzo, una delle più preziose opportunità che hai: la tua possibilità di costruire una vita bella con chi ami.

L’amore, quando c’è, si vede, è nelle parole, nei gesti, nella gioia. Si costruisce, è nelle scelte, nell’impegno, nel rispetto reciproco. Richiede onestà: meglio una relazione in cui l’amore si trasforma, e restano affetto e rispetto, che una relazione fatta di piccole e grandi ripicche, in cui l’amore è seppellito dalla cattiveria gratuita e dal cristallizzarsi delle sofferenze interiori.

Le parole brutte che nel tempo spezzano l’amore

Perché ho deciso di trattare questo argomento: perché da sempre lavoro con donne che vivono in relazioni, di lunga durata, e si parla anche di decenni, che con il tempo si deteriorano. A volte non servono decenni, iniziano a deteriorarsi dopo mesi. Per non parlare di quelle che mostrano segni di deterioramento da subito. Però, vanno avanti.

In queste relazioni di solito abbiamo partner che, da un lato, mostrano amore, partecipano al vivere quotidiano, regalano anche momenti di gioia, per un venti-quaranta per cento del vivere, dall’altro, mostrano fastidio, reattività, per un altro venti-trenta per cento, e poi arrivano all’ostilità aperta, alle critiche, alle offese. Per chi pronuncia certe frasi, non sono offese, sono una realtà. Ma dire alla tua partner che ti fa schifo, o che non capisce niente, che non è come dovrebbe essere, purtroppo, non è un complimento.

Esprimere, invece, autenticamente, il tuo sentire, ciò che sei, e pensi, quello, è già un complimento: implica amore e rispetto verso te stesso, amore e rispetto verso l’altro. Questo porta a comunicare in un modo diverso, non giudicante, aperto alla speranza della comprensione. Equo. Che, se state insieme e vi amate, ancora, di speranza ce n’è. Di situazione in situazione, ognuna di quelle frasi vuol dire cose diverse, che vanno contestualizzate.

Comunicare l’amore scegliendo le parole giuste

Un “mi fai schifo-non capisci niente-le donne sanno come bisogna essere”, potrebbe voler dire: “sono un po’ in crisi da tempo, perché mi pare di non essere più l’uomo che tu amavi, mi sento molto criticato. E questo, mi fa percepire a volte dei pensieri ostili nei tuoi confronti, e mi dispiace, perché ti amo. Ma quando mi scatta questa sensazione, purtroppo, non sempre riesco ad esprimerla nel modo giusto. Vorrei capire cosa è successo. Mi rendo conto che anche per te c’è qualcosa che non va, lo vedo dai tuoi atteggiamenti, da come reagisci. Parliamone, voglio capire, e ritrovare un modo per essere felici, insieme”. C’è molta differenza. Eppure, se vuoi, puoi.

Se scegli di comunicare per essere®, vuol dire che scegli prima di essere, di credere in te, di comprenderti, di amarti. La tua comunicazione diventa evoluzione, creazione di vita.

Ama il partner tuo come stesso: primo, impara ad amare te stesso. Così come sei, che non significa che tutto va bene, anche se ti comporti in modo egoista o poco sensibile, o se hai una sensibilità molto orientata su te stesso e non allo stesso modo sull’altro. Significa che, comprendendo come sei fatto, puoi far progredire ed evolvere tutto quello che non ti è di aiuto nella tua vita. Per questo, parole-etichetta, come pregi e difetti, sono a loro volta limiti. Perché non esistono in senso assoluto, esistono in senso concreto.

Pensare che una donna debba comportarsi in un certo modo, che un uomo sia uomo soltanto se si comporta in un certo modo, è estremamente limitante del tuo essere e della tua vita. Una donna può avere molta autorevolezza, essere decisionista, un uomo può avere molta sensibilità, essere prudente, questo non li rende meno “donna” o meno “uomo”.

Se ti blocchi in uno stereotipo mentale, blocchi anche le possibilità della tua vita

Il miglior modo di amare te stesso è rendere onore a ciò che sei, alle tue peculiarità, alla tua unicità. Che tu sia un uomo molto sensibile o una donna molto dominante. L’argomento è vasto, e non posso esaurirlo in una puntata. Ne trovi molti, di podcast dedicati ai rapporti umani, alla qualità delle relazioni, alla comunicazione valoriale che ti fa stare meglio e crea vita migliore. Fai una ricerca nel mio blog, annarosapacini.com, dalla casella in alto, a destra, e potrai approfondire.

Il motivo per cui ho deciso di richiamare la tua attenzione su questo aspetto, è per ricordarti che la vita che vivi non è avulsa da te: tu ne sei parte integrante. Se i rapporti umani, in una relazione d’amore, si degradano, se invece di parlare, urlate, se invece di ascoltarvi, prevaricate, se invece di cercare di comprendervi vicendevolmente per risolvere, fate muro e vi svilite, vuol dire che qualcosa non va più bene, nella vostra vita. Per entrambi.

Il messaggio che voglio dare è un messaggio di incoraggiamento: agli uomini, a guardare in profondità dentro se stessi, per capire se c’è ancora amore, e se c’è ancora, ricordarsi che per vivere una vita bella bisogna metterci dentro cose buone. E che se siete cambiati, e desideri creare un nuovo modo di amarvi, devi partire da te stesso, da come ti vedi, dalla realtà che costruisci in te e da come la realizzi nel mondo.

Un uomo di sessant’anni – ma potrei dire settanta come trenta – che alza la voce con la propria partner perché “vuole essere rispettato”, dove “essere rispettato” significa: “la devi pensare come me. Se non la pensi come me, allora vuol dire che mi denigri come uomo”, è un essere umano che ha dentro di sé ancora qualcosa da risolvere. Che deve liberarsi di quegli stereotipi limitanti che gli stanno portando via la vita e la felicità.

Ama il partner tuo come te stesso: se l’altro non ti ama, impara tu ad amarti abbastanza

Se siete insieme, qualcosa c’è. Per stare ancora insieme bene, servono impegno e volontà, ma si può. Impegno e volontà da entrambe le parti: comunicarsi – cioè comunicare te stesso -, comprendersi, scegliere, migliorare. Si può fare iniziando da piccole cose: non offendere più, inizia a dare a ciò che dice la tua compagna lo stesso valore che dai a quello che dici tu. Amare in modo equo, vuol dire, essere giusti.

Si può amare ed essere diversi. Ma l’equilibrio interiore, la serenità, la felicità, non dipendono da come la tua partner ti osanna o ti obbedisce. Dipendono da come tu ami te stesso, riconosci i tuoi limiti e li superi. Vale per te e vale per lei. Non dire le cose, per anni, e poi, improvvisamente, aspettarsi un cambiamento epocale dal tuo partner – e qua mi rivolgo alle donne -, indica una quantità notevole di illusioni, anche queste radicate nei pre-giudizi, nei modelli culturali, della donna che aspetta, in nome di un’errata concezione di amore.

L’amore vero è rispetto, per te stesso. Rispetto per la tua vita. Rispetto per il modo in cui ti poni nel mondo. Di conseguenza, per ogni cosa che fa parte della tua vita, ancor più, per le persone importanti per te. Il rispetto fa fondamento. Alle donne, vorrei dire che potete trovare le risposte giuste solo se avete il coraggio di cercarle, perché nessuno è condannato a vivere una vita di infelicità solo per aderire a qualche ideale di genere, non solo arcaico, ma già, in origine, non equo. L’essere umano è molto più che non il suo genere, o la sua professione, o ruolo, che non ti definiscono. Sei tu, a definire te stesso.

Finché c’è amore, c’è speranza di cambiamento

Ai figli, e ne incontro di ogni età, dai giovani agli adulti maturi, che ancora vogliono, in qualche modo, dentro il cuor loro, “abbellire” la realtà che hanno vissuto, e intanto, scatenano quella sofferenza nella loro vita di oggi, vorrei dire che amare implica anche riconoscere la verità. E puoi amare un genitore, in cuor tuo, sapendo che il suo comportamento, verso tua madre, o verso di te, o verso la vita in generale, era sbagliato.

Per tutti, vale ama il prossimo tuo – che sia il partner, l’amico, il collega, il figlio, un genitore – come te stesso. Che implica che prima devi imparare ad amare te stesso, che è qualcosa di più profondo e più sottile del vivere con se stessi. È scegliersi, proteggersi ed auto-migliorarsi. Un altro degli obiettivi fondanti del mio lavoro.

Quando lavoro con queste persone, bellissime, che mi raccontano quanti momenti tristi, quante parole brutte, hanno ascoltato e detto, mi dispiace molto per loro, perché so quanta vita bella si possa creare, ma la puoi creare solo se la scegli, solo se non rinunci ad amarti per amare. La vera evoluzione personale è anche questo: conoscere tutta la verità, e scegliere consapevolmente. Ti suggerirei di scegliere la felicità e la chiarezza, una vita piena di parole buone e momenti belli. Puoi sceglierla in ogni momento, in ogni momento trasformarla, in ogni momento crearla.

Puoi scegliere: ama te stesso, è lì che nasce il vero amore. Che non ha bisogno di prendere per dare

Pensa ai momenti di astio, alle cattiverie, anche a quelle che dici tu: puoi scegliere, vuoi rimanere in quella realtà o renderla migliore? Amare in modo equo significa non solo proteggere e coltivare l’amore ma anche, se l’amore che c’era una volta non c’è più, proteggere e coltivare ciò che c’è stato, evolvendo la vostra relazione verso qualcosa che crei valore nella vostra vita, anche se i vostri futuri dovessero trovare le migliori risposte in dimensioni diverse. Ma continuare a vivere nella sofferenza, scegliere di farlo, non è rendere merito alla tua vita, né a te stesso.

La vita che hai è ciò che sei, e sei tu, a trasformarla. Il modo in cui scegli di trasformarla, è quella la decisione che ti dice se sai amare te stesso e il tuo partner. Un amore che ben rappresentano questi sinonimi: apprezzare, rendere onore, rispettare, stimare, scegliere. Da lì parte ogni cambiamento, perché quando inizi a comunicare per essere, trasformi tutto, di te e in te, ogni cosa ti corrisponde, entra in consonanza con il tuo essere, e ciò che crei permea ogni aspetto della tua vita. Una scelta che ti auguro di fare.

E se vuoi comunicare per essere®, te stesso, amandoti e creando la vita migliore per te e per chi fa parte della tua vita, vuoi entrare dentro questa dimensione e usarla per la tua massima felicità, vuoi sapere cosa, come, sono a tua disposizione. Dalla pagina contatti del mio blog, annarosapacini.com, puoi scrivermi, trovi tutti i miei recapiti. Scopriremo insieme cosa posso fare per te, potrai chiedermi ciò che vuoi sapere del mio metodo e del mio lavoro. Rassegnarsi all’infelicità non è mai un’opzione giusta.

E per nuovi stimoli e prospettive, anche da mettere in pratica, ti aspetta questo podcast, su tutte le app per musica e podcast, e nella pagina dedicata del mio blog, Comunicare per essere®, iscriviti pure liberamente. Altre prospettive ti aspettano nei miei video, perciò non dimenticare di iscriverti al mio canale YouTube, dove puoi ascoltare anche i podcast. Mi trovi su tutti i principali social, a partire da Facebook. E nel mio blog trovi le trascrizioni dell’audio delle puntate, se preferisci leggere, approfondimenti, articoli, e molto altro. Per non perdere i contenuti che creo, iscriviti alla newsletter, dal form che trovi in fondo ad ogni pagina.

E c’è anche una pagina dedicata al Profilo Grafologico Essenziale, uno studio della tua scrittura che realizzo personalmente, che puoi richiedere anche adesso, e che offre prospettive nuove su come puoi essere te stesso, nel modo migliore per te.

La comunicazione che costruisce è sempre utile, in ogni forma, anche come aforisma o come musica, perciò ad ogni puntata ne scelgo alcuni, citazioni e un brano musicale, per motivare ed ispirare una giusta visione di te.

Quattro aforismi sull’amare te stesso e il prossimo tuo. Romano Battaglia: “Si possono amare gli altri solo quando amiamo noi stessi perché questo sentimento nasce nel terreno fertile che abbiamo coltivato nel nostro campo”. Leo Buscaglia: “Ama te stesso, e amerai gli altri. E quanto più ampio e profondo sarà l’amore che porterai alla tua persona, tanto più esteso e perspicace sarà quello che proverai per il tuo prossimo”. Ray Comfort: “Se non sei preoccupato per la salvezza del tuo vicino, io sono preoccupato per la tua”. L’ultimo, di Gandhi: “Acquistiamo il diritto alla critica più severa solo quando siamo riusciti a convincere il prossimo del nostro affetto per lui e della lealtà nel nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un’amorevole capacità di chiara intuizione e un’assoluta tolleranza”.

Il brano che ho scelto per te è: “Il coraggio di vivere”. Vorrei aggiungere: il coraggio di essere te, di volerti bene, e poi, la scelta di crescere, la scelta di vivere con coraggio. Grazie per essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata.

“Se scegli di comunicare per essere®, vuol dire che scegli prima di essere, di credere in te, di comprenderti, di amarti. La tua comunicazione diventa evoluzione, creazione di vita”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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