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L’affermazione di sé non è il riconoscimento degli altri

L’affermazione di sé non è il riconoscimento degli altri. Assertività, comunicazione, crescita personale. dr.ssa Annarosa Pacini, podcast

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L’affermazione di sé non è il riconoscimento degli altri: comunicare te stesso, essere te stesso, realizzare te stesso, farlo in modo progressivo, positivo e costruttivo è un’azione indipendente fondata sulla consapevolezza che hai di te stesso. Più sei consapevole di te, più la tua capacità di affermarti cresce. Ma la vera affermazione di te stesso deve essere indipendente dal riconoscimento degli altri. Perchè se non lo è, giudizi negativi, visioni distorte, influenze limitanti possono allontanarti dalla ricerca della tua piena realizzazione. Per questo, è importante sviluppare una visione interiore salda del tuo dovere (e diritto) di affermare te stesso.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio)

L’affermazione di sè, dall’assertività all’autorealizzazione

L’affermazione di sé è strettamente legata all’assertività, dal latino “asserere” che significa “asserire”), o asserzione (o anche affermazione di sé, appunto), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore.
L’assertività è strettamente legata alla capacità di comunicare con te stesso e con gli altri, perché una comunicazione davvero assertiva ha bisogno di una capacità di giudizio che sia anche distacco, di valutazione che sia sempre riflessione.
Dentro l’assertività ci stanno molte cose. Nell’archivio di Comunicare per essere®, sul mio blog, trovi anche una puntata dedicata, dal titolo “Impara a vivere l’assertività”, ma l’affermazione di sé viene prima. Ho scelto un titolo che richiama l’aspetto specifico che intendo trattare.

L’affermazione di sè e la paura di essere te stesso

Ti racconto una breve storia. Storia vera, nomi sempre di fantasia. Rinaldo si è rivolto a me perché non era contento di se stesso. Un uomo di circa cinquant’anni, con un lavoro, una famiglia. Un lavoro che non era il lavoro che avrebbe voluto fare, era il lavoro che aveva trovato. La sua vita era stata costellata di scelte che aveva fatto perché aveva dovuto farle. Poichè era un uomo buono e saggio – davvero buono, e saggio – aveva sempre fatto del suo meglio. Però, a cinquant’anni, si ritrovava con un lavoro che non gli piaceva, con il rischio di perderlo, perché l’azienda era in crisi, e anche in famiglia, andava bene, ma aveva la sensazione di non essere compreso, si sentiva sempre inadatto. E’ stato uno dei miei primi clienti a distanza, devi sapere che io ho iniziato a lavorare on line nel 2013, ed ho molta esperienza in questo tipo di approccio, cioè counseling e coaching uno a uno, a distanza, ho anche cercato di trasformarlo, e ci sono riuscita, in un approccio distanza-presenza, cioè, lavoriamo così bene, che la distanza non si sente più. E questo, grazie all’impegno che le persone ci mettono, che ci mettiamo insieme. Dunque, Rinaldo non era né felice, né infelice. Ma abbastanza preoccupato, e molto, molto insoddisfatto. Per tutta la sua vita aveva pensato che l’affermazione di se stesso fosse da evitare. Perchè, ti chiederai?

Saggezza e realizzazione, l’affermazione di sè come base per l’assertività attiva

Perchè Rinaldo aveva sempre avuto una grande vocazione, verso lo sport. Avrebbe voluto fare l’allenatore, aprire una palestre, ma questa idea era fortemente avversata dai genitori da sempre. Il padre, responsabile di un grosso supermercato della grande distribuzione, aveva sempre pensato per lui che quello fosse il suo giusto destino. Ed anche sua madre. Alla fine, anche lui. Quando aveva provato ad affermare se stesso lo aveva fatto nel modo sbagliato, litigando, creando tensioni, e, dovendo scegliere tra essere se stesso ed i buoni rapporti con la sua famiglia, buono, e saggio, ha scelto la sua famiglia. Ma… saggio non vuol dire disposto a sacrificarti. Anzi, saggio vuol dire che sai davvero cosa è meglio per te. Perciò, forse, gli mancava un certo tipo di saggezza.
Perchè Rinaldo, per tutta la sua vita, non aveva cercato, realizzato, comunicato se stesso e la sua affermazione, ma aveva cercato il riconoscimento degli altri. A quello, si era piegata tutta la sua vita. Aveva fatto carriera, nella grande distribuzione, ma sempre si sentiva come in prigione. Nessuno lo sapeva, perché se non usi la comunicazione in modo giusto, usando l’assertività, e non affermi te stesso, nessuno ti conosce. Così Rinaldo, prima ha cercato di ricordarsi chi davvero fosse, poi, ha deciso di affermarsi, cioè di comunicare davvero se stesso, con assertività.

L’assertività come stato dell’essere

L’assertività ha tanti aspetti, sociali, affettivi, realizzativi, ma prima di tutto, devi credere che la realizzazione di ciò che sei sia la strada giusta. La strada giusta è quella che ti permette di essere sereno, felice, in equilibrio con la tua vita. E Rinaldo ha fatto un sacco di scoperte incredibili, ha scoperto, ad esempio, che sua moglie e suo figlio sapevano che non era davvero soddisfatto, e avrebbero voluto per lui altro. Così, ha trasformato la sua passione per lo sport, che non aveva mai abbandonato, in un’attività professionale che ha affiancato al suo lavoro. Sino, dopo alcuni anni, a cambiare del tutto lavoro, e, indovina, gestisce la palestra assieme a suo figlio, e si è anche messo a studiare, perché è molto interessato alla riabilitazione muscolare. Se affermi te stesso in modo assertivo, non togli nulla a nessuno, anzi, aggiungi. Perchè non c’è nulla di meglio di una persona soddisfatta e disponibile. In questo percorso, è importante ricordarti che le persone che non sono riuscite a vederti per ciò che sei, non lo hanno fatto contro di te, proprio, non ci sono riuscite. Mentre lavori sulla tua affermazione di te, devi abbandonare i sentimenti negativi. Il padre di Rinaldo, chissà se davvero si era affermato, oppure no, anche lui, magari, aveva scelto di rinunciare. L’affermazione di te stesso, autentica, è quella in cui senti di poter essere te stesso e di non togliere nulla a nessuno, impari a comunicare il tuo punto di vista senza entrare in contrasto, perché il rispetto, la comprensione, l’ascolto fanno tanto parte dell’assertività quanto di una sana affermazione di sé. E’ da lì che devi partire, sviluppare una visione salda del tuo diritto di affermare te stesso, e del tuo dovere, perché solo se dai il meglio di te a te stesso, potrai darlo anche agli altri.
E posso dirti che è una cosa talmente naturale, nel senso che fa parte della tua natura, della possibilità profonda ed intrinseca di realizzazione che appartiene ad ogni essere umano, che una volta che inizi, proprio non ci penserai, a tornare indietro. L’affermazione di sé assertiva è anche una scelta di vita, quella di dare fiducia a te stesso quanto agli altri, a te ed agli altri, la stessa libertà di essere ed affermarsi. Una scelta da non rimandare. Se vuoi conoscere il mio metodo, e vuoi sapere come posso aiutarti a stare bene nei tuo panni e nella tua vita, sul mio sito, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. E, anche adesso, puoi richiedere, direttamente dal sito, il tuo Profilo Grafologico Essenziale, un focus sui tuoi punti di forza che può ispirarti a cercare la strada giusta per te. Trovi Comunicare per essere podcast su tutte le app dedicate, e puoi seguirmi sulle mie pagine social da Facebook ad Instagram, sul mio canale video YouTube. Iscriviti alla newsletter, se non vuoi perdere nessuna novità. Aforismi sull’importanza dell’affermazione di sé. il primo, di Gandhi, “Scopri chi sei e non avere paura di esserlo”. Il secondo, di Jim Rohn: “Sii fedele a te stesso, se vuoi che gli altri non ti tradiscano”. Il brano s’intitola: “Scegli la vita”, che vuol dire, scegli di vivere la vita che vuoi. Grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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