La sofferenza del vedere tutto nero

Pensare negativo non è soltanto un modo di pensare: vedere tutto nero è un modo di sentire, fatto di pensieri, emozioni e sentimenti, un mondo che senti dentro di te. Come ogni tipo di mondo, influenza la tua realtà interiore e quindi, anche quella al di fuori di te. Anche la realtà esterna, influenza la tua realtà interiore, così periodi difficili rendono più difficile vedere lontano, e poter creare prospettive nuove. Chi vede tutto nero, soffre. Chi soffre, però, non necessariamente vede sempre tutto nero. E anche, c’è chi vive dentro di sé una situazione di infelicità profonda, a fronte di una vita che, dall’esterno, appare invece bella. Così, è facile capire che la misura della sofferenza è sempre personale, e che da fuori, non possiamo misurare niente, di ciò che un’altra persona vive dentro di sé. È possibile, riuscire a vedere le cose in modo diverso, e cercare strade e soluzioni, e trovarle, e anche, riuscire a rendere visibile quella sofferenza, perché il primo passo di ogni cambiamento è proprio lì: affrontare le paure più grandi. Capire quale sia la risposta che stai cercando, e poi, esserlo.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Quando vedi tutto nero

Inizio con tre messaggi che ho ricevuto recentemente, e che ti leggo: “Buonasera dottoressa, ti seguo e ti ascolto su YouTube e Spotify, vivo una depressione, che mi fa tanto male, però lavoro, sono padre presente, marito … ma anche avendo una vita ‘senza problemi’ e perfetta, non riesco guarire, faccio terapia, e uso farmaci, ma non sto mai bene, vorrei sapere se puoi aiutarmi, qualcosa che farai sarà di grande aiuto, un abbraccio”. “Ciao Annarosa, molto bello e interessante il tuo video sulla vita e la salute, sto affrontando da tempo un periodo difficile con complicazioni nella depressione e isolandomi in me stesso. Le tue parole sono sempre incoraggianti”. “Cara dottoressa Annarosa, ti seguo da tanto tempo, ed ho deciso di rivolgermi a te, sento che puoi aiutarmi. Sto attraversando una fase della vita in cui non sto bene, sento di non essere felice, mi pare di non avere possibilità, che le cose resteranno sempre così, ma va avanti da anni, ormai non è più una fase, è la mia vita ma non voglio che la mia vita sia così. Ti scrivo presto per un appuntamento, e grazie per le tue parole, che mi aiutano sempre tanto”.

Tre persone, tre vite, tre storie, un comune denominatore: vedere tutto nero, provare sofferenza. Eppure, c’è un altro filo che lega queste persone: la speranza, il non mollare, il cercare comunque, una strada. Non uso la parola “depressione” perché la parola depressione evoca molte immagini, che per alcuni, portano con sé anche soluzioni, per altri, invece, soprattutto timori. Parlo di qualcos’altro, parlo di uno stato interiore di base, che conoscono bene le tre care persone che mi hanno scritto.

Cambiare la prospettiva per vedere vie nuove

Inizio però ricordandoti che in meteorologia la depressione indica una zona di bassa pressione atmosferica e che la storia ci ha raccontato della “grande depressione” come di un periodo di grave contrazione dell’attività economica. Sappiamo quindi che quando le energie interiori si indeboliscono, è più facile per i pensieri negativi prendere piede, ma anche quando si creano situazioni esterne reali e concrete, che ti colpiscono, ti indebolisci. La pressione cala, l’economia va giù. Se hai un problema questo può farti soffrire, è umano. Se il problema dura nel tempo, la situazione è complicata, i pensieri negativi aumentano, anche questo, è comprensibile. Perciò, il primo punto è: imparare a vederti per ciò che sei, un eroe che affronta le proprie battaglie con coraggio. Anche i più grandi santi e i più grandi eroi, come te, hanno avuto momenti di paura, di cedimento.

Tu e il vedere tutto nero non siete la stessa cosa. La sensazione di sofferenza, di abbattimento è un evento interiore, psicologico, soggettivo ed oggettivo che vivi. Avrai i tuoi motivi, in quanto tuoi, sono validi. Non devi trovare scuse, per giustificarti. Poi, invece, quello che dovresti sempre volere, è cercare strade per stare meglio, per uscire fuori da quella situazione, per viverla in modo diverso. Io ho avuto ed ho, tanti cari clienti, e allievi, che vivevano e vivono momenti difficili, di salute, di vita, nelle relazioni, sul lavoro. Persone che, in certi momenti, si sentono affrante, abbattute, non felici, scontente, insoddisfatte, preoccupate, sofferenti, ansiose, ma non tutto insieme: ogni “vedere tutto nero” ha le sue proprie parole, questo è il secondo punto. Devi trovare le parole, gli eventi, il vissuto interiore e materiale che ti ha portato lì, in quel momento in cui soffri. È cambiando la prospettiva, che cambi la visuale.

L’importanza di agire per cambiare

I tre messaggi che ho letto vengono da tre persone diverse, nomi di fantasia, Kevin, che vive una vita che gli altri reputano “bella” ma in cui non si riconosce. Non credo nella vita bella fuori e non bella dentro. Dipende cosa intendiamo, per “bella”. La prima bellezza da ricercare è la tua autenticità: se vivi una situazione in cui ti pare che non ci siano motivi oggettivi di sofferenza, ci saranno motivi soggettivi, che valgono lo stesso. E poi, quante volte ho incontrato persone che pensavano di vivere in famiglie felici, mentre di felicità vera non ce n’era poi così tanta. Il terzo punto è comunicare, comprendere e comunicare, ascoltare e comunicare, recepire e comunicare, percepire, essere, e comunicare. Spesso, sentimenti, emozioni, pensieri, decodificati interiormente in un modo non giusto per te, portano a stati d’animo di sofferenza. E nascono nel tempo, tu vedi l’effetto oggi, ma la causa può ben essere altrove. Trova la causa, capirai prima la risposta.

Puoi però anche concentrarti sulla trasformazione, e partire dal tuo oggi. L’importante è agire, a livello interiore e materiale. Per Peter, problemi che durano da tempo hanno portato ad uno stato di scoramento e di stanchezza, è comprensibile. E anche lui, come Kevin, combatte. Siete straordinari, perché è solo navigando che si attraversa il mare. E la sofferenza lo porta ad isolarsi, e l’isolamento aumenta la sofferenza. Perché le persone che soffrono, si isolano? Spesso, perché non si sentono davvero comprese. Allora, impegnati, perché tu possa essere visto e sentito, perché è un tuo diritto, essere, ed anche, un dovere che hai nei confronti della tua vita.

Puoi essere felice anche quando soffri

Maribel invece vive una vita in cui non si riconosce, pensa di non avere diritto alla felicità, o che questa felicità spetti a tutti ma non a lei: Maribel si sbaglia. Merita la sua felicità, e anche tu. Maribel scrive: “Non voglio che la mia vita sia così”. Quello, è il momento, sei tu che fai la tua vita, tu, che fai le tue scelte. Questo non vuol dire che un problema non ci sia, vuol dire che lo affronterai nel modo migliore e cercherai le strade, migliori, per andare oltre. Maribel mi ha già contattato, abbiamo capito quale possa essere il punto di partenza da cui iniziare, e da lì, il resto, arriverà. C’è sempre, una possibilità, se solo continui a sperarla e vederla. Poi, ognuno deve guardare bene nella propria vita, affrontare le proprie paure, e trovare le soluzioni giuste.

Vedere le cose in modo diverso nasce da un processo decisionale: prendi atto della tua situazione, e decidi che vuoi trasformarla. Provi una strada, non funziona, ne provi un’altra, intanto, coltivi la tua forza interiore, forza interiore aiuta la saggezza, saggezza aiuta la percezione, la strada giusta arriverà. Trovare le risposte che stai cercando non vuol dire eludere i problemi: vuol dire che invece di vedere tutto nero, vedrai ogni cosa con i suoi giusti colori, ogni particolare, e potrai andare in profondità, là dove vorrai andare. E così, anche la sofferenza si trasforma. Perché ci sono persone che, pur soffrendo, non vedono tutto nero? Perché hanno attivato quelle risorse interiori che ti permettono di proteggere tutti i colori, tutte le possibilità, e non si identificano con la loro sofferenza: puoi essere felice anche se soffri un po’, e riscoprire la bellezza nella tua vita anche se vivi problemi importanti.

Imparare a vivere bene nei tuoi panni: così superi il momento difficile

Questo fa la differenza: come vivi nei tuoi panni, e come vivi nella tua vita. Se vuoi fare come Maribel, cambiare prospettiva, scrivimi, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, raccontami di te, troveremo il modo per aiutarti a risollevare la situazione. Che i problemi si risolvono con le soluzioni, e le migliori soluzioni sono sempre su misura.

Intanto, nella pagina “Per te” trovi un elenco degli strumenti che puoi usare, puoi iniziare subito richiedendo il tuo Profilo Grafologico Essenziale, che un focus sui tuoi punti di forza strategici è sempre un buon punto di partenza, oppure, se c’è qualcosa che senti come urgente, e vuoi che condivida con te qualche prospettiva su misura, basata su comunicare per essere nella vita, pienamente, consapevolmente, puoi richiedere una Focus Call, in questo momento, trenta minuti dedicati a te. E tanto altro, naturalmente.

Infine, ricorda che ogni cambiamento ha bisogno di allenamento: puoi usare questo podcast, per allenarti, puoi seguire “Comunicare per essere®” dal mio blog, dove pubblico testi e traduzioni, così puoi anche leggere, ogni settimana, ed iscriverti dalla tua app preferita per musica e podcast, Spotify, Spreaker, Apple Podcast, anche su YouTube pubblico i podcast ed i video, nuovi video ogni settimana. Iscriviti ed attiva le notifiche ovunque, così non perderai nessuna novità. Mi trovi sui principali social, a partire da Facebook. Se questo podcast ti piace, e vuoi farmi sapere che ci sei, ovunque mi segui, con un like, una recensione, un commento, grazie, il tuo sostegno è molto importante, per me.

Sostegno come quello che ci arriva dalle parole e dalla musica, ispirazione per la vita. Aforismi sulla tristezza del vivere che a volte, accade di sentire. San Tommaso d’Aquino: “Una sconsiderata tristezza è una malattia dell’anima; una tristezza moderata appartiene invece a una corretta condotta dello spirito, data la condizione di questa vita”. Marguerite Yourcenar: “Si può essere felici senza mai smettere di essere tristi”. Montesquieu: “La tristezza viene dalla solitudine del cuore”. Erich Fromm: “Non si può essere profondamente sensibili in questo mondo senza essere molto spesso tristi”.  L’ultimo, di Romano Battaglia: “Quando si è tristi, basterebbe uscire di casa per trovare consolazione. Il vento può regalarci una carezza che non ci è data da chi amiamo, la pioggia confondere le sue gocce con le nostre lacrime, il sole asciugarci le guance e abbracciarci con il suo calore e un fiore ricordarci, con il suo profumo, che ci sono sempre cose belle”. Il brano con cui ti saluto, è un po’ triste, ma anche nella bellezza, c’è un po’ di tristezza, e anche nella gioia, che la vita è un’armonia in cui suoni e colori sempre si trasformano, scegli tu che musica suonare, e di quali colori dipingere la tua vita. “Evermore” è il brano. Sii la tua più bella armonia, sempre. Grazie di essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“C’è sempre, una possibilità, se solo continui a sperarla e vederla” -Annarosa Pacini

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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