Stare male non è una colpa

Stare male non è una colpa. Nè di chi non sta bene, né di chi sta bene, intorno a lui. La malattia fisica è un dato materiale e concreto, che ha bisogno di grande attenzione, e di cure. Lo “stare male” come conseguenza, primaria o secondaria, di sofferenze interiori, è un messaggio, che ha bisogno di essere ascoltato. E di cure. E per iniziare a stare meglio è necessario che ti liberi dall’idea che rappresenti una sorta di “difetto”. Anche i grandi saggi e i grandi santi, persone che hanno testimoniato, con il loro agire e con il loro essere, i valori che li ispiravano, hanno avuto i loro alti e bassi. Questo non cambia il tuo valore, non muta l’essenza del tuo essere. Quello che conta, è che tu decida che vuoi stare bene, e che tu faccia, davvero, tutto quello che è in tuo potere per trovare l’equilibrio di cui hai bisogno. Che, sicuramente, è un equilibrio nuovo, che saprà fare tesoro del tuo passato, e, insieme, liberartene, affinché tu possa guardare al futuro imparando a volerti più bene.
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Stare male, fisicamente, psicologicamente, cosa significa?

Se ti chiedi perché ho pensato di parlarti di questo argomento, te lo dico subito: perché, come sai, ricevo molti messaggi, e, tra questi, anche messaggi di persone che non stanno bene. Non stanno bene con se stesse, hanno disturbi di vario genere, alcune, soffrono anche di malattie importanti. La più grande fonte di ispirazione per me, è la vita. Perchè presto sempre molta, moltissima attenzione a tutto, anche alle piccole cose. E questo mi porta a voler dare risposte anche ai messaggi tra le righe, di cui comprendo benissimo la portata e la valenza. E’ un argomento vastissimo e complesso e non esauribile in una puntata, mi limito ad offrirti alcune prospettive. La prima è questa: se stai male, non devi scusarti. Già stai male, perché dovresti prendertela con te stesso e scusarti con gli altri, come se fosse una colpa, o un difetto? Lo “stare male” è un modo di esprimere ciò che provi e sei, non il migliore per te, in certe situazioni, a meno che non ti aiuti a reagire. Vuol dire che, nella tua vita, ci sono state situazioni, relazioni, persone, esperienze, che non sei riuscito ad affrontare in un modo più costruttivo e positivo, e, allora, hai cercato degli aiuti altrove.
E’ questo il caso di chi cerca nel cibo, ad esempio, qualcosa che gli dia sollievo. Oppure non hai cercato aiuti, ma la tensione interiore, le tue sofferenze, hanno continuato a pesare. E’ questo il caso di chi sviluppa disturbi, come il “classico” mal di schiena o il mal di testa. Il corpo, il tuo corpo, ti parla. Se non sai comprendere da solo che non sei felice e soddisfatto, che stai accumulando tensioni, ci pensa lui. Il problema è che spesso le persone si fanno ingannare dal disturbo fisico, si concentrano solo su quello. Oppure, vedono il disturbo fisico come una conferma della loro incapacità.

Stare male: se riconosci le cause, migliori

Ti faccio un esempio: se tu prendi un cuscino, e ci metti sopra un libro pesante, sul cuscino comparirà una concavità. Se prendi una maglietta asciutta, e la metti nell’acqua, la maglietta si bagnerà. Ma se togli il libro, il cuscino recupererà la sua forma, e se stendi la maglietta, si asciugherà. Te la prenderesti con il cuscino, perché ha risentito del peso del libro, o con la maglietta, perché si è bagnata? No. Non è colpa della maglietta né del cuscino. E’ un dato di fatto. Lo stesso vale per te, per la tua natura, per la tua interiorità. Se qualcosa pesa, lascia il segno. Se soffri, provi sofferenza. Non è un limite, non è un difetto, non è una colpa. E’ un dato di fatto. Piuttosto, piuttosto, è utile cambiare prospettiva, imparare a “leggere” ogni segnale come messaggio. Ogni elemento che, nella tua vita, indica non equilibrio, richiama la tua attenzione, affinché tu cerchi una strada nuova, che all’equilibrio possa condurti.
Limiterò in questa puntata la mia riflessione su questo aspetto. Per quanto riguarda la malattia fisica, ti dico quello che dico sempre ai clienti che pongono il loro disturbo fisico come un loro handicap e un problema per la loro evoluzione: i problemi vanno affrontati, cerca i migliori specialisti, le migliori cure. Non ti accontentare del primo specialista, continua a cercare, sino a che non trovi non soltanto il più bravo, ma anche il più umano. Un essere umano completo, questo fa il miglior professionista. Ma tu non sei il tuo problema, quindi non sei neanche il tuo “stare male”, né la tua malattia. Non identificarti con una parte della tua vita. Tu sei il tuo “tutto”, e, in quanto “tutto”, hai tanto da usare per cercare di stare meglio. Perciò, se stai male, non prendertela con te stesso. Cerca un modo per stare bene. E ricordati che spesso, anche le persone che stanno vicino a chi sta male se la prendono con chi sta male e con loro stesse, sentendosi da un lato in colpa, dall’altro arrabbiate. Altro argomento, per altre puntate.

Stare male: puoi superare i momenti di crisi solo se ti prendi cura di te stesso

Non puoi occuparti al meglio delle questioni degli altri, sino a che non risolvi quelle che devi risolvere per il tuo benessere. Però puoi allenare la comprensione e la pazienza, e questo, di certo migliorerà la vita di tutti. C’era un monaco giapponese, un padre spirituale buddista, molti secoli fa, che ha combattuto per tutti, perché la dignità di ogni essere umano venisse riconosciuta. Oggi siamo nel 2021, e per le donne è ancora difficile vedersi riconosciute nella loro interezza, quali esseri umani non definiti dal genere. Questo Budda agiva intorno al 1250, ed uno dei suoi obiettivi era che a tutti gli esseri umani, donne comprese, venisse riconosciuto lo stesso valore. Perciò puoi comprendere, pensando all’oggi, la portata di questa visione e di questo messaggio.
Eppure, non aveva timore a riconoscere quando stava male, aveva freddo, aveva fame. Quando si sentiva solo, o in difficoltà. Non perdeva mai di vista chi era e dove voleva andare. Così devi fare tu. Quello che cambia le cose è la tua decisione, ma la tua decisione è molto influenzata dalla prospettiva che hai di te. Ti faccio un esempio, pensando ad un mio carissimo cliente, che chiamerò Clodio. Clodio aveva la tendenza ad identificarsi con i suoi disturbi fisici, vedendoli come una conferma dei suoi limiti. Non ti racconto tutta la storia, solo questo piccolo passaggio. Poichè era un uomo molto sensibile, e molto controllato, con facilità accusava disturbi e dolori vari che riguardavano l’addome. Non voglio entrare nei particolari, puoi immaginare come affrontare un esame per diventare dirigente ed essere investito da un terribile mal di pancia non sia poi una cosa così simpatica. E lui parlava di sé come se fosse un dato di fatto, un suo modo di essere, un suo difetto. Quando affrontava eventi di un certo rilievo, sempre, soffriva di episodi di un certo tipo. Secondo te, cosa stava a significare? Era una sua colpa, o quello era un segnale da ascoltare?

Malessere e benessere, i messaggi del corpo e della psiche

Nel mio lavoro, io non mi occupo mai di un elemento estrapolandolo dal contesto e dal messaggio. Mi interessa la persona intera, le sue possibilità evolutive, le risorse che può mettere in gioco. Quando Clodio ha capito la straordinaria portata della sua sensibilità, e quale ricchezza fosse per la sua vita e per gli altri, non posso dirti che certi episodi sono scomparsi come per magia, posso dirti che il suo modo di vederli è cambiato. Non diceva, parlando di sé: “Io sono uno che ha sempre avuto problemi, mi agito per niente, ormai sono anni, le ho provate di tutte, non c’è più niente da fare, mi sono rassegnato”. No. Come sai, il lavoro che faccio riguarda molto la comunicazione, lavoro con la comunicazione, la comunicazione è uno dei cardini del mio metodo. Perciò, se lavori con determinazione e vuoi risolvere un problema, lo risolvi, e questo si riflette sulla tua comunicazione intrapersonale ed interpersonale.
Clodio, man mano che procedeva verso un modo nuovo di esprimere il suo essere, descriveva così la stessa situazione: “Ho iniziato ad avere un certo tipo di problemi fin da giovane, perché tenevo molto all’approvazione di mio padre, che invece era davvero severo, e non gli andava mai bene niente. Così a volte, ancora oggi, capita che mi agiti un po’, quando affronto cose importanti della vita. Ma non mi faccio certo fermare. Anzi, devo dire che più vado avanti, e meno spesso accade. Magari, invece di aspettare di arrivare al limite della mia sensibilità, oggi parlo di più, mi spiego meglio. Sto anche meglio. Non è certo un problema se ogni tanto mi agito”. Ora, non sono le sue esatte parole. Le parole, semplicemente, sono un esempio che ho voluto darti per farti capire come la tua prospettiva interiore può influire sulla tua vita, e come tu e le tue azioni potete influire sulla tua prospettiva interiore e anche la tua comunicazione può farlo molto.

Come puoi superare le difficoltà e stare bene

Fare tesoro del tuo passato, come ti dicevo all’inizio, e, insieme, liberartene, affinché tu possa guardare al futuro imparando a volerti più bene. Pensaci. Fermati a pensarci, e vedrai che trovare una prospettiva nuova ti aiuterà. Coltiva il tuo equilibrio interiore, questo, farà bene a tutto. Se vuoi farlo con me, sul mio sito, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Counselcoaching on line uno a uno, Analisi grafologica completa in coaching, sarò ben lieta di spiegarti il mio metodo e di scoprire, insieme a te, cosa possiamo fare per la tua vita. Per iniziare a guardare a te stesso dalla prospettiva giusta, puoi richiedere, anche adesso, direttamente dal sito, il tuo Profilo Grafologico Essenziale, un focus mirato, che realizzo personalmente, sui tuoi punti di forza, nella prospettiva della grafologia evolutiva®. Ti ricordo che Comunicare per essere podcast è una risorsa gratuita, che metto a tua disposizione, per la tua evoluzione personale, dove troverai sempre prospettive nuove, e utili per te. Se non ti sei iscritto ancora, puoi farlo anche dalla pagina podcast del mio sito. Lo trovi su tutte le app per podcast. E non mancare di visitare il mio canale YouTube, dove ho iniziato a pubblicare una nuova serie di video, di lifecoaching evolutivo, un altro strumento pensato per te. Nuovi spunti e riflessioni li trovi anche su Facebook, sulla mia pagina e sul mio diario. Ti aspetto, leggo sempre molto volentieri ogni commento ed ogni riflessione. Per te, aforismi e musica. Tre aforismi sul volersi bene. Seneca: “Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso”. Il secondo, Budda: “Puoi cercare in tutto l’universo qualcuno che sia meritevole del tuo amore e del tuo affetto più di te stesso e non lo troverai in alcun luogo. Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore ed il tuo affetto”. Infine, Erich Fromm: “Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso”. Questo ogni tanto te lo ripropongo. E’ una grande verità, comunicare per essere, autenticamente, tu. Il brano s’intitola: “Your moment”. Il tuo momento? Chi lo decide quand’è il tuo momento, il momento per credere in te, per cambiare la tua vita? Tu. Il tuo momento. Ti auguro di trovare in te la forza, questo è il tuo momento. Ciao, grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata.

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